Busserà ai tuoi sogni
metterà le ali ai tuoi occhi
tra mari e pirati
alla ricerca di navi e forzieri
ti accompagnerà
sveglierà il tuo sonno
svelando i suoi amici
tra luna e destino
in cerca di amore e giustizia
trionferà
Peter Pan
ed insieme a te volerà
dal cielo più alto
all’isola che non c’è
prenderà le tue mani
disegnando cerchi infiniti
tra avventure e viaggi
seguirà il suo destino
e tu con lui sarai
Peter Pan
ed insieme a te volerà
dal cielo più alto
all’isola che non c’è
Peter Pan
per sempre bambino
il tuo mondo trasformerà
nel tempo di un viaggio
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Quante volte abbiamo detto
tra mille carezze e baci
sei unica per me.
Le volte che da ragazzi
si aspettava sotto la pioggia
e non sentivamo nemmeno
l’umidità nelle ossa.
L’amore era talmente forte,
un’esperienza nuova.
Si restava incantati
non sentendo più niente
soltanto delle campane
suonavano talmente forte
arrivavano fino al cuore
facendolo tremare d’amore.
Quante volte adesso
con l’età avanzata
ripensiamo a quei giorni
volendoli imitare
ma a volte ci viene così male
finiamo col cambiare discorso
per paura di fare brutte figure.
Non è così
bisogna invece insistere,riprovare,
senza pensarci troppo,
sarebbe come un discorso programmato.
Facciamolo parlare questo cuore,
l’età non conta,
quello che sentiamo dentro è importante
anche se detto nella maniera sbagliata,
chi ama veramente lo può capire
e tradurlo in amore….
Quando i sogni non inondano
la mente e non dipingono di rosa
il giorno tuo
allora il buio incombe
sulla triste vita
e una morsa taglia il respiro
perchè i sogni sono quel volare
leggero che coccola il pensiero
quel fantasticare che trascina
dentro una favola
che si lascia raccontare
e che non ti lascia morire.
la mente e non dipingono di rosa
il giorno tuo
allora il buio incombe
sulla triste vita
e una morsa taglia il respiro
perchè i sogni sono quel volare
leggero che coccola il pensiero
quel fantasticare che trascina
dentro una favola
che si lascia raccontare
e che non ti lascia morire.
Cosa o chi
mi manca veramente
se mi rifiuto di riempire con te
la tua insopportabile assenza?
Come dell'ape il nettare
fu il mio desiderio di averti,
ma non più fiori per me vedo.
Eppure sei lì.
Arrendevole mi chiami,
ti sbracci,
mi implori.
E' solo il fumo
di una candela
che non c'é più.
Così sventoliamo la nostra supplica:
tu di non lasciarti,
io di non cercarmi.
mi manca veramente
se mi rifiuto di riempire con te
la tua insopportabile assenza?
Come dell'ape il nettare
fu il mio desiderio di averti,
ma non più fiori per me vedo.
Eppure sei lì.
Arrendevole mi chiami,
ti sbracci,
mi implori.
E' solo il fumo
di una candela
che non c'é più.
Così sventoliamo la nostra supplica:
tu di non lasciarti,
io di non cercarmi.
Ti abbiamo visto l’ultima volta
bello più che mai
dolce...
tenero...
Il più caro amico
che tutti vorrebbero avere
sempre fedele
hai fatto parte della nostra famiglia.
Sempre presente
sempre vivace ed educato
hai aspettato che andassimo via
per lasciarci...
Hai voluto risparmiarci questo dolore immenso
al rientro un vuoto devastante
non eri là ad attenderci
lacrime amare...
Ci hai lasciati...
ti vorremo sempre bene
sei stato
e sarai sempre uno della nostra famiglia.
Mi manchi tanto...
ci manchi tantissimo...
ti vogliamo bene
addio.
PER L'AMICO PIU' FEDELE.....IL COMPAGNO DI UNA VITA....E' MANCATO LASCIANDO UN VUOTO DEVASTANTE.....LO ABBIAMO AMATO COME UN FIGLIO....MI MANCHERAI DA MORIRE.

bello più che mai
dolce...
tenero...
Il più caro amico
che tutti vorrebbero avere
sempre fedele
hai fatto parte della nostra famiglia.
Sempre presente
sempre vivace ed educato
hai aspettato che andassimo via
per lasciarci...
Hai voluto risparmiarci questo dolore immenso
al rientro un vuoto devastante
non eri là ad attenderci
lacrime amare...
Ci hai lasciati...
ti vorremo sempre bene
sei stato
e sarai sempre uno della nostra famiglia.
Mi manchi tanto...
ci manchi tantissimo...
ti vogliamo bene
addio.
PER L'AMICO PIU' FEDELE.....IL COMPAGNO DI UNA VITA....E' MANCATO LASCIANDO UN VUOTO DEVASTANTE.....LO ABBIAMO AMATO COME UN FIGLIO....MI MANCHERAI DA MORIRE.

Un giro di cinque o sei foglie nel vento
già dai segni dell'autunno macchiate
e lì in mezzo a ondeggiare
filare di pesci appesi
e barcone
tirato a braccia sulla riva
sopra una pioggia che
ha un diverso angolo di inclinazione
ogni volta che alzo lo sguardo.
Allungo sul carretto l'ultima vocale,
aggiungo un'acca finale
e un fiore spinoso da mangiare,
ancora quel vecchio desiderio.
già dai segni dell'autunno macchiate
e lì in mezzo a ondeggiare
filare di pesci appesi
e barcone
tirato a braccia sulla riva
sopra una pioggia che
ha un diverso angolo di inclinazione
ogni volta che alzo lo sguardo.
Allungo sul carretto l'ultima vocale,
aggiungo un'acca finale
e un fiore spinoso da mangiare,
ancora quel vecchio desiderio.
Te lo diranno loro quando ascoltare .
La mia più grande paura è sentire.
Sentire le tue urla.
Sentire la mia impotenza.
Sentire la polvere nei miei polmoni.
Sentire di averti perduta.
Saranno loro a dirti quando aprire le danze.
Saranno loro a dirti quando urlare, quando scappare, quando supplicare e quando morire.
Ci guardammo negli occhi, il bambino ed io,
e lui mi umiliò trovando la forza di chiedermi
se solo chi piange provi dolore.
se solo chi preghi si senta smarrito.
se solo chi uccide abbia le mani sporche di sangue.
La mia più grande paura è sentire.
Sentire le tue urla.
Sentire la mia impotenza.
Sentire la polvere nei miei polmoni.
Sentire di averti perduta.
Saranno loro a dirti quando aprire le danze.
Saranno loro a dirti quando urlare, quando scappare, quando supplicare e quando morire.
Ci guardammo negli occhi, il bambino ed io,
e lui mi umiliò trovando la forza di chiedermi
se solo chi piange provi dolore.
se solo chi preghi si senta smarrito.
se solo chi uccide abbia le mani sporche di sangue.
Ti chiamavo, con il mio solito filo di voce,
e tu eri troppo distratta, eri assorta, persa,
aggrovigliata nel mare al vociare del mare.
Ti ho aspettata, fino alla fine della sigaretta,
in uno dei tanti caleidoscopici possibili mondi,
in questa non materiale illusione olografica;
nella distruzione che da la vita, nel girotondo,
nella frutta, nelle pietre, nei fiori, tra gli alberi,
su nel cielo, celata sotto forme mandaliche.
Ma la tua figura appare solo spontaneamente,
come solco intorno al centro, come un recinto:
un cerchio protettivo che allontana la paura,
qualcosa che non esiste, qualcosa di unico.
Dentro di te si nascondono triangoli, cerchi,
punti e quadrati, lo stesso mantra dell’ OM;
e se ti guardo forse vedo il Brahman eterno:
la meta suprema, la geometria delle forme,
la musica solidificata di Pitagora, la vera unità.
E tutto alla fine trascende in suono silenzioso,
come i quattro vissuti e lo stato di coscienza,
la veglia, il sogno, il sonno senza sogni, il turīya.
Siamo materialmente privi di realtà, increati,
e immaterialmente reali, così da essere eterni:
di questo tutto l'universo è intessuto, di idee.
E attraverso le tue linee, la natura del cosmo,
semi verbali come monosillabi senza senso:
e poi la terra, l’acqua, il fuoco, l’aria, l’etere,
poi le caviglie, le ginocchia, il retto, il cuore,
le sopracciglia, i poteri occulti riposti nel capo.
Ma è il cuore l’origine e il seme dell’universo,
l'energia cosmica che anima la manifestazione,
l’immanenza di Dio in un mondo di illusioni.
Così dice chi ha da tempo afferrato il concetto,
l’illimitata, infinita vibrazione di tutto il creato:
meditate, e su questo concentrate lo spirito,
oltre il tempo, oltre ciò che è stato, è e sarà.
Ed io sono qui che ti aspetto sempre, e ancora,
come oggetto di studio metafisico e religioso,
come la volontà, la memoria, come l’intelletto:
perché sei il verbo nella sua accezione più ampia,
la parola cosmica che interagisce col mondo.
Ed io sono l’illusoria sensazione che ti circonda,
tutto ciò che il mondo immagina e interpreta:
così, mentre ti contemplo, induci i miei pensieri,
le parole, le immagini, le azioni, e per un attimo
vedo ciò che Dio vede, e sento ciò che Dio sente.
Lenta s’alza la fiamma
a divampar calore.
Delicato lenzuolo di lino
ricama il suo seno prosperoso.
Lei pare dipinta
quando passa tra le labbra le dita
dando sapore
a quel gustoso caldo
uscir d'amore...
Il respiro affannoso
l'umidità dei baci
rivestono il suo corpo
di magnifica musa.
Fu l'immensità
del tuo desiderio indomito
a riattivar dopo il tramonto
la luce spenta
di una stella addormentata
tra le nubi.
.
Fu la realtà
che raccolse dall'oblio
i rami ancora vivi
dei tuoi sogni ormai estinti.
Essi invocarono il sole.
E... giunsi io.
Muretti discontinui
preservano da precipizi indolenti
e mascherano, incautamente,
una lama cupa e inaridita.
Un aspetto feudale e parassitario
si riverbera nel cielo estivo,
su coccetti punici e sanniti
sparsi sopra i poggi.
Cirri complicati e veloci
nella luce vaga e caliginosa.
Mandrie di mucche
e ridde di greggi,
in transumanza,
tra prati verdeggianti
e giovani ulivi
rivestiti di nuovi fiori.
preservano da precipizi indolenti
e mascherano, incautamente,
una lama cupa e inaridita.
Un aspetto feudale e parassitario
si riverbera nel cielo estivo,
su coccetti punici e sanniti
sparsi sopra i poggi.
Cirri complicati e veloci
nella luce vaga e caliginosa.
Mandrie di mucche
e ridde di greggi,
in transumanza,
tra prati verdeggianti
e giovani ulivi
rivestiti di nuovi fiori.








