Buona Pasqua a chi si sente perso,
legato mani e piedi a una speranza
che mai e poi mai mostrerà la faccia.
Buona Pasqua ai tanti sventurati
trafitti dai chiodi di felicità smarrita
perché in cerca dei nuovi sogni antichi.
Buona Pasqua a tutta quella gente
che vuol risorgere da questa vita
per costruire vita almen migliore.
Buona Pasqua alle buone volontà
capaci ancora di voler sorridere
all’indifeso bimbo che sorrisi chiede.
Buona Pasqua a poeti e poetesse
che scrivono parola dietro l’altra
per emozionarsi ed emozionare un po’.
Il blu intenso
dei tuoi occhi
mi porta
ad esplorare
nuovi orizzonti.
Come nave alla deriva
ritrovo nuove rotte
verso cui dirigermi.
Nuovi luoghi
mi attendono
per essere visitati,
vissuti,
nella loro vastità.
Esperto marinaio
conduci la mia anima
in mari
di profondi sentimenti.
E cavalcando onde
d’ogni dove
sento l’anima mia
agitarsi
per emozioni burrascose
che la portano
in turbini di passione.
Ho la brina sul cuore
per quelle parole...
tu
che mi chiamavi amore
hai osato pensare
a un mio ostentare
senza alcun pudore civetteria,
a causa della tua gelosia,
accantonando
il nostro sentimento.
La tua lingua
come corpo contundente,
ha infranto, rompendo
in piccoli pezzetti,
il mio cuore fragile come cristallo,
frantumando
senza coscienza.
Resto a terra...
in ginocchio a meditare,
quale arida cattiveria
abbia preso il sopravvento in te
sfrattando il tuo cuore.
Quanto è doloroso
pensare che per gelosia
si cancelli l'amore.
Vorrei dirti che mi manchi
Non so come stai
E mi manca saperlo
Mi manca il tuo sorriso
Mi manca la tua voce
Mi manca la tua anima
Mi manca parlare con te
Mi manca l’incanto dei tuoi occhi
Ti cerco ogni giorno
Nei miei pensieri
Nella quiete della sera
Sempre io ti cerco
Nella solitudine
Nei miei sogni
Al di là di tutto ciò che mi circonda
Se ti penso
È perché mi manchi
Questa notte per magia,
È nata la poesia.
L'hanno vista sul Volturno,
Lanciar sassi ai fidanzati.
Lei non vuole, nel suo tempo,
Ché i suoi versi ricordati.
L'hanno vista questa sera
Che tuonava per la luna.
Lei non vuole che sia letta,
Quando il cuor cerca fortuna.
L'hanno vista dentro un foglio,
Aveva appena preso voce.
Senza fiato,
fu felice
Morta in seno alla sua croce.
L'hanno vista dentro i fogli,
Scritta in versi un po' abbozzati.
Senza pace,
fu felice
Morta in fogli stropicciati.
Ho parlato alla Luna
che ci ha guardato
da lassù sorridendo.
Ho parlato alle Stelle
che hanno donato magia
a quella indimenticabile sera.
È l'alba
dì un nuovo giorno:
gli uccelli volano liberi
verso il Sole
e cantando,
mi danno il buongiorno.
E io sono lì,
aleggiando al di là
delle Nuvole,
con il mio
unico grande Sogno.
Pensieri
Arrivano numerosi
in un forte vortice.
Li accoglie,
come ospiti,
la mia mente.
Solo con me stesso,
mi perdo attraverso
sentieri ombrosi.
Mi invade l'irreale
ed acquisto
la leggerezza
di una piuma
al vento.
Un soffio mi libera
e mi dà nuovo respiro.
Continuo il percorso,
poi mi riposo.
Seduto
su un grosso macigno
attendo il vento.
La meta
è ancora lontana,
ma ce la farò.
a volte grevi a volte necessari,
arrivano puntuali come albe
perché si senta d’un riscatto l’urlo
che negli abissi tutto si propaghi
là dove ogni felicità esplorata,
eterna fata dispettosa e vispa,
vada a trovar sicuro nascondiglio.
Poi, tutto è quiete al rassegnarsi.
Riprende forma il tuo microcosmo
nella certezza d’aver ancor provato
ad inseguire tracce promettenti.
E passa, un’altra notte passa indenne
da improponibili duelli insonni
quando con l’arma della fantasia
battaglia vinci e tu la chiami guerra.
volerei da te:
ascolterei con amore
il tuo silenzio,
leggerei con passione
il tuo cuore.
Strapperei con ardore
il dolore dalla tua anima,
ti donerei la serenità
che la vita spesso
non ti dà.
Cancellerei ogni tua paura
e ti regalerei coraggio
ogni volta che verrà a mancare.
Ti offrirei il mio presente
mettendolo nelle tue mani
affinché possa diventare futuro.
E così il tuo silenzio
mi parlerebbe
di ogni tuo progetto,
il tuo cuore mi racconterebbe
ogni tuo sogno.
E riprenderei a volare
su ali dorate,
stavolta non verso te
... ma con te!
i miei abiti riempiono nuove stanze,
la mia auto custodita tutto l'anno nel garage del cortile,
dovrà accontentarsi dell'ombra del palazzo vescovile.
Sveglia presto la mattina,
la campane fanno il maschio della gallina,
tutti a bordo senza catene,
al mare mi aspettano le tre sirene.
Lungo la strada l'asfalto già infuocato,
un fiume accompagna la strada mezzo svuotato,
eccomi arrivato a destinazione,
per il parcheggio trovo subito una soluzione.
Sabbia fine accarezza i miei piedi
stessa spiaggia dove i primi passi io diedi,
il sole sul mare fa scintille,
lo avvertono subito le mie pupille.
Indosso meglio il mio cappello,
ora non esce fuori neanche un capello,
una sirena al bar mi fa sentire padrone,
mentre sulla piantina cerca il mio ombrellone.
Odo: 'Si è liberato un posto in prima fila, numero nove',
ora il mare è tutto mio e io mi sento Giove!
Già intravedo la battigia,
a lei mi sento spinto da una forte cupidigia.
E' come l'attrazione di un innamorato,
che la sua metà ha finalmente ritrovato,
Tutto mi sembra così eccitante,
non faccio in tempo a mettere l'abbronzante.
Corro verso la riva come un forsennato,
tanto che la mia ombra sembro aver seminato.
Ecco! il mio piede si è appena bagnato,
subito realizzo che un altro anno è già passato.






