Appuntamento fissato dal sistema,
quasi alla stregua di un'anatema,
Mi reco all'hub vaccinale,
come uno svizzero sono puntuale.

Accolto da ragazze molto sorridenti,
sotto la mascherina mi tremano i denti,
tessera sanitaria e carta di identità,
e un segno di croce che non guasta si sa.

Persone in attesa di essere marchiate come giumente,
nonostante tutto appaiono pure contente,
vado in cabina con alcune preoccupazioni,
del resto non siamo mica a delle inutili elezioni.

Mi attende un dottore dal camice sgualcito,
in vero una stiratina servirebbe anche al suo vestito.
A lui porgo il mio tricipite indurito,
Odo:' Lo tenga morbido come se fosse dipartito'.

Con l'altro braccio faccio gli scongiuri di rito,
il consiglio mi ha lasciato un pò infastidito,
zac! il magico siero è stato inoculato,
la percentuale dei vaccinati anche io ho aumentato.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Tempi lontani,
ma in questo 
giorno furono
fondate le radici
della nostra libertà. 

Quel tricolore 
non riduciamolo
a brandelli,
tra lotte e polemiche, 
Ricordiamocelo...
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Profilo Autore: Grazia Savonelli*   Sostenitrice del Club Poetico dal 08-02-2021

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Ripiegano con cura vestiti ricordi
nei loro cassetti, sgangherati,
anche i poeti si rattristano
dei fiumi acciotolati
che non bagnano le sponde
e sperano nel cielo 
per rinascere da pioggia
e sorgenti di luce,
di vita, assetati,
niente li sorprende
dell'autunno caduco,
delle onde spumeggianti,
d'altronde anche gli accendini
hanno tutti lo stesso nome
e comunque bisognerebbe
togliere la polvere
dalle stecche delle persiane,
reidratare gli anni,
sai quelle vene
che si insinuano scure
tra ossa e carta pesta,
sai i sorrisi accennati
bordati di tristezza
e il brillare di stelle
tremanti nella giornata
più ventosa e fastidiosa
solitudine martellante
che s'avvita senza fine
ruvida, scheggiata,
quando tutto si allontana,
neanche un'anima
di fronte a una poltrona
parola che muore
come nei giornali di ieri
nessuno li rilegge
nessuno li rilegge
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Profilo Autore: Manuele*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 31-12-2020

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Scivola leggera
sull'onda amica
la barca separata...
mani intrecciate
inseguono il vento.

Scivola leggera sull'onda
sconosciuta
vola nel profondo
del nostro vecchio
mare.


Scivola leggera
una piuma
bacia la sabbia
e i corpi
abbracciano
una terra
sconosciuta ...
nel cuore
di una notte
senza
stelle.

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Profilo Autore: barbara tascone  

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Tristemente oscura
la forza dell’angoscia è riflessa
nell’espressioni sui volti
di sconosciuti passanti
che vengono
tra gli istanti di vita
assuefatti
da un incontrollabile
disegno artificiale:
diga del potere;
divenendone inconsciamente
soldati.

Dirompi la mente.

La Miseria
è dai tempi
fame di servilismo
indegna,
riveste pochezza d’animo.

Riconquista la luce
nell’assoluto bisogno
d’Amore
che di ricchezza
non ha nome.

La vita comincia ora,
quando ti accorgi
che è una sola.
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Profilo Autore: Pietrina Lorito*   Sostenitrice del Club Poetico dal 20-11-2020

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Non sarà mai vano
il tentativo di urlare
quelle parole vere
spinte dal cuore a
cercare l'ascolto
sì, anche il più lontano.

Non siete forse stanchi
di vivere in un gregge
senza più idee alcune,
forgiare le vostre parole
come spade infuocate, pronte
a colpire su spalle deboli
di uomini umili e fiduciosi!

Non vi basta guardare
lo sterminio per le vie
di sguardi sempre più
smarriti e frustrati...
direi sì, traumatizzati,
quasi spenti, mantenuti
in vita solo dall'ultimo
respiro di quella candela
che dal suo steppo
emana ancora l'ultima
speranzosa fiamma!

Non vi bastano le morti
di donne che han creduto
nel sacrificio dell'Amore,
perché eran sole, abbandonate
soprattutto dalla legge!
Io ho giurato, sì l’ho fatto
davanti a un Murales in uno stanzone:
La legge è uguale per tutti!
Per rispetto verso la storia
di quella frase non sono esploso
in sonora risata,
perché se fosse stato per chi penoso,
si gonfiava su quella poltrona
guardandomi come fossi un burattino
l'avrei sputato in un occhio
perché, il suo guadagno
spropositato, è dinanzi
all'ingiustizia a cui dona libertà!

Non siete stanchi di ripetere
nei i vostri silenzi quel grosso
Vaffanculo vita?
Non siete stanchi di vedere
poveri uomini, amici parenti
o anche solo conoscenti
tuffarsi nel vuoto dei loro
bui silenziosi, schiantandosi
su quella terra dove non
germoglierà più il suo
fiore più bello di vita!

La fiammella di quella candela
è l'ultima forma di speranza
per tornare a goderci
la nostra vita vera.
Fermiamoci tutti insieme,
un solo giorno, e urliamo basta!
Un giorno basta a fare crollare
il potere corrotto...
Niente serrande alzate…
Niente auto…
Niente viaggi…
Ricordarlo come il giorno
della dormita del popolo.

Ah...dimenticavo.
Sono anche un italiano,
non definitemi involuto.
Purtroppo non ho fatto
in tempo per mia sfortuna
a imparare tutto ciò
che anni di storia di
Letteratura italiana
avrebbero voluto insegnarmi,
che m'inserite nei vocaboli
tra la dolcezza e l'eleganza
della mia lingua,
parole anglosassone
fredde, dure e disturbanti
per il mio udito.

Se credete nell'evoluzione
fondetevi con la vostra anima
e mandate a fanculo
codesto penoso andare.
Assumete quella responsabilità
di diffondere l’Amore
e chiedo scusa, se lo scrivo
con l’iniziale in maiuscolo.

Ho finito e scusate se per qualche
secondo ho urlato.
M'inchino dinanzi a tutti voi
sempre e comunque, umilmente…
Vostro servo della parola.
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Profilo Autore: Leonardo Ancona*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 01-06-2020

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Come macchia d’olio ti espandi,
ti cibi del buio d’ogni anima persa
nelle tenebre di giorni avversi.

Senza indugio logori
brillanti menti decadute
in desolati pozzi di miseria.

Amico di vile omertà
viscido ti insinui in nobili cuori
promettendo aiuto e salvezza.

Avido come ingorda piovra
ti nutri di altrui paura,
distruggendo muri di sicurezza.

Spietato Kraken affondi navi di speranza,
senza scrupoli getti i tuoi tentacoli
con baldanza all’arrembaggio di chiunque
a muso duro mostra coraggio nel combatterti.

Tanti i nomi, molti i simboli
a distinguerti di luogo in luogo;
appellativi per incutere timori,
icone per firmare atroci dolori.

Cieli limpidi offuscati da nubi di fumo,
strade infuocate da auto in fiamme;
vite spezzate da chi vanta codice d’onore,
ma in realtà è solo un infame senza cuore.

Con perseveranza e fatica
l’omertà spesso cadrà, con forza estrema
si metterà fine, ad una ad una, alle tue battaglie
confinandoti nelle più infime profondità.
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Profilo Autore: Veronica Bruno*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 13-04-2021

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Sono stato vittima di un broglio,
mi han rubato il portafoglio,
purtroppo per i ladri niente soldini,
mi dispiace solo di aver perso i miei santini.

Vado in caserma per la denuncia,
il carabiniere a scriverla non rinuncia,
rileggendo il tutto non mi par vero,
il suo verbale nasconde un bel mistero:

Leggo:' Al signor qui davanti indebitamente,
ignoti sottrassero quanto sopra improvvisamente,
costui segnalava i malfattori urlando fortemente,
ma costoro si dileguavano repentinamente'.

Pensai che i militari avran fatto un corso di addestramento,
per inserire gli avverbi a mo' di condimento,
non resisto davanti a tale composizione,
e faccio un complimento senza esitazione.

Esclamo: ' Belli questi avverbi in successione,
immagino che ci sia qualche disposizione?'
L'incauto carabiniere mi risponde in modo austero:
' Ormai per me i congiuntivi non han più mistero'

Da li capii coscientemente,
che non avrei più rivisto quanto sottratto precedentemente.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Corrono veloci
scarpette colorate, 
per il ritardo a scuola. 

Non sanno che sarà 
l'ultima corsa,
l'ultimo giorno.

Scarpette insanguinate
additano il mondo, 
che sta a guardare...
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Profilo Autore: Grazia Savonelli*   Sostenitrice del Club Poetico dal 08-02-2021

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Ancora bombe, 
feriti e morti, 
vicino ad una scuola:
non esiste più pietà 
per colpire giovani vite
e civili. 
Tutti siamo colpevoli, 
anche solo per indifferenza...

Oltre la strada, 
i confini si fanno nebulosi,
tanto sono Paesi lontani,
ma il dolore non ha 
né colore né patria...
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Profilo Autore: Grazia Savonelli*   Sostenitrice del Club Poetico dal 08-02-2021

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Stanze anonime, 
bimbi diversi per origini, 
dormono assieme
nel rifugio, 
scampati a guerre
o rastrellamenti. 
Una carezza nel buio
ci vorrebbe per loro, 
per infondere vicinanza, 
coraggio. 
Vivere senza radici
sarà complicato, 
ci vorrà costanza 
e soprattutto A m o r e.
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Profilo Autore: Grazia Savonelli*   Sostenitrice del Club Poetico dal 08-02-2021

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Ecco il festante camioncino,
donne.., è arrivato l'arrotino,
lavoro subito ed immediato,
appena chiedi è già riparato.

Si arrotano coltelli, forbici e forbicine,
e se volete aggiustiamo anche le cucine,
ripariamo anche gli ombrelli,
sia che siate brutti sia che siate belli.

Se in cucina avete perdite di gas,
uscite pure dalla vostre empasse,
se poi va proprio a fuoco chiamate i pompieri,
noi nel frattempo chiameremo i carabinieri.

Affrettatevi donne, scendete!
Felici da noi spenderete,
un saluto dal vostro arrotino,
un po' pazzo ed un po' biricchino.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Un mattino,

in un angolo del portico

di una città deserta,

un tizio prese a calci un cartone

e se ne scappò via.

 

«Scappa, scappa farabutto!»

mormorò il vecchio barbone,

alzando gli occhi al cielo,

per sgridare  il suo dio,

che non lo aveva avvertito.

 

Una signora con lo scialle

dall'orecchio sopraffino,

gli gridò sottovoce, 

da una finestra, lì vicino,

di non nominare, invano, 

chi gli aveva dato quella croce.

 

Con un inchino di riverenza,

verso quella donna piena di sapienza,

che ancora lo malediceva,

il vecchio si mise in cammino,

con il suo cappotto a toppe

e, come facevano i ciclisti, 

una volta,

con il foglio di giornale sotto.

 

«Sarebbe bello, prima o poi, 

raccontare la mia storia

a qualche passante

che non mi vedesse

solo come un mendicante!»

pensava, quando qualcuno, 

in giacca e cravatta, 

gli passasse accanto.

 

Ma così andava la vita,

se la si voleva vivere

e non si voleva

perdere l'occasione

di certa frutta bella  rossa,

in vista sul banco del mercato,

che era una tentazione 

da non lasciarsi scappare.

«Dopo tutto» pensò il vecchio

«per una mela,

l'umanità intera

aveva già pagato le sue pene.»

 

In un angolo della piazza,

abbagliava pure se c'era nuvolo,

il marmo bianco della Cattedrale.

Con i soldi della questua  

le avevano rifatto il tetto.

«Se il cemento non fosse duro da masticare,

per anni interi ci sarebbe da mangiare!»

 

All'ora del vespro,

quando i cuori erano  più sensibili,

la sua vecchia mano tesa,

da riempire  con qualche monetina,

era l'occasione,

per i fedeli,

con poca spesa,

di guadagnarsi un pezzo di  paradiso.

 

Il bicchiere di latte caldo,

bevuto  in un cantuccio del chiosco,

a lato della stazione,

era il prezzo che pagava

per mezz'ora di calduccio

e per farsi coraggio,

che poteva andare peggio.

 

Venne, infine, la notte

e, nella sua casa di cartone,

si accomodò il vecchio barbone,

sperando che il suo buon dio

facesse più attenzione

a chi, come lui, 

viveva nel timore

di non svegliarsi di buon'ora.

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Profilo Autore: Ardoval  

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Nonno, contrito

alza lo sguardo verso una cicogna

tutt’ossa

tra le nuvole che porta tra il becco

un panno “Torna quando questa

Italia si sarà scolorita un pochetto,

quando sarà un po’ meno rossa”.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Quando io andavo alle elementari,
con la maestra erano cavoli amari.

Se quando entrava non mi mettevo eretto,
lei mi guardava in modo sospetto.

Apriva il registro con fare svelto,
tanto il mio cognome aveva già scelto,

di essere interrogato non potevo rifiutare,
e fino alla cattedra dovevo andare.

Domande e quesiti a ripetizione,
le seduta e io in piedi come un pilone.

Ogni compagno seduto e attento,
guai a chi dava un suggerimento,

così si svolgeva un'interrogazione,
che spesso durava un'intera lezione.

Oggi le cose son diverse,
queste usanze si sono perse.

Oggi la chiamano didattica a distanza,
la maestra la vedi comodo dalla tua stanza.

Nessuno si alza più in piedi,
e dell'insegnante solo il viso tu vedi,

lei si perde tra i tuoi compagni sullo schermo,
e tu metti in pausa se non vuoi stare fermo.

E' l'evoluzione che ci vuole come le belle statuine,
tutti quanti in fila su un monitor come le figurine.

Pensando a ciò la nostalgia è aumentata,
e fa niente se ogni tanto prendevo qualche bacchettata.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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