Quando guardo i tuoi occhi
Che incrociano i miei,
Se sento un brivido sulla schiena
Quando le tue mani
Mi sfiorano appena,
Se perdo il tempo
Quando sono con te
E in un attimo
Di ieri
Tutto si perde.
Se quella carezza
Accende il fuoco
Della passione
dimmi se questo è
l'amore.
è notte, la luce dei locali
in giro solo pochi, i soliti, banali
mi parli, io con le mani nelle tasche
tu hai sempre, un forse, per fermarti
è notte, e noi ci siamo accesi
nel tempo di un'estate, confesso
che era da un pò di tempo
che non parlavo, così tanto, di me stesso...
... poi ti guardo...poi ti guardo
non ci posso credere...hai lo stesso sguardo
di quando mi dicesti, vado
ed io mi stavo... già… innamorando
è notte, la luna fa le facce
e noi con due pezzi di focacce
seduti sulle vecchie scale
sembriamo due piccioni …che hanno fame
è notte, mi parli dei tuoi guai
delle cose che vorresti ma non fai
che era da un pò
che non parlavi con nessuno, di come stai
poi mi guardi...poi ti guardo
non ci posso credere...hai lo stesso sguardo
di quando mi dicesti, stiamo sbagliando
ed io mi stavo... già… innamorando.

Sentirsi così.
Un gran rimpianto
il cuore muore
come una foglia
inizia il freddo
perde il respiro
cade dal ramo
nessuno la prende
soltanto il vento
la può sollevare
ma per portarla
a morire lontano.
Cosi ti senti
foglia indifesa
un’anima immobile
non la prende nessuno.
Resterai nel silenzio
non sentirai più nessuna voce
nemmeno quel vento,
lo aspettavi impaziente.
Non è arrivato a portarti lontano...
dopo il lavoro svolto in ufficio,
facciamo un brindisi noi tutti, cari amici,
acclamiamo Enzo, noi tutti poeti felici,
per i suoi compiuti quarantott’anni,
per questo bel dì e per ancora cent’anni!
Auguri Enzo, amico mio vero,
rimani sempre qual amico sincero,
per tutti noi che festeggiam con te quest’anno
il tuo quarantottesimo compleanno!
Non una lacrima, ti prego, non emozionar!
E' la mia lirica scaturita dal cor che volevo cantar!
Ed io non capisco
Se è meglio chiamarti
Oppure lasciare che
La ferita guarisca da sé
E tu chissà adesso
Tu dove sei
E forse mi starai pensando
O forse sono io che
Mi sto solo illudendo
Ho incontrato una ragazza
Che ha rubato al cielo
Un po’ della sua vernice
E lì mi sono fermato
Ho incontrato una ragazza
Che ha rubato al mare
Un po’ della sua acqua
E lì sono naufragato
E adesso che
Quell’azzurro senza fine
Riempie di luce i miei occhi
Capisco quanto sia facile
Innamorarsi e non capire niente
E adesso che
Quella ragazza non è con me
Lacrime cadono dagli occhi
E capisco quanto sia difficile
Amarsi veramente fino in fondo
Ho incontrato una ragazza
Che ha rubato al cielo
Un po’ della sua vernice
E lì mi sono fermato
Ho incontrato una ragazza
Che ha rubato al mare
Un po’ della sua acqua
E lì sono naufragato
E adesso che
L’acqua invade il mio cuore
E adesso che
Sto rischiando di affogare
All’improvviso torno a sognare
Quell’azzurro che
Mi ha fatto innamorare
Ho incontrato una ragazza
Che ha rubato al cielo
Un po’ della sua vernice
E lì mi sono fermato
Ho incontrato una ragazza
Che ha rubato al mare
Un po’ della sua acqua
E lì sono naufragato
l’onda del mattino
nel viso di un bambino
che raccoglie
il tuo sorriso
per gettarlo più in alto
che può
scoprirai
il lento tepore
di un viaggi iniziato
nella stretta di mano
tra la notte
ed il giorno
scoprirai
che sei solamente
vestita di niente
vestita di tutto
sulle spalle
uno scialle di arcobaleno
scoprirai
che non sei mai sola
scoprirai
che non esistono specchi
dietro cui celarsi
scoprirai
che il mondo è anche tuo
e non solo del destino
scoprirai
che sei
che sono
che siamo
ed ancora ti amo
Quello che sono lo ha capito poca gente
Ma sei arrivata tu a leggermi dentro
Come un lucchetto, aperto, la mia mente
Tu la chiave di ogni mio sentimento
Sentirsi amato, quando intorno non c’è amore
Ti fa sentire molto più che fortunato
Come uscire da un tunnel e vedere il sole
La forma in vita per sentirsi come rinato
Ma adesso cadi anche tu dal mio firmamento
Unica stella nell’immenso blu della notte
credo non possa esistere la terra e il suo movimento
Se non nell’abbraccio di un cielo che l’avvolge
Così mi lasci vagare senza capire il senso
Di tutte quelle cose che mi porto nel bagaglio
Sorrisi, baci, carezze e candele d’incenso
Che accendevi mentre dicevi… non è uno sbaglio
Forse sono figlio di una sottana
Sono figlio dei fiori o figlio dei colori?
Forse sono il figlio delle picche
Sono figlio dello stato o il figlio di nessuno?
Forse sono figlio delle stelle
Sono figlio di questa terra o figlio della guerra?
Forse sono figlio di mio figlio
Sono figlio dell’amore o figlio di un orgasmo?
Forse sono figlio di un respiro
Sono il figlio di una preghiera o figlio di una chimera?
Forse sono figlio della corrente
Sono figlio del piacere o di un mancato aborto?
Forse sono il figlio della storia
Sono figlio del sole o figlio del vento?
Forse sono il figlio della nebbia
Ma è anche vero che di qualsiasi figlio io sono
DEDICA SPECIALE PER IL MIO AMORE IMMENSO, LA PERSONA PIU' IMPORTANTE, LA PERSONA CHE VOGLIO PIU' BENE, NON ESISTONO PAROLE, PER SPIEGARE QUELLO CHE SI PROVA IN QUESTE OCCASIONI, CONGRATULAZIONI..... DOTTORESSA ROBERTA.

Quando avevo appena vent’anni, o poco più,
leggevo i libri come se fossero insegnamenti,
e sognavo di libertà, di ribellione, e coraggio.
The Dharma Bums
The Catcher in the Rye
Wait until spring, Bandini
Molta della mia vita è ancora lì, polverizzata,
fra quelle pagine consumate, lette e rilette,
bruciate dal fosforo del mio sguardo stupito.
Holden Caulfield
Arturo Bandini
Ray Smith
Quante volte ho sognato di loro, quante?
Ho viaggiato fino a Bunker Hill, per amore,
ed ho trovato povertà e inferiorità sociale.
La promiscuità
Gli abusi
Il Jazz
Mi sono chiesto dove andassero, d’inverno,
le misere anatre del Central Park, e lo sapevo,
che non andavano a villeggiare al Wicker Bar.
L’abbandono
La depressione
La fuga
Sono stato un povero emigrante italiano
ed ho aspettato, con fare imbambolato,
che arrivasse anche qui da me primavera.
La povertà
L’amore
La speranza
Ho cercato la trascendenza, il noumeno,
nei rituali buddisti, nella vera solitudine,
nei picchi ventosi del monte Hozomeen.
La ricerca
Il sapore dello Zen
La maturità
Ma oggi a quarant’anni circa, o giù di lì,
non cerco più la mia vita in quella altrui;
piuttosto scrivo e provo a dare, anche io,
il mio contributo.
Chissà quale sorriso mi perdo
quale dolcissimo tuo sguardo
quale attimo e infinito secondo
non sto vivendo del tuo mondo
Chissà quale tuo piccolo gesto
anche quello più strano o nascosto
quale movimento per metterti a posto
quale risata che fai di gusto
... Qual'è lo specchio che non ti fa bella
come l'immagine di te che ho
vorrei essere io quella tua caramella
per sciogliermi come non faccio da un pò
Chissà quale respiro alla finestra
sul vetro poi somiglia più a me
e quale foglio di carta si presta
a farti compagnia nel vuoto che c’è
Quale risposta hai nella tua testa
perchè ognuno va avanti da se
se il tuo cuore ciò che pensi lo detesta
ci credi che capita anche a me
Chissà quale sorriso mi perdo
quale ricordo ti fa male di più
è sicuro che sarà l'inverno il più freddo
se non fai presto a venire tu...
Quanti “perchè” mi sono chiesta,
sterili, senza risposta,
“perchè” proprio a te,
a noi, la mia anima alla tua gemella,
soffriva, colava lacrime di sangue
Come una donna si è impossessata
del tuo corpo togliendoti
gran parte di ciò che un corpo
può fare, camminare, abbracciare
Voleva toglierti anche il respiro
ma ignorava che esistono
uomini che sanno donare ali ai polmoni
Non provo gelosia
visto che l'anima tua sempre è legata alla mia
perchè rubarti l'amore non può lei,
anche se avvenente e accattivante
esperta nell'arte di eludere le persone
Non mi chiedo più “perchè”
questo è il tuo percorso,
ognuno di noi ne ha uno tutto suo
Insieme abbiamo imparato
a nutrirci del sole quando alto
nel cielo splende,
a dissetarci con la pioggia
quando la sete secca le palpebre
dall'arsura del dolore,
ad innamorarci ogni sera
sotto la magica luce della luna
Usiamo il linguaggio degli occhi
dei sorrisi, della tristezza,
dell'amore che fa miracoli
può legare due anime
e non dissolverle mai più ….
Mio caro noi siamo ricchi, privilegiati
abbiamo compreso il linguaggio della vita

scoppia dentro il corpo
illumina la vista
colorando il cielo
sale senza mai fermarsi
scalda anche il profumo
dipinge il viso
specchio di stagione
raccogliendo foglie
ammirando il silenzio
camminando sul freddo
riempie e ti porta via
sempre più delineato
come note su pentagramma
cadono e scorron via
per poi ritornare
forte sempre più forte
ti stringe e ti rilascia
forte sempre più forte
prende la mano
e ti accompagna
oltre
E gli occhi mi fanno quasi male
Ammagliati da tanto colore
Guardo il mare così azzurro e limpido
E gli occhi vanno a naufragare sulle onde
Onde calme di un mare tranquillo
Onde ferme di un mare che si sta riposando
Onde vicine eppure così lontane che
Si rincorrono una dietro l’altra
Ma non s’incontrano mai
E lente vanno a naufragare sugli scogli
Come l’uomo naufraga contro la vita
Umile marinaio che tende la mano
A chi gli viene incontro
Piccolo eroe che si dibatte nel mondo
Come un guerriero in cerca di un po’ d’amore
Amore difficile da trovare
Amore impossibile da scoprire fino in fondo
Amore che si nasconde
Che nasce e subito dopo muore
Sommerso dalle onde della vita
Che lenta ma inesorabile scorre
Finché un giorno ti fermi
Ti siedi e guardi il cielo e poi il mare
E scopri che nulla è cambiato
I tuoi occhi vedono ancora
Quell’azzurro che ci copre e ci bagna
E mentre vedi le onde sbattere sugli scogli
Naufraghi,umile marinaio
Nel mare dei tuoi ricordi
E mentre una lacrima ti bagna il viso
Ti alzi e ricominci un altro viaggio
Aspettando che il mare della vita
Ti travolga un’altra volta








