Quando riguardavo la mia immagine
Sotto l'orsa a studiar le carte
Vedevo tutto diverso
Come se nel cielo
Il lento muover delle stelle
Avesse cambiato verso.
Così rimembro io
La perduta voce
Di quell'amore che volle
Lasciarmi solo
Ma più tremendo
Insieme con il corso
Del cielo trepidante
Ed il filo d'erba che mi sostiene
Cambia al variare della stagione.
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Profilo Autore: Fone  

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Io in Islanda non ci sono mai stato
Mai nello stato di ghiaccio e fuoco
Ma istanti freddi, fermi in quei cieli distanti
Mi affondano immaginando di immergermici dentro
Solo soletto al mio caminetto arroccato
Cantando sgolato e a denti stretti
Gelato su quell'isola senza germi

Quella lingua dura di mare tra mura
Di scogli e scaglie di lava che lavano
Tutto lo sporco da cui ora fuggo
Che posto pulito
Zero nasi ficcati e zero noise
Niente traffici imbottigliati tra casoni a caso
Che ti inquinano anche dentro
A forza di contatto con tanto schifo

Ma un pezzo di pazzo pensereste di me adesso
A chiedere asilo in quell'antro
Ebbene sogno soltanto, lasciatemelo fare
Spero che da qualche parte un faro
Ci sia in cui mi farò guardiano del mare
Custode del mio niente
Tutto questo in mente
Tutto questo sognando ingenuamente
Di far la mia locanda
Certo non calda, ma sicuro candida
In Islanda 
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Profilo Autore: Ealain  

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Spesso la parte concupiscibile di noi stessi ci porta a scegliere una beatitudine in apparenza luminosa, ma che poi si rivela una semplice allucinazione che non proietta nessuna luce propria. Dopo un periodo di falso giovamento ci si rende conto che stando nudi si incomincia ad avere freddo. Dunque dalla caverna tenebrosa costituita da miraggi luminosi apparenti veniamo liberati dalle catene che ci tenevano prigionieri e usciamo fuori da ciò che ci ha tenuto lontano dalla ragione per rivedere la luce e la realtà.



Dal tunnel nero scavato nella roccia

la corteccia si è schiusa

e ho ritrovato il lume dare ardore.

Ho rivisto il mio universo risplendere,

in seguito al viaggio nella caverna

portatrice di miraggi passeggeri,

e ho rivisto il sole.

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Profilo Autore: BrunoFP  

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L'autunno disegna lampi,
i temporali tuoneggiano
illuminano d'aspetto
la forma spessa e legano
il clima sereno
a quel felice contado
in cui menano
poesia e canti
in tanti
come cauterio ameno.
Vivo giornate effimere,
al limite della soppravivenza
come chi non ha e brama avere
catarsi
e ci pensa
infatti lascia alla forma il suo aspetto
e lancia lenza
nel profondo per cercare una forma ideale:
nel suo ideale è donna
e decenza.

Così questo noto
ammira la sua amata
è infatuarsi e chiedersi:
"cosa può cambiare?"
Scrivo ed accetto
sia giusto per essere
ma non toglietemi la profondità
altrimenti non avrei materia
con cui perforare questa amata
e sentirla infinita e mia:
come l'ostro,
che biancheggia le nubi notturne
di lampi che fanno apparire al cielo
forme poco note
ed è la mia donna simile
- sempre nuova -
un chiaror vespertino
che viene e va
appare e sparisce
d'un tratto
e mi lascia 
e mi lascia
parlare al silenzio
ed amar qualcosa di altro:
senz'altro fuoco e Ginevra.
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Profilo Autore: Fone  

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Appoggiata davanti al davanzale,
l'orizzonte
si nota una lontana linea invisibile all'occhio umano
io, schiava dell'abitudine e dei negativi pensieri
guardo l'infinito,
ripensando i percorsi del mio cammino.

Ci sono buchi oscuri davanti ai miei occhi
oscillano come mosche in estate in cerca di cibo
poi si fermano come aver trovato il nido ben fatto.

Un colpo di luce piacevolmente, arriva senza preavviso
entra senza bussare,
sa che può farlo in quell'istante
tu notte,
compagna dei miei viaggi,
in silenzio te ne stai
e nel tuo silenzio,
hai acceso la luce della vita.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 30-04-2013

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Il dominio
delle passioni
distrugge
l'uomo coerente.

Salvami,
almeno tu
dal fardello
dell'inconsistenza.

Levami
il cuore
dal petto.
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Profilo Autore: Alessandro Tcholi  

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Brezza leggera scuote foglie
in frescura s'accendono voglie.
Domenica di luglio rovente
pensiero diviene più ardente.
Scruto mare sempre più calmo
potrei toccarlo, è quasi a un palmo
ma resto qua ad aspettare,
non sarà oggi, forse domani
o un altro qualunque giorno
mai mi stancherò
di sognare il tuo ritorno.
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Profilo Autore: genoveffa frau*   Sostenitrice del Club Poetico dal 20-07-2021

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Ho attraversato 
con grande tranquillità e naturalezza
l’inquietudine

Ricordo il tonfo e l’iniziazione
Dimensioni altre si nascondono 
tra le pieghe del giorno 

Memorie contro la vita 
all’ombra del talamo.
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Profilo Autore: Lilith50  

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Cos'è un soffio di vita
nelle fantasie di un giorno
che vola sulle ali di un sogno! È una forte brezza di libera volontà di vivere realmente quella libertà di esistere realizzando quella chimera che scorre nelle vene
senza arrestarsi mai, scalfendo il domani
con l'identità di chi
non teme sconfitte
del tempo trasversale, inondando sporadico
le vie del mio incedere armigero animosa di trionfi nel destino che traspira
umori contrastanti,
senza insabbiare mai
la dolce luce di rugiada
che vuol fulgere agli occhi della tenace speme
ciò che nel cuore urla
con veemenza
contro il turbine dell'ostilità,
a contrastare ciò che
nelle radici del karma
ha biforcato incastrando
ciò che contro ogni avversità deve ineluttabilmente originarsi come diadema
che cinge la sorridente anelata vittoria,
scettro tripudiato
contro sguardi travisati
da turpi stizze
a svelare amorfi bagliori
del loro ispide cuore
bisbigliando parole tonfe
gettate nel fango imposturo che veste la loro indole,
valorizzando solo
la stoffa del mio coraggio.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Conto luci di stelle
nello spazio sperduto
e una torbida scia
di un aereo a reazione
in fondo appare.

E nell’immaginario:
quali diverse genti
e quali direzioni
dei lor vari pensieri
ridenti o forse tristi
mi sovvengono.

Or riguardo le stelle
in cima agli orizzonti
intro a lontani mondi
fantasticando e perso
nei sogni più arditi,
e una tenue tristezza
che accarezza il mio cuore
nella tiepida notte
mi consola.
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Profilo Autore: Aug94  

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Un istante,
non è che uno scatto
immortalato nella prigione
dell'inafferrabile secondo
per liberare l'attimo
nella spontaneità
di un'ancestrale
ricordo utopico,
da portare dall'avito natio
dell'essere congruo
ampliandosi
nel rotocalco senza tempo
del cuor sensibile
in sua vita
a incensare la sua essenza,
una bella atavica
fotografia vintage
a cancellare talvolta
astrusi cacotopie
in un giorno futuro
tra le mani trasognanti,
quando asciugheranno
armoniosamente
nella tristizia tutte le lacrime
quelle gemme d'emozioni
che non appassiranno mai
tra vestigi e florilegi
decorati nel presente
che arranca,
ricamando senza sosta
istanti per cui vivere,
istanti per cui morire,
sul lembo del fato
che avvolge di stupori
da assaporare
con consapevole incontestabilità.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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L'acqua al rivo
gorgheggia
la terra e riarsa
ed il sole abbacina
sembra la terra
bagnata ma è deserta
sembra la terra
nuova ma s'inchina...
Il nuovo sol discende
al meriggio
verso nuove terre
e sembra la sera
anch'essa leggera
e vicina ...
con essa sembra
nuova la notte
e più prossima
l'alba
a cui l'alma
s'inchina.
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Profilo Autore: Fone  

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Quel magone che ti prende

improvviso e inesorabile

e quelle lacrime copiose,

non comprendi, o forse si.

A niente servono le cose

che ti circondano,

ciò che vorresti non c'è,

è allora che il silenzio

si fa pesante e le spalle

si curvano rassegnate

nelle pieghe dei perché.

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Profilo Autore: genoveffa frau*   Sostenitrice del Club Poetico dal 20-07-2021

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Grandi luci la stazione
La notte disfa architetture
Inganna e deforma
nature oscure in curva

E' diluvio di parole
Accesi brusii albergano
il fondo della corteccia
Lenti risalgono in superficie

Agiscono sotto pelle
Potessi sfuggire al pensiero!
Ma sono solo corsa e inciampi
mentre svanisco

L'alba è un incendio. 
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Profilo Autore: Lilith50  

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Le anime misteriose all’imbrunire,
raggiunsero la casa,
scalze nei piedi in un mantello bianco,
lucenti mani dalla pelle rasa,
parve nella penombra di sentire
un fremito nel fianco,

morto dalla paura quasi sbianco.

Certo son vere e sono ritornate,
e s’apre il mio sorriso,
un rosso fior di campo vien reciso,
ai primi dell’estate,
dove nelle balere fan ballate
gruppi di anziani ancora scintillanti,
ruotano in girotondo,
mentre di lato una coppia di amanti
si gode con ebbrezza il vecchio mondo.

Il fiore nel frattempo si è seccato,
è quasi primavera,
un fresco venticello, lo respiro
e un lieve capogiro
mi cinge e m’accompagna fino a sera,

con l’imbrunire incontro alla balera,

dove gli anziani mano nella mano,
forse è l’ultimo ballo,
il sole che compare, ancor lontano,
viene annunciato dal canto del gallo.
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Profilo Autore: Aug94  

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