Luce,

luce solare che illumina e mi scalda

quando il cielo è scuro ed io ho freddo,

luce soffusa quando cerchi carezze

quando furtivamente ti nascondi e guardi.

 

Luce,

luce forte che mi fa vedere s’io non vedo

quando qualcuno nel buio si nasconde,

luce molto forte ma mai abbagliante

quando sulla strada mia ci sono intoppi.

 

Luce,

luce sempre calda e mai fredda

quando dentro mi si gela il sangue,

luce bianca ma non artificiale

quando la notte brancolo nel buio.

 

Luce,

luce lunare che mi fa guardare il cielo

quando in terra qualcosa mi delude,

luce soffusa ma che mai si spegne

quando la notte cerco tenerezza.

 

Luce,

luce diretta che penetra le tenebre

quando io m’attristo e penso la morte,

luce continua e mai intermittente

quando mi nascondo ed ho paura.

 

Luce,

luce dei miei occhi che mi fa vedere

quando avvolto sembro un vero cieco,

luce intensa e viva che mai consuma,

luce d’amore che m’illumina la vita.

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Profilo Autore: Giò For  

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Tornerai a spogliarmi piano.
Le tue vesti sfioreranno il legno,
le parole taceranno.
Come neve sfiorerai dentro me.
Dentro di te, tutto in una mano.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Quando mi manca il mare
Prendo una conchiglia.

È fredda, ma tra le mie mani 
Lentamente si riscalda; 
come quando mi tuffo nell’acqua gelida dell’oceano
e la sento tiepida a poco a poco.

Ha i bordi rovinati e quasi taglienti;
lo scoglio su cui l’ho raccolta da piccina.

Basta passarle sopra un dito
e fuori diventa un mare in tempesta: 
il vento forte ha increspato la sua superficie
che ora è piena di brusche onde 
su cui navigano le dita.

Adesso la giro:
è leggera come le piume dei gabbiani.

Il mare s’è quietato. 
ci sono ancora le onde, ma sono dolci e morbide 
solcarle è rilassante. 

Sono quelle onde che cullano 
la barchetta di un pescatore
andato a pescare insieme al Sole,

che non si preoccupa delle sirene:
per lui ci sono solo 
il mare e la rete 
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Profilo Autore: Sophia Marinelli  

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Cosa vuoi fare da grande?

Vite

ad asparizione relegate

d’essenza compresa

nel momento d’assenza. Ma

come ogni cara persona insegna

il tempo può tramutare e farsi

prezioso alleato.

Nuda la vita e cruda. Immatura.

Dal sapore che non piace.

Nel addobbo il paradosso

con il solo vestito giusto addosso

… prioritario il gusto. Mentre noi

per travestirla scorriamo cataloghi.

Marchi di mode e modalità in griffe

per mantenerci invisibili

tra personali dispiaceri.

Terreno e tempo marchiamo a fuoco

e dal numerino priorità acquisiamo

… per il forno crematorio

 - dalla padella alla brace -

Alimentiamo il sistema

di questa società d’aria

acqua e terra distante

che vagheggia passioni

gonfiate a piacere

anche a l’esterno

del proprio spazio.

Per voglia

che intraprende altra strada

diversa, non più … la nostra.

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Immagino di ascoltare
il tuo cuore pulsare.
Vorrei avere
tra le mani
le tue
per sentirne il calore.

Non riesco a dormire,
mi alzo all'alba...

Nell'aria
c'è profumo di te…
del nostro amore.

Non so stare sola,
l'emozione
mi sale in gola
ho paura.
Nostalgia
del nostro vissuto,
cosa non è andato?

Hai preso tutto di me,
come la marea
ingoia lo scoglio
lasciando attaccato
sostanza vitale.

Dentro me
non ci sei altro che te,
abbandona quell’orgoglio
che t’allontana.

Ripercorri la strada
quella che ti riconduce
alla ragione di noi.
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Profilo Autore: Pietrina Lorito  

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Bellissima,

sei per me.

Amore,

hai la presenza

di una donna

ma il cuore

di una bambina.

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Profilo Autore: Saverio Giovanni Ferrara  

Questo autore ha pubblicato 120 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
I sogni (infranti) della Primavera araba - IlGiornale.it

E' finito un inverno
che sembrava un inferno
dove ombre di vita
chiuse dentro in lager di vetro
non avevano più sogni da raccontare.
E' finito così
arrivato nel silenzio
e sparito con un ultimo soffio di vento.
Ora il sole sembra più caldo
si respira un po' meglio
e si sveglia quella voglia
che solo lei sa dare.
Primavera di sogni
quelle ombre da troppo tempo 
chiuse li dentro
puoi dare speranza
dentro giorni migliori e sempre più caldi
non dovrà essere più un inferno
ma un bel manto fiorito
con sopra tante stelle 
che ritornano a brillare.


 
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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piazze deserte-
la voce del silenzio 
stasera ha un nome
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Profilo Autore: Antonio Girardi  

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Tu mi appartieni
come l'onda allo scoglio
la parola sul foglio
come la vita che scorre
parallela al ricordo,
e non ci sarebbe giorno
se non ti avessi attorno
iniziando dal primo buongiorno

che mette d'accordo il mio animo
con tutto ciò che mi fa da contorno.

Ed io t'appartengo 
come il canto del cigno
al poeta il sogno
i ritratti di un disegno
un miracolo che lascia il segno,

come un sogno al risveglio 
di due perduti amanti
avvinghiati nel letto...

Come il tuo perdono
ad ogni mio fatidico difetto. 



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Profilo Autore: Marco  

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Dov’è che siete andati
miei rami senza forma
e fiori imbastarditi
da inverni pingui.
Non avevo anni non cadenze
e vi chiamavo bambini nell’utero
procarioti di lago promiscuo
sbarrato alla luce, un che di bozza.
Come fosse domani l’indizio
frugo gli specchi, i corpi assenti
ancora succhiano sostanza
da buchi neri. Li tocco invisibili,
si rompono in una matrioska
ch’è meglio lasciare composta
come un fatto privato
cupezza in gola. Sparpagliare
la propria natura, ch’è meglio.






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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Il nostro
solito punto d'incontro
a tarda sera,
quel vicolo stretto
nascosto sotto balconi
di stile barocco.

Nessun occhio indiscreto
ci poteva vedere.
Ci trovavamo
come ladri
del nostro sentimento,
a rubare con forza
baci d'amore
che si coloravano di rossetto.

Le dita sui corpi
cominciavano a danzare
stropicciando
abiti di seta,
non bastava...
ma il tempo correva.

Mi sentivo viva
con te e tu con me.
Non ci restava altro da fare
che sperare, o una spinta
al destino dare.
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Profilo Autore: Pietrina Lorito  

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Come antico e ritrovato canto

fa’ in maniera, del destino essenza,

che io mi possa raccontare al mondo

su promettente nota a me concessa.

*

Nessun frastuono tu vorrai attorno,

d’orpelli e luci radierai le ombre,

soltanto un certo azzurro innesterai

tra le stagioni con me protagonista.

*

Al limite dell’assegnato cosmo,

il mare metterai a far da guardia,

di cuori innamorati una sequenza,

dei sogni l’eco a prova di bomba.

*

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

Questo autore ha pubblicato 491 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Mi rubi un sorriso e m’imbevi

ogni volta, di lucenti atmosfere.

E’ cosi che, poi, t’agghindi
e m’accogli                                

tra due righe di parole.

E’ cosi che,poi, ti spogli
vieni fuori dai miei veli.
E mi prendi,

in cuor t’accoccoli,

tra versi di baci,
in un’alba furente 
nel silente tramonto

o sul mare
di spuma ed onde.

Fai l’amore ovunque vuoi  

sei canto mio
ad anima aperta

accendi il fuoco
del mio tepore.

Tu mi turbi, tu mi rubi,

mi fai bella e m’innamori.

Sei amore tra gli amori

e sei tu, solo tu, o
mia poesia!...

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Profilo Autore: Giò  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
La chiamano la casa dei morti,
in effetti non hanno tutti i torti,
vi riposano tante e tante persone,
che vi han preso posto in ogni stagione.

Ti accorgi subito di essere nei suoi pressi,
se vedi la tua ombra mescolata a quella dei cipressi,
all'ingresso flaconi di svariate candeggine,
di litri di acqua ne trasportano a dozzine.

Dentro cappelle di ogni forma e dimensione,
in cui l'estro dei parenti trova la sua espressione,
marmi di ogni colore e fattura,
con in comune solo la temperatura.

Sulle varie lapidi date di nascita e di morte,
numeri che sembrano quasi estratti a sorte,
la foto più bella messa in primo piano,
di colui che è proprio lì ad un palmo di mano.

Si odono poche e meste voci,
unitamente a passi pesanti e veloci,
vasi di vetro con cui il tempo puoi contare,
scandito dai bianchi anelli di calcare.

Dentro fiori nuovi , vecchi e finti,
si intravede una vedova dai capelli tinti,
in una celeste corrispondenza di sensi giunge le amorose mani,
facendo rievocare nei passanti dei più famosi versi foscoliani.

Faccio visita ad amici parenti e conoscenti,
anche se alle lancette occorre stare attenti,
conosco il custode ed è una persona cordiale,
ma nel chiudere i cancelli è assai puntuale.

Per i cari defunti allora una breve preghiera,
ormai vicina è già la sera,
tra l'altro qui non prende il cellulare,
e vorrei evitare di scavalcare.

Mi avvicino all'uscita con passo veloce,
lì vicino è issata una grande croce,
la guardo, la solfeggio, le dedico un inchino,
e uscendo affido a lei il mio destino.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

Questo autore ha pubblicato 517 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Il suono delle parole
suoni viventi, rattristano
ripercorri vibrazioni immerse
ed è poesia, un passato
che distingui appena
in cerca di ricordi piacevoli
abbracciati dal cuore
da un misto di sapere
vacante connesso
ad una suoneria
forzata. Indesiderata
la apri, vedi se qualcosa c'è
a darti armonia oltre ai sogni
scoprendo che sono gli unici
ti danno tutto, non manca niente
Dopo, un respiro lento senti
e per un istante, dimentichi
chi sei, qual è la vita
cercata, fra righe armoniose
narrate, nei sentimenti, condivisi

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Profilo Autore: poesie profonde  

Questo autore ha pubblicato 734 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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