dentro una pozzanghera
una goccia di pioggia,
poi in pochi attimi,
il cielo parve plasmare
le ultime nubi rimaste
per lasciare spazio
ad un arcobaleno
di mostrarsi
oltre l’orizzonte
fino a creare
uno splendido arco
tutto colorato
mentre il sole tornava
a risplendere lassù
oltre l’infinito.
Vado oltre e vedo altro
una nera coltre di neve,
un astro con contrasto
nel sole con la giostra
oltre l’orizzonte infinito
ai limiti del possibile
in un cielo illimitato
un’ombra illuminata
oltre l’invisibile
una nota nuota piano,
tra onde di burrasca
risuona piano e va lontano.
prestar bisogna un poco d'attenzione
ché molti uccelli qua scelgon dimora
per suggellar d'amor la loro unione.
Ed ecco il grande Svasso ora s'impegna
nella ricerca d'una sincronia
con la compagna che ne sia più degna
per poi formare coppia in armonia.
Iniziano a im⁹itarsi i movimenti
che l'un con l'altra compiono, aggraziati,
mostrano, colli a cuore, i sentimenti
per poi sull'acqua correr affiancati.
mentre la testa muovono di scatto:
lui offre doni a lei ch'è la sua sposa.
Sono una coppia: il matrimonio è fatto!
Rimbalzi sul cavallone
ruzzoli sull’onda,
salti e risalti nell’ombra
insieme con lo sgombro
dormi in mare aperto
sempre con un occhio aperto,
agile e snello in bonaccia
scivoli e voli sull’acqua
acrobata tra balene
giullare tra sirene,
tra spruzzi al tramonto
scompari nel blu.
sopra nuvole stanche
nei mutamenti del cielo
mentre si mescolano
tenui colori in un turbinio
di piacevoli incontri.
Il vento sfoglia e muove
i rami degli alberi
che fragili cercano ristoro
sussurrando tra foglia e foglia.
Cadranno le foglie,
piano, senza far rumore
in un gaio gioco multicolore
mentre il muto silenzio
vestirà di malinconia
gli ultimi sprazzi di luce.
Nello scrigno della natura
le ali di un airone in volo
accarezzano l’aria sospesa
sfiorano una bimba sorpresa
intrecci di radici profondono vita
foglie smeraldo seducono sentieri,
il canto di un ruscello cristallino
nel cuore di un cerbiatto dorato
profumi di rugiada iridescente
illuminano vie a formiche ballerine,
sciamano api cariche di miele
parla d’amore un gatto tra le viole.
Arrampicata al muro
scivolo sul muco,
sui fiori di sambuco
l’amplesso con un bruco
spunto a passo spinto
lo sguardo un po’ spento,
l’istinto non mi manca
mi riposo su una panca
scavalco una tartaruga
tra le foglie di lattuga,
una ruga sul mio muso
sorride il pino mugo.
Nell’intimità della notte
stelle prendono vita,
accendono emozioni
regalano sogni immuni
danzanti sciami meteorici
solcano il cielo stellato,
nel buio delle tenebre
un battito di palpebre
ignuda notte illune
illuminata dai profumi
dal canto di un grillo
innamorato della luna.
Siedi qui accanto a me sulla panca,
immaginiamo l’estate di allora,
le lucciole danzanti sulla lanca,
la notte che di astri s’infiora.
Resta fra i salici e gli ontani!
Sussurra segreti il fiume. Ascolta
il brio dei grilli! Ti stringo le mani
e respiro la vita come una volta.
Le foglie si coprono di rugiada,
roteano le falene nel bagliore,
mentre il vento coccola la spelta…
Ma rapido il sogno si dirada:
muore l’anima senza il tuo cuore.
Siamo destino e non abbiamo scelta.
0-6
EE
:-(
Infierendo sulle fronde.
Il caldo aumentava ogni dì
Infuocando le messi.
Il tempo passava
Inesorabile e lento.
Il cielo minacciava piogge
Improvvise tra nere nubi.
Il rombo d’un tuono
Il lampo precedeva.
Inerte la natura
Incerta attendeva.
Luna piena mi aspetta stasera,
in viso colta da rosso acceso.
Sa bene quante lacrime ho speso
per l'amor che mi lasciò in primavera.
Si tinge di porpora che par fiamma vera
in alto nel cielo con sorriso disteso,
portando con sé il mio cuore sospeso,
ma Terra pian piano la rende nera.
Terra oblia la luce di Luna nel mondo
nell'eclissi che adombra il dolore,
lasciando che il buio regni profondo.
L'ombra svanisce e ritorna il chiarore,
Luna risplende col viso rotondo
ed io ritrovo la luce nel mio cuore.
(29/08/2026) 
Sonetto classico. (Ritmo metrico: ABBA/ABBA/CDC/DCD)
attendono tramonti d’un sole rovente
a chiudere il giorno,
accolgono la luna comprese le stelle
e si specchiano
tra ballate notturne riflesse nei mari
mentre s’infrangono
in silenzio le onde.
Poi dopo mesi di calura
arrivano piogge scroscianti
tra lampi e tuoni rombanti,
rilasciano grandine
che come massi di gelido ghiaccio
rovinano a terra
tra danni incombenti
mentre venti minacciosi,
sconvolgono il mondo
scoperchiando tetti
e sradicando alberi secolari.
Poi, in un attimo,
come nulla fosse tutto si placa
e ritorna il sereno.
A zig zag tra i rami
fulmineo nel cielo,
in volo al crepuscolo
all’ombra della coda
incisivi a scalpello
schivo ed arzillo,
custode del bosco
saltello col rospo
col folto pelo rossiccio
la noce veloce rosicchio,
riposo su un pino supino
in bocca un morbido pinolo.
Il Sole in alto splendente fin dal mattino,
ore di fuoco quali scintille appena nate,
sabbia bollente sotto il ciel cristallino,
giocar di fate tra le onde dorate.
Agosto di Luna Crescente al Perigeo,
che valica il confine del Sole e lo asconde,
e nell’ombra cupa furtiva s’avvia all’Apogeo,
lasciando la sua scura scia sulle onde.
Il terrestre globo il suo asse inclina,
e insieme ad altre sfere misura la cadenza.
Nell’ampio cielo procede il cammino
di stellari corpi in coordinata movenza.
Da Est a Ovest sull’ellissi tutti risplendono,
specchiando i mondi nel cielo notturno,
Mercurio e Venere e Terra e Marte s’accendono
con inceder di Giove, Urano e Nettuno nel diurno.
Il celeste corteo segue la traccia nello spazio profondo,
si congiunge all’ellissi Saturno col minuto Plutone
e le Perseidi s’involano verso il confine del mondo,
lungo la retta ognuna in propulsione.



