sopra le lancette
movimento del mio tempo
ancora a correre
dietro il mondo
che non si ferma
guardo ed osservo
mari e monti
scivolare via
aerei dietro cieli
ed io nella loro scia
corro di nuovo
sopra quelle note
chiudo gli occhi
ed ancora sento
vedo ed ammiro
fiori e prati
da colorare
notturni blu
da incorniciare
ancora con le ali
volo insieme al destino
stringo amore
dentro il mio cuore
volo insieme al destino
leggero come piuma
volo insieme al destino
tra un respiro
ed un sospiro
volo insieme al destino
La poesia sana le ferite inferte dall'intelletto. Essa è appunto formata da elementi contrastanti - da una verità sublime e da un piacevole inganno. Conferendo all’ordinario un senso elevato, al consueto un aspetto misterioso, al conosciuto la dignità dell’ignoto, al finito un’apparenza infinita, io lo romantizzo». [ Cit. Georg Friedrich Philipp Freiherr von Hardenberg ]
È l’immaginazione creatrice, la fantastica,
ma prima è isolamento, pietismo, dogma:
quel misticismo che conduce ad una ascesi,
la mortificazione di una vita di già terrena.
Eppure io voglio l’infinito e l’irraggiungibile,
voglio il desiderio, voglio l’amore kantiano,
e raccolgo per lei i mesti calici del myosotis,
fra le orecchie del topo, i mille fiori azzurri.
E sono come i miei pensieri, quelle piantine,
come lo furono già per Enrico e per Friedrich:
la fatalità, la vita racchiusa in sì pochi minuti,
lo spirito della poesia nel viso di una fanciulla.
Un giorno libererò il mondo da tanto ignoto,
dalla coercizione del tempo e dello spazio,
dall’immanenza di un sole sempre più nero:
sarà come rendersi trasparenti alla volontà.
Auguri poetessa Silvana
da questa contrada lontana
ti giunga un augurio sincero
di buon compleanno, davvero;
un fiore di dolce poesia
riempia di gioia e allegria
il giorno la vita l’amore
e il tuo nobilissimo cuore,
così che per altri cent’anni
lontani i dolori e gli affanni
tu possa con versi divini
donarci momenti sublimi..
Pensa ad un bicchiere di vetro azzurro ceruleo,
spesso, logorato dall'uso, schiarito dal sale del sole,
immaginalo pieno di vecchi pastelli ad olio, tronchi,
di diversi colori, di diverse altezze, di diverse età.
Poi visualizza un vaso di terracotta scheggiata,
sbiadita dai passaggi fra estate e inverno,
e con occhi sognanti disegna il fiore più bello,
quello raro, che cresce solo spontaneamente.
Ecco, adesso lo vedi anche tu, il Golfo Paradiso.
Ultimi segnali smorzati ne alzano il costo
Non c’è posto, non c’è posto…
Diluvia,
Lampi d’immagini di trasparenze nitide
Affossano gravi respiri su lenzuola gelide
Infuria
La lotta tra lacrime acide e pioggia inquieta
Corpi in contrasto in una vita irrequieta
…
Un’altra sera, un’altra vita
Annunci la morte come tua alleata
Annienti l'esistenza di un sole puro
Distruggi speranze, sogni e sorrisi
Rappresenti il male in ogni forma
Di malvagità
Rappresenti odio e indifferenza
Dolore e pianto
Mortalità nell cose
E nei gesti
Realtà nei timori della gente.
Non sarai mai ricordo lontano
Non sarai mai disdetta dell'uomo.
...in queste scarpe ho camminato fino a te
in un silenzio, ti ho custodito, facendo pace con me
ma adesso rivedo stretto il tuo vestito, la tua ingenuità
qualcosa che non avevo mai capito, che tu …sei la mia felicità...
..e brucia forte un amore, quando ha consumato le suole
e non ha guardato in faccia a niente, per paura del dolore
ma adesso sfioro i tuoi capelli, il tuo vestito che si muove
c'è qualcosa di speciale, un pò più sotto... il tuo cuore...
...quello che non si può dire, qualche volta si fa capire
nella profondità degli occhi, con la dolcezza dei tuoi fianchi
perchè se a volte un amore fa male da morire
altre volte sa’ regalare...quello che non si può dire...
la frescura delle sere estive,
illuminata dal brillio alternato
di milioni di lucciole,
si riverberava nella cucina tradizionale,
nel gaudio intrigante
delle feste di piazza,
nei sapori nostrani
e nell’autentico folclore.
Di quelle feste,
inevitabilmente povere,
rimane il ricordo struggente
delle bancarelle di dolciumi,
simili a scenari
da fuochi d’artificio,
e le grigliate di torcinelli
che spargevano fumo e profumo.
E poi giochi semplici
di ragazzi:
a cove, mazz e p’zzill,
zump e t’r’zump,
u cavallone,
u chierchie,
a voche e l’oss,
u strumml,
riempivano di grida festose
contrade e rioni.
non é acqua
ma penetra nelle piccole fessure
lacerando in sordina
i muri più duri
che cedono infine
ai ripetuti colpi
dall'aria innocua
L'anima si ritrova spoglia
di quei pilastri
divenuti sempre più fragili e trasparenti
e rompono argini
cadendo all'improvviso
lasciando inondare
pensieri ed emozioni
forti nel tempo
contro il vento
frantumandosi come specchi senza sostegno
e sfociando in rivoli copiosi e amari
sul viso
Il silenzio accompagna e nutre
la solitudine
nel cammino intrapreso
verso un mondo isolato e vuoto
senza voci
senza volti
nè sorrisi
immersi nella lettura di quelle pagine
ancora da esplorare
del libro interiore
mentre la mente divaga
in apparenti futili diversivi
e arriva ad una nuova visione
sull'essere e l'esistenza
Accadono situazioni
dalle risposte incomprensibili al momento
e ben nascoste
come in un forziere insabbiato
da cercare nel nostro profondo oceano
e aprire
lontano dall'esterno che circonda
dalla mutata visione
per portare alla luce
tesori e verità
ancora da scoprire
di noi stessi
Un gomitolo di lana
il gatto ci giocava
li sopra al terrazzo
saltava come un pazzo.
Un gomitolo di lana
cadeva dal terrazzo
arrivava fino in strada
prendendo la discesa
si sgomitolava.
Il gatto gli andava appresso
cercava di raggiungerlo
per lui era un gioco nuovo
e molto divertente.
Dopo ore di rincorse
riusciva ad acchiapparlo
ci giocava con le zampe
rotolandosi a terra
si girava e rigirava
miagolando festoso.
Ormai aveva vinto
con quella cosa curiosa
ed era diventato...
Un gomitolo di gatto.
Mi perdo spesso nel vento
e in ogni sorriso offerto
mi perdo
anche nelle lacrime
in cui affogo.
E mi sento gracile
quando l'afa delle tue parole
si muta in canto
coprendo con un un velo
il dolore.
Poiché
sei respiro di vita
sei il sole che non tramonta
sei il cortese profumo
di cui ogni uomo si copre
sei l'oasi nel deserto
sei Donna.
stesse orme, stessi abbagli, stessi sbagli, stesse ferite.
Sto facendo lo stesso percorso di mio padre
stesse traversate, stesse tempeste, stessi naufragi.
E lo sto facendo sospinto da chissà quali forze misteriose
più mi avvicino al cielo e più divento asettico, abulico, inerme, ingenuo.
Pensavo di essere diverso, da lui, dalla gente che popola il mondo
pensavo di essere unico, figlio della mia forza e del mio pensiero
invece sono la sua stessa sostanza mescolata al sangue delle mie paure.
Oh figlio, figlio mio
figlio delle mie incertezze, dei miei drammi e delle mancate carezze
almeno tu, se puoi, stai lontano da questo itinerario
che prima appaga e poi si rinnega
che schiaccia le ossa e sbriciola la mente
che porta verso il niente
verso una luce che da qui illude
la luce dello Spirito Santo, della giusta punizione.
In questa grande casa
quando cammino in giardino
quando le voci a me vicine
rimbombano distanti
quando ho attorno a me una folla
di persone assenti
mi sento sola
Quando il mio sguardo arriva
solo fino al tuo ricordo
e il dolore mi rende cieca
quando respiro aria
che mi toglie il fiato
quando mi piego ad un dolore
che tu non percepisci
e chiami incomprensione
mi sento sola
pensando alle tue parole
di un amore incantato
alle tue alchimie di sentimenti
quando ogni tuo segnale riapre
una ferita vecchia
mi sento sola
Con tutto quello che non ti ho mai detto
Con tutto l'amore che non hai mai saputo
In questo freddo supermercato
In questa bella palestra
mi sento sola
Dovrei cancellare tutto
sorridere
non dirti il male
non dirti quanto sono
sola.










