Nascosti dietro maschere sfuggenti
i nostri sorrisi da tempo spenti
cercano riparo in questa consumata realtà
uccisa da guerre inutili.
Da guerre viste in passato
e vissute nel presente.
Nascosti per paura d’esser riconosciuti da sé stessi
come fautori di una realtà assassina
ora, han spento i loro sorrisi,
han spento le nostre speranze.
Ma vogliono di più: il nostro sudore
da tempo dimenticato in quello spazio
che un tempo sembrava esser amico.
Chi ha ora il coraggio
di togliersi la maschera dal viso,
abbia anche il coraggio di dire perché…
Perché ha voluto esser infedele a sé stesso.
Perché ha ucciso il sorriso dei cieli
e quello dei nostri figli
che non han vissuto ancora nulla
di ciò che noi abbiam paura di vivere oggi
e domani.
Domani…! Com’è difficile a volte
pronunciare questa parola.
Com’è difficile a volte
sorridere al domani,
ammesso che ci sia un domani…
illumina il suo strano sguardo,
mentre diffidente osserva
i suoi sorrisi istituzionalizzati
e quei grandi occhi
che raccontano qualcosa di più
di una dolce inutile allegria.
Tra file vuote di bianchi soldati
racconta di se e delle sue voglie,
di fiori di ghirlande
e cioccolata calda da bere al bar del paese,
delle sue attese passeggiate in campagna, a maggio
al fiorire delle prime rose,
dei suoi screpolati ricordi.
E mentre cortese par ci racconta
del suo prossimo ritorno,
delle sue rose che lì,
nel suo giardino di campagna,
attendono i suoi baci
io paziente la sto ad ascoltare,
mentre l'osservo nella sua troppo esile vestaglia a fiori.
Ma soli siamo in quella stanza, d'inverno
in compagnia d'un letto dalle linde lenzuola
e d'una piccola valigia color marrone
che, da lì sotto, fa l'occhiolino
...dentro, due scarpe nere col tacco basso
ed intonsi vestiti a lutto pazienti attendono.
nota:
liberamente tratto da...

E' il tuo sorriso
che giungerà a farmi luce,
quando la corona
di tristi e malevoli presagi
avrà circondato la mia anima
in una morsa di buia tristezza.
.
Sarà il tuo abbraccio
a farmi da scudo
contro l'aggressione del tempo
e a guidare le mie speranze
oltre il terreno scivoloso
della rassegnazione.
.
Tu il sole inatteso
a cui stavo per rinunciare
dopo un lungo e vano cercare,
verrai a sorreggere il peso di nubi
gonfie di vecchie e nuove sconfitte e...
d'acqua gelida da rovesciarmi sul cuore
.
Verrai a raccogliere
il mio desiderio di godere la gioia
di un'eterna notte stellata
e ad ergerti baluardo di quelle
legittime illusioni sempre in fuga
da una realtà ingiusta e spietata.
.
E... squarciando il dolore
che essa ha sempre indossato
vestirai d'azzurro la mia anima,
facendomi sentire tra rosee nubi
ricamate di pudore: Finalmente amata
nel cielo che ho a lungo sognato.
Senti tra le dita
il sapore di miele.
Passi tra le labbra
il gustoso sapore.
Non passano le ore
nell’infinita passione.
Scalda le lenzuola
questo amore intenso
come morbido lino
t’accarezza il viso.
Senti le sue labbra
calde più del fuoco.
Sei così smanioso
d’inventare un gioco.
Un amore strano
ma talmente intenso,
nella sua dolcezza
ore di passione.
Cose mai provate
fan delle sue labbra
nettare squisito…
Vidu la nivi chi cadi lenta,
‘mmuccia casi, strati e vaneddi,
ma nun ‘bbianca supra li pinzeri
di la genti.
Vidu l’arburi di li fogghi spugghiati ,
iò tremu ‘nta lu friddu su’ jittati.
Vidu li cimi di li muntagni,
testi bianchi di vecchi ,
penzu a lu focu chi spissu li ardi.
Vidu tantu e forsi troppu, l’acqua chi
scurri ‘nto lettu di lacrimi,
avvilinata di troppu culura.
Vidu omini campari a la
vintura, mi dumannu e forsi
sbagghiu: Ma chista eni la vita?
Ahimè , vidu cu pena ma nun pozzu
parlari, nun àiu chi fari!
Rita Vieni
QUESTA E’ LA VITA?
Vedo neve che scende lenta
imbianca case, strade, viuzze,
ma non purifica , della gente,
i pensieri.
Vedo alberi nudi, le foglie
in pasto alla terra, a marcire.
Vedo le montagne, dalle cime
imbiancate, simili a vecchi stanchi,
troppe volte arse in roghi estivi.
Vedo forse troppo, le acque dei fiumi
avvelenate da sostanze nocive.
Vedo uomini allo sbando, mi domando:
E’ questa la vita?
Ahimè vedo con pena ,
ormai tace la mia coscienza,
zittita dall’impotenza.
Passo pesante, mi sbuffa contro il vento
Mi perdo
La bussola indica il nord ovest
Sono in ritardo
Ho l’ansia dei grandi appuntamenti per questo test
E la paura mi parla, poi m’abbraccia
Prova a nutrirsi di me, la DeA la scaccia
Non demorde mi dà la caccia
Mi raggiunge, cacciatrice infallibile
Mi divora
Respiro al ritmo del suo nome
calda, mentre i raggi della luna veste
candida cuciono.
Tra infiniti luoghi e dolci melodie,
saltello gli spazi stellati, infrango
trasparente anima, ma non soffro.
La realtà irrompe, scaglia acuminati
vetri.
Sangue sgorga, al risveglio.
IMPRECISO
una nuvola affonda
fantasma di un veliero
in un mare surrealista
Lo spazio delle case
l'intaglio degli scogli
l'improbabile affacciarsi
su qualcosa che non vedo
tranne immaginando piano
OLTRE
altre prospettive
DA DEFINIRSI
nelle strozzature di cupe gole
e, rabbioso, ti apri la strada
tra le rocce, con rumore di vetri infranti.
Il tuo pianto copioso,
con impeto greve,
scorre nella boscaglia,
tra sassi e morge
che rendono dura la vita.
Nascosto da alture silenti
compari all’improvviso
nella brughiera ubertosa,
acquattato come un cervone.
Veloci e fresche
le tue acque
scendono agevolmente al piano
e s’infiltrano nella terra tenera,
alimentando, languidamente,
erbe e radici di piante.
Nei ristagni
rodi la terra scura
ma non ti lordi di limo.
T’allarghi solo in ultimo
in prospere piagge,
riposandoti a valle
quietamente.
Sulle tue sponde
casolari perduti
e ombre di pioppi.
Tutt’intorno
clivi coperti d’ulivi,
dolci e flessuosi,
appollaiati
nel riposo dormiente
del vago orizzonte.
That I don’t see her
But her face is here
In front of me just like you
I feel a bit ashamed
But that’s the truth
Without her I don’t know
How this story will come to
It’s forever love
When the story goes like this one
When the heart is waiting
For another chance
Her wish of freedom
Has taken herself away
She has leaved all her things
And some underwear
It’s looks like mine
This love that you tell
It’s seems the half of
A reality that I dreamed me too
It’s the same love
There is only her that
Can destroy our dreams
And our hopes for the future
Two happiness of a longing
Two tracks for just a train
That now is going away
Without a railway
My secret hidden your
For her whole life
For her stories
For our stories
We are the poems
We are the photos
We are the end
Of the one’s first love
Odori di una cascata di stelle di luce,
Infantile come una donna.
Su di un limpido corteo nebbioso il silenzio tace
la propria corsa che affanna.
Un futuro nebbioso squarciava immagini dorate appese a un filo
Sorprese stropicciate chiuse nel brandello di un offuscato velo.
Passaggi a vuoto nel tempo che fu
All’addio un’agonia spettrale
Il crollo di ogni delirio che fu
Piccola Stella del Paradiso inusuale.
Coronamento di una cascata di stelle di luce
Inondante di profumi e suoni per riposare in pace.
Come vorresti
essere un fiore,
avresti le mani
sarebbero petali profumati,
accarezzerebbero con dolcezza
quel corpo così delicato.
Non vorresti essere banale
dicendo parole sempre uguali
potrebbero stancare…
Dici soltanto di lei.
Dell’amore tuo.
Una stella splendente
la luna tua di notte dà luce
ai tuoi pensieri.
Il sole bello,
ti sveglia al mattino
scaldando il tuo cuore
pronto a riempirla d’amore.
Ecco!
Vorresti essere il suo fiore
particolare.
Un bellissimo fiordaliso
così intenso, profumato
per accarezzarle il viso,
lei lo passerebbe teneramente
nelle sue labbra
chiuderà gli occhi
pensando sia tu a baciarla.
Dormirà tranquilla.
Dell’amore tuo
non dovrà stancarsi…
intorno all’Equatore potremmo fare un girotondo
tutti quanti, mano nella mano,
urlando al Cielo quant’è sì vero
che la Vita della gente veda un mondo così nero!
Popolo d’inventori siam, in questa amata Italia,
d’artisti e musicisti che scrivono sempre nuova un’aria,
poeti estrosi e fantasiosi, tristi e famosi
che scrivon versi per la propria e l’altrui gioia,
ma finiscon talvolta di trasformare i loro versi in noia.
Grandi siam noi dell’Italia il popolo più ricco,
ma non di denaro, perché le quotazioni vanno a picco!
Le menti nostre, intendo tosto,
che non si collocan in auge in nessun posto.
Vorremmo esser dei cuori gli infermieri,
curare i mal d’amor con versi fieri,
vorremmo anche l’altri sorridere mirar
quando una nostra frase ci accingiamo a pubblicar.
Vorremmo, ma lasciate che la fantasia voli fiera,
cambiare il Mondo con la nostra opera vincente,
guardar la Terra dall’alto come da una mongolfiera
e goder de’ risultati conseguiti egregiamente.
Desiderare il bene Signor non è peccato,
fa che ciò s’avveri con noi poeti, in vantaggio
degli abitanti tutti della Terra che avran cercato,
in noi, leggendo i nostri versi, un salvataggio.
seduti sul muretto
occhi azzurri
e gambe penzoloni
sbucciate sul ginocchio.
Le nostre non erano parole
ma urla di gioia
perse nell'aria
e facevano breccia
come tiri di fionda
in un cielo senza ombre
e non pioveva mai.
Ancora oggi
con gambe penzolanti
e occhi neri
guardo il cielo
incupito dal mio passo
imbrattato da me stesso
mentre cerco la scia delle pietre
lanciate in un giorno qualunque
con un tiro di fionda.








