Oh vento,
autore fugace di melodie irripetibili
solo istanti colti dalle mie orecchie.
L'albero è il maestro,
le sue foglie ora archi ora violini sbattono sui rami
come farfalle che tentano il primo volo.
Una campana in lontananza riecheggia due rintocchi.
Il morbido fragorio del fiastra, soave
bagna l'azzurro chiaro del calcare.
Le rocce frastagliate che vi si gettano, scoscese
lungo il lato sud ospitano verdi arbusti
in parte sommersi
in parte sommersi
e cespugli dai fiori rosa,
punti dagli insetti a cui donano la vita
come il sole che li riscalda.
7 commenti
E non dimentico
il sapore di anice
misto al floreale del mare
con le mani
disegnavo sulla tua pelle
come fosse seta
la morbidezza delle tue labbra
su cui mi poggiavo
sprigionava energia
il tempo si frangeva
su scogli tra i flutti
e non lo ascoltavamo
distesi su di noi
sorseggiavamo ancora amore
e non bastava l’ultimo bacio
il tramonto rendeva
ancor più colorato
quell’esserci
non avevamo paura
se non di allontanarci
ancora senza un bacio
il sapore di anice
misto al floreale del mare
con le mani
disegnavo sulla tua pelle
come fosse seta
la morbidezza delle tue labbra
su cui mi poggiavo
sprigionava energia
il tempo si frangeva
su scogli tra i flutti
e non lo ascoltavamo
distesi su di noi
sorseggiavamo ancora amore
e non bastava l’ultimo bacio
il tramonto rendeva
ancor più colorato
quell’esserci
non avevamo paura
se non di allontanarci
ancora senza un bacio
Si sono rubati amore la scala del tempo
era conservata in un sotterraneo di Parigi
dicono che stanno succedendo cose strane
in giro, un settantenne col lecca lecca
ha chiesto in ginocchio la mano di Rebecca
senza neanche conoscerla. Le melanzane
del fruttivendolo sono gialle e le croci
delle chiese sono state colpite da un lampo.
Le lancette degli orologi si sono fidanzate
con dei nottambuli pentiti, per il matrimonio
non c’è una data, ma solo una promessa
da marinai. L’anticiclone delle Azzorre
è in sosta vietata, un vigile della Torre
dei bisonti sta provvedendo alla messa
in sicurezza delle offerte di Sant’Antonio.
Le ballerine di tango indossano calze velate.
Le insegnanti del liceo artistico sono in riunione
stanno discutendo del colore della prossima
tintura e dei valori alti della democrazia.
Il bambino del terzo piano suona la chitarra
è una serenata, l’ha imparata a Camberra
quando in estate è andato a trovare una zia.
Nella piazza affollata si sfida il sistema
è ora di cambiare dicono, di fare la rivoluzione.
Domani amore puoi alzarti quando ti pare
nessuno sa che ora sia, da quando anche il sole
è entrato in agitazione non si capisce più nulla.
E magari andare a una mostra di Modigliani
a fare shopping da Prada o da Armani
col cane nella borsa. Hai visto la culla
che scende dal cielo? Stava in un casale
prima di essere sequestrata a un pastore.
Nessuno più cerca quella scala, sta bene
così a tutti, le giornate possono finire
ancora prima di cominciare e i doveri
sono vietati da un articolo appena approvato
della Costituzione. Ogni matrimonio è stato
annullato con un decreto, anche i cimiteri
non servono più, chi non nasce non può morire
ora il cielo è più chiaro e senza catene.
era conservata in un sotterraneo di Parigi
dicono che stanno succedendo cose strane
in giro, un settantenne col lecca lecca
ha chiesto in ginocchio la mano di Rebecca
senza neanche conoscerla. Le melanzane
del fruttivendolo sono gialle e le croci
delle chiese sono state colpite da un lampo.
Le lancette degli orologi si sono fidanzate
con dei nottambuli pentiti, per il matrimonio
non c’è una data, ma solo una promessa
da marinai. L’anticiclone delle Azzorre
è in sosta vietata, un vigile della Torre
dei bisonti sta provvedendo alla messa
in sicurezza delle offerte di Sant’Antonio.
Le ballerine di tango indossano calze velate.
Le insegnanti del liceo artistico sono in riunione
stanno discutendo del colore della prossima
tintura e dei valori alti della democrazia.
Il bambino del terzo piano suona la chitarra
è una serenata, l’ha imparata a Camberra
quando in estate è andato a trovare una zia.
Nella piazza affollata si sfida il sistema
è ora di cambiare dicono, di fare la rivoluzione.
Domani amore puoi alzarti quando ti pare
nessuno sa che ora sia, da quando anche il sole
è entrato in agitazione non si capisce più nulla.
E magari andare a una mostra di Modigliani
a fare shopping da Prada o da Armani
col cane nella borsa. Hai visto la culla
che scende dal cielo? Stava in un casale
prima di essere sequestrata a un pastore.
Nessuno più cerca quella scala, sta bene
così a tutti, le giornate possono finire
ancora prima di cominciare e i doveri
sono vietati da un articolo appena approvato
della Costituzione. Ogni matrimonio è stato
annullato con un decreto, anche i cimiteri
non servono più, chi non nasce non può morire
ora il cielo è più chiaro e senza catene.
Paese dormiente
Paese dove cambia poco,
vecchie facce,
il tempo è passato
troppo in fretta,
e non resta che il rimpianto,
e una gioventù che ormai,
non c’è più;
paese addormentato tra le colline,
tra vecchio e nuovo,
passato e presente,
dove certa gente sono mummie dalle
teste dure,
non cambiano mai,
beceri e burini
teste di cavolo,
che i cavoli loro,
non se li fanno mai,
paesani bastardi e guitti,
meschini e chiusi
nei looro gusci
di intolleranza e ignoranti;
paese dimenticato e da dimenticare;
poter andare via magari;
paese un po’ fetente ,
un po’
burino,
che chiami casa.
Paese dove cambia poco,
vecchie facce,
il tempo è passato
troppo in fretta,
e non resta che il rimpianto,
e una gioventù che ormai,
non c’è più;
paese addormentato tra le colline,
tra vecchio e nuovo,
passato e presente,
dove certa gente sono mummie dalle
teste dure,
non cambiano mai,
beceri e burini
teste di cavolo,
che i cavoli loro,
non se li fanno mai,
paesani bastardi e guitti,
meschini e chiusi
nei looro gusci
di intolleranza e ignoranti;
paese dimenticato e da dimenticare;
poter andare via magari;
paese un po’ fetente ,
un po’
burino,
che chiami casa.
Tu semplicità sì bella e tonda,
liscia come morbida pasta.
Tu che ti lasci carezzare,
senza mostrare angoli, né spigoli,
profumi di pane appena sfornato.
Tu che ti intingi nel latte
simile a friabile biscotto
e insaporisci come dorato miele
bocca, palato e lingua.
Tu bella e modesta semplicità,
con quanta frugale purezza
rendi tutto così unico e speciale!
liscia come morbida pasta.
Tu che ti lasci carezzare,
senza mostrare angoli, né spigoli,
profumi di pane appena sfornato.
Tu che ti intingi nel latte
simile a friabile biscotto
e insaporisci come dorato miele
bocca, palato e lingua.
Tu bella e modesta semplicità,
con quanta frugale purezza
rendi tutto così unico e speciale!
L'incavo del collo
ha una fragranza vanigliata
simile al dolce della Domenica
sa di casa
inconfondibile rito d'amore
femminile e voluttuoso
che accarezzo.
Sorprendente come un quadro
il campo in fiore prende vita
fluttuano le foglie verdi e terrose
un tripudio la brezza del mare
fasciate le nuvole
odori e spezie dalle finestre
il gelsomino intrecciato
l'incenso delle chiese
un viaggio di sapori e di profumi
intenso agrumato nelle mani
e poi un bouquet di fiori
di vento leggiadro
sulla pelle tiepida.
Il profumo è ovunque
nascosto nelle foglie secche
esausto negli arbusti
sui muretti
sui sentieri
nel manto nuovo d'erba
dopo i temporali
una mescolanza di aromi.
Mi riempio le mani
dei fiori bulbosi blu violetto
lievemente canforato
e continuo a stordirmi
tra le pareti bianche
con il mio profumo vanigliato.
Il sole mutava la sua luce
diveniva del colore dell'ambra
la dolce malinconia smorzava
la forza dei raggi dell'estate
le foglie degli alberi sfilavano
il loro abito verde
ed io tio ho lasciata
senza rimpianto nè sentimento
ti ho lasciata alla prima
luce di settembre
tio ho cercata nelle stagioni calde
dell'emisfero sud
nel continuo rimando
dell'inverno, illundendomi
per una grazia da parte del tempo
le età passavano
come il sale sulle ferite
niente era più amaro
del fuggire dinanzi alle piogge
o alla neve verso l'eterna speranza
di un fuoco da farsi bruciare
alla fine arrivò il gelo
mi avvolse nella sua coperta
facendomi rotolare giù
per infinite valli bianche
mentre la mia pelle avvizzita
si rompeva ed i miei occhi
cercavano i tuoi abbandonati
al primo cascar delle foglie
con rimpianto e risentimento
ti ho lasciataalla prima luce
di settembre.
diveniva del colore dell'ambra
la dolce malinconia smorzava
la forza dei raggi dell'estate
le foglie degli alberi sfilavano
il loro abito verde
ed io tio ho lasciata
senza rimpianto nè sentimento
ti ho lasciata alla prima
luce di settembre
tio ho cercata nelle stagioni calde
dell'emisfero sud
nel continuo rimando
dell'inverno, illundendomi
per una grazia da parte del tempo
le età passavano
come il sale sulle ferite
niente era più amaro
del fuggire dinanzi alle piogge
o alla neve verso l'eterna speranza
di un fuoco da farsi bruciare
alla fine arrivò il gelo
mi avvolse nella sua coperta
facendomi rotolare giù
per infinite valli bianche
mentre la mia pelle avvizzita
si rompeva ed i miei occhi
cercavano i tuoi abbandonati
al primo cascar delle foglie
con rimpianto e risentimento
ti ho lasciataalla prima luce
di settembre.
Nuova democrazia
il paese sta partorendo.
Forma di governo che
stanca, demoralizza, uccide!
Libera democrazia
Libera democrazia
senza libertà.
Mostro angelico
pieno di viltà.
nuova democrazia che
con promesse d'oro
incatena,stritola, uccide
ogni autonomia.
Nuova demorazia, si!
ma inconscia tirannia.
Circumnavigo l’aurora
come vela squarciata dal sole.
Ambra di mare è alveare d’atmosfera,
un fiammifero di luce alluviona le strade,
il giorno s’accende rigoglioso fra i rami.
Le rondini trapuntano l’orizzonte,
incarcerano le tele del silenzio,
dipingono capolavori d’emozione.
Il mattino è un soffio d’estate e poesia,
latitudine d’un granello di sale,
l’anima sboccia fra i baci del vento
tessendo d’incanto i ricami del cuore.
come vela squarciata dal sole.
Ambra di mare è alveare d’atmosfera,
un fiammifero di luce alluviona le strade,
il giorno s’accende rigoglioso fra i rami.
Le rondini trapuntano l’orizzonte,
incarcerano le tele del silenzio,
dipingono capolavori d’emozione.
Il mattino è un soffio d’estate e poesia,
latitudine d’un granello di sale,
l’anima sboccia fra i baci del vento
tessendo d’incanto i ricami del cuore.
La freccia partita dalla tua balestra
ha colpito, ma la tua mira non è olimpica
me ne sono accorto dal dolore acuto
nell’addome. Non lo hai nemmeno sfiorato
il cuore o il collo o pure il costato
il medico mi permette solo un saluto
e la censura è in agguato. La tua amica
sta ridendo, ora è affacciata alla finestra.
Poi ti sei superata, rimorsi o sensi di colpa
che fossero, hai deciso di curarmi con le tue mani
e ora che aspetto il prete per l’estrema unzione
di certo non ti ringrazio. Il pigiama turchese
che mi hai regalato è nell’armadio, il mese
di pigione è scaduto ed è pronta la nuova dazione
per l’impiegato del catasto. Mi fa un male da cani
perché almeno non suoni qualcosa con l’arpa?
Ora che non so più niente di te, ne so più di prima
le foglie ingiallite sono sul selciato e il sole
scalda solo nel pomeriggio. Ti scriverò una lettera
prima o poi, ma di sicuro la manderò all’indirizzo
sbagliato, quello di una poetessa col cuore nel pozzo
e una storia bislacca alle spalle. La suora
dell’ospedale è stata intraprendente, le scale
erano buie, ma la sua lingua era calda come una lama.
Il mare ormai non è più calmo
le onde trafiggono la riva
e mentre in strada paralvamo
tu guardando la vigna dicesti: bentornato settembre
sembra ieri che mi amasti tra gli ombrelloni
e la sabbia
sembra ieri che mi giurasti amore però
oggi te ne vai
con l'estate te ne vai
e il bicchiere mi fa compagnia
scaccia il pianto
mi ride in faccia che fa
smorfie di noia di ricordi sbiaditi
ma passati soltanto pochi giorni fa
Il mare ormai l'ha svuotato la pioggia
il vento puntuale qui
in questa campagna pianura di sole
oggi c'è pioggia e donne alla vigna però
gli ombrelloni chiusi negli scatoloni
e l'estate dentro milioni di foto
e tu via da lui via con lui ma con il segno di me
sulla tua pelle dentro i tuoi occhi
e nei tuoi addio
so che tornerai
col sole e il caldo
ma con la neve e il freddo tra le sue braccia sarai
sognerai...
le onde trafiggono la riva
e mentre in strada paralvamo
tu guardando la vigna dicesti: bentornato settembre
sembra ieri che mi amasti tra gli ombrelloni
e la sabbia
sembra ieri che mi giurasti amore però
oggi te ne vai
con l'estate te ne vai
e il bicchiere mi fa compagnia
scaccia il pianto
mi ride in faccia che fa
smorfie di noia di ricordi sbiaditi
ma passati soltanto pochi giorni fa
Il mare ormai l'ha svuotato la pioggia
il vento puntuale qui
in questa campagna pianura di sole
oggi c'è pioggia e donne alla vigna però
gli ombrelloni chiusi negli scatoloni
e l'estate dentro milioni di foto
e tu via da lui via con lui ma con il segno di me
sulla tua pelle dentro i tuoi occhi
e nei tuoi addio
so che tornerai
col sole e il caldo
ma con la neve e il freddo tra le sue braccia sarai
sognerai...
belle le rive del mare
quando i tuoi passi le marchiano
e il tuo profumo confonde l odore delle acque
e il tuo sorriso fa piu rumore delle onde
o sono loro che timide ti ascoltano
e quando ci sei tacciono
belle le rive del mare
quando ci sono i tuoi occhi
loro piu profondi dell orizzonte
piu remoti delle coste opposte
chissa che pensano nella loro danza
chissa se il sole freme a sorgere per osservarla
belle le rive del mare
quando non esistono
mute
per ascoltare i tuoi passi che veleggiano
tra la sabbia e il maremoto nel mio cuore
quando i tuoi passi le marchiano
e il tuo profumo confonde l odore delle acque
e il tuo sorriso fa piu rumore delle onde
o sono loro che timide ti ascoltano
e quando ci sei tacciono
belle le rive del mare
quando ci sono i tuoi occhi
loro piu profondi dell orizzonte
piu remoti delle coste opposte
chissa che pensano nella loro danza
chissa se il sole freme a sorgere per osservarla
belle le rive del mare
quando non esistono
mute
per ascoltare i tuoi passi che veleggiano
tra la sabbia e il maremoto nel mio cuore
L’ultima comunista s’è nascosta
nella foresta amazzonica, veste
Prada e beve champagne col fantasma
di Guevara. Angie è bella e sensuale
quando recita Majakovskij alle cicale
o canta Brecht nuda con la lama
di una scimitarra in mano. Il teste
interrogato ieri non l’ha tradita.
Non è più sola da qualche giorno
ora che ha incontrato quel tipo strano
con la voce da attore e una penna
nelle tasche della tuta arancione.
S’è perso inseguendo un aquilone
a sette strati dalle parti di Vienna.
Il regista di un reality padano
li ha scritturati per l’inverno.
La foresta si sta animando, c’è l’uomo
col basco da paracadutista, s’è lanciato
da uno strapiombo dell’Aspromonte
ma il vento l’ha spinto da queste parti
gira con la lupara e spara ai morti
dicono che ha una mira eccellente
quando ha mal di denti. C’è poi il prelato
con la bandana che grida ad Angie ti amo.
C’è una sfilata di moda oggi, è Angie
che l’ha organizzata, ha disegnato abiti
da sposa perfetti per le scimmie
del quinto piano della sequoia in fondo
alla foresta. Finirà con un girotondo
improvvisato e una degustazione di ciliegie
farà l’amore sotto le stelle, gli invitati
sono partiti, la foresta profuma di spezie.
nella foresta amazzonica, veste
Prada e beve champagne col fantasma
di Guevara. Angie è bella e sensuale
quando recita Majakovskij alle cicale
o canta Brecht nuda con la lama
di una scimitarra in mano. Il teste
interrogato ieri non l’ha tradita.
Non è più sola da qualche giorno
ora che ha incontrato quel tipo strano
con la voce da attore e una penna
nelle tasche della tuta arancione.
S’è perso inseguendo un aquilone
a sette strati dalle parti di Vienna.
Il regista di un reality padano
li ha scritturati per l’inverno.
La foresta si sta animando, c’è l’uomo
col basco da paracadutista, s’è lanciato
da uno strapiombo dell’Aspromonte
ma il vento l’ha spinto da queste parti
gira con la lupara e spara ai morti
dicono che ha una mira eccellente
quando ha mal di denti. C’è poi il prelato
con la bandana che grida ad Angie ti amo.
C’è una sfilata di moda oggi, è Angie
che l’ha organizzata, ha disegnato abiti
da sposa perfetti per le scimmie
del quinto piano della sequoia in fondo
alla foresta. Finirà con un girotondo
improvvisato e una degustazione di ciliegie
farà l’amore sotto le stelle, gli invitati
sono partiti, la foresta profuma di spezie.
Vorrei andar per la pianura aulente e di verdure ricca;
per i viali immensi di alberate e popolose città;
andar sino ai piè dei monti dove la roccia picca
e saettando verso l’universo stellato và.
Vorrei salir sull’Alpe per ombreggiati e ripidi sentieri sgombri dalle nevi,
fino alle perenni innevate cime dove l’aquila e il falco si librano nel volo;
chiuder l’occhi per un attimo e liberarmi dai presagi grevi
e mirar la silenziosa distesa là di sotto, solo, solo.
Vorrei andar più in alto dove si forma la bianca e leggera neve;
e ancor più su fino ad arrivar all'argentea luna,
dove ogni sussurro diventa sempre un po’più lieve;
e ancor più in alto per noverar le stelle e le galassie ad una ad una.
Vorrei volar giù tra le profonde valli,
sovra le sorgenti ascose degli argentei rivi;
sorvolar i grandi fiumi che solcano gli antichi calli;
e veloce arrivar al pelago ove nacquero tutti i vivi.
Vorrei percorrere tutte le assolate spiagge, per sentir mugghiare il mar;
bagnarmi nelle sue salate e limpide acque in quiete
e mirarlo quando, verso sera, inizia a scintillar.
Seguir il pescator che molte e superbe acquatiche vite miete.
Vorrei scendere giù tra la costa frastagliata da artistiche rocce erose;
passar per villa in villa fino alla remota punta, calabra dimora;
odorar le siepi, le pinete e i giardini pullulanti di colorate rose;
terre ricche d’ulivi e di vigneti che l’anima rincuora.
Vorrei veleggiar con nave fino ai più lontani liti;
mirar l’ellenico suol, fonte di eroi e di nostra moderna civiltà,
con i suoi molteplici e singolari miti;
visitare il loco ove è sepolta Ilio, incenerita non per sua viltà.
Vorrei andar alle piramidi d’Egitto e mirar la lor mirabil sfinge;
inoltrarmi nel deserto arido ed immenso per scoprir la verità;
la verità quella vera, che tutto l’universo tinge
e che mostra tutta la sua incommensurabile beltà.
Vorrei entrar nella savana vasta e brulla dove il cielo è quasi sempre sereno,
per mirar le grandi erbivore mandrie e le feroci fiere belve;
guardar le grandi vaporose cascate che spumeggiando s’ornano d’arcobaleno
e i grandiosi azzurri laghi e le verdeggianti selve.
Vorrei sfiorar la costa d’Africa e superar le gran colonne belle;
entrar nell’oceano sconfinato e perdermi in quell'infinito mar;
mirar in la notte l’eteree e scintillanti stelle
e dolcemente naufragar.
per i viali immensi di alberate e popolose città;
andar sino ai piè dei monti dove la roccia picca
e saettando verso l’universo stellato và.
Vorrei salir sull’Alpe per ombreggiati e ripidi sentieri sgombri dalle nevi,
fino alle perenni innevate cime dove l’aquila e il falco si librano nel volo;
chiuder l’occhi per un attimo e liberarmi dai presagi grevi
e mirar la silenziosa distesa là di sotto, solo, solo.
Vorrei andar più in alto dove si forma la bianca e leggera neve;
e ancor più su fino ad arrivar all'argentea luna,
dove ogni sussurro diventa sempre un po’più lieve;
e ancor più in alto per noverar le stelle e le galassie ad una ad una.
Vorrei volar giù tra le profonde valli,
sovra le sorgenti ascose degli argentei rivi;
sorvolar i grandi fiumi che solcano gli antichi calli;
e veloce arrivar al pelago ove nacquero tutti i vivi.
Vorrei percorrere tutte le assolate spiagge, per sentir mugghiare il mar;
bagnarmi nelle sue salate e limpide acque in quiete
e mirarlo quando, verso sera, inizia a scintillar.
Seguir il pescator che molte e superbe acquatiche vite miete.
Vorrei scendere giù tra la costa frastagliata da artistiche rocce erose;
passar per villa in villa fino alla remota punta, calabra dimora;
odorar le siepi, le pinete e i giardini pullulanti di colorate rose;
terre ricche d’ulivi e di vigneti che l’anima rincuora.
Vorrei veleggiar con nave fino ai più lontani liti;
mirar l’ellenico suol, fonte di eroi e di nostra moderna civiltà,
con i suoi molteplici e singolari miti;
visitare il loco ove è sepolta Ilio, incenerita non per sua viltà.
Vorrei andar alle piramidi d’Egitto e mirar la lor mirabil sfinge;
inoltrarmi nel deserto arido ed immenso per scoprir la verità;
la verità quella vera, che tutto l’universo tinge
e che mostra tutta la sua incommensurabile beltà.
Vorrei entrar nella savana vasta e brulla dove il cielo è quasi sempre sereno,
per mirar le grandi erbivore mandrie e le feroci fiere belve;
guardar le grandi vaporose cascate che spumeggiando s’ornano d’arcobaleno
e i grandiosi azzurri laghi e le verdeggianti selve.
Vorrei sfiorar la costa d’Africa e superar le gran colonne belle;
entrar nell’oceano sconfinato e perdermi in quell'infinito mar;
mirar in la notte l’eteree e scintillanti stelle
e dolcemente naufragar.










