Eri una dalia dalla chioma
ricca di petali colorati
dalle sfumature più varie,
come questo fiore eri elegante,
corteggiata e desiderata
Un solo fiore hai amato
e per tutta la vita è stato
unico e solo amore
Il tempo che di clemenza è privo
ha sbiadito i tuoi colori,
ti ha rubato il tuo amore.
Ora cadono ad uno ad uno
i petali dalla tua chioma il vento li coglie
portandoli lontano dove i pensieri
si perdono sul cammino del tramonto
Vorrei rincorrerli, coglierli per te
ma non posso interferire
nel cammino di vita che e solo tuo
Posso stringerti la mano
dalla pelle grinzosa
raccogliere le tue lacrime
tra i miei palmi unendole alle mie,
quando nel tuo sguardo leggo la paura
e la tristezza della solitudini,
quando nella tua voce tremula
percepisco l'amore per me
dimostrato un po tardi forse,
ma è pur sempre amore
Non so quanto lungo sarà ne il tuo
ne il mio cammino ancora
io sono qui con la corolla dell'anima
aperta ad pronta ad accoglierti
quando vorrai veramente unirti a me,
pronta ad accompagnarti nel tuo
ultimo tratto di questo lungo viaggio
con tristezza, dolore e gioia
consapevole che finalmente
hai compreso chi veramente sono
Mi genufletto invocando la tua grazia divina
Senza te sono nessuno ma voglio essere qualcuno
Per questo mi rivolgo al tuo carisma ascensionale
Portami con te lungo questo sentiero friabile
Lo trasformeremo nella più lussuosa strada accessibile
Orlata di profumi e colori inverosimili
Punteggiata da meritevoli devoti discepoli
corri tra le braccia del desio
che ti assale al rinnovato pensiero.
Tra altalene d’energia vitale
l’inerzia scompare e al sibilare del
ricordo la gioia ricompare.
Come fulmine imprigionato nella bottiglia,
sogni d’afferrare l’immortalità benigna
ma ahimè non è data facoltà,
la clessidra segna il tempo,
in granelli di sabbia impazienti.
Tutto scorre, non volgi sguardo,
te stessa rifletti in trasparenza
che svela e non cela la maturità
nella beltà dell’insidia non apparente
in un ordinario spesso deludente.
unghie lunghe sulle dita
col suo alito gelato
e lo sguardo interessato.
Mentre tu stai per partire
la riesci anche a vedere.
Ed è proprio in quel momento
che capisci con sgomento
che il nulla in cui credevi
era culla per piaceri!
Or però non sei più in tempo,
La signora col suo manto
ti avvolge
e ti trasporta
nel luogo
della svolta.
fra felicità
e disperazione
un tempo indefinito
sognando
la pace dei sensi
scende il silenzio
pieno di
dubbi
domande senza risposta
sospesa
navigo nell'aria
una nuvola sospesa....
una sensazione irreale
le liti e la pace
sono lontani
anni luce.
di nebbia e sole folta la foresta
si odono fragori di cascata
che danno sensazioni d'una festa
Mi sporgo dalla rupe incuriosita
e l'occhio spazia in orrido di menta
profonda forra un vortice alimenta
che inghiotte acqua come piperita
Frescura imminente procurata
dalla mente quasi inebetita
a tale scenario suggestionata
Ritorno al cammino sulla cresta
che l'infimo torrentello rasenta
con nuovo brio e sete che non resta
Genti ferite
lacrime perse
dal cielo piovute
si spargono su visi
di rughe amare
lungo una strada
sepolcro aperto
di corpi vivi
scarnificati
curvi su sopravvivenze
avvelenate
son fantasmi derisi
dal presente
da esperienze mai nate
solo sognate
in convulsioni tormentate
ai margini di una strada.
invece nel nostro prato me ne sto a frescheggiare.
Seduta in tranquillità in cima alla collina,
con te a guardar le stelle fino alla mattina.
Dietro al volo delle lucciole i pensieri volan via,
ci stringiam le mani per tenerci compagnia.
Stare insieme a te è quello che più mi piace
su questa collina ho trovato la mia pace.
Eterno carme del poeta
che dei suoi versi, mi onora.
Il mio profumo, ogni cuor allieta
e di serenità l’aurora colora.
Sono una rosa
souvenir e viaggio di bisbigli
viavai di vita religiosa
avvolta, a volte, d’artigli.
Sono una rosa
incantatrice degli occhi
frutto della terra
emblema e regina dell’amore.
il soffio di un vento
durato a lungo
ma non in eterno
stretta al destino
cucivi di colori
il nostro corpo
ma senza sognare
correvi dietro le stagioni
lancetta del tempo
baciavi l’amore
e questo ti bastava
raccoglievi biglie
foto e giornali
disordine di bambini
ed eri contenta
forse l’inverno
doveva arrivare prima
l’estate ha cancellato
sofferenza profonda
in ginocchio
in silenzio
nel profondo
ti chiedo perdono
come il vento fa con i miei ricordi
lasciami mordere i tuoi seni
come la vita fa con i miei segreti
nella tua chioma e nella tua carne
mi perdo come in un labirinto
e tu sei oceano ed io deserto
sopra di noi un cielo eterno.
Lasciami mordere la tua anima
voglio sentire il tuo inferno
lasciami mordere i tuoi fianchi
voglio sentire nella mia bocca
la liquida essenza tua che arde.
Lasciami entrare nei tuoi sogni
e da ogni fessura voglio entrare
per spiare e profanare
la tua pudica tentazione.
Lasciami specchiare nel tuo cuore
nell’ardore che soffoca il respiro
mentre nell’attimo improvviso
impreciso e incontrollato
m’inchino stremato ai sensi del piacere
avvolto e stravolto dalla schiuma
e sull’ombra della luna
mi addormento
come un bimbo appena nato.
Mi sveglierò ancora
Senza incrociare il tuo sguardo.
Mi sveglierò ancora
Senza inaugurare il giorno
Con le tue labbra di velluto
Uscirò di casa
Senza il buonumore
Inflitto dal tuo spirito
Dolciastro e battagliero.
Affronterò la giornata
Senza la forza luminosa
Del tuo sorriso.
Un’altra notte si apre
Su questo viso
Imperlato di sfacciataggine;
Così come un altro giorno
S’appresta a prender fuoco
Sulla mia pelle
Feconda di risa
Ancora attimi senza te
Cieli senza te
Spasmi senza te
E poi, l’eternità in te!
Solo ancora un passo, con il piede destro,
e sarà come averne mossi mille, all'indietro.
Ci penso, mentre fisso un punto vicino,
sull'albero, e uno lontano, sull'orizzonte.
Ci penso, ma sono distratto dal mare,
dalla sabbia che lo beve, e poi lo sputa,
dal pescatore che ogni tanto bestemmia,
ma poi rilascia sempre i pesci, con amore.
Ecco, forse lui sa tante cose più di me,
le avrà imparate dalla voce del mare;
lo so, lo so, ci vuole moltissima calma,
ma chissà se sono io che ho paura del treno,
o se è lui che corre da sempre verso di me.
Non vola più, giù dalla finestra
Non cerca me, ma la strada giusta
Chissà perché la scusa non mi basta
È un torto e la mia è una protesta
Ci gira attorno ma la sua richiesta
E’ avere un posto quando si fa festa
E un cuore solo forse non le basta
Mi disonoro pur di starle in testa
Mi cammina nel cuore
Senza fare rumore
Tanto non c’è da dire
E nulla, nulla tornerà
Mi cammina nel cuore
Senza fare rumore
Tanto non c’è da dire
E nulla, nulla tornerà
Si crede adesso a posto
Cammina svelta non ha rimorso
Per questo lei aumenta il passo
Su quello che io non ho rimosso
Sorride appena, le fa piacere
E’ tutto bello, solo da godere
Ed il passato di chi lo sostiene
Fa male e brucia nelle mie vene.
Non vola più, giù dalla finestra
Non cerca me, ma la strada giusta
Chissà perché la scusa non mi basta
È un torto e la mia è una protesta










