Lei bacia i crocefissi

glielo dico che è solo legno e plastica

ma ha i suoi riti pagani

i suoi feticci di falsa sacralità.

Mi piacciono le sue mani

quando scarta una caramella

e se la porta alla bocca

con noncuranza, indifferente.

Potrei divertirmi per ore

a fare dispetti alle sue cose,

potrei truccarmi col suo rossetto

e indossare qualche suo foulard.

Ho le dita infilate nello stipite

quando chiude la porta

ma non soffro e rimango ligneo

e potrei fischiettare nel dolore

la marcia trionfale dell'Aida

ma sarebbe cosa da tutti

meglio un pezzo di Reinhardt,

Django Reinhardt,

che so che non le piace.

Potrei pure prendere i suoi trucchi

e gettarli nell'organico

come sfregio alla sua noiosa routine

delle spazzature incasellate.

Potrei anche chiederle di amarmi

come fosse l'ultimo respiro

e al suo sì potrei ridere di lei

fragorosamente, senza ritegno.

Ma non farei nulla di tutto ciò

rimarrei solo e fermo

su quella sedia, a rimirarla

dalla mia bianca prigione.

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Profilo Autore: Romildo Giribaldo  

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Scorgendo nell'increspato mare d'inverno,
il tuo volto,

come statua di sale,
rosa bruciata dal vento.
Ho creduto in quello spazio senza tempo,
in quell'assoluto momento,
che ti lascia senza fiato
e di vivere ancora,
di respirarti ancora.
Per poi respirare il quiete abbraccio della speranza.
Per me che ho vissuto, un istante da poeta.
Per me che vivo, una vita da sognatore.
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Profilo Autore: Vincenzo Russo*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 29-11-2022

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Siedi 
In questo umile spoglio
Di giorno sorrido
Rifletti
Non a parole
Non con voce, ma sospiri...
Che siano veloci
O rilassati
Rumorosi
O delicati

Poi gridi
Il dolore si sprigiona
Urta le porte sacre
Del tuo sorriso
Si aggrappa
Strappa e modella
Poi...più niente
Occhi vuoti
Di chi più non può perdere
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Profilo Autore: Valentina  

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Amami 

come il tuono ama il cielo 

quando d’inverno inquieta 

 le nostre teste. 

Se  con semplici  occhi 

conti centinaia di luci e piloti le ramificazioni 

sbatti le palpebre e ti perdi nel mare che tutto sorregge .



Allora amami 

con immenso amore 

e abbi cura di ogni singola goccia 

per questo nostro stare  insieme. 



C’è meraviglia  in ogni cosa .


-Poi verrà il cielo chiaro 

e saranno nuvole senza suoni . 

 

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Panchine
che odorano di legno
bagnato
e le luci
delle strade mie

vorrei solo mi lasciassero andare
verso quei tratti dell'immaginario
di rugiada e pioggia.
A riscaldare i piedi tuoi scalzi
di lenzuola e poesie.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Restai sola
nel primo mattino,
nella serenità di un filo
tra gli alberi, stesa.

Sapendo che di ritorno
lei, nel cielo d’un caffè
tra le pagine di un libro,
mi avrebbe ripresa.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Veglia: L'alba ritorna con la sua oscurità
La terra è addormentata, ancora 
Oppressa dall'autunno
Il cimitero si erge come una città
Con calde candele che fanno da faro 
Fiumi cenerini scorrono con affanno
Traghettano con carontica calma i detriti
Su essi si stirano e si ritirano depressi
Gli argini infreddoliti e le acque infestate
E osserva i loro passi un cielo torvo
Gravido di pioggia
Pesante come massi
Scheletri di case sorgono dal mare grigio
Come barche mai pronte a salpare
Come bare ci si posano i corvi
Alberi caduti come cavalli in battaglia
Portano i segni di pesti e tempeste
E io, con la nebbia alle caviglie
Soffici catene che mi stringono i nervi
Passeggio, con far triste, tra i pianti
Con la testa poggiata nelle vesti di seta;
Questa è la vestaglia, col color delle conchiglie
Questo è il velo con cui copro il mio corpo
Questi i guanti, bianchi come la neve
Passeggio, con far triste, tra le piante
La pioggia i loro resti non li disseta
E provo io con le mie lacrime vermiglie
Ma il sangue non fa bene a chi beve
Dove andrò ora con questa veste linda?
Il fango e gli stagni la renderanno un cencio
Come salverò il mio corpo intatto?
Non lascerò che i corvi lo divorino
Passeggio, con far triste, oltre il ponte
Io aspetterò il mio sposo in cattedrali abbandonate
L'acqua santa mi disseterà nel giorno
Di notte io riposerò su marmo freddo e avrò conforto sugli altari sconsacrati
Perché lì sarà, nel buio, che il cielo si aprirà
Carri di fuoco annunceranno le mie nozze
Le vesti del mio sposo varcheranno i nubifragi
E gli angeli mi faranno da damigelle
Sulla terra i suoi piedi daran vita ai manti morti dell'autunno
Tante foglie faran fiore
Gli alberi torneranno forti con frutti nella chioma
I maremoti cesseranno sulla costa
Il cielo si desterà dal coma, come d'estate
E blu sarà
E il terreno tornerà come morbida porpora
Mai più turbamento tra la terra.
Vieni, sposo, la mia lampada è accesa
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Profilo Autore: Ealain  

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Quant’è bello tenerti fra le dita
lamina d’acciaio che ben ti presti
ad insinuarti dentro di me

Ancor più bello è vederti rubina
solcare questo immenso dolore
baciare ogni atomo di me

Bello è sentirti sussurrare
quanto solo tu mi ami
e quanto egoisticamente mi vorresti
Solo tua

E poi io ripenso al sollievo che ti segue
al dolce e pungente sapore
della tua lama sulle mie labbra
quando assaporo il dolore portatomi
via da te

Ma come posso vivere
una vita senza questo
quando solo tu capisci
il senso di oppressione
di dolore e solitudine che circonda
il mio cuore.

Se al tatto sembri tanto fredda e dura
come per incanto mi tocchi e liberi

di questo agghiacciante Vivere.
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Profilo Autore: Valentina  

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Risultato immagine per autunno

Ottobre a colorar paesaggi

terra ad emanar profumi intensi,

e riempir nari e polmoni.

Ciclamini, foglie e ghiande,

mosaico a tappezzar i sottoboschi.

Ottobre il tintinnar delle castagne,

orchestra a tonfo d'allegria
un scoppiettar gentile.

Viali illuminati di colori,

e strade viscide, fangose

pioggia a marcir la verde estate,

in cadenza di fogliame,

piume al vento a farsi cullare.

Ottobre, malinconici pensieri

ricordi ad andar in altri autunni,

ove il cuore inciampa e torna indietro,

ai tempi d' amor e affetti,

ove lieto lo sguardo espandeva

su chi ieri è andato altrove.

Nostalgici autunni

avete perduto foglie, parenti e tante genti.

Oggi rinasci nuovamente, festoso e colorato.

Ottobre ogni anno arrivi e dilegui
come gli amori mancanti!


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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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La notte il fiume

le onde i gridi.

Gelida è la tristezza

più freddo il fango

una fatica per raccogliere

i ricordi di una vita…

Posso solo lasciar

ferma la penna

e permettere

agli angeli

di ricostruire.

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Profilo Autore: Fone  

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Attraverserò
con animo fiacco
il portico del disagio
per raggiungere l'incertezza intarsiata sulla tua soglia
nel concedermi ristoro, svelando successivamente
la vera impronta
del tuo cuore
mentre incrociano
i miei occhi
nel scrutare le tue rime
tra le mani bascule
nell'accogliermi quiete,
o respingermi omettendo grovigli di gemiti
da scordare ipso facto,
oltre quella porta legnosa
decifrata in indifferenza
che gela il fiato!
Opzione ineludibile
tra albo e fosco.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Angeli di ferro battutti dal vento

all’ingresso di una chiesa

il crepuscolo è un attimo

che cancella per una notte

l’ultimo raggio di conoscenza

ali inossidabili continuano a vegliare

dall’alto del loro volo ammansiti mortali

i loro passi lenti sul sagrato

fendono la sera nella ricerca

di una speranza da abbracciare al risveglio

un’alba si intravede

al lume delle candele

che illuminano icone

adornate di sacro respiro

la notte è già passata

nonostante il buio lì fuori.

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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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L'attesa!

 

Il mare crogiola nella sua acqua,

onda su onda ad infrangersi su riva.

La nave attende di salpare,

ed il gabbiano di volar oltre le scogliere.

il giorno attende la notte e

la notte il sole ad invigorir la vita.

La vita è attesa, racconto da fotografare,

storia da poter proseguire,

la vita attende di esser vissuta,

fermoposta da consegnare.

Attender qualcuno o qualcosa,

episodi da chiuder ed aprire.

Ed un vuoto da colmare.

Una spiaggia calpestata,

ed un pattino da salvataggio

in attesa di soccorso.

L'attesa non ha finalità di fine

ne logica, ne illogica,

è stasi di vita quotidiana!



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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Dondoliamo su di un'altalena,
Guardiamo il sole,
Ma siamo attratti a terra.

Dondoliamo su di un'altalena, 
Siamo attratti a terra,
Ma guardiamo il sole.
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Profilo Autore: Lava  

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Quando riguardavo la mia immagine
Sotto l'orsa a studiar le carte
Vedevo tutto diverso
Come se nel cielo
Il lento muover delle stelle
Avesse cambiato verso.
Così rimembro io
La perduta voce
Di quell'amore che volle
Lasciarmi solo
Ma più tremendo
Insieme con il corso
Del cielo trepidante
Ed il filo d'erba che mi sostiene
Cambia al variare della stagione.
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Profilo Autore: Fone  

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