Miserabile è chi alimenta il fuoco dell'approssimazione e della superficialità. Miserabile è chi dà alle fiamme nobili princìpi per produrre cenere. Miserabile è chi affama i popoli per arricchire chi ha già tutto. Miserabile è colui che tenta di sopprimere chi lotta per la giustizia. Miserabile è chi pensa solo al proprio tornaconto. Miserabile è chi distrugge ciò che gli altri costruiscono...e lo fa col becero intento di produrre miseria. Miserabili sono coloro che vengono soggiogati da chi ha brama di potere. Non è miserabile chi è costretto a vivere ai margini, per colpa di una società corrotta e malata. Non è miserabile chi lotta per sopravvivere. Non è miserabile chi è costretto a condurre una vita grama. Spesso si è avari con chi non ha nulla e generosi verso i miserabili. Spesso chi ti punta il dito è colpevole; ma viene supportato da facoltosi miserabili. Chi alimenta e produce miseria è un miserabile, chi la subisce è una vittima...ma purtroppo vogliono farci credere il contrario. Il nostro è un mondo pieno di miserabili "pecché 'o munno s'è avutato sotto è ncoppa." Riportare le cose al posto giusto è difficile, ma non impossibile...vale sempre la pena provarci.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Ho mollato la scuola diverso tempo fa.
Vivo chiuso nella mia stanza, spesso chiuso anche dentro me stesso.
A volte vorrei solo un pianto bambino, ma non riesco a piangere.

Credo che ognuno abbia la sua vocazione.
La mia è essere pazzo. La conferma è l'antipsicotico che prendo ogni sera. Invece di fare quello che vorrei, me ne sto qui sul letto tutto il giorno, rapito da un cronico torpore che mi ancora al materasso. La mia anima è questa cimice che vola vorticosamente intorno alla luce e poi sbatte al suolo. So cosa c’è al confine dei miei occhi e non mi piace. So cosa c’è oltre questa finzione (la vita) e non mi piace. Non c'è giorno che io mi chieda se sono schizofrenico, o bipolare, o chissà che altro. Ho rabbia, questo sì!
Non riesco ad oppormi alla rabbia. Non so nemmeno esattamente cosa la scateni. I muscoli cominciano ad irrigidirsi e le mani, tremanti, si chiudono a pugno. È la mia strategia per non saltare giù dal letto e spaccare tutto. Ormai le porte delle camere e il muro d'ingresso hanno ben impresso nella loro memoria il mio gancio destro.
Verso sera le mie percezioni si amplificano.
Il giorno è caos.
La sera è più nitida, più ordinata.
Io, però, funziono inversamente proporzionale. Invece di essere più pacato, scateno un’energia che mi distrugge. Impegno troppo la testa e poi vado in sovraccarico.
La notte deforma le ore e i pensieri, le parole disegnano geometrie mostruose e le ombre bramano il mio corpo. Anche il bisbiglìo proveniente dall'altra parte della casa assume connotazioni surreali. Squadroni di insetti si impadroniscono delle mie orecchie, mi parlano di me e mi gridano: - Uccidi, uccidi…! -
La bocca si schiude alla bava e questi scarabei che mi dilatano le palpebre con le loro zampette pungenti, … quanto male fanno!
Per fortuna mia madre entra in camera a salvarmi. Mi porta il farmaco e usa parole che mi distolgono dalle mie ruminazioni.
Lentamente mi addormento.

Lei è più folle di me, crede ancora che io possa guarire ed ogni mattina viene a svegliarmi come se dovessi andare a scuola...ma io ho mollato la scuola.
Diverso tempo fa!
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Profilo Autore: Lilith50  

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Se fossi un libro di fiabe, sarei letto da tanti bambini, ma anche da tanti adulti che raccontano fiabe ai piccini. Se fossi un libro di cucina, sarei sfogliato da mille mani, profumerei di zucchero, di cannella, sarei felicemente impiastricciato di farina ed avrei il dolce sapore delle cose buone e belle. Se fossi un libro con figure in rilievo, sarei un cartonato stropicciato e sgualcito da piccolissime e dolcissime mani. Se fossi un libro, le mie parole rimarrebbero scolpite nel tempo per anni...forse per secoli. Se fossi un libro, entrerei in tante case e sarei il migliore amico di chi cerca compagnia. Se fossi un libro non avrei il tempo di annoiarmi; perché parlerei di poesia, di storia, di geografia, girerei il mondo e probabilmente non morirei mai: ad ogni parola fine, inizierei a respirare nuova vita in altri capitoli di un nuovo libro. Non sono un libro, ma nelle pieghe del mio volto c'è tanta storia: dalle occhiaie tatuate sul mio viso, si leggono le notti passate in bianco a riflettere sulla speranza di un domani migliore. I miei occhi hanno fotografato tante immagini, che gelosamente custodisco nell'album delle memorie. Il mio corpo porta il segno di cicatrici lasciate dal tempo: ricordi di tante pagine strappate. Non essendo un libro, non so neppure di quante pagine dispongo; però spero di averne ancora tante di pagine bianche da girare: pagine di vita, che simili a candide colombe svolazzeranno fra fiumi d'inchiostro, per continuare a scrivere ciò che non ho ancora scritto.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Dovrei riferirvi una notizia straordinaria amici,

all’avvicinarsi del Natale, mi ritrovo a sorridere di più,

 sento il cuore ingrandirsi, tutto il mondo circostante

balla davanti!! Davanti ai miei occhi, nascono nuove

speranze, qualcosa sta cambiando, incontrollabili

sentimenti divampano in fondo al cuore,

è incontrollabile la felicità che picchietta dentro,

qualcosa di buono mai ascoltato prima,

situazioni armoniosamente imbarazzanti,

rassicurano arriva finalmente un po' di tranquillità!!

Il Natale bussa al nostro campanello, avvisa chi ha

troppo sofferto, otterrà ciò che desidera, da solo non

resterà più nessuno, tutti verremo trasferiti, accadrà

 il miracolo, ognuno potrà proseguire la strada che sogna!!

Tutti potremo credere e sperare se abbiamo aspettato

 il Natale come giusta scelta per trasformare e cambiare la nostra vita, avremo finalmente il toccasana

per la nostra autostima, arriverà il Miglior Amico di tutti

per condividere tutto con passione & infinito Amore,

il Natale ci permetterà di raggiungere ogni nostro

obiettivo, a lui dovremo rivolgere un accorata preghiera,

invitarlo a restare insieme a noi a tempo indeterminato!!

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Profilo Autore: Tonino Fadda  

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Natura ritemprata 

ecco una goccia, eccone due ,

 ecco un tuono , eccone due.

Un canto di pioggia

ondeggia alle foglie 

 cade alle radici 

 penetra fin dentro le viscere.

si dissolve 

s’imperla di suoni e danza

d'arcobaleno  sul mare .

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Anche se non ci sono, volati in cielo, è come se ci fossero
in certi frammenti, comprendi che ti verranno incontro
e quello che non han potuto fare prima, lo faranno dopo
difendendoti a spada tratta, da chi manca di rispetto
Li vedi che indossano altri vestiti
Con indulgenza applicano leggi
Firmando su un taccuino prendono nota di tutti i mali fatti
pochi saranno risparmiati, il loro giudizio posa le fondamenta
sugli esseri intorno a te, che mentre non credono, qualcosa di sbalorditivo accade
Il timore li assalirà e nulla avranno, a cui aggrapparsi, senza scialuppe
persi nel mare più profondo, che il cosmo vede, ma non la terra
troppo lontani per avvistarla. Presenti e pazienti si mostrano
nel sorriso che avevano perduto quando la vita se li portava
nei sogni, sognavano, abbracciandoli
nei frastuoni dei giorni. Perlustrano zone e li confondono
col giorno, che profuma di pane, appena sfornato
fresco e buono guardato con gli occhi canterini
nel finire di serate, felicemente, addormentate

Quando si è in vita non sempre si riesce ad essere come si dovrebbe, con chi ci sta intorno, ma dopo si può essere migliori, proteggendo, in ogni momento 

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Profilo Autore: poesie profonde*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 16-07-2013

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Anno dopo anno, uno sull'altro, ho riposto i miei libri. Di tanto in tanto, fra le mie pagine ingiallite, fra caratteri un po' sbiaditi, rileggo le mie storie. Storie tristi, dove fugaci lacrime hanno cancellato alcune lettere. Storie allegre, dove ti par di ascoltare il gorgoglio di argentati ruscelli e le melodiose armonie intonate da talentuosi usignoli. Storie frettolosamente strappate dal libro dei ricordi. Storie d'amore tinte di rosso e scritte con la porporina e tante...tante pagine vuote: alcune non scritte ed altre che ancora attendono i graffi della penna, oppure l'inchiostro delicato delle piume degli angeli. E si volta pagina: quante storie fra libri impolverati! Mentre un ragno tesse la tela su una spessa copertina consunta e logorata dal tempo, una folata di vento spazza via uno spesso strato di polvere dal leggio. E si volta pagina. Libri intrisi di ricordi; ove si narra di lunghi inverni trascorsi a ricamare fantasmagorici ghirigori lungo le capricciose cime innevate della vita. Libri colmi di primavere; ove ti par di sentir le primule odorare. Libri increspati e tumultuosi, come le onde del mare. Libri di favole, che narrano di fate e folletti. Libri pieni di colpi di scena ad effetti. Libri pieni di strafalcioni ed errori, ma anche tante pagine zeppe di onori. Libri pieni di storie d'amore, che fanno commuovere e battere il cuore. Libri...che un vento impetuoso gira in fretta...fino all'ultima parola, fino all'ultima pagina...fino alla fine.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Il suo amore per essa
era forte, lo sentiva
attraverso i suoi sensi
supplicava di poterlo
tenere che nessuno
glielo portasse via
ma il suo dolore era immenso
tremava buttando
ciò che aveva vicino
gli si annebbiava la vista
ed il controllo perdeva
lo amava moltissimo
quel fiorellino biondo
che soffriva, non poteva
dimenticarlo, nel cuore
le era rimasto in una canzone
Restò li, ad ascoltarla, in un locale
dove il tempo di colpo
indietro andò piangendo
amaramente, per averlo perso
In ogni uomo cercava suo padre
cantavano insieme, facevano tutto
insieme, per lei era mitico
uno scrittore sostituito al di là dei ricordi
vivi e mai spenti, con la luce sfuocata 


Mi sono ispirata ad un film visto ieri sera


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Profilo Autore: poesie profonde*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 16-07-2013

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Nonostante le conquiste raggiunte nel corso dei secoli, la società ancora discrimina le donne in favore degli uomini. Se sei donna, per ottenere un legittimo riconoscimento, devi sgobbare il doppio. Se sei donna e vuoi importi in qualunque campo, devi faticare il doppio: in pratica ci viene chiesto il doppio e alla fine (fortunatamente non sempre) otteniamo solo la metà di quanto ci spetta. Ancora oggi lottiamo per completarci e diventare intere, ma purtroppo a causa di retaggi culturali che ci portiamo dietro come enormi macigni, spesso accade che noi da vittime diventiamo carnefici di noi stesse; perché spesso veniamo aggredite dai nostri sensi di colpa e ci sentiamo giudicate: è come se ci fosse sempre qualcuno che ci punta il dito contro e ci impone di fare il nostro dovere. Fin da bambine ci insegnano che una femminuccia non deve dire parolacce, deve sedersi composta e soprattutto non deve fare cose da maschi. Noi donne non dobbiamo desiderare un uomo solo per fare sesso: non ci è concesso perché il desiderio femminile deve avere come finalità solo ed unicamente la procreazione. In alcune culture veniamo vendute e i nostri padri ci danno in spose già da bambine e se non accettiamo lo sposo impostoci e ci innamoriamo di un altro uomo, veniamo perfino uccise. In alcune popolazioni africane praticano l'infibulazoone e ci recidono i genitali per impedirci di provare piacere. Fin da bambine ci insegnano a competere con le nostre simili, ma fortunatamente molte donne hanno smesso di competere fra loro e preferiscono lottare coese; perché hanno compreso che solo essendo unite, si possono raggiungere molti obiettivi. A noi donne: all'apparenza minute e graciline, ma all'occorrenza forti leonesse, viene imposto di essere brave madri, brave casalinghe, brave cuoche...in poche parole "perfette." A noi donne vengono richieste perfezione e trasgressione al contempo. Madri e caste madonne, oppure amanti e prostitute. E noi, per tutta la vita, viviamo una sorta di dualismo: dobbiamo portare sul capo, una schizofrenica altalenante bilancia che non deve mai pendere né da un lato, né dall'altro. Da una parte vorremmo essere ciò che ci piace essere e dall'altra, dobbiamo essere ciò che ci impongono d'essere. Questo mantenersi magicamente in piedi, nonostante lo sbilanciamento, viene socialmente definito equilibrio: un equilibrio instabile che spesso crolla. È così che noi donne ci ammaliamo e siamo talvolta costrette ad assumere farmaci contro la depressione. Per molti uomini siamo il sesso debole: debole perché indebolite e schiacciate da costrizioni di svariato tipo: in Pakistan siamo costrette ad indossare il burqa e non possiamo leggere, ascoltare musica, né studiare. Se ci innervosiamo siamo isteriche, oppure abbiamo il ciclo; perché si sa, le donne rappresentano il "sesso debole." A noi donne viene richiesta pazienza, tolleranza: in poche parole...sottomissione. Spesso veniamo uccise perché non siamo troppo docili e arrendevoli, oppure perché osiamo opporci ad un compagno o ad un padre padrone. Noi donne ancora oggi, (fortunatamente solo per alcuni uomini) siamo considerate una proprietà. Dobbiamo sembrare stupide, pur non essendolo. Superficiali, pur non essendolo. Belle ma non troppo, magre ma non troppo, alte ma non troppo. Perché il troppo storpia e noi dobbiamo essere perfette. Perfettamente imperfette: instabili, volubili e stupide. Poi spesso, ancora capita, che dopo aver spostato montagne reali e metaforiche, dopo aver sopportato i dolori atroci del parto, dopo aver lavorato come mule, cresciuto figli, cucinato e sgobbato, eccetera, troppo spesso ci sentiamo dire: "lascia faccio io, per fare questo lavoro ci vuole la forza di un uomo...e tu...tu sei solo una donna." Frase tipicamente maschilista, che tende a sottolineare che una donna non è mai completa...ovvero...non basta mai. Perché in fondo, nonostante le lotte fatte e i diritti acquisiti, a noi donne... tutt'oggi...viene ancora richiesto d'essere la metà: un metà che raminga, vaga ancora alla ricerca della propria interezza. Questo e tanto altro ancora ti accade...se sei donna.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Sale il vento in rapida discesa
Nell'amore degli occhi, un cosmo al passaggio
di un temporale scrolla rami penzolanti
è buio pesto, che avvolge, niente rimane
solo briciole di pane, nel giardino dei sogni
di giorni nel sole che brilla brillando
solamente lui. Ombre nel buio dei cipressi
si dettano al mare ed un tempio per pregare,
risale dal profondo mentre il vento tace
triste, tuoni assordanti scuotono rami
infiniti predatori. Nel sipario una danza spenta
nei riflessi riprende le note in giorni cupi
nuvole ammantate di cielo sospeso ed infinite comete
raccolte tra cespugli dimenticati in periferie
del cuore. Cavità sentite
Proprio nel fluire delle notti, scorrono pensieri più vivi
muovere pareti sottili, avverti, un turbamento
è indispensabile chiedersi cos'è
che ti spinge a non sentire il bisogno
per mesi, anni, di cercare
Vorresti che capisse chi si respinge
accettando di buon grado questa decisione
senza insistere, se insiste, costringe a far dire cose
metà vere e metà false
rimproverandosi, d'avere insistito
La cosa che fa malissimo
è non voler capire. Dietro ad una decisione
ci sono motivi profondi, dimensioni lontane
dalle sue, capirsi non potranno, troppa diversità di vedute
per venirsi incontro. Agisce nelle pieghe del mistero
e cammina con lui, rimanendo soffocata
tra le spire buie che l'avvolgono irrigidendosi
ad un vento impetuoso, costruendo dighe
dove l'acqua non si muove
ma scopre rifugi accampati sulle cime
di montagne protettive
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Profilo Autore: poesie profonde*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 16-07-2013

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