Pioggia d'estate,
argento ticchettante
su pelle, occhi, 
cuori. 

Argento di sogni 
che cercano scampo
da amare realtà, 
da città sempre 
più tristi...
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Profilo Autore: Morgana*   Sostenitrice del Club Poetico dal 08-02-2021

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C’era un viso piccolo

affacciato alla finestra

cornice d’un quadro bianco

e poi quella trincea sicura

in cui camminavamo sorpresi

nell’ insieme dei colori

verso un mondo ad occhi aperti

che più non sarebbe stato

ma si poteva ancora sognare 

e tenendomi per mano

accompagnavi quei sogni ai ricordi

e i ricordi alle illusioni 

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Profilo Autore: Mark  

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Appese

ad un pensiero

piccole gocce

riverberano

i primi tenui colori

e nuove sensazioni

ridestano il corpo

dagli umori della notte

dove affoga l’anima

dentro lacrime

di sogni

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Profilo Autore: Antonio Girardi  

Questo autore ha pubblicato 71 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Ho la brina sul cuore
per quelle parole...
tu
che mi chiamavi amore
hai osato pensare
a un mio ostentare
senza alcun pudore civetteria,
a causa della tua gelosia,
accantonando
il nostro sentimento.

La tua lingua
come corpo contundente,
ha infranto, rompendo
in piccoli pezzetti,
il mio cuore fragile come cristallo,
frantumando
senza coscienza.

Resto a terra...
in ginocchio a meditare,
quale arida cattiveria
abbia preso il sopravvento in te
sfrattando il tuo cuore.

Quanto è doloroso
pensare che per gelosia
si cancelli l'amore.
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Profilo Autore: Pietrina Lorito*   Sostenitrice del Club Poetico dal 20-11-2020

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Ho parlato alla Luna
che ci ha guardato
da lassù sorridendo.

Ho parlato alle Stelle
che hanno donato magia
a quella indimenticabile sera.

È l'alba
dì un nuovo giorno:
gli uccelli volano liberi
verso il Sole
e cantando,
mi danno il buongiorno.

E io sono lì,
aleggiando al di là
delle Nuvole,
con il mio
unico grande Sogno.

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Profilo Autore: Veronica Bruno*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 13-04-2021

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E' tempo di vacanze,
i miei abiti riempiono nuove stanze,
la mia auto custodita tutto l'anno nel garage del cortile,
dovrà accontentarsi dell'ombra del palazzo vescovile.

Sveglia presto la mattina,
la campane fanno il maschio della gallina,
tutti a bordo senza catene,
al mare mi aspettano le tre sirene.

Lungo la strada l'asfalto già infuocato,
un fiume accompagna la strada mezzo svuotato,
eccomi arrivato a destinazione,
per il parcheggio trovo subito una soluzione.

Sabbia fine accarezza i miei piedi
stessa spiaggia dove i primi passi io diedi,
il sole sul mare fa scintille,
lo avvertono subito le mie pupille.

Indosso meglio il mio cappello,
ora non esce fuori neanche un capello,
una sirena al bar mi fa sentire padrone,
mentre sulla piantina cerca il mio ombrellone.

Odo: 'Si è liberato un posto in prima fila, numero nove',
ora il mare è tutto mio e io mi sento Giove!
Già intravedo la battigia,
a lei mi sento spinto da una forte cupidigia.

E' come l'attrazione di un innamorato,
che la sua metà ha finalmente ritrovato,
Tutto mi sembra così eccitante,
non faccio in tempo a mettere l'abbronzante.

Corro verso la riva come un forsennato,
tanto che la mia ombra sembro aver seminato.
Ecco! il mio piede si è appena bagnato,
subito realizzo che un altro anno è già passato.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Seduto in sala d'attesa,
una donna con un foglio è protesa,
qualcuno racconta la sua storia,
dei suoi parenti sarà memoria.

C'è una donna che si trucca,
un'altra si aggiusta la parrucca,
gli infermieri a passo svelto,
il loro paziente han già scelto.

Sguardi fissi sul pavimento,
intanto il tempo passa lento,
qualcuno arriva da lontano,
Livorno, Ancora, non solo Milano.

Valigie riempite con compostezza,
trascinate con passo pieno di tristezza,
qualche signora bruna,
afferma che è solo fortuna.

Un'altra dalla capigliatura rossa,
attonita non si è ancora mossa,
la legge della vita qui scorre impietosa,
speriamo lasci ancora opportunità di cosa gioiosa.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Occhi d'anima, nudi, fissi su di me.

D'incanto si ferma il tempo,
muoio di timido imbarazzo,
guance arrossate.
L’istinto di delicatezza
pervade i nostri esseri,
carichi di brividi,
contrasto di palpitio di cuori.

Mani si sfiorano nello scrivere
su quel libro ricco,
di firme regalate
da gente di passaggio.

Incontro fugace
intenso marchio a fuoco,
forza che vuole sfogare
in urlo di gioia da non placare.

Svanisce il pensiero
di pesante fardello,
alleggerito da un attimo di vita.
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Profilo Autore: Pietrina Lorito*   Sostenitrice del Club Poetico dal 20-11-2020

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Ricordo… mio padre,

quando io ancora piccolo,

sedevo sulle sue gambe…

e il volante della sua bella auto mi concedeva.

  Percorrevo le vecchie  strade… felice ed attento

con la sua mano sicura pronto a correggermi.

Ricordo ancora la sua voce pacata per non distrarmi 

”vai…vai così… bravo…

guarda lo specchietto e vedi chi c’è”.

Io , vedevo solo la strada che correva dietro

e non capivo.

Ancora oggi... guardo quello specchietto,

ma vedo solo un strada in fuga
che porta via i sogni che un tempo mi resero felice.

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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Sostenitore del Club Poetico dal 16-11-2020

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Piano, non far rumore,
ascolta il cuore
come da una conchiglia
si ascolta il mare.
Silenzioso sospiro di meraviglia
dono del nostro amore...
La Vita.
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Profilo Autore: Pietrina Lorito*   Sostenitrice del Club Poetico dal 20-11-2020

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Vedo passare un paio di lettini con le ruote,
non sono giostre ma l'animo comunque scuote,
profumo in aria di candeggina,
gente spinta in carrozzina.

Sono un numero su una sedia,
insieme a gente alta , bassa e media,
via vai continuo di camici bianchi,
tutti mai domi ma dagli occhi stanchi.

Alcuni camici sono ben stirati,
altri molto stropicciati,
ma è dalla scarpa lucente,
che riconosci il dirigente.

Un suono con un numero richiama l'attenzione,
tutti gli occhi della sala al tabellone,
ecco il mio numero , il ventisette,
vado in ambulatorio con le mie cartellette.

L'ago è già affilato e pronto,
del mio stato d'animo non tiene conto,
ecco riempite un paio di fiale,
su di esse il mio codice fiscale.

Esco con un cerotto a ridosso dell'avambraccio,
che dolore, come faccio!
Aspetteremo fiduciosi i risultati,
sperando che i valori non siano sfasati.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Ti voglio chiedere scusa
per non aver capito
quanto mi volevi bene,
convincendomi che non sei solo
una stella, ma la notte sul
cui mantello le stelle le tiene
insieme.
Voglio chiederti scusa
per essermi sentito come
lo scolaro dell’ultima fila.
E tu la compagna
del primo banco dall’anima
comunque complicata
che non chiede e si defila.
Forse mi inviterai solo a restare,
perché sei la mano che asciuga
questi occhi turgidi di pianto.
Sarò allo scrittoio, consapevole
del dono che ogni giorno
avevo nel ritrovarti accanto.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Quando vedo questo strumento,
è come se sentissi un soffio di vento,
ad esso sono attratte le mie dita,
come fa il ferro con la calamita.

Mi avvicino con compostezza,
spinto da una certa naturalezza,
lo apro e intravedo la tastiera,
accecato dai tasti servirebbe una visiera.

Il profumo di ebano arriva al mio olfatto,
e dall'odore vengo preso di soppiatto.
Ci son più tasti di un'astronave,
ora non mi sposterei neanche se cadesse una trave.

Pollice , medio e mignolo suonano i primi accordi,
e con essi affiorano mille ricordi,
Ora alla vista e all'olfatto si aggiunge l'udito,
il quale anch'esso appare stordito.

Sembro seduto su uno sgabello,
ma viaggio nel cielo come un uccello,
le dita scorrono ormai veloci,
le corde vibrano in armonia come buoni soci.

Ormai anche il tatto appare sopraffatto,
sul piano mi muovo come un gatto,
tra tasti bianchi e tasti neri,
nella testa ormai non ho più pensieri.

Solo il gusto non sono riuscito ancora a soddisfare,
ma di certo questo pianoforte non lo potrò mica mangiare!
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Mi ritrovai tra aghi , fili e sonde,
circondato da un paio di sponde,
una culla sembrava avessero formato,
non mi illusi che bambino sarei tornato.

Su di me un orologio dalla duplice lancetta,
un paio d'ore erano passate in fretta,
bip uditi a ripetizione,
medici che corrono con apprensione.

Ogni tanto sento qualcosa gonfiare,
è un congegno che la mia pressione vuol misurare,
d'improvviso una scia di vento,
è qualcuno che passa molto veloce e poco contento.

Sono immobile, fisso, inerte,
solo le palpebre prima chiuse e poi aperte,
intanto arriva una signorina che dal sudore gronda,
abbassa la sponda e toglie qualche sonda.

Le sussurrai: " Vero che non morirò?"
Rispose: " Non fino a quando di turno io sarò".
Pensai che fosse più portata a far punture,
molto male le riuscivano le freddure.

Ma lei si allontanò veloce,
richiamata da una dolente voce,
intanto arrivò un uomo che con mestiere,
mi prese e mi portò via come fa un corriere.

Corridoi lunghi e curvi dagli angoli smussati,
segno che altri letti li avevano urtati,
ad un tratto anche il mio letto sentii strisciare,
contestualmente timide scuse udii sussurrare.

Quella scossa in quel preciso momento,
certo non mi fece molto contento.
Ma penso che seppur avesse recepito il mio lamento,
non avrebbe cambiato il suo incerto andamento.

Lungo il tragitto gente dallo sguardo prono,
mi guarda come se fossi il Santo Patrono,
finalmente intravedo la mia sospirata stanza,
e il corriere mi lascia lì portando via con se la sua tracotanza.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Stanca si faceva la luce e

tagliente l'ansia dell’attesa.

Rosseggiava il tramonto 

sul dolore della carne, poi

fu l’urlo della vita, il vagito,

improvviso 
e prepotente...

E fu notte e tu le sorridesti.

Tu, preziosa perla, dono unico

come il ventre che t’accolse.

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Profilo Autore: Giò*   Sostenitrice del Club Poetico dal 22-08-2015

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