con le tue paure
tra silenzi assordanti.
Ne hai ascoltato il battito,
spregiudicato e forte
in note sfrontate
sfidando il tuo sapere,
tuffandoti in quel ch’erano
i sogni di bambina.
Alla ragione fredda del tempo,
hai insegnato al tuo ascolto
le viscere di un sentimento
per troppo tempo soffocato.
I campi di grano d’estate
bagnati dal sole intenso
tra i suoi raggi,
riflessi d’oro tra spilli di spighe
riecheggiano il mio sguardo.
Con brivido felino
scivolai nuda
innanzi agli occhi tuoi
offrendomi
con irrefrenabile libidine
come foglia al vento
soave e delicata
al tuo volermi.
Ci perdemmo
tra armonici gemiti
e gocce imperlate
di voglie.
Calde lingue
s’intrecciarono
in bocche bramose
d’amore.
Entrasti in me
dando fuoco
alle nostre carni.
Sospiri divennero padroni
di corpi ansimanti,
vibranti.
Spasmo di infinito piacere
avvolse richiami
di cuori pulsanti…
e fu estasi.
Scende
s'una perla offuscata
una goccia
d'un rinato amore...
Incanto,
meraviglia nel cuore
scoprire
quanto tempo perso.
Cacciando
quel passato e abbracciando
il nuovo ritrovato: "Noi,"
cresciuti,
forti ed equilibrati,
soprattutto
nel riconoscer gli sbagli...
di un rapporto senza parole.
Siamo stati fortunati
perché il sentimento
non ci ha abbandonati...
facendo largo
al malefico orgoglio, spietato.
Complici, mano nella mano
camminiamo ora
lungo quel ruscello che
scorre in fiume
e getta in infinito mare, la vita.
che una speranza non esiste
e tu ti eri illuso di pensare
che potessi capire, ma cosa se nessuno poteva
darti una risposta, quella che volevi
per te ed i tuoi cari
Chi vivrà come te
via di scampo non avrà
e la gente intorno morirà
giorno per giorno
come è successo a noi
Forse avresti vissuto in modo diverso
lei però non ha voluto
Forse hai provato senza sapere
a scacciarla con tutta la tua forza
Possibile non è stato
Ci ha costretti a vivere nell'incertezza
e farci domande dubitando
Non eravamo adatti per proteggerci bene
da questa nemica, che ha invaso il nostro cammino
sin dall'inizio in giovanissima età
Molti perchè scivolati nell'abisso
della terra discussa, che si è sentita sola ed impotente
La demenza vascolare brutta malattia
"Se vuoi guidare la gente, devi sapere dove andare"
(Motorcycle Boy)
Due caffè
e tre sigarette forti.
Poi gli occhi si spengono,
mentre tu salti sul treno
(dei mie pensieri)
e il pesce
rosso
nuota
ignaro
(in un barattolo).
Laggiù, in fondo alla stanza,
dalla finestra socchiusa
arriva il rumore
del mare.
È così
che si sogna.
Sempre in attesa
che le acque si calmino
e che i suoni delle vie
addolciscano
il fluire
del
tempo.
Avevamo paura
dell’undicesimo piano,
della puzza di piscio
che saliva
con l’ascensore,
dei baffi del gatto,
delle pistole scariche.
Avevamo paura di tutto.
Tu battevi colpi sul vetro
per uscire e cominciare
una nuova vita,
invece io
non
parlavo mai del futuro-
niente progetti, solo sogni.
Non c’è via di uscita per me
che non ho alcuna voglia
di scendere
per poi
tornare
su
.
“Io ero semplicemente un passo più avanti di loro. Che fosse un passo verso la merda totale allora non lo sapevo.”
(Christiane Felscherinow)
C’era un viso piccolo
affacciato alla finestra
cornice d’un quadro bianco
e poi quella trincea sicura
in cui camminavamo sorpresi
nell’ insieme dei colori
verso un mondo ad occhi aperti
che più non sarebbe stato
ma si poteva ancora sognare
e tenendomi per mano
accompagnavi quei sogni ai ricordi
e i ricordi alle illusioni
che fan cazzotti in continuazione,
li vedi spesso in televisione,
son famosi in ogni Nazione.
Uno grande grosso e barbuto,
ti solleverebbe con uno starnuto,
l'altro dagli occhi chiari che splende di beltà,
in molti lo chiamavano Trinità.
Con loro se ne vedono delle belle,
di risate a crepapelle,
e sa han fame e son da soli,
te li ritrovi a mangiar fagioli.
A volte sembrano due matti,
interpretando due super piedi quasi piatti,
alcune altre fan finta di litigare,
mentre con gli ippopotami gli piace stare.
Le loro leggendarie battute,
son da tutti risapute,
mentre le loro colonne sonore,
le conoscono persino le suore.
Hanno accompagnato intere generazioni,
per i più piccoli anche meglio dei cartoni,
film visti a ripetizione,
sempre come se fossero in prima visione.
Ancora oggi vengono riproposti dal palinsesto,
li rivedo volentieri anche se con occhio più mesto,
in ricordo di anni che non torneranno più,
quando loro erano l'appuntamento fisso alla TV.
Non volevo però lasciar alla nostalgia nessun richiamo,
Bud e Terence mi direbbero: ' Altrimenti ci arrabbiamo',
allora con un barattolo di marmellata mi siedo sul sofà,
e congedandomi scrivo: ' Solo Puffin ti darà forza e grinta a volontà'.
Ho scelto te
nonostante
la distanza di mezzo,
i limiti di spazio e tempo,
con il dolore
di non vivere
per ora
pienamente
questo nostro Amore.
Perché solo il tuo sorriso
la tua risata
accendono ogni parte di me…
Perché hai sempre nutrito
non solo me,
ma soprattutto Noi
soffiando via
ogni nuvola nera.
E continuo
a scegliere te
ogni giorno
perché sei tutto quello
che mi mancava
per poter urlare
che l’Amore
e la Felicità esistono…
in carne ed ossa.
Perché sei tutto ciò
di cui ho bisogno
per sentirmi
vivamente completa.
Perché nessuna ricchezza
vale più di te…
più di Noi…
né case sfarzose,
né gioielli sfavillanti,
né auto lussuose.
Ho scelto te
perché anche tu
per primo
hai scelto Noi
oltre i limiti di
spazio e tempo.
E continuo
a scegliere te
ogni istante
perché solo tu
sei l’unico capace
di illuminarmi la vita
proiettandola in un futuro
con l’unica e vera
essenza dell’Amore:
due cuori
ognuno con
una propria ala,
sì,
ma che stretti
insieme intraprendono
vortiginosi
voli d’ardore.
E per chi si ama
non c’è condanna…
ma solo un’unica anima
che spogliata
di lacrime e dolori
ora indossa
passioni e vibrazioni.
Certo che noi umani
siamo veramente strani
vogliamo soprassedere a Dio
già, sedercisi proprio sopra
… a Lui, che tutto governa.
E tratteniamo capro
ad espiazione dei nostri peccati
trattando i nostri simili
peggio di cani e spiccioli.
Lasciamo che sparisca un Tibet
in una voce grossa
come priorità del ricco
in un vaccino, perché darebbe
lavoro al povero. Inconsapevole
della sua preziosa vita
senza la quale, cadrebbe
dallo sgabello di ricco.
E non consideriamo il globo
che persiste nel suo peso
col rimanere a galla.
Avesse mai un’orbita
preassegnata
su cui sdraiarsi!
Racchiudo
la tua
immagine
in una bolla
di sapone.
Con un
leggero soffio
la oriento
verso di te.
La rincorro
e la lascio
scoppiare
sul tuo corpo,
in prossimità
del cuore.
Con un
delicato bacio
inalo
il suo profumo
e lo lascio
penetrare
dentro di me.
restano incatenate e opprimono la luce del giorno
Le dedico a te, che resto a guardarti, in una foto
sorridente, dentro un cassetto vuoto
di soli pensieri scavati nella terra smossa
tracciata da confini irraggiungibili
Nella luce del sole riappari
ed è come, se volessi parlarmi
dirmi quanto ti manco
pensando a lei, ad una vita finta
impegnata a domandarsi spesso.
Forse ha smesso, ed è questo che conta
quando trovi riflessioni
si schiarisce la mente, che più non pensa
guarendo, disturbi immaginari
nella notte di queste lacrime
che copiose rigano le gote
di chi ancora ti desidera.
Ti sogno ancora,
nel corruccio di chi consapevole comprende
che la morte non lascia scampo.
Ti sogno ancora,
nell'infinita certezza
che il filo spezzato
un giorno si rilegherà
per ricongiungersi nuovamente.
Ti sogno ancora,
nell'intimo dell'universo
del mio cuore,
che il giuramento d'amore
fatto sul ciglio della tua vita
saranno mia scialuppa di salvezza
per sigillare quell'addio temporaneo
in perpetua certezza
che un giorno in cielo ci rincontreremo.
Ti sogno ancora,
nel profondo distacco
che il destino ci ha inflitto
spaccando a metà
l'inferno e paradiso
che questo amore mi dà e renderà.
Ti sogno ancora;
a mani vuote e cuore pieno
di dolore a segnare i miei sogni
con l'ombra della tua carenza!
E ti sogno ancora, e ancora tanto ti sogno,
perché nel sognare
brilla un barlume di miraggio sospeso,
che mi lega ancora a te
ed è per questo che...
Ancora ti sogno inevitabilmente!










