quante orme ha preso il mare
quante parole inghiottite dalla paura
quante volte ho creduto di amare
quante volte forse solo una...è sicura
quante strade hanno visto i viaggiatori
quante frasi dentro a false dichiarazioni
quanti cerchi in un abbraccio di due soli
quante immagini negli occhi...emozioni
quante miglia ancora per scorgere, le tue mani
quanti approdi e quanti solitari...vari...
quante fette di pane appena tostato
quanti modi per dire che anch'io ci sono stato
quante soglie, ancora, da varcare
quanti sogni tra le mani, da costruire
quante sere, spesso vuote, in cui morire
quante facce buffe per non farti capire...
quanto io... davvero quanto
ho stretto i pugni, ho odiato il mondo
ho scritto, ho riso e semplicemente pianto
quanto ho creduto vero e quanto ho detto io...
... rimando...
dal gioco dei colori
disorientata voluttà
Ma la girandola rapisce
l'arcobaleno stupisce
il sole ferisce
ed io ogni giorno perdo di sensibilità.
Per questo
vado in cerca di nuove sfumature
nell'erba selvaggia
che cresce con rabbia
sulla recinzione della mia libertà.
Ho cercato di tenermi integro
ho lottato tra le rughe del silenzio
di notte e in fondo al mare
senza spingermi oltre
le barriere dell'orrore.
Fin quando il male divenne miele
e m'inchinai compiacente
al socchiudersi degli occhi
come un cane bavoso
che non conosce padrone
e ringhia alla luna
per orgoglio o per paura
sottile linea
tra infinito e realtà.
Ammutoliti dal tempo perentorio
Lame affilate che squarciano un vento gelido
Vecchie spoglie distratte s’affacciano deluse, incredule
Estrema unzione in un caldo torrido
Una fiammata su una fiamma convalescente di stile
Presagi, disagi, corpi randagi
Distanza che si misura in decisioni sbagliate
Mare che comprime cielo e terre usurate
In bilico tra l’aspirazione di morire
E l’angoscia e l’orrore di morire
Estrema unzione
Ultima destinazione d’amore.
un fiume in piena,
raffiche di vento....
fanno paura.
Una vortice spazza via tutto,
un nubifragio
si è abbattuto sulla città,
tuoni esplodono nell’aria.
Fulmini illuminano
il cielo a giorno,
finirà...?
basta aspettare.
Attendo che si plachi
la tempesta, quanto tempo
durerà.... un’ora....
oppure tutta la notte !!.
Il cuore batte forte,
tanta paura,
tuoni e fulmini
in questa notte infinita.
Arriverà il giorno,
avrà fine questo
nubifragio,
tutto tornerà alla normalità.
lì, in quel parcheggio semi deserto vicino al mare
ogni lunedì e venerdi, come un orologio svizzero,
saran le 10. 00 del mattino: Lui con il SUV color di zenzero,
Lei con con la Ka, quel rosso marroncino.
Parcheggiano lesti, pian piano, vicini,
prima arriva Lui e, poco dopo, Lei, con il suo contrassegno dietro d'un bimbo piccino.
Poi Lui lesto esce dal SUV: sarà sui quaranta. E subito sguardi carini,
d'un tacito assenso,
si scambiano incerti nel lor movimento.
Entrambi in macchina (Ka), poi, col di Lei consenso
Lui lo tira fuori, stando ben attento,
e golosi morsi, celati da lontano,
tiran ai cornetti caldi che lui (nel sacchetto) ha comprato, nel negozietto lì vicino al mare.
nota:
...scusate la licenza.

Ricettivi pori dilatano
mi piace il riccio tuo capello
il seno timido e complesso
il disegno tecnico del tuo viso è bello
e la tua bocca, c'è da dir, ispira sesso
lo sguardo, acceso, penetra pensieri
e le tue smorfie son graffi di felino
la tue curve hanno qualcosa che ricorda il "ieri"
e i tuoi sorrisi hanno qualcosa di "bambino"
...un aggettivo, solo un aggettivo, forse...curiosa
ti vedo così, un pò pantera, un pò gattino
allegra, viva, a volte troppo pensierosa
soprattutto nella luce di un cupo mattino
sei così...forse...un animo intuitivo...
Io te vurria accussì
si doce comm o' zucchero.
Si te vurria accussì
cu chillu toccò elegànte
e' femmena perfètta.
doce primavèra
dei mie uocchi.
Si entràta rinto o' mie core
nun te lascerò cchiù uscirè facìlmènte.
Vità ra' mia vita
uocchi dei mie uocchi
ammòre ro' mie ammòre.
Io te vurria accussì
chiena e soddisfatta
rè mie attenziòni.
Si tu a' primaverà
ch fa sbocciar o' mie cuore
comm nu' splendido sciure...
Io ti vorrei così
sei dolce come lo zucchero.
si ti vorrei così
con quel tocco elegante
di femmina perfetta.
Dolce primavera
dei miei occhi.
Sei entrata nel mio cuore
non ti lascerò più uscire facilmente.
Vita della mia vita
occhi dei miei occhi
amore del mio amore.
Io ti vorrei così
piena e soddisfatta
delle mie attenzioni.
Sei tu la primavera
che fa sbocciare il mio cuore
come uno slendido fiore...
Occhi nel vento che parlano alla luce
un desiderio nascosto tra le mani
quando tu da bambino, dietro le stringevi
e poi, aperte le mostravi come per dire:
guarda sono pulite, io non nascondo nulla.
E l’amore, l’amore in questa vita al contrario
è un eccesso di miele, di zucchero a velo
è un soldino, messo apposta nel salvadanaio
perché non si può mai sapere….
e se poi si oscura il celo….
E la vita è passata in un attimo appena
te lo dicevano gli altri che finisce così
d’improvviso ti senti dolente la schiena
e ti muovi impacciato, o ti fermi e stai li.
Ora che ho tanti anni ed un treno di cose
che potrei raccontarti, con dolcezza infinita
per umidire il tuo sguardo, o far crescere rose
perché, oltre le spine, è anche questa la vita.
Io, ho trascorso il passato, dando tanto un po’ a tutti
mai avuto un rimpianto, ma tanti amici distratti
che guardavano altrove, mentre io gli parlavo
ora parlo da solo (come allora in effetti)
Ah, se solo sapevo…
Io, forse senza futuro, io senza un domani
mi è restato soltanto una piccola vita
che pian piano vedrai sfuggirà dalle mani
e quasi com’è venuta, anche questa è finita.
Tra voli d’angeli
E volti che piangono
Non dimentichiamo mai
Di sorridere sempre alla vita
Ai ricordi che ci han reso felici
Alla musica che ci ha sempre regalato emozioni
Alla poesia dei secoli
Al coraggio di chi ha voluto andare avanti
Al coraggio di chi ha detto “Basta” alla morte.
Tra voli d’angeli
E volti che piangono
Non dimentichiamo mai
Che in fondo noi
Siam solamente musica.
Ciao Lucio.
fai piano, quando senti che ti voglio
la tua mano, scende lungo tutto il corpo
ed io, mi sento già meglio...
mi baci, come dentro ad un film
i tuoi occhi cineprese, accese, su di me
mentre sfilo, dolcemente i tuoi blu jeans
ti prendo, mentre stai cadendo
sul nostro letto inventato al momento
... ed il ciak, "si gira", parte mentre ti sto baciando
fai piano, siamo un corpo solo
il tuo divano è diventato un trono
e il re, comanda da qui, i suoi popoli
l'amore è il nostro re...noi siamo suoi discepoli
nel mare tempestoso
che s'infrange con la luna
o nell'eco silenzioso
che dipana la paura
Dove sarà l'agognata meta
nella sconfinata pianura
che tracima ordinata follia
o nelle paure ancestrali
di una luce abulica
Devo fermarmi un momento
capire, decifrare quest'affanno
smetterla di rincorrermi
facendo a pugni con me stesso
esaltandomi di effimere vittorie
Le mie palpebre macigni
e negli occhi levigate tombe
sulla testa mano di madre
che accarezza bimbo canuto
come fosse sigillo d'incertezza
nell'obliquità di una intermittente sera.
Troverai il modo
per dirgli amore
e far fantastiche
le vostre storie.
Fra mille righe
non ti fermare
vai avanti a scrivere
le tue emozioni.
Troverai le ore per recuperare
le tue parole perse nel tempo.
Sarai tutto…
Con la tua voce
non ci sarà nessuna emozione,
parlerai così dolcemente
come un violino
o una chitarra,
accorderanno quell'armonia
che fa battere il cuore
sempre più forte.
Troverai il modo
di dire basta.
L’ora è arrivata
per ricominciare.
Potrai rivivere finalmente
quelle piccole ore di fantasia.
Sarai tutto…
Anche il suo fiato,
non ci sarà nessuno a interrompere
quell'incantesimo d’amore
spezzato solo per un momento.










