Oh vento,
autore fugace di melodie irripetibili
solo istanti colti dalle mie orecchie.
L'albero è il maestro,
le sue foglie ora archi ora violini sbattono sui rami
come farfalle che tentano il primo volo.
Una campana in lontananza riecheggia due rintocchi.
Il morbido fragorio del fiastra, soave
bagna l'azzurro chiaro del calcare.
Le rocce frastagliate che vi si gettano, scoscese
lungo il lato sud ospitano verdi arbusti
in parte sommersi 
e cespugli dai fiori rosa,
punti dagli insetti a cui donano la vita
come il sole che li riscalda.
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Profilo Autore: Clemente Valentino  

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E non dimentico
il sapore di anice
misto al floreale del mare

con le mani
disegnavo sulla tua pelle
come fosse seta

la morbidezza delle tue labbra
su cui mi poggiavo
sprigionava energia

il tempo si frangeva
su scogli tra i flutti
e non lo ascoltavamo

distesi su di noi
sorseggiavamo ancora amore
e non bastava l’ultimo bacio

il tramonto rendeva
ancor più colorato
quell’esserci

non avevamo paura
se non di allontanarci
ancora senza un bacio
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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

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Si sono rubati amore la scala del tempo

era conservata in un sotterraneo di Parigi

dicono che stanno succedendo cose strane

in giro, un settantenne col lecca lecca

ha chiesto in ginocchio la mano di Rebecca

senza neanche conoscerla. Le melanzane

del fruttivendolo sono gialle e le croci

delle chiese sono state colpite da un lampo.



Le lancette degli orologi si sono fidanzate

con dei nottambuli pentiti, per il matrimonio

non c’è una data, ma solo una promessa

da marinai. L’anticiclone delle Azzorre

è in sosta vietata, un vigile della Torre

dei bisonti sta provvedendo alla messa

in sicurezza delle offerte di Sant’Antonio.

Le ballerine di tango indossano calze velate.



Le insegnanti del liceo artistico sono in riunione

stanno discutendo del colore della prossima

tintura e dei valori alti della democrazia.

Il bambino del terzo piano suona la chitarra

è una serenata, l’ha imparata a Camberra

quando in estate è andato a trovare una zia.

Nella piazza affollata si sfida il sistema

è ora di cambiare dicono, di fare la rivoluzione.



Domani amore puoi alzarti quando ti pare

nessuno sa che ora sia, da quando anche il sole

è entrato in agitazione non si capisce più nulla.

E magari andare a una mostra di Modigliani

a fare shopping da Prada o da Armani

col cane nella borsa. Hai visto la culla

che scende dal cielo? Stava in un casale

prima di essere sequestrata a un pastore.



Nessuno più cerca quella scala, sta bene

così a tutti, le giornate possono finire

ancora prima di cominciare e i doveri

sono vietati da un articolo appena approvato

della Costituzione. Ogni matrimonio è stato

annullato con un decreto, anche i cimiteri

non servono più, chi non nasce non può morire

ora il cielo è più chiaro e senza catene.











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Profilo Autore: mybackpages  

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Paese dormiente

Paese dove cambia poco,

vecchie facce,

il tempo è passato

troppo in fretta,

e non resta che il rimpianto,

e una gioventù che ormai,

non c’è più;

paese addormentato tra le colline,

tra vecchio e nuovo,

passato e presente,

dove certa gente sono mummie dalle

teste dure,

non cambiano mai,

beceri e burini

teste di cavolo,

che i cavoli loro,

non se li fanno mai,

paesani bastardi e guitti,

meschini e chiusi

nei looro gusci

di intolleranza e ignoranti;

paese dimenticato e da dimenticare;

poter andare via magari;

paese un po’ fetente ,

un po’

burino,

che chiami casa.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Tu semplicità sì bella e tonda,
liscia come morbida pasta.
Tu che ti lasci carezzare,
senza mostrare angoli, né spigoli,

profumi di pane appena sfornato.
Tu che ti intingi nel latte
simile a friabile biscotto
e insaporisci come dorato miele

bocca, palato e lingua.
Tu bella e modesta semplicità,
con quanta frugale purezza
rendi tutto così unico e speciale!
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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L'incavo del collo 
ha una fragranza vanigliata 
simile al dolce della Domenica 
sa di casa 
inconfondibile rito d'amore 
femminile e voluttuoso 
che accarezzo.

Sorprendente come un quadro
il campo in fiore prende vita 
fluttuano le foglie verdi e terrose 
un tripudio la brezza del mare 
fasciate le nuvole 
odori e spezie dalle finestre 
il gelsomino intrecciato 
l'incenso delle chiese 
un viaggio di sapori e di profumi 
intenso agrumato nelle mani 
e poi un bouquet di fiori 
di vento leggiadro 
sulla pelle tiepida.

Il profumo è ovunque 
nascosto nelle foglie secche 
esausto negli arbusti 
sui muretti 
sui sentieri 
nel manto nuovo d'erba
dopo i temporali
una mescolanza di aromi.

Mi riempio le mani 
dei fiori bulbosi blu violetto 
lievemente canforato
e continuo a stordirmi 
tra le pareti bianche 
con il mio profumo vanigliato.
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Il sole mutava la sua luce
diveniva del colore dell'ambra
la dolce malinconia smorzava
la forza dei raggi dell'estate
le foglie degli alberi sfilavano
il loro abito verde
ed io tio ho lasciata

senza rimpianto nè sentimento
ti ho lasciata alla prima
luce di settembre
tio ho cercata nelle stagioni calde
dell'emisfero sud
nel continuo rimando
dell'inverno, illundendomi
per una grazia da parte del tempo

le età passavano
come il sale sulle ferite
niente era più amaro
del fuggire dinanzi alle piogge
o alla neve verso l'eterna speranza
di un fuoco da farsi bruciare

alla fine arrivò il gelo
mi avvolse nella sua coperta
facendomi rotolare giù
per infinite valli bianche
mentre la mia pelle avvizzita
si rompeva ed i miei occhi
cercavano i tuoi abbandonati
al primo cascar delle foglie

con rimpianto e risentimento
ti ho lasciataalla prima luce
di settembre.
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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Nuova democrazia 
il paese sta partorendo.
Forma di governo che
stanca, demoralizza, uccide!
Libera democrazia 
senza libertà.
Mostro angelico 
pieno di viltà.
nuova democrazia che 
con promesse d'oro
incatena,stritola, uccide
ogni autonomia.
Nuova demorazia, si!
ma inconscia tirannia.
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Profilo Autore: Tyr  

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Circumnavigo l’aurora

come vela squarciata dal sole.


Ambra di mare è alveare d’atmosfera,

un fiammifero di luce alluviona le strade,

il giorno s’accende rigoglioso fra i rami.


Le rondini trapuntano l’orizzonte,

incarcerano le tele del silenzio,

dipingono capolavori d’emozione.


Il mattino è un soffio d’estate e poesia,

latitudine d’un granello di sale,

l’anima sboccia fra i baci del vento

tessendo d’incanto i ricami del cuore.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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La freccia partita dalla tua balestra

ha colpito, ma la tua mira non è olimpica

me ne sono accorto dal dolore acuto

nell’addome. Non lo hai nemmeno sfiorato

il cuore o il collo o pure il costato

il medico mi permette solo un saluto

e la censura è in agguato. La tua amica

sta ridendo, ora è affacciata alla finestra.



Poi ti sei superata, rimorsi o sensi di colpa

che fossero, hai deciso di curarmi con le tue mani

e ora che aspetto il prete per l’estrema unzione

di certo non ti ringrazio. Il pigiama turchese

che mi hai regalato è nell’armadio, il mese

di pigione è scaduto ed è pronta la nuova dazione

per l’impiegato del catasto. Mi fa un male da cani

perché almeno non suoni qualcosa con l’arpa?



Ora che non so più niente di te, ne so più di prima

le foglie ingiallite sono sul selciato e il sole

scalda solo nel pomeriggio. Ti scriverò una lettera

prima o poi, ma di sicuro la manderò all’indirizzo

sbagliato, quello di una poetessa col cuore nel pozzo

e una storia bislacca alle spalle. La suora

dell’ospedale è stata intraprendente, le scale

erano buie, ma la sua lingua era calda come una lama.

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Profilo Autore: mybackpages  

Questo autore ha pubblicato 327 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Amo la nuda poesia
che si offre vera
Sempre sincera
Spogliata da inutili orpelli
Dolce quando può esserlo
Amara quando deve esserlo
Cruda talvolta
Amo la poesia nuda
e i poeti smascherati
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Profilo Autore: Sabyr  

Questo autore ha pubblicato 288 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Il mare ormai non è più calmo
le onde trafiggono la riva
e mentre in strada paralvamo
tu guardando la vigna dicesti: bentornato settembre
sembra ieri che mi amasti tra gli ombrelloni
e la sabbia
sembra ieri che mi giurasti amore però
oggi te ne vai
con l'estate te ne vai
e il bicchiere mi fa compagnia
scaccia il pianto
mi ride in faccia che fa
smorfie di noia di ricordi sbiaditi
ma passati soltanto pochi giorni fa

Il mare ormai l'ha svuotato la pioggia
il vento puntuale qui
in questa campagna pianura di sole
oggi c'è pioggia e donne alla vigna però
gli ombrelloni chiusi negli scatoloni
e l'estate dentro milioni di foto
e tu via da lui via con lui ma con il segno di me
sulla tua pelle dentro i tuoi occhi
e nei tuoi addio
so che tornerai
col sole e il caldo
ma con la neve  e il freddo tra le sue braccia sarai
sognerai...
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Profilo Autore: fgl  

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belle le rive del mare
quando i tuoi passi le marchiano
e il tuo profumo confonde l odore delle acque
e il tuo sorriso fa piu rumore delle onde
o sono loro che timide ti ascoltano
e quando ci sei tacciono
belle le rive del mare
quando ci sono i tuoi occhi
loro piu profondi dell orizzonte
piu remoti delle coste opposte
chissa che pensano nella loro danza
chissa se il sole freme a sorgere per osservarla
belle le rive del mare
quando non esistono
mute
per ascoltare i tuoi passi che veleggiano
tra la sabbia e il maremoto nel mio cuore
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Profilo Autore: Kahl  

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L’ultima comunista s’è nascosta

nella foresta amazzonica, veste

Prada e beve champagne col fantasma

di Guevara. Angie è bella e sensuale

quando recita Majakovskij alle cicale

o canta Brecht nuda con la lama

di una scimitarra in mano. Il teste

interrogato ieri non l’ha tradita.



Non è più sola da qualche giorno

ora che ha incontrato quel tipo strano

con la voce da attore e una penna

nelle tasche della tuta arancione.

S’è perso inseguendo un aquilone

a sette strati dalle parti di Vienna.

Il regista di un reality padano

li ha scritturati per l’inverno.



La foresta si sta animando, c’è l’uomo

col basco da paracadutista, s’è lanciato

da uno strapiombo dell’Aspromonte

ma il vento l’ha spinto da queste parti

gira con la lupara e spara ai morti

dicono che ha una mira eccellente

quando ha mal di denti. C’è poi il prelato

con la bandana che grida ad Angie ti amo.



C’è una sfilata di moda oggi, è Angie

che l’ha organizzata, ha disegnato abiti

da sposa perfetti per le scimmie

del quinto piano della sequoia in fondo

alla foresta. Finirà con un girotondo

improvvisato e una degustazione di ciliegie

farà l’amore sotto le stelle, gli invitati

sono partiti, la foresta profuma di spezie.





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Profilo Autore: mybackpages  

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Vorrei andar per la pianura aulente e di verdure ricca;

per i viali  immensi di alberate e popolose città;

andar sino ai piè dei monti dove la roccia picca

e saettando verso l’universo stellato và.

Vorrei salir sull’Alpe per ombreggiati e ripidi sentieri sgombri dalle nevi,

fino alle perenni innevate cime dove l’aquila e il falco si librano nel volo;

chiuder l’occhi per un attimo e liberarmi dai presagi grevi

e mirar la silenziosa distesa là di sotto, solo, solo.

Vorrei andar più in alto dove si forma la bianca e leggera neve;

e ancor più su fino ad arrivar all'argentea luna,

dove ogni sussurro diventa sempre un po’più lieve;

e ancor più in alto per noverar le stelle e le galassie ad una ad una.

Vorrei volar giù tra le profonde valli,

sovra le sorgenti ascose degli argentei rivi;

sorvolar i grandi fiumi che solcano gli antichi calli;

e veloce arrivar al pelago ove nacquero tutti i vivi.

Vorrei percorrere tutte le assolate spiagge, per sentir mugghiare il mar;

bagnarmi nelle sue salate e limpide acque in quiete

e mirarlo quando, verso sera, inizia a scintillar.

Seguir il pescator che molte e superbe acquatiche vite miete.

Vorrei scendere giù tra la costa frastagliata da artistiche rocce erose;

passar per villa in villa fino alla remota punta, calabra dimora;

odorar le siepi, le pinete e i giardini pullulanti di colorate rose;

terre ricche d’ulivi e di vigneti che l’anima rincuora.

Vorrei veleggiar con nave fino ai più lontani liti;

mirar l’ellenico suol, fonte di eroi e di nostra moderna civiltà,

con i suoi molteplici e singolari miti;

visitare il loco ove è sepolta Ilio, incenerita non per sua viltà.

Vorrei andar alle piramidi d’Egitto e mirar la lor mirabil sfinge;

inoltrarmi nel deserto arido ed immenso per scoprir la verità;

la verità quella vera, che tutto l’universo tinge

e che mostra tutta la sua incommensurabile beltà.

Vorrei entrar nella savana vasta e brulla dove il cielo è quasi sempre sereno,

per mirar le grandi erbivore mandrie e le feroci fiere belve;

guardar le grandi vaporose cascate che spumeggiando s’ornano d’arcobaleno

e i grandiosi azzurri laghi e le verdeggianti selve.

Vorrei sfiorar la costa d’Africa e superar le gran colonne belle;

entrar nell’oceano sconfinato e perdermi in quell'infinito mar;

mirar in la notte l’eteree e scintillanti stelle

e dolcemente naufragar.
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Profilo Autore: Luigi  

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