Limerick di endecasillabi canonici e settenari con rime AAbbA.
Convinto d’esser meglio anche di Cristo,
quel ciuffo biondo degno di Mefisto
adesso sgrida il papa…
Chissà, Giorgia s’arrapa
vedendo ch’è blasfemo, stronzo e tristo¹?
¹: cattivo, meschino.
14/04/2026
Quartine di settenari a rime alternate.
Esco dall’ospedale,
prendo le vie del centro
e quasi par normale
quando in piazza m’addentro
che degli adolescenti
col viso al primo pelo
da scuola ben assenti
con ostentato zelo
urlino a squarciagola
sereni «Viva il Duce!».
Un nodo nella gola
ad un singhiozzo induce
e non me ne vergogno
d’aver pensato irato
che questi hanno bisogno
di ricino¹ calato
dentro le sporche bocche,
come il cervello sciapo
pieno di idee farlocche
di chi gli lava il capo.
Abbiam fallito in tanti
nel non saper formare
ragazzi che pensanti
possano migliorare
una realtà imperfetta
senza tornare indietro
a fase maledetta
di color troppo tetro.
¹: olio di ricino.
13/04/2026
un tempo da lupi
a sbattere il vento
una notte di pioggia
contro vetri e scuri
a te cosa importa
se mi ritrovo i cocci
in tasca
allo specchio
incipri il naso
cambi pettinatura
e calando occhiali
di gran montatura
ripasserai già domattina
marciapiedi e vetrine
perché sei curiosa
femmina
anche paracula
così ti odio
mentre sorridi alla gente
e fai la bella vita
poi mi chiedi con un bacio
e sussurri a letto
amore eterno
a giacere altre cambiali
nella buca della posta
se apro solo la tua
con tutti i peccati
capitali
L’azzurro del cielo si china sul borgo,
mentre il mare ne raccoglie il respiro.
Tra queste mura di pietra e di sole
il tempo è un nastro di luce sospesa,
le case , petali di roccia viva.
Salgono i tetti verso il vuoto immenso,
qui l'orizzonte non è mai confine,
ma un abbraccio che tutto confonde.
Il mio borgo è una nave
di muri e di sentieri
che naviga profumata di sale ,
tra il verde scuro dei valloni e l'argento degli ulivi,
immobile nel blu dove sosta
e si fa casa.
Montepaone (CZ)
Iris, luce di preziosa ametista,
nella primavera che crea fregî;
per chi conduce una vita trista
sono sortilegî.
I petali imbevuti di cielo,
aprile che riluce sui declivî,
la danza delle rondini a pelo
degli ulivi...
Felicità, duri solo un istante,
breve sogno di un’illusione,
sùbito scintillio del diamante,
vana visione.
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sul sentiero grigio
e polveroso
che porta al mare,
il cane avanti
anche lui
conosce la strada.
I nostri zoccoli
intonano
il ritmo
di una canzone
lontana,
una cornacchia
gracchia
nel folto dei pini.
Azzurro, dopo la curva,
ecco il mare
solo un rigo
nero
lo divide dall'orizzonte.
-Cosa hai sognato?-
domando
- Di essere qui-
rispondi
Ora le nuvole
scorrono
veloci
e non c'è modo
di inquadrarle
con le mani...
Sonetto di endecasillabi a minore di settima in rime alternate.
Mi guardo attorno e mi vedo smarrito
tra tanti giovin che paion felici.
Tu non ci sei, già, però l’ho capito:
siamo nient’altro che semplici amici!
Pondero come se fossi tradito
nel non sentirti, però non mi dici
d’averti, credo, giammai infastidito…
sono sicuro, non mi maledici.
Semplicemente la vita t’impegna,
ti manca il tempo a pensar lo sfigato
che alle sconfitte ogni dì si rassegna.
Il mio cervello io l’ho resettato…
ma appena parte, memoria s’impregna
del tuo bel viso che mi toglie il fiato.
08/04/2026
Oggi un colpo e domani e posdomani,
ogni dì almen vorrei darti un colpetto
per dilettarci ancor, pur s’io vecchietto,
in barba a ciò che sembra degli anziani.
Rito classico oppur giochi balzani,
ma di “pillola blu” lungi il sospetto,
già basta il ricordar quel nostro letto
ad una piazza sol, tempi lontani,
e quella sera in cui mi ti svelasti:
“Ti piaccio?” mi chiedesti argutamente,
stupenda che al mio cuor suonavi i tasti
accogliendo il mio impeto crescente
del qual or celebriam residui fasti,
un po’ dimessi eppur meglio di niente.
agli occhi ammaliati,
i miei sentimenti, tra le antiche rovine di sismi d'angoscia,
nasce un tuffo di piombo nel cuore verace, spoglio da catene,
fiondandomi nei tuoi sogni,
dove percorrono fili di emozioni
nei frammenti che conservi
nel tuo segreto.
Una parentesi in un angolo
nelle tue labbra di ciliegia,
una cantilena sul giaciglio
dell'arco della speranza impaurita.
Batte il cuore all'unisono
col tuo silenzio, mentre mente,
ridipingendo il sole infranto rubandogli la sua folgore,
per ricoprire la mia pelle
anonima nella tua identità.
Sono un viandante che traccia benzina nell'anima,
una traccia da depistare nel ballo degli inganni senza interrogativo.
Amarci, è sconvolgere la differenza delle ragioni rassegnate,
un alito di scintille che sorprende ancora, senza lacrime,
un abbandonarsi negli abissi
del refolo d'amore che sigilla l'incanto,
Corre inanime, l'allegria che si spoglia all'alba di rugiada,
è un altro nodo da stringere
nel petto senza giardino,
un altro cimelio che conserverò
nella cenere d'oro,
un altro pugno di farfalle
nello stomaco, nel brivido che geme,
mentre lentamente ti allontani
senza chiudere la porta,
senza chiudere la porta,
al nostro amore, senza promessa.
Solo qualche persona cara,
Sul lucido legno una mia fotografia,
Scattata magari a Natale o all' Epifania.
Un parroco che spero oggi in seminario,
Leggere la lettura prevista dal calendario,
Chissà se sarà inverno o estate,
Farà caldo o le luminarie saran montate.
Il mio capo posato su un bel cuscino,
Che mi accoglierà per un lungo pisolino,
Scarpe lucide puntanti al cielo,
Su di me un bianco velo.
Una mezza dozzina di becchini,
Issarmi sulle lor spalle con i capi chini,
Una sola cosa mi consolera' in quel momento ferale,
Non dover pagare la fattura di questo mio gratuito funerale.
miscelati da venti
inebriano le nari.
Essenze di terre lontane
associate a distese di campi
ed alberi in fiore.
Intensi e forti profumi,
sentori abbinati a ricordi
di tempi scordati.
Magie temporali
ritrovano splendore
nei sospiri del mare.
Conchiglie appuntite
e sabbie roventi
di spiagge assolate.
Immagini nell’anima
di forti sapori “essenze”
impigliate nel cuore.








