UN PLACIDO TUFFO
AD APRIRE IL TUO CUORE
ESORTATO A DOVERE
RASSERENA
I PENSIERI MALANDATI
FLETTE
IL DEBOLE RIPARO
ADDOLCISCE
COME FICHI AL PALATO
A PERDIFIATO
VOLANO NEL MIO
CORDIALI FATE
A RATTOPPARE
BUCHI MALEDETTI
NELLA RISACCA DI DUBBI
NEI SUOI ANGOLI D'ATTESE
STRETTI
AD APRIRE IL TUO CUORE
ESORTATO A DOVERE
RASSERENA
I PENSIERI MALANDATI
FLETTE
IL DEBOLE RIPARO
ADDOLCISCE
COME FICHI AL PALATO
A PERDIFIATO
VOLANO NEL MIO
CORDIALI FATE
A RATTOPPARE
BUCHI MALEDETTI
NELLA RISACCA DI DUBBI
NEI SUOI ANGOLI D'ATTESE
STRETTI
7 commenti
Millenni di veli
nei ritratti bruciati
i fiori dimenticati
per te
nelle luci
della città dispersa
Il rosa
profuma la pioggia
celeste ...
in contemplazione
del tempo
Gli occhi chiusi
nel respiro dei marmi
il tuo sguardo urla
attimi sospesi
nel tempio
I Sonic Youth
fanno tremare
la terra
Shirley
invita a brindare
l'estate è lontana
tra oblio e assoluzioni
Atene è crollata !
nei ritratti bruciati
i fiori dimenticati
per te
nelle luci
della città dispersa
Il rosa
profuma la pioggia
celeste ...
in contemplazione
del tempo
Gli occhi chiusi
nel respiro dei marmi
il tuo sguardo urla
attimi sospesi
nel tempio
I Sonic Youth
fanno tremare
la terra
Shirley
invita a brindare
l'estate è lontana
tra oblio e assoluzioni
Atene è crollata !
Se alzo lo sguardo oltre l’orizzonte
vedo soli combacianti come gemelli
siamesi, cieli di schizzi colorati
e paracadute in discesa sulla terra.
Se è questa la bellezza perché è guerra
per nasconderla in fondi interrati
e in grotte umide e buie? I cavalli alati
sono appiedati e traballante è questo ponte.
Poi scorgo due amanti sotto una pioggia
di coriandoli turchesi, gialli, rosa e rossi
due corpi stretti e un solo enorme ombrello
per ripararsi dalla tristezza. Un attore
all’angolo sta recitando battute di Moliere
la sua collega cita Lucrezio, il bello
è che finiranno per capirsi, gli orsi
chiedono alle stelle la risposta più saggia.
Un marito ha scoperto la losca tresca
è fuggito con una bambola di pezza
comprata al mercato delle pulci. La fune
non arriva ancora al palazzo di fronte
servirà un lenzuolo di seta e tante
preghiere perché ci giunga. Ci sono dune
nel deserto e lune d’argento, la corazza
è sbriciolata, ora qui l’aria è più fresca.
Quando l'amore chiama
non lasciarlo andar via,
corrile incontro vivi la sua magia.
Vivi il suo profumo
che sa di bocciolo di rosa
bagnato di rugiada lieve
del primo mattino.
Gusta il suo sapore dolce come il miele.
L'amore è un giardino che va coltivato
nelle sue molteplici fioriture,
va curato con dedizione
ma semplicemente senza affettazione.
A volte porta ad irte colline
che bisogna risalire schivando sassi e rovi
cercando non procurarsi ferite dolorose.
Talora dirige a delle radure
su cui scorrono gorgoglianti ruscelli
di acque pure
dove potersi dissetare e spegnere le arsure.
L'amore ha molteplici facce
in cui predomina il sentimento
ch'esalta le emozioni
che suonano come corde gioiose
nell'alchimia della cetra di Clio e Tersicore
evocando risveglio di poesia.
Ho aperto le porte
e scacciato via il silenzio
riempiendo di parole
le ore avvenire.
Ora faccio scivolare
le dita sulle rughe
cullando le primavere
mentre l'alba s'intenerisce ancora
dei baci tuoi rubati al vento.
E mentre gli anni
come le foglie volano
la polvere che si posa sul cuore
mai rinnegherà
i tramonti colmi di poesia
finché incontrerò
i tuoi occhi.
e scacciato via il silenzio
riempiendo di parole
le ore avvenire.
Ora faccio scivolare
le dita sulle rughe
cullando le primavere
mentre l'alba s'intenerisce ancora
dei baci tuoi rubati al vento.
E mentre gli anni
come le foglie volano
la polvere che si posa sul cuore
mai rinnegherà
i tramonti colmi di poesia
finché incontrerò
i tuoi occhi.
La società italiana
È una farsa d’operetta,
un sistema infernale,
dove n oi siamo costretti a vivere,
nostro malgrado,
che ci schiaccia,
ci opprime;
dove tutto è appiattito,
standardizzato,
avvilito mortificato,
e dobbiamo star e in riga,
e chi cerca di volare,
e far qualcosa,
chi non è d’accordo,
chi non segue le menate,
viene oppresso
e schiacciato,possiamo solo fare,
quello che ci si aspetta d a noi,
se non ci và,
ti rendono la vita impossibile,
se questa è la società,
non vale la pena di viverci,
è meglio starne fuori,
e fregarsene di tutto,
sino alla fine;
la gente è meschina,squallida,
vuota,becera,
convenzionale,
quanta ignoranza.

Dio degli angoli bui
aiutami ad amare
quello stare in disparte
assente e invisibile
con abiti troppo leggeri che
svelano tutto.
Ho unghie dipinte di verde
si aggrappano forte a tasti bianchi o neri
e ignorando il grigio, tolgono occhiali scuri.
In mille modi scrivo -torno a casa-
disegno -ti amo- sui vetri appannati
accendo il sole spostando tende
parlo a una falce nascente
e ascolto la pace gonfiarmi le
mani...
Se fossi poeta
parlerei dei colori
di numeri pari, di gioia
ma tra i capelli respira forte la notte
e a sera mio Dio non hai consistenza.
A sera se osservo stelle
in un ritratto di coppia antico
trovo soltanto un’ aura scura
a sera mi incontro nel pallore di uno
specchio in ombra, e lotto con te
a sera non so se c’è tempo per un’altra
via, per un ritorno, o l’allegria...
E ti ostini con forti passi,
nel paese della mia sete,
ai piedi di montagne mute
e aspri ruderi …ciclopici.
Nulla sembra intimorirti!
Il tuo sangue bussa al bruto fato
per più strette carezze
che uniscano le sinuose labbra
e facciano confluire i sessi.
Il tuo grido di voluttà, io l’ho sentito...
...è salito dal fuoco del cuore, al sole.
Dove sei? Ora fermati...
...è necessario che ridendo io t’ami;
è necessario che ridendo noi ci si perda
negli spazi d’ombra dell’amore febbrile e tremante.
è necessario che ridendo noi ci si perda
negli spazi d’ombra dell’amore febbrile e tremante.
Nei ritmi dionisiaci, dei sogni autentici dell’arte!
E’ ostinata la tua voce…
…nell’ ordinarmi sempre, amore!


I miei pensieri sono più dei miei neuroni,
sono insubordinati,
si affollano,
si danno gomitate,
si spingono
perché vogliono essere ascoltati tutti insieme.
Ma io due orecchie sole ho!
Sono oppressivi,
e per niente gentili …
non so come trovano ancora posto
e come facciano ad aumentare
senza far scoppiare
la mia povera testa!
La mia povera testa …
Potrei affogarli nell’alcool come molti fanno.
Ma al mio risveglio sarebbero ancora lì
e mi sembrerebbero ancora di più.
Potrei dormire per giorni
e notti intere
nel tentativo di cullarli,
di assopirli,
tuttavia mi dovrò prima o poi svegliare,
e vedrò che si saranno accampati
escogitando una strategia di guerra
e si saranno coalizzati
per annientarmi,
per farmi cadere in una voragine
in un abisso nero
dal fondo ancor più nero
ove alla fine d’esso c’è la pazzia
che sogghignando mi dice:
"Vieni, vieni da me, è da tanto che ti sto aspettando...."
Ma io non devo permettere tutto questo.
No.
Devo tirarmi fuori da questa situazione,
se pur utilizzando
le unghie
i denti
io mi arrampicherò
e riemergerò
come una guerriera
dall’armatura sporca di cenere,
ammaccata,
con pezzi mancanti
e un po’ claudicante,
ma io,
ritornerò …
E pensare che tutto iniziò da un sol pensiero
da una fissazione
che come un sol batterio
si è centuplicato dando luogo ad un’epidemia
che ha infestato tutto l’intelletto mio.
____________________________________________
N.B.: Non vi preoccupate non sono impazzita. Questa è soltanto una poesia e niente più!
Più vado avanti e più è difficile trovare un'ispirazione per scrivere.
E l'unica cosa su cui non ho mai scritto è la pazzia e quindi ho deciso di descrivere cosa sia la follia, la pazzia.
Ma poi nel finale c'è un messaggio positivo...
____________________________________________
sono insubordinati,
si affollano,
si danno gomitate,
si spingono
perché vogliono essere ascoltati tutti insieme.
Ma io due orecchie sole ho!
Sono oppressivi,
e per niente gentili …
non so come trovano ancora posto
e come facciano ad aumentare
senza far scoppiare
la mia povera testa!
La mia povera testa …
Potrei affogarli nell’alcool come molti fanno.
Ma al mio risveglio sarebbero ancora lì
e mi sembrerebbero ancora di più.
Potrei dormire per giorni
e notti intere
nel tentativo di cullarli,
di assopirli,
tuttavia mi dovrò prima o poi svegliare,
e vedrò che si saranno accampati
escogitando una strategia di guerra
e si saranno coalizzati
per annientarmi,
per farmi cadere in una voragine
in un abisso nero
dal fondo ancor più nero
ove alla fine d’esso c’è la pazzia
che sogghignando mi dice:
"Vieni, vieni da me, è da tanto che ti sto aspettando...."
Ma io non devo permettere tutto questo.
No.
Devo tirarmi fuori da questa situazione,
se pur utilizzando
le unghie
i denti
io mi arrampicherò
e riemergerò
come una guerriera
dall’armatura sporca di cenere,
ammaccata,
con pezzi mancanti
e un po’ claudicante,
ma io,
ritornerò …
E pensare che tutto iniziò da un sol pensiero
da una fissazione
che come un sol batterio
si è centuplicato dando luogo ad un’epidemia
che ha infestato tutto l’intelletto mio.
____________________________________________
N.B.: Non vi preoccupate non sono impazzita. Questa è soltanto una poesia e niente più!
Più vado avanti e più è difficile trovare un'ispirazione per scrivere.
E l'unica cosa su cui non ho mai scritto è la pazzia e quindi ho deciso di descrivere cosa sia la follia, la pazzia.
Ma poi nel finale c'è un messaggio positivo...
____________________________________________
La donna con la pipa e il braccio rotto
da quando è caduta da cavallo
durante una perlustrazione del bosco
con l’amante cinquantino, un tipo losco
e focoso, ora gira con un nuovo casco
in testa, comprato dal parrucchiere basco.
La sera indossa vesti di raso in giallo
ora è sola, perché l’amante è morto.
Finisce sempre che ci si fa male
quando è il cuore ad agitarsi, ad andare
di fretta, a Caltanissetta non è diverso.
C’è un convento in salita e preghiere
da recitare, tra squarci di sole e ringhiere
ai bordi del fossato. E’ stato un successo
incontrarti, ma se è un prendere o lasciare
mi rimetto al fato o vado ad Acireale.
C’è la fata Turchina a guidare Pinocchio
il secchio è vuoto, ma se c’è una magia
per tutto, può farlo diventare un palazzo
incantato o il luogo della prossima vita.
Lo so che questa non è ancora finita
c’è un vortice alla finestra, un pazzo
urla per strada, ha incontrato la sua follia
non sa come si chiama, forse è uno specchio.
Il sapore
dell'odore mattutino.
Come non fosse
mai esistita l'alba.
Colori diversi
forse i colori della vita.
I girasoli di un
giallo speciale luminoso.
Il vento
accarezza il viso.
La sensazione
di smarrimento.
Delicatamente
respiro ed inspiro.
Quest'alba
ha un sapore diverso.
Il sole fa capolino
dietro le colline.
L'ansia e il panico
ancora molto forti.
Paura di
riassaporare la libertà.
Di respirare
la normalità.
Forse anche
un pò di felicità.
Troppo silenzio
fino ad oggi.
Quest'alba
riporta la tempesta.
Quella che è sempre
stata dentro di me.
La certezza
che sono pronta a nuove emozioni.
Ad una nuova vita
senza la paura del silenzio.
Apparecchio un morso di cielo
fra questa vernice di prato cemento,
fabbriche di luce corvino
librano amorfi origami di nebbia
come stalattiti di pioggia petrolio
fra briciole annoiate d’azzurro.
La notte è un fazzoletto di cartone,
abbaia alle foglie congiunte d’inverno,
screpola marciapiedi di cuore arrugginiti
arruffa le piccole strade d’arazzi lacrimali.
fra questa vernice di prato cemento,
fabbriche di luce corvino
librano amorfi origami di nebbia
come stalattiti di pioggia petrolio
fra briciole annoiate d’azzurro.
La notte è un fazzoletto di cartone,
abbaia alle foglie congiunte d’inverno,
screpola marciapiedi di cuore arrugginiti
arruffa le piccole strade d’arazzi lacrimali.













