Sotto questo cielo immenso,
annodo lembi di cielo
mi trasformo in sogno
e vado a cercarti

Ho rubato pensieri per adornare
fogli con rami d’inchiostro,
tutte le parole che volevo dirti
si sono trasformate in stelle

I baci son diventati angeli
siedono sulle nuvole
a srotolare gomitoli
con sfumature di rosso e di viola

Scivolo tra terra e cielo,
mi confondo tra le nuvole,
una fontana guizza,
festosamente singhiozza
colori di luce dalla tavolozza.

Gli alberi sono in festa
con i loro colori e profumi
per inebriare l’amore,
scaglie di luce sul tuo viso.
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Profilo Autore: Antonietta Angela Bianco BGrZv*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 25-07-2021

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Il candore delle tue fresche mani
al piacer sorge effimero desio
di averti mia senza piani
come uccel libero nel bosco
ma son tanti i massi
tra i nostri sentieri
coi quali ci incontriamo
sempre più sereni
e senza più canzoni ancor domani
dimandi tu serena la voce ancora:
Ti amo mia amata come fosse allora.
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Profilo Autore: Fone  

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La mia speranza è Signora
che vuol vedersi allegra
quando prece e ogn'ora
con canti da cinciallegra.

Vuoi forse chiamarla beltà
essa è piacevole al core
essa piace nella sua regalità
essa è come fosse istesso amore.

In quanto da per gli occhi
- come nei poemi classici -
una dolcezza antica che è amore

rende il mondo un trastullo di balocchi
ed è  gaudio e gioia nei suoi apici
sorpresa arcana quando fa clamore
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Profilo Autore: Fone  

Questo autore ha pubblicato 80 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

File di fragole selvatiche
attraversavano la brughiera,
cercando posto tra i viola della lavanda.

Un sentiero e un portone in ferro,

percorrenze senza ritorni

mi accompagnavano per poi abbandonarmi.

Avevo vestiti nuovi e fissavo

un cielo plumbeo striato da grigi nembi,

nel cuore e nella mente l’insensibile

suo tocco,

la sua voce oramai eterea e lontana.

Questo ricordo.

E d’esso avrei voluto raccogliere uno stralcio d’erba

e portarlo con me in quel giorno d’aprile.

Era tempo nel pendolo che non scorre mai e io...

Come sempre ero lì
e come sempre incontrai un viandante.
«Posso amico lasciarti un pensiero?»
«Qual pensiero vuoi dunque abbandonare a me?»

Era cosi quel vento bizzarro
che incontravo nel campo dei miei silenzi.
L'aquila nera volava alta
e fra le mani incrociate
stringevo il freddo.
Decisi di non incontrare più il vento,
ma non potevo sottrarmi.
Avrei voluto confidare l'anima a Emy Swonson.
Provai a sussurrare
senza parola, senza conoscere lingua.

Era un giugno dal profumo di malva
e lei riposava davanti a me.

«Ti prego vento amico,
tu che vai fra lapidi di pietra.
Vedi? Emy è sepolta lì...
Portale questo cuore,
non posso spostare il mio peso di morte,
fallo tu che ogni giorno
sei così gentile da fermarti sulla mia tomba».

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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Le più prudenti cure
Mia amata da te spero
Come un saluto ad un amico
Come la pioggia dopo l'arsura
Come una brezza verso sera
E se mi darai di queste
Son convinto sarò felice
Ora e come per sempre
Quasi fosse il mondo
Senza nessuna stagione -
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Profilo Autore: Fone  

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Dietro la maschera di quiete estiva

che accompagnava il mio percorso

avevo paura di perdere i miei passi

nel suono delle cicale amico dei miei pensieri

nei quali tu difficilmente ti orientavi

c’erano solo gli alberi di un viale

ai lati della nostra iniziazione

nata dall’ispirazione di un paesaggio

apparentemente sempre uguale

in realtà coltivato con i piccoli semi

del cambiamento

sparsi dappertutto

notati solo dagli occhi più acuti

e gentili.

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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

Questo autore ha pubblicato 142 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Appoggiata ad uno scoglio
li, in simbiosi con il mare,
riflettesti su di un antico mito.
Titubante mi dicesti: Com'è possibile
che Vigo ed Altair possano resistere
invece di reputar il loro amore finito?
Ti risposi:
resistono perché per un giorno
possono reincontrarsi, è quello che li lega.
Avvicinandoti a me sussurrasti:
se quest'isola fosse delle gazze lo stormo,
vuoi essere il mio Altair ed io la tua Vega?
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Profilo Autore: Carlo Toffini  

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E mi manchi ancora
carezza d'estate
di seta a fiori variopinti
di sussulti e bisbigli d'amore
sulla mia rosea bocca
orfana di rugiada
del tuo ardore,
orfana di alacrità
nelle tue movenze,
orfana di quei fondali
nei tuoi occhi colmi
di buriana tinta di porpora,
vento caldo che incendia
il dolce miele
sulla pallida pelle mia
arsa di candore!
Ma il rancore
è un sandolino acredine
che mi porta in alto mare
come vogatore vagabondo,
e possiedo un solo remo
disuso arrugginito
di salsedine lacrime,
di quei sentimenti crisoberilli
da disperdere
nell'infinito azzurro
dove non puoi sentire
le urla disperate
dei miei lamenti,
non puoi percepire
quanto soffro la tua assenza,
non puoi immaginare
quanto mi manchi ancora,
oltre la tetra fine
di un tramonto dipinto
col guanto senza indulgenza
sul cencio insensato
del nostro fato!
Oh no, caro amor
che il seno del mio livore
ho coperto di timide illusioni
tra le frecce ammorbate d'ira. 
Oh no caro amore mio
non te lo dirò mai più
che ti amo ancor più del sole
quando illumina
tutte le sue stelle
per farle sfavillare
al suo sguardo,
come le mie rosse gote
al tuo tenero sguardo
di predilezione!
E mi lascio perdere così,
tra scontrosi fluttui
e forse un'altra onda
mi travolgerà inghiottendomi
nelle sue viscere
per assaporare la consistenza
del mio essere
come hai fatto tu,
dopo aver rubato lene
a corde di arpa
e canto di musa
le perle della mia gioia
di cui mi cibavo per amarti!
Oltremodo, oltretutto, oltremondo.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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E poi arriva pur sapendo
che cambierai tutto,
come quando arriva
una nuova stagione
nella quale rinnovi
il tuo modo di fare
adeguandoti
alle sue esigenze,
ecco per l'appunto
ti adegui alle sue esigenze
ma mai viceversa,
perché quando
arriva l'onda d'amore
sai che farai di tutto
per cavalcare la sua cresta
adeguandoti a esso
pur di non perderlo,
perché lui
non si adegua mai a te
per restare per sempre!
Ti lascerà affondare
morente di freddo
in frantumi irregolari
inesorabile sfacelo
nel cuor leso
spontaneamente gabbato
dallo schiaffo bieco
nel suo diniego
al prestabilito suo termine,
risucchiato nel vortice
della delusione
che annienta
l'anima in estasi
colma d'emozioni,
tu ne soffrirai,
e tutto questo
nella più totale
e assoluta consapevolezza
di ciò che un flirt
comporta a tue spese.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Sulla porta te ne vai
e mi lanci un bacio di quelli
che tu solo sai


Giochi con quell'aria maliziosa
una formica tra le tue mani
a cui poter fare ogni cosa

Come puoi non essertene accorto
mi hai in incastrato nei tuoi sguardi
e tua preda son risorto

Nei tuoi occhi furbi lo vedo
solo guai porterai
al luccichio però cedo

Ma che altro fare
se bello come il diavolo
sei solo tu a farmi tremare?

Io ti lascio il potere
e tra le fiamme della tua anima
mi tenti a cadere

Sarò dannato in eterno
ma con quel sorriso
ti seguirei anche all'inferno
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Profilo Autore: Pioggia di Parole  

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Te ne accendi un'altra
infiammi il mio animo
mi porti alle tue labbra
un bacio fatale
Logorante è il tuo soffio
avvinti nell'errare
L'ultimo mio rantolo
palpitante
L'ultimo tuo tiro
sicuro
Tra le volute fosche del fumo
sei già svanito
E io muoio nel consumarsi
di una sigaretta
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Profilo Autore: Pioggia di Parole  

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Vorrei essere sottile
ma il mio cuore è ingombrante 
Vorrei non farti capire
ma il mio tremore è anelante

Senza alcuna pietà 
il gesto ti rivela
la colpevole verità
che la testa ti cela

Dalle catene sguscia via
le logora assidua
la speranza mia
tra le crepe si insinua

Vorrei essere ciò che cercavi
ma son solo quello che tu usavi

E con un segreto dalle labbra sfuggito 
in un sussuro gridato
di scappare ti ho suggerito

E tu mai più sei tornato
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Profilo Autore: Pioggia di Parole  

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Tra le pieghe di un ascolto
l'incompreso apre voragini
nei silenzi colmi d'nquietudine,
i tuoi sguardi ramificano ricordi antichi sul davanzale
della vita scritta
nelle mie pagine
ancora vergini
timide da svelare
al mio cuore,
riflesso nel tuo così sincero
che ancor di reminiscenze nutre speranze scalze
in vie di non estinzioni. Danzano è incalzano
lente parole e parole
che rincorrono aliti
di momenti sospesi
nel mio braccio amico
che raccoglie stasi
incastonando lacrime assetate d'amore,
ne bacio una dolcemente
sul tuo bel roseo viso
assaporando il candore
della sua melanconia
cullata non per me!
Ti sorrido spento
lasciandomi insabbiare
nel mio errore inconfessato nell'amarti all'ombra
ancora e ancora,
e come un fuggiasco evito
di entrarti dentro
nei tuoi occhi d'ebano
ciechi e profondi
come galassie inesplorate.
Olezzo di brugmansia disegna stupore
sul tuo lamento
pregno di nostalgia slegandoti dai suoi nastri
che trattengono
le tue bigie rime.
Or sorridi sospirando
coi tuoi prediletti fiori
quei tromboni d'angelo
che assomigliano
ai tuoi umori
di parole peduncole tramontate sul selciato
della nuda realtà ripudiata,
ma tra di essi
scorgo il fiore più bello
più splendente e imponente
incolta beltà innocente
che raccolta tra le mie mani
sei sempre tu a dare
sfavillanti emozioni
di autentiche certezze
in quella rara unicità che rende vita
al tuo sguardo d'amore,
che tutto per me
avrei voluto fosse
per sorridere con te d'amore.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Come il vento dell’alba

respira la tua bocca,

il tuo sorriso mi parla

come acqua che sussulta.

I tuoi passi come onde

danzano, nelle zolle del cielo.

I tuoi occhi che ridono

nella nostra stagione,

il tuo passo leggero

come rondine vola.

Ci specchiamo nel cielo

col tepore di vita,

nel profumo di nuvola.

Un attimo di luce,

lampi di gioia,

promesse di vertigini,

sussulti di passione.

Crepuscolo d’estate

fuori canta il cielo,

cullato dal vento

e dalla languida luna.

Desiderio in agonia,

anima mia si tace,

il periplo è compiuto

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Profilo Autore: Antonietta Angela Bianco BGrZv*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 25-07-2021

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Insieme in uno spazio senza tempo

dove l’immaginazione copre la realtà

con la sua vestaglia di concrete astrazioni

tangibili nel domani

naufraghi sull’isola del sogno

rimaniamo in sospeso

tra il sole dei nostri desideri

il mare delle nostre incertezze

fuggevoli come la corrente

insieme immaginiamo il nostro spazio

allargarsi

trascendere l’oggi

per condurci nell’infinito luogo

dove nasce la virginale prosperità

di nuovi simboli

con cui ornare i nostri aurei vessilli.

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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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