il cielo muta i colli
è porpora che penetra
quella vivissima luce
Quel fiotto caldo
Sorseggio le case
cammino,
masticando pensieri
dolci e amari,
le mani strette a pugno
dentro l'anima
trattengono il respiro
di stelle troppo lontane
per vederne la luce
così vicine
da sentirle sulla pelle.
Un uomo fragile
ama guardando il cielo
e nel fondo di un bicchiere vuoto
trova la forza di dimenticare.
Non sono io quell'uomo,
guardo il cielo e amo,
amo l'emozione, la rabbia
di un amore così grande
che semina giorni come notti
e raccoglie il tempo
che bacia la mia solitudine.
Raccolgo gli ultimi raggi del sole
che non s'arrende
come fuoco invade la mia mente
come i caldi raggi dell'estate
quasi volessero generare
succosi grappoli di piacere.
Il mio pensiero migra
alle emozioni,
agli istanti più belli scolpiti nel cuore
quando c'eri tu
che con lance aguzze
irradiavi
il tuo splendore...
C’è una scala che conduce su una nuvola rossa
è nascosta da una imponente quercia secolare
lo sanno solo in tre dove poterla trovare
una bimba con una bambola di ceramica
un carpentiere con l’hobby della chimica
e un ladro di cianfrusaglie e di lampare.
Chi ha provato l’ebbrezza dell’amare
ora ha perso un orecchino e dice messa.
L’ultimo che è salito su una nuvola verde
ha avuto lassù un attacco di panico
e un principio di congelamento.
Perché nessuno vuole più provare
quella sensazione unica di volteggiare
nel cielo di maggio sospinto dal vento?
C’è ancora speranza ma un comico sadico
e strabico ha deciso di spezzare le corde.
È stata di passaggio una nuvola viola
di ritorno forse da una gita in Australia
con una scuola di pittori col colbacco.
Un marinaio con i baffi l’ha ripresa di fianco
per venderla al mercato delle pulci sottobanco.
L’ha ceduta a una ballerina di tango col tacco
e a un marito fedifrago in partenza per l’Italia
con una valigia di cartone e una pistola.
L’ultima nuvola avvistata era trasparente
c’era sempre stata ma nessuno se n’era
accorto. Tra l’indifferenza generale
aveva scrutato in ogni angolo della terra.
Aveva avuto pietà dei morti in guerra
e di chi era in fin di vita in ospedale.
Il pianeta era allo stremo, poi in una sera
d’inverno si fermò il cuore del serpente.

Ho cercato il sole.
Ho trovato un nuvolo…
beffarda derisione,
mordace indifferenza!
Ho cercato il calore.
Ho trovato l’asciutto…
diniego reciso,
pungente intolleranza!
Ho cercato un amico.
Ho trovato un fasullo…
sprezzante recita,
istinto inadempiente!
Ho cercato… un niente…
ho cercato… illusione,
ho cercato… il vivere,
Son tornato… morente!
per averti leccato
gocce di veleno
dagli occhi bagnati
e sol quando dai seni
ti avrò a lungo succhiato
il caldo siero della vita
sol allora smetterò
di gridare la mia gioia,
ma via non fuggirò
e ancor più assetato
ti stringerò le cosce
per berti senza respiro
la dolce linfa del grembo,
le vene dei polsi poi
coi denti ti strapperò
così che nella coppa
delle tue mani congiunte
le labbra potrò affondare
a calmare per sempre
l'arsura del cuore
e all'ombra di una smorfia
infine addormentarmi ,
sporco ed ebbro
della tua rossa anima .
In un angolo
prima dello sguardo
la notte dissemina piume
e oscillazioni
Il tempo rallenta, ma
non posso fissare
l’aria randagia dell’elicriso
E le barbe degli angeli
lunghe dei millenni
che colore hanno, quando
toccano terra?
Quale dolore torna
e infiora nuovo?
(Tutto è ripetizione, ripercorso, ritorno. Infatti anche la prima è una "seconda volta".
Cesare Pavese)
“La serenità è fatta di 50% rassegnazione e 50% indifferenza. Ci si accontenta di essere sereni quando sappiamo di non poter essere felici.”
(Mario Vassalle)
Sei
stata
brava, tu,
a farla passare,
a leccarti le ferite
e a darti amore.
Ma la tua voce
non ha
sostituito
il mio vuoto,
né il mio vuoto
la tua voce.
E non avrò
neppure
un po'
di paura
della tua
lingua,
non
potrà
mai più
accadere.
L'ho imparato
da te, donna
dell'est:
che,
fra
le
altre
cose,
anche
l'odio
può
far
un
viso
rosso
d'amore.
“Quando passo giorni e giorni in mezzo a testi in cui si tratta unicamente di serenità, di contemplazione, di spoliazione, mi viene voglia d'uscire per la strada e spaccare il muso al primo che incontro.”
(Emil Cioran)
s’annodano ai rami
come cristalli di brina
dal sole straziati.
Il bacio del mattino
colora i campi d’estate,
scuce i confini del ruscello,
ammanta di luce le case.
Il battito di giugno
incalza le piccole strade,
carezza il grano maturo,
schiude le crepe sul muro.
Finestre scompaginate e cortili
allattano il profumo del mare,
l’aria imbianca pensieri e staccionate,
è nettare fugace di pagine crepuscolari.
in un nano secondo dalla montagna
al mare e mille miglia da cancellare
con un colpo di spugna. Le nuvole
sono strane se è dal mondo delle favole
che le guardi, accenni sussurrati d’amore
in creme caramel. Dietro la lavagna
c’è un sogno che corre verso l’imbrunire.
È già un altro paesaggio, il grigio spento
della città ora è rosa pastello, l’aereo
è in ritardo, è atterrato sulla spiaggia
il pilota ha un appuntamento a Foggia
e i passeggeri hanno fatto il bagno
guardati a vista da un burattino di legno.
Due sconosciuti fanno l’amore, ciao
è quanto si sono detti per il momento.
Sono giorni che il passaggio a livello
è chiuso, l’inferno è inaccessibile
ai dannati dell’ultima ora. L’angelo
caduto sulla terra è finito in un ospedale
di periferia con una commozione cerebrale.
C’è chi è andato a trovarlo con il Vangelo
in mano e il crocifisso nell’impermeabile:
un generale e la proprietaria di un bordello.
L’indicibile è stato detto, un ti amo
in quattro atti e trecento confetti
da regalare al figlio del prete a Pasqua.
Non c’è bisogno che tu nasca di nuovo
ti ho conosciuta mentre recitavo
poesie allo specchio dopo una questua
per strada. I documenti sono corretti
questi sono i fatti e tali siamo.
Nasce se la ascolto,
Al mondo delle violenze si avvicina
ed io credendola da un lato
capace si salvezze,
ma conscio dall'altro che non ne sarà in grado,
la lascio stasera per punizione
una vaga lanterna.
« I got to keep movin', blues falling down like hail. And the day keeps on worryin' me... there's a hell hound on my trail. »
(Robert Johnson)
La crisalide si è fatta farfalla
e la pagina è tornata bianca bianca:
sono queste, lo sai, le uniche cose
che mi siano mai
interessate.
Qui però
non servi tu,
per far crescere i fiori;
ci vuole amore spirituale, qui,
ci vuole un tragitto ideale
per infondere vita
oltre la strada,
ci vuole
magia
nera.
Ma tu
sei venuta
per tentarmi,
e a me vengono
i diavoli blu
quando
mi scomponi
in carne e cartilagine,
e quando mi lasci
e mi riprendi:
quando
già
ti
vedi
vedova
dell’odore
della mia pelle,
del tabacco,
e dei miei
incerti e
lunghi
passi.
“Nobody loves a genius child”
(Langston Hughes)










