Mai avrei pensato di vedere così tante guerre
combattere per la pace
donne e bambini morire
intere città scomparire.
Mai avrei pensato di non avere più sogni da realizzare
e che non avessi voglia di
guardare l’orizzonte senza cercarvi un incendio,
di sfogliare il domani come fosse un libro aperto.
Ci siamo scoperti fragili,
argilla tra i cingolati di una storia che non impara,
mentre il vocabolario del futuro si svuota
e resta solo il peso di un presente immobile.
Eppure, in questo silenzio di macerie e di progetti interrotti,
cerco ancora il coraggio di una parola pulita,
l’ostinazione di un seme che, sotto il fango,
non ha ancora smesso di sognare la luce.
nubi di zucchero
come caramelle filate
nella freschezza d'aprile
si attorcigliano
sciogliendo ogni angoscia
in un sorriso
di teneri illusioni
Parole dolci
parole indorate
a volte le poesie
sono come lecca lecca
traslucida e rossa
custode di segreti e sogni
Dentro
una ciliegia
piccola sfera di vita
che liberava profumo d'infanzia
e che rifletteva l'amore
di chi cercava calore
Ogni sera
quando il buio calava
accendevo la lampada
e la ciliegia brillava
come una stella nel mare
è un rifugio di anime
è un primitivo amore
è una tela che accoglie le stelle
Non è solo furia o tempesta
ma anche la calma
che culla le barche perse
nel suo abbraccio
Il mare - non è solo rumore
è il respiro lento delle onde
che portano con sè
il pianto dei gabbiani
e il cuore dei pescatori
che palpitano nel buio
in un eterno dialogo
con il proprio io
Il tappeto rugoso dell’erba
si stende tra i ceppi contorti,
ma è il cielo che comanda lo sguardo
con un drappo pesante di nuvole, stracciate,
spinte da un vento invisibile.
Stratocumuli grigi e bianchi e in un varco,
in un cuore squarciato,
il sole si riversa.
I raggi trafiggono i rami
carichi di promesse .
Tutto tace .
di San Martino
cambiano gli odori
e il verde - affrancato
nella mitezza estiva
prigioniero è ora
di sfumature autunnali
Tra danze di rami
orfani di foglie
del già libero autunno
si accendono bracieri
per castagne e miceti
e il crepitio dei fuochi
ripropone giochi
perduti in memoria
ma che in astratto
negli occhi rivivono
Si aprono le cantine
pervase dagli aromi
di mosti macerati
e l'aia s'empie
di zucche dolciastre
messe ad essiccare
tra gli ultimi ruggiti
di un sole impallidito
negli olezzi autunnali
E il mallo della noce
tinge di bruno
le mani dei bimbi
nell'eco di versi d'oche
e quelli di un verro
sulla tinozza immolato
da frenetici uomini
tra il diletto ciarlare
di donne affaccendate
di nere nubi cariche di pioggia
tra l’echeggiar di forti tuoni
e di lampeggianti lampi.
L’impetuoso vento
sconvolgeva del mare l’onde,
soffiava e ululava lungo coste
tra pendii di scoscese rocce.
Agitato sempre più quel mare,
mirava a chetarsi all’imbrunire
mentre scomparse le funeste nubi
lasciavano occhieggiar tremule stelle.
Cedeva il passo or la notte al giorno
fino a trovare calmo il mare
volto ad un sussurrare lieve stava,
al chiaro di una luna piena.
Chetano anche i rumori
a quel riverbero di bianca luna
che si specchia sull’azzurro mare
e come scia si anima sull’acque.
Quando all’orizzonte s’alza il sole,
di rosa si tinge il beato cielo
tra magici colori ameni
facendo battere forte il cuore.



