Luce,
luce solare che illumina e mi scalda
quando il cielo è scuro ed io ho freddo,
luce soffusa quando cerchi carezze
quando furtivamente ti nascondi e guardi.
Luce,
luce forte che mi fa vedere s’io non vedo
quando qualcuno nel buio si nasconde,
luce molto forte ma mai abbagliante
quando sulla strada mia ci sono intoppi.
Luce,
luce sempre calda e mai fredda
quando dentro mi si gela il sangue,
luce bianca ma non artificiale
quando la notte brancolo nel buio.
Luce,
luce lunare che mi fa guardare il cielo
quando in terra qualcosa mi delude,
luce soffusa ma che mai si spegne
quando la notte cerco tenerezza.
Luce,
luce diretta che penetra le tenebre
quando io m’attristo e penso la morte,
luce continua e mai intermittente
quando mi nascondo ed ho paura.
Luce,
luce dei miei occhi che mi fa vedere
quando avvolto sembro un vero cieco,
luce intensa e viva che mai consuma,
luce d’amore che m’illumina la vita.
che ora è piena di brusche onde
Cosa vuoi fare da grande?
Vite
ad asparizione relegate
d’essenza compresa
nel momento d’assenza. Ma
come ogni cara persona insegna
il tempo può tramutare e farsi
prezioso alleato.
Nuda la vita e cruda. Immatura.
Dal sapore che non piace.
Nel addobbo il paradosso
con il solo vestito giusto addosso
… prioritario il gusto. Mentre noi
per travestirla scorriamo cataloghi.
Marchi di mode e modalità in griffe
per mantenerci invisibili
tra personali dispiaceri.
Terreno e tempo marchiamo a fuoco
e dal numerino priorità acquisiamo
… per il forno crematorio
- dalla padella alla brace -
Alimentiamo il sistema
di questa società d’aria
acqua e terra distante
che vagheggia passioni
gonfiate a piacere
anche a l’esterno
del proprio spazio.
Per voglia
che intraprende altra strada
diversa, non più … la nostra.
il tuo cuore pulsare.
Vorrei avere
tra le mani
le tue
per sentirne il calore.
Non riesco a dormire,
mi alzo all'alba...
Nell'aria
c'è profumo di te…
del nostro amore.
Non so stare sola,
l'emozione
mi sale in gola
ho paura.
Nostalgia
del nostro vissuto,
cosa non è andato?
Hai preso tutto di me,
come la marea
ingoia lo scoglio
lasciando attaccato
sostanza vitale.
Dentro me
non ci sei altro che te,
abbandona quell’orgoglio
che t’allontana.
Ripercorri la strada
quella che ti riconduce
alla ragione di noi.
E' finito un inverno
che sembrava un inferno
dove ombre di vita
chiuse dentro in lager di vetro
non avevano più sogni da raccontare.
E' finito così
arrivato nel silenzio
e sparito con un ultimo soffio di vento.
Ora il sole sembra più caldo
si respira un po' meglio
e si sveglia quella voglia
che solo lei sa dare.
Primavera di sogni
quelle ombre da troppo tempo
chiuse li dentro
puoi dare speranza
dentro giorni migliori e sempre più caldi
non dovrà essere più un inferno
ma un bel manto fiorito
con sopra tante stelle
che ritornano a brillare.
come l'onda allo scoglio
la parola sul foglio
come la vita che scorre
parallela al ricordo,
e non ci sarebbe giorno
se non ti avessi attorno
iniziando dal primo buongiorno
che mette d'accordo il mio animo
con tutto ciò che mi fa da contorno.
Ed io t'appartengo
come il canto del cigno
al poeta il sogno
i ritratti di un disegno
un miracolo che lascia il segno,
come un sogno al risveglio
di due perduti amanti
avvinghiati nel letto...
Come il tuo perdono
ad ogni mio fatidico difetto.
Dov’è che siete andati
Il nostro
solito punto d'incontro
a tarda sera,
quel vicolo stretto
nascosto sotto balconi
di stile barocco.
Nessun occhio indiscreto
ci poteva vedere.
Ci trovavamo
come ladri
del nostro sentimento,
a rubare con forza
baci d'amore
che si coloravano di rossetto.
Le dita sui corpi
cominciavano a danzare
stropicciando
abiti di seta,
non bastava...
ma il tempo correva.
Mi sentivo viva
con te e tu con me.
Non ci restava altro da fare
che sperare, o una spinta
al destino dare.
Come antico e ritrovato canto
fa’ in maniera, del destino essenza,
che io mi possa raccontare al mondo
su promettente nota a me concessa.
*
Nessun frastuono tu vorrai attorno,
d’orpelli e luci radierai le ombre,
soltanto un certo azzurro innesterai
tra le stagioni con me protagonista.
*
Al limite dell’assegnato cosmo,
il mare metterai a far da guardia,
di cuori innamorati una sequenza,
dei sogni l’eco a prova di bomba.
*
Mi rubi un sorriso e m’imbevi
ogni volta, di lucenti atmosfere.
E’ cosi che, poi, t’agghindi
e m’accogli
tra due righe di parole.
E’ cosi che,poi, ti spogli
vieni fuori dai miei veli.
E mi prendi,
in cuor t’accoccoli,
tra versi di baci,
in un’alba furente
nel silente tramonto
o sul mare
di spuma ed onde.
Fai l’amore ovunque vuoi
sei canto mio
ad anima aperta
accendi il fuoco
del mio tepore.
Tu mi turbi, tu mi rubi,
mi fai bella e m’innamori.
Sei amore tra gli amori
e sei tu, solo tu, o
mia poesia!...
in effetti non hanno tutti i torti,
vi riposano tante e tante persone,
che vi han preso posto in ogni stagione.
Ti accorgi subito di essere nei suoi pressi,
se vedi la tua ombra mescolata a quella dei cipressi,
all'ingresso flaconi di svariate candeggine,
di litri di acqua ne trasportano a dozzine.
Dentro cappelle di ogni forma e dimensione,
in cui l'estro dei parenti trova la sua espressione,
marmi di ogni colore e fattura,
con in comune solo la temperatura.
Sulle varie lapidi date di nascita e di morte,
numeri che sembrano quasi estratti a sorte,
la foto più bella messa in primo piano,
di colui che è proprio lì ad un palmo di mano.
Si odono poche e meste voci,
unitamente a passi pesanti e veloci,
vasi di vetro con cui il tempo puoi contare,
scandito dai bianchi anelli di calcare.
Dentro fiori nuovi , vecchi e finti,
si intravede una vedova dai capelli tinti,
in una celeste corrispondenza di sensi giunge le amorose mani,
facendo rievocare nei passanti dei più famosi versi foscoliani.
Faccio visita ad amici parenti e conoscenti,
anche se alle lancette occorre stare attenti,
conosco il custode ed è una persona cordiale,
ma nel chiudere i cancelli è assai puntuale.
Per i cari defunti allora una breve preghiera,
ormai vicina è già la sera,
tra l'altro qui non prende il cellulare,
e vorrei evitare di scavalcare.
Mi avvicino all'uscita con passo veloce,
lì vicino è issata una grande croce,
la guardo, la solfeggio, le dedico un inchino,
e uscendo affido a lei il mio destino.
ripercorri vibrazioni immerse
ed è poesia, un passato
che distingui appena
in cerca di ricordi piacevoli
abbracciati dal cuore
da un misto di sapere
vacante connesso
ad una suoneria
forzata. Indesiderata
la apri, vedi se qualcosa c'è
a darti armonia oltre ai sogni
scoprendo che sono gli unici
ti danno tutto, non manca niente
Dopo, un respiro lento senti
e per un istante, dimentichi
chi sei, qual è la vita
cercata, fra righe armoniose
narrate, nei sentimenti, condivisi











