Tra i tentacoli di una lacrima
agganciato ad una guancia,
in uno slancio di entusiasmo
sciolgo un nodo di passione
passi di danza in una stanza
valzer di api su una sacher,
in carrozza dolci carezze
abbracci di suoni in gravidanza
baci su labbra incandescenti
barlumi di sospiri tra lumache,
traluce il verso di un pinguino
caldi gli abbracci sul cuscino.
fonte di incommensurabile gioia
che sorpassa ogni desiderio terreno.
Viali infiniti;
tronchi d'albero come gemme:
fiori di colore sconosciuto
all'esperienza umana.
Centomila coristi modulano
nuove canzoni;
si protendono verso supreme
performances.
Il cantore esala gioia
nella sua composizione;
contempla con felicità
il canto armonioso degli altri.
Inesistenti concorrenza e invidia.
Soffermarsi a contemplare
una chiesa,
un edificio imponente,
una scultura;
è conquistare il vestibolo
dell'Assoluto
detiene un core colmo di purezza.
Una lotta col mondo, il diavolo, la carne.
Sganciato
dall'attaccamento
ai beni materiali;
incentrato
sulla contemplazione e preghiera.
La forza del candore
è fonte di vittoria superba.
Il corpo
miscuglio di fango e polvere,
è sopraffatto
da anima
bianca e immortale
in questa Via Crucis, di rabbia, mi hai lasciato solo, sabbia,
siamo mendicanti, a dispetto dei Santi,
siamo in pericolo, Gesù, quaggiù,
anche noi, come Te, in Croce, in questa Quaresima atroce,
entrare in Chiesa, pesa.
C'è odore di guerra, ogni sera,
ognuno, nel suo volo, da solo,
senza amore, poesia, e un briciolo, di fantasia,
intorno ad un fuoco, nel freddo, di ogni luogo.
Se guardo sù, non ci sei più, Gesù,
questo mondo, mi ha distratto, e, Ti ho perso,
della mia umiltà, se ne sono approffittati,
se puoi, allunga una mano,
aiuta, questa gente che muore, dove l'odio divampa,
siamo innocenti, ai Tuoi piedi, siamo sempre stati, presenti,
apri la Tua porta, in quest'ultima stazione, sofferta.
Me lo immaginavo puro, il futuro,
ricordo, che da bambino, odio non ce n'era, e l'amore, era una cosa vera,
ero contento, di quello che la vita, mi regalava,
la natura, era la mia cura,
adesso, c'è solo veleno.
Dov'è quel torrente, dove si incontrava, tanta gente,
e, quel piccolo orticello, dove tra carote e pomodori, si invecchiava.
Forse, la colpa, è anche mia, Gesù, perdonami, non lo faccio più,
ogni giorno, da quella Croce, non sento più, la Tua Voce,
Ti prego, rivoglio, quei quaranta giorni, dove riuscivo a credere, ancora, in Te!
È un passo leggero che non calpesta,
ma accarezza il senso delle cose.
Non ha bisogno di gridare il suo nome:
le basta essere l’acqua che trova la via,
anche nel fitto di un sentiero d'ombra.
È la pazienza del grano che matura,
una sapienza antica che non si impara
ma si respira tra le dita e il petto.
Accoglie il giorno come si accoglie un ospite,
aprendo le finestre alla corrente del possibile.
In lei ...ogni fine è un inizio sottile,
un cerchio che si chiude per riaprirsi altrove.
È la quiete dopo il rumore del mondo,
quel punto fermo dove il cuore, finalmente,
smette di tremare e impara a riposare.
eppure succede…
riconosci occhiaie cosi nette e violente ,
la nausea che a tratti arriva
e lo sforzo feroce per rimanere qui
Eppure succede…
uno squarcio aggancia un’anima a un’altra
le sospende in un punto preciso
permette qualcosa che non sai dire
e che sostieni per poco
perché tanta bellezza fa paura.
Finalmente senza clamore
si distende un’onda
tutto respira
in questa luce discreta
ed io pure
mentre scendo i gradini ...1...2...3…
Semplice come una sciarada
che sempre
per un soffio
mi sfugge.
Ci sono,
appoggiata su me stessa
nel mare.
stremato dal dolore.
E' il crepuscolo di vita
di Santo predicatore.
Richiesta di aiuto
inascoltata dal Padre.
Un pianto dirotto
irrora
la campagna di sangue.
Non si veglia né si prega;
ma si cade nelle braccia
di un sonno profondo.
Le foglie degli ulivi
si accartocciano,
gelide nell'angoscia
di acqua putrida e nera.
Il mattino non ha spazio:
permane eterna sera.
Assenza di vere relazioni
fomenta assurde paranoie.
Dolore acuto
e morte improvvisa
soffocano con violenza
un singulto di voce.
L'arcobaleno
non ha più colori;
arreso al grigiore
di monotonia


