La freccia partita dalla tua balestra
ha colpito, ma la tua mira non è olimpica
me ne sono accorto dal dolore acuto
nell’addome. Non lo hai nemmeno sfiorato
il cuore o il collo o pure il costato
il medico mi permette solo un saluto
e la censura è in agguato. La tua amica
sta ridendo, ora è affacciata alla finestra.
Poi ti sei superata, rimorsi o sensi di colpa
che fossero, hai deciso di curarmi con le tue mani
e ora che aspetto il prete per l’estrema unzione
di certo non ti ringrazio. Il pigiama turchese
che mi hai regalato è nell’armadio, il mese
di pigione è scaduto ed è pronta la nuova dazione
per l’impiegato del catasto. Mi fa un male da cani
perché almeno non suoni qualcosa con l’arpa?
Ora che non so più niente di te, ne so più di prima
le foglie ingiallite sono sul selciato e il sole
scalda solo nel pomeriggio. Ti scriverò una lettera
prima o poi, ma di sicuro la manderò all’indirizzo
sbagliato, quello di una poetessa col cuore nel pozzo
e una storia bislacca alle spalle. La suora
dell’ospedale è stata intraprendente, le scale
erano buie, ma la sua lingua era calda come una lama.

Commenti
giornalmente nel vivere la vita. Un saluto, Grace.
complimenti
SERENO FINE SETTIMANA FRANCESCO.
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Anche quando ci sentiamo persi , o pensiamo di aver perso... la vittoria è lì che ci aspetta.
redo che tu abbia un cuore enorme, stracolmo di grande poesia! Saluti.............. ........HERA