Notte strana stanotte
di lampioni tristi
conficcati su muri feriti
Notte strana stanotte
di ubriachi persi
che si chinano e cadono
cercando la loro anima
Notte strana stanotte
di poeti malati
che corrono e urlano
inseguendo le loro parole
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non scolora e si distingue appena dal resto del branco
il lupo senza idee è un uomo morto (da un pezzo).
Tutti a puntare il dito verso il Pierrot lunare,quel mascara
macchia fra le fronde,una fioritura sul foglio
rovina l'indaco e il verde del cemento dopo un acquazzone.
Se i motivi a rombi, giacca e calzini,congelano il buonumore,
dilaga il seppia,correzione occhi rossi e via le squame
per il dottore delle mosche
per la carta inzaccherata contro il viso.
Desaturazione al grigio,timido sorriso di chi evita
lo scontro al bivio,
di chi sussurra AAARGH al leone
sotto lampi di magnesio,
di chi teme l'inizio e la fine.
ho permesso
di giungere
all'anima mia.
Donando ogni suo respiro
avrebbe volato
o sarebbe precipitata.
Nessuno mai
è riuscito a rubarne
i battiti del cuore
penetrando
nelle sue profondità.
Ma tu
arrivato dal nulla
hai catturato
la sua essenza
facendola danzare
al ritmo sensuale
della calda tua voce.
Con occhi penetranti
hai ardentemente rubato
i suoi più lussuriosi pensieri
creando intrecci
di bollenti corpi
che giacciono ormai
nelle profondità
di irrefrenabile passione.
una donna con un foglio è protesa,
qualcuno racconta la sua storia,
dei suoi parenti sarà memoria.
C'è una donna che si trucca,
un'altra si aggiusta la parrucca,
gli infermieri a passo svelto,
il loro paziente han già scelto.
Sguardi fissi sul pavimento,
intanto il tempo passa lento,
qualcuno arriva da lontano,
Livorno, Ancora, non solo Milano.
Valigie riempite con compostezza,
trascinate con passo pieno di tristezza,
qualche signora bruna,
afferma che è solo fortuna.
Un'altra dalla capigliatura rossa,
attonita non si è ancora mossa,
la legge della vita qui scorre impietosa,
speriamo lasci ancora opportunità di cosa gioiosa.
D'incanto si ferma il tempo,
muoio di timido imbarazzo,
guance arrossate.
L’istinto di delicatezza
pervade i nostri esseri,
carichi di brividi,
contrasto di palpitio di cuori.
Mani si sfiorano nello scrivere
su quel libro ricco,
di firme regalate
da gente di passaggio.
Incontro fugace
intenso marchio a fuoco,
forza che vuole sfogare
in urlo di gioia da non placare.
Svanisce il pensiero
di pesante fardello,
alleggerito da un attimo di vita.
un inaspettato
vortice di passione
ascolto in seducenti sussurri,
m'infiammano l'anima.
Avvinghiata
da possenti braccia
do libertà
a incalzanti battiti
del mio cuore che,
ansimando,
urla il suo ardore.
Come vento,
in delicati tocchi di mani
avverto accarezzarmi il mio viso...
labbra infuocate
accendere
come vampate tremule
i miei sensi.
Trascinata da baci inebrianti,
sono ormai,
spogliata di ogni mio timore,
ogni mio pudore e dono...
dono estasiata,
le mie
più focose gocce di piacere.
ma ci credi?
Guardo e immagino il mio viso che ti guarda e ti domanda,
non lo so che sguardo ho,
non posso immaginare cosa puo provocare il mio osservarti, dopo la domanda.
Eppure ti osservo, ascolto, non ti parlo,
poi d'un tratto tu mi chiedi,
e vuoi risposte,
non ne ho,
sono affollato e popolato di domande
temo le tue risposte.
Ricordo… mio padre,
quando io ancora piccolo,
sedevo sulle sue gambe…
e il volante della sua bella auto mi concedeva.
Percorrevo le vecchie strade… felice ed attento
con la sua mano sicura pronto a correggermi.
Ricordo ancora la sua voce pacata per non distrarmi
”vai…vai così… bravo…
guarda lo specchietto e vedi chi c’è”.
Io , vedevo solo la strada che correva dietro
e non capivo.
Ancora oggi... guardo quello specchietto,
ma vedo solo un strada in fuga
che porta via i sogni che un tempo mi resero felice.
È scintillar degli occhi
la mia miglior risposta
alla domanda che mi pongo
quando calma, arriva l’alba
e prende a pedate la notte.
I forti battiti del cuore
son coriandoli di dolci suoni,
dei sette colori della vita tutta
e di profumi anche primordiali
mentre va via l’ultima onda
ancor di luce non siglata.
Andrà a confondersi lontano,
forse nel più perfetto centro
di questo mare che come me
vuole ora soltanto respirare.
per questo
vibrante sentimento
vaga l'anima mia
come barca
in balia di un
mare in tempesta.
Tra onde di
passione e dolore
trattiene in sé
respiri bramosi,
battiti tumultuosi,
ricordi di giorni appassionati.
Abbandonata
ad un destino offuscato
si lascia cadere
tra pensieri che
ululano al vento
l'impetuoso desiderio
di ritornar a quella magia
che le fece viver
l'euforia d'Amore.
nell'aria come un profumo di pesche,
il suo mento perpendicolare allo strumento,
i suoi piedi non toccano ancora il pavimento.
I primi tasti comincia a pigiare,
la melodia nella casa inizia a riecheggiare,
fa attenzione alla diteggiatura,
come chi mescola una tintura.
Il suo occhio viaggia veloce,
solfeggiando fa il segno della croce,
d'improvviso una nota stonata,
la sua faccia non appare più immacolata.
Le sue ciglia si fanno tenebrose,
meno eleganti son ora le sue pose,
torna indietro e ripete ancora,
è passata quasi un'ora.
Finalmente tutto fila,
di imprecazione centomila,
ora si alza allegra e soddisfatta,
sapendo di non aver fatto malefatta.
Va via e non mi lascia neanche un dito,
e io rimango solo con il suo spartito!
non è ancora la mia ora!
Lasciami qui a spiare
danze di conchiglie sulla riva del mare
Lasciami qui a sentire
musica di vento che fa rabbrividire
Lasciami qui ancora un po'
per tirar fuori tutto ciò che ho
fantasia umorismo e amore
lasciami qui per lenire qualche dolore!
Lasciami qui sotto un cielo di velluto nero
a vagar tra le stelle col pensiero
a parlare con la luna solitaria
lasciami qui a costruir castelli in aria!
Tempo ne avrò per pianger di dolore
tempo ne avrò per riempire le mie ore
ma tu stammi lontano
non cercare la mia mano
cambierò la mia vita
cambierò la mia sorte
ma tu vattene via... perfida morte!










