Cielo maculato
come stormo di pensieri
e la proverbiale promessa
in quel rosso di sera.
Ecco cosa osservo.
Cieco sul momento
altro non vedo,
ma già immagino l’imbrunire
che fa spazio alle stelle
e non mi sembra
di perder tempo,
né m’accorgo d’altro
mentre attendo la Luna.
come stormo di pensieri
e la proverbiale promessa
in quel rosso di sera.
Ecco cosa osservo.
Cieco sul momento
altro non vedo,
ma già immagino l’imbrunire
che fa spazio alle stelle
e non mi sembra
di perder tempo,
né m’accorgo d’altro
mentre attendo la Luna.
10 commenti
Buongiorno corvo
che arrivi nel mattino
tinto di rosa,
plani sui rami del pino,
soffermi lo sguardo
sul sole che nasce.
E voli via.
Riverbero di luce
disegna geometrie fluttuanti
sul profilo di Monte Crocella,
nudo nell’istante
che segna l’inizio.
Nuvole cangianti
spiano
risvegli stanchi,
sonni morenti
che esalano
fumo di comignoli.
Sulla porta
indugia l’operaio,
giovane-barista-attende,
due-bimbi-rallentano-il-tempo
regalando attimi
all’ordinario.
Il richiamo si fa urgente
oltre i sensi;
se-tocco-esiste
non-c’è-se-non-tocco,
mondo-reale
proietta
ombre.
Velocità-sottende-moto
cancella-urlo-della-coscienza
state-fermi-se-potete
siete-regine-e-re-e-non-lo-sapete.
che arrivi nel mattino
tinto di rosa,
plani sui rami del pino,
soffermi lo sguardo
sul sole che nasce.
E voli via.
Riverbero di luce
disegna geometrie fluttuanti
sul profilo di Monte Crocella,
nudo nell’istante
che segna l’inizio.
Nuvole cangianti
spiano
risvegli stanchi,
sonni morenti
che esalano
fumo di comignoli.
Sulla porta
indugia l’operaio,
giovane-barista-attende,
due-bimbi-rallentano-il-tempo
regalando attimi
all’ordinario.
Il richiamo si fa urgente
oltre i sensi;
se-tocco-esiste
non-c’è-se-non-tocco,
mondo-reale
proietta
ombre.
Velocità-sottende-moto
cancella-urlo-della-coscienza
state-fermi-se-potete
siete-regine-e-re-e-non-lo-sapete.
Sono altri i giorni della speranza
Scuciti dagli abiti estivi
Ormai rinchiusi in soffitta
Ad addolcire le fredde pareti
Di questo luogo inospitale
Burrasca s’appresta nei pensieri d’oltralpe
Contrastanti col torpore viscido
Di questa stagione marina
Si rincorrono frettolosi i giorni dell’avvenire
Lucidi e affannosi come un turbine
Di insensatezza affollata…
Qui crocefissi sull’agire
Qui disinvolti nel piccolo morire.
Scuciti dagli abiti estivi
Ormai rinchiusi in soffitta
Ad addolcire le fredde pareti
Di questo luogo inospitale
Burrasca s’appresta nei pensieri d’oltralpe
Contrastanti col torpore viscido
Di questa stagione marina
Si rincorrono frettolosi i giorni dell’avvenire
Lucidi e affannosi come un turbine
Di insensatezza affollata…
Qui crocefissi sull’agire
Qui disinvolti nel piccolo morire.
Ricordi la fine del mondo?
Arrivammo in ritardo a causa mia. Perchè non sapevo come comportarmi.
Se implorare pietà per essere risparmiato o ridere noncurante, conservando almeno per una volta la mia dignità.
Ricordi la fine del mondo?
Io ero in ginocchio e tu al mio fianco, impegnato a ricordarmi i momenti felici passati.
Non potevi immaginare quanto male mi facesse ripensare alla gioia estinta che mai sarebbe tornata.
Ricordi la fine del mondo? No? Io si.
La fine del mondo era dentro di noi.
Quando deturpammo i volti degli dei sperando che qualcuno ci vedesse.
Quando riuscimmo a dimenticare il dolore nonostante le percosse non fossero cessate.
Quando consideravamo le lacrime ridicole,ma solo fino al dì in cui fummo noi a piangerle.
Arrivammo in ritardo a causa mia. Perchè non sapevo come comportarmi.
Se implorare pietà per essere risparmiato o ridere noncurante, conservando almeno per una volta la mia dignità.
Ricordi la fine del mondo?
Io ero in ginocchio e tu al mio fianco, impegnato a ricordarmi i momenti felici passati.
Non potevi immaginare quanto male mi facesse ripensare alla gioia estinta che mai sarebbe tornata.
Ricordi la fine del mondo? No? Io si.
La fine del mondo era dentro di noi.
Quando deturpammo i volti degli dei sperando che qualcuno ci vedesse.
Quando riuscimmo a dimenticare il dolore nonostante le percosse non fossero cessate.
Quando consideravamo le lacrime ridicole,ma solo fino al dì in cui fummo noi a piangerle.
Beffardo ed intenso
veloce e silenzioso
da lontano sino a dentro
con calma inaspettata
aspetta ed ascolta
ti vede sorridere
ti sente scherzare
ma lui no
lui è il nero perfetto
ti prende alle spalle
ti trascina dentro fiumi
ti fa perdere l’equilibrio
delle cose
lui è il nero perfetto
che scioglie anche il sole
ti chiude lo sguardo
ti fa scivolare
sopra l’amore
è il nero perfetto!
veloce e silenzioso
da lontano sino a dentro
con calma inaspettata
aspetta ed ascolta
ti vede sorridere
ti sente scherzare
ma lui no
lui è il nero perfetto
ti prende alle spalle
ti trascina dentro fiumi
ti fa perdere l’equilibrio
delle cose
lui è il nero perfetto
che scioglie anche il sole
ti chiude lo sguardo
ti fa scivolare
sopra l’amore
è il nero perfetto!
Ti incontrai al mercato
dei fiori e degli uccelli
sorridevi al mondo
i tuoi occhi erano belli
.
Vendendo bocciolini
e rose rosse fresche
promuovevi e coltivavi
piccole innocenti tresche
.
Ti ho rivisto dopo anni
sei sempre in quel mercato..
Nel perimetro del tuo cuore
un invisibile peccato
.
sopravvive alla stanchezza.
E tu vecchia barbona
superi in dolcezza
la più distinta signora.
.
Vive in un cuore immenso
il tuo candore indenne
dall'ingiuria del tempo
ti salvò i fiori e le penne.
Ogni anno il 13 marzo a Milano si festeggia l'arrivo della primavera con la fiera dei fiori e degli uccelli che si tiene sul sagrato del Duomo
.
Stasera ci vorrebbe una carezza
ornata da una musica leggera
perché dell’imminente primavera
già sento tiepidissima la brezza.
Stasera ci vorrebbe una carezza
di quelle che ti portano nel cielo
che coprono soltanto con un velo
l’insipida tristissima amarezza;
al chiuso della mia malinconia
embrione dell’atavico stupore
mi viene di pensare ad un amore
lontano, evanescente, senza via,
che solo col calore di una fiamma
potrebbe riscaldare la mia vita
se solo ricordassi l’infinita
carezza che mi dava la mia mamma.
ornata da una musica leggera
perché dell’imminente primavera
già sento tiepidissima la brezza.
Stasera ci vorrebbe una carezza
di quelle che ti portano nel cielo
che coprono soltanto con un velo
l’insipida tristissima amarezza;
al chiuso della mia malinconia
embrione dell’atavico stupore
mi viene di pensare ad un amore
lontano, evanescente, senza via,
che solo col calore di una fiamma
potrebbe riscaldare la mia vita
se solo ricordassi l’infinita
carezza che mi dava la mia mamma.
Gelo che permea,
attraversa, riempie, abbraccia,
disegna cieli di luce diafana,
surreale, archetipa, infranta.
Subitaneo buio s’apprende
grigio-latente-azzurro-esangue,
di silenzio-assorto
irrompe
tragitti solitari.
Spento è il sole
dietro il monte oscuro.
Chiuso un pomeriggio di fuoco,
il cielo torna all'azzurro quieto
nel barluginare dei raggi d'arancio.
Scende lugubre la notte
ad annerire voli e ali.
Disegna scarabocchi,
crea aquiloni di sogni
Gelo che permea,
attraversa, riempie, abbraccia,
disegna cieli di luce diafana,
surreale, archetipa, infranta.
Subitaneo buio s’apprende
grigio-latente-azzurro-esangue,
di silenzio-assorto
irrompe
tragitti solitari.
Spento è il sole
dietro il monte oscuro.
Chiuso un pomeriggio di fuoco,
il cielo torna all'azzurro quieto
nel barluginare dei raggi d'arancio.
Scende lugubre la notte
ad annerire voli e ali.
Disegna scarabocchi,
crea aquiloni di sogni
annodando code di comete
Ancora una volta
ti getto
in fondo al mio mare
tagli la trasparenza
trafiggi il blu
e vai giù
a depositarti sulla sua sabbia
tutto è silenzio
solo qualche gabbiano
del giorno
passa e va
mi fermo a vedere
qualcosa in lontananza
che tarda ad arrivare
ancora giù
sfiorata dal caldo pensiero
immobile rimani
danzano i colori
ma io aspetto i miei
ancora nel profondo
mi tieni a galla
ti getto
in fondo al mio mare
tagli la trasparenza
trafiggi il blu
e vai giù
a depositarti sulla sua sabbia
tutto è silenzio
solo qualche gabbiano
del giorno
passa e va
mi fermo a vedere
qualcosa in lontananza
che tarda ad arrivare
ancora giù
sfiorata dal caldo pensiero
immobile rimani
danzano i colori
ma io aspetto i miei
ancora nel profondo
mi tieni a galla
La vita è uno strano albero
Con mille frutti differenti
Che maturano in ogni epoca
Taluni sono commestibili
Altri sono accidiosi
Tutti sono generati dalla stessa pianta
Tutti figli di un solo Dio
Tu sei il frutto più saporito
Di questa meravigliosa pianta.
Con mille frutti differenti
Che maturano in ogni epoca
Taluni sono commestibili
Altri sono accidiosi
Tutti sono generati dalla stessa pianta
Tutti figli di un solo Dio
Tu sei il frutto più saporito
Di questa meravigliosa pianta.
E' i c c d u r l q s o
ho appuntato queste lettere iniziali
di una frase che ieri mi era sembrata d'effetto
ma che oggi non ricordo più
"...buona notte ovunque tu sia...
...è giorno ovunque io ti penso..."
e suonava - o meglio - straziava
come può esserlo un'eco di fantasma
salito da una gondola,
conservata in camera da letto,
con due cuscini
uno sotto i piedi
e uno sotto la testa.








