Il coccodrillo piangeva lacrime di gioia
da quando la sua compagna era fuggita
col capo del branco a sud di Nairobi.
Le cascate non avevano invertito
il senso di marcia solo per questo
e le scimmie si strofinavano i lombi
con una crema solare scaduta.
Il film in prima visione era una noia.
Risalendo la corrente la balena
innamorata si sentiva una sirena
per fortuna Ulisse aveva i tappi
alle orecchie e una benda agli occhi.
Ci fu un momento in cui i falchi
suonarono Mozart, quello in cui i ceppi
dei suoi polsi si aprirono e la cena
finì in mare. Il re era senza corona.
Penelope aveva tre fidanzati ufficiali
e il marito in guerra, ma si sentiva
casta e pura come una conchiglia.
Il mare era piatto e Nettuno dormiva
quel giorno che tutto andò alla deriva.
Tra gli amanti scoppiò un parapiglia
per i turni della notte. Chi ascoltava
non capiva le leggi dei tribunali.
E’ un incubo la notte, i sogni sono folletti
sospesi sul cuore, c’è un ombra nella stanza
e non sparirà nemmeno domani mattina.
L’ultimo flash è un saluto indefinito
più uno sberleffo che un grugnito
la stangona bionda ha preso una medicina
vietata, ora è abbronzata e in vacanza
ma i jeans le stanno troppo stretti.
1 commento
Per vie assolate
e in piazze antiche
mi ritrovai a rimirare
obelischi e vetuste mura
di vite vissute
in splendori di tempi andati
ma tuttora vivi
in ruderi antichi di magni fasti,
glorie passate di storie ancestrali,
affascinanti gesta impressi in vie maestre
sfocianti in laute piazze
pregne d'arte monumentale.
Biancore e luce avvolgono il giorno
a rivestire l'oro degli affreschi
aprenti orienti di sole
che carezzano caldamente
la fronte e le spalle
beando gli occhi e il cuore d'emozioni
d'arcana e splendida malia
d'un sogno antico vissuto d'altre vite
riportato nei fasti e nelle gesta
avvolgono nel mistero disvelato
che si perpetua da millenni
nelle generazioni a venire.
Inviolabile
al centro del tuo deserto
che aveva per confini gli altri deserti
cercavi
nell'odiosa polemica della folla
la sintesi di Uno solo
l'Essenza pura
per intuire col corpo
la dimensione dell'innocenza.
Tu
che gridavi alla luna
per farla penetrare nelle tue palme distese
per vivere un giorno intero
sulla punta dei sensi
vicino all'acqua
sbriciolavi le tue dighe.
Tu
che credevi le rughe della tua fronte
la crosta delle montagne
l'Essere
le radici degli alberi
il grembo di tua madre bambina
la terra sventrata
il sole
un calore indifferente
un odore di violenza di carne bruciata
di vene dissanguate all'alba.
All'alba
confondevi la lunga angoscia
con un abisso crivellato
le tazze vuote di caffè
coi brandelli di un giornale indecifrato.
Tu
che volevi dimostrare a tutti
il bianco del tuo dolore
cadesti in ginocchio
davanti a un orologio.
al centro del tuo deserto
che aveva per confini gli altri deserti
cercavi
nell'odiosa polemica della folla
la sintesi di Uno solo
l'Essenza pura
per intuire col corpo
la dimensione dell'innocenza.
Tu
che gridavi alla luna
per farla penetrare nelle tue palme distese
per vivere un giorno intero
sulla punta dei sensi
vicino all'acqua
sbriciolavi le tue dighe.
Tu
che credevi le rughe della tua fronte
la crosta delle montagne
l'Essere
le radici degli alberi
il grembo di tua madre bambina
la terra sventrata
il sole
un calore indifferente
un odore di violenza di carne bruciata
di vene dissanguate all'alba.
All'alba
confondevi la lunga angoscia
con un abisso crivellato
le tazze vuote di caffè
coi brandelli di un giornale indecifrato.
Tu
che volevi dimostrare a tutti
il bianco del tuo dolore
cadesti in ginocchio
davanti a un orologio.
Quando l’estate
diventa piovosa
le strade si macchiano
di vuoto e silenzio
le voci amiche
sembrano distanti
è ora di muoversi
schizzare nuovi colori
raggirare il mondo
con un pizzico di fantasia
e celebrare la nascita
di nuovi profumati
quando anche fra la gente
ti senti solo
non hai occhi per vedere
orecchie per ascoltare
il tempo rallenta
e sembra fermarsi
è ora di camminare
anche su quel filo sottile
che divide passato
e futuro
celebrando un nuovo arcobaleno
in cui trovare
il giusto oro
è ora di muoversi
respirare nuova aria
disegnare nuove proiezioni
nuovi confini
e celebrare l’inizio
di una fine ormai segnata
diventa piovosa
le strade si macchiano
di vuoto e silenzio
le voci amiche
sembrano distanti
è ora di muoversi
schizzare nuovi colori
raggirare il mondo
con un pizzico di fantasia
e celebrare la nascita
di nuovi profumati
quando anche fra la gente
ti senti solo
non hai occhi per vedere
orecchie per ascoltare
il tempo rallenta
e sembra fermarsi
è ora di camminare
anche su quel filo sottile
che divide passato
e futuro
celebrando un nuovo arcobaleno
in cui trovare
il giusto oro
è ora di muoversi
respirare nuova aria
disegnare nuove proiezioni
nuovi confini
e celebrare l’inizio
di una fine ormai segnata
Il sistema della non accettazione
Questa società in cui viviamo,
in specie quella italiana,
è di uno squallido unico,
una sporca cosa,
una roba fetente;
qui non ti accettano mai per quello
che sei,
per quello che puoi dare,
in base alle tue possibilità,
diversità,
e specificità;
qui ti rifiutano a priori,
non accettano l’originalità,
la differenza,
le opinioni diverse,
lla libertà intellettuale,
e non solo quella,
non accentano un cavolo;
puoi essere solo pecora,
ed è tutto finalizzato,solo
per fini sociali
e per condizionamenti sociali;
è tutto canalizzato,
per uso e consumo del sistema
imperante;
un sistema sporco e maiale,
avvilente e mortificante.
È dura essere liberi.
Questa società in cui viviamo,
in specie quella italiana,
è di uno squallido unico,
una sporca cosa,
una roba fetente;
qui non ti accettano mai per quello
che sei,
per quello che puoi dare,
in base alle tue possibilità,
diversità,
e specificità;
qui ti rifiutano a priori,
non accettano l’originalità,
la differenza,
le opinioni diverse,
lla libertà intellettuale,
e non solo quella,
non accentano un cavolo;
puoi essere solo pecora,
ed è tutto finalizzato,solo
per fini sociali
e per condizionamenti sociali;
è tutto canalizzato,
per uso e consumo del sistema
imperante;
un sistema sporco e maiale,
avvilente e mortificante.
È dura essere liberi.
Se questo amore fosse stato solo arroventato
e non voluto e cantato come una poesia
non sarebbe approdato dov’è arrivato.
Se questo amore fosse stato solo un capriccio,
uno sfizio, frivolezza, passione e stranezza
l'avremmo tollerato, ma retto sul bisticcio.
Se questo amore non fosse stato profondo,
ma solo infatuato, esteriore, apparente,
non sarebbe servito a niente.
È stato senza SE quest'amore: voluto, sognato
sensato, sincero, mai banale, non esagerato;
per questo ha tagliato il traguardo.
Lo sguardo un po' stanco, la veste consunta,
bianca la chioma, la faccia smunta,
ma sono oltre i cinquanta e ancora ci siamo
il molto non conta, ci accontentiamo,
dove saremo non lo sappiamo.
e non voluto e cantato come una poesia
non sarebbe approdato dov’è arrivato.
Se questo amore fosse stato solo un capriccio,
uno sfizio, frivolezza, passione e stranezza
l'avremmo tollerato, ma retto sul bisticcio.
Se questo amore non fosse stato profondo,
ma solo infatuato, esteriore, apparente,
non sarebbe servito a niente.
È stato senza SE quest'amore: voluto, sognato
sensato, sincero, mai banale, non esagerato;
per questo ha tagliato il traguardo.
Lo sguardo un po' stanco, la veste consunta,
bianca la chioma, la faccia smunta,
ma sono oltre i cinquanta e ancora ci siamo
il molto non conta, ci accontentiamo,
dove saremo non lo sappiamo.
Lavanda ed aquiloni,
amarognoli calici di zucchero,
perturbata granella d’astri confusi,
giugno è un braciere di nuvola,
pagliericcio di bruma e parole,
oceano di primavera e bianco colore.
Ricami d’amarene lunari,
specchi d’aurora e sterlizie,
foglie ghiacciate ed apostrofi solitari,
giugno è un ellissi di fumo,
cometa di giorni e profumata rosa,
zigomo d’eterno e cicatrice silenziosa.
amarognoli calici di zucchero,
perturbata granella d’astri confusi,
giugno è un braciere di nuvola,
pagliericcio di bruma e parole,
oceano di primavera e bianco colore.
Ricami d’amarene lunari,
specchi d’aurora e sterlizie,
foglie ghiacciate ed apostrofi solitari,
giugno è un ellissi di fumo,
cometa di giorni e profumata rosa,
zigomo d’eterno e cicatrice silenziosa.
Sonorità cosmiche
Le vibrazioni del cielo
atomi e molecole cantano
the song of universe
Ogni cellula ha la propria voce
non puoi udirla senza
metterti davvero in ascolto
Il coro delle maree
Il fruscio delle foreste
Il sibilo del vento
the song of universe
Perfino la preghiera del silenzio
è pura musica
Le vibrazioni del cielo
atomi e molecole cantano
the song of universe
Ogni cellula ha la propria voce
non puoi udirla senza
metterti davvero in ascolto
Il coro delle maree
Il fruscio delle foreste
Il sibilo del vento
the song of universe
Perfino la preghiera del silenzio
è pura musica
Ho racchiuso il mondo e le mie idee
nell'età passata ormai
e raggi di sole innocui hanno svegliato
l'impavida mia primavera
è inverno ormai in quest'età
e la mente viaggia forte e va
dove i ricordi non si scordano mai
dove è sempre la stagione dell'amore
dove il mare beve l'orizzonte
ho discusso col tempo le mie ingenuità
pagando il prezzo di un addio
e i ritorni mai avvenuti
sempre io
a cercare parole nuove ma mai
le pronuciai
cara bellissima età
dovunque tu sia
è stato bello averti mia
nell'età passata ormai
e raggi di sole innocui hanno svegliato
l'impavida mia primavera
è inverno ormai in quest'età
e la mente viaggia forte e va
dove i ricordi non si scordano mai
dove è sempre la stagione dell'amore
dove il mare beve l'orizzonte
ho discusso col tempo le mie ingenuità
pagando il prezzo di un addio
e i ritorni mai avvenuti
sempre io
a cercare parole nuove ma mai
le pronuciai
cara bellissima età
dovunque tu sia
è stato bello averti mia
Scene da un matrimonio in do minore
il diavolo è tentatore, ma la sposa
sale le scale della cattedrale
col vestito infangato e un rosso
poco virginale sulle guance.
Lo sposo nudo sta sulla brace
qualcosa ha capito e il morso
della gelosia è il suo guanciale
di spine. Qualcuno ha una rosa
in mano e per cappello un ragioniere.
Il secondo invitato della prima fila
da sinistra vuole affondare il bastone
da passeggio tra le cosce della ragazza
con la minigonna, ma a godere
è un tipo azzimato col foulard blu
e le scarpe verdi a punta. Laggiù
in fondo alla navata c’è un carabiniere
in servizio, ha adocchiato una bellezza
sfiorita e prepara una dichiarazione
con trenta commi e due tequila.
La sfilata prosegue con i testimoni
in narcolessia, il prete parla da ore
dell’ultimo concerto di Madonna
A Londra. Dalla prima fila parte
un applauso e una richiesta di bacio
la perpetua che lava con lo straccio
il pavimento, non ha mai giocato a carte
e non è una bellezza, ma si sfila la gonna
per metterla all’asta. Non c’è un cuore
che batte, è proprio tutto finto stamani.
Quale buio mi circonda madre senza te
Mentre sento gli echi della tua voce
Come gemiti
Sgorgar da me.
Sei lontana stavolta
Dal buio della mia stanza
Dal circo nella mia testa
Con bizzeffe di fantasmi in festa.
Quale buio mi circonda madre?
Mentre ti cerco nella notte
Tendendoti la mano
Per ripagare le tue lotte .
Mentre ricalco i miei pensieri in qualche nuvola
Che fugge subdola
Dal mio dolore senza punto o virgola
Che mi strugge l'ugola .
Mentre sento gli echi della tua voce
Come gemiti
Sgorgar da me.
Sei lontana stavolta
Dal buio della mia stanza
Dal circo nella mia testa
Con bizzeffe di fantasmi in festa.
Quale buio mi circonda madre?
Mentre ti cerco nella notte
Tendendoti la mano
Per ripagare le tue lotte .
Mentre ricalco i miei pensieri in qualche nuvola
Che fugge subdola
Dal mio dolore senza punto o virgola
Che mi strugge l'ugola .
Noi altri soli
Solo noi sappiamo di noi stessi
Solo noi sappiamo le nostre cose,
la nostra anima,
la vera storia della nostra vita,
cosa siamo,
dove andiamo,
ch e pensiamo,
cosa proviamo,
se amiamo,
i nostri sì,
i nostri no,
gli errori o i successi;
la gente,
la massa,
e certi bastardi,
non sanno un cacchio di noi,
tirano solo ad indovinare,
sparano a casaccio a zero,
si aggrappano agli specchi,
dicono balle,
e inventano cazzate su quello
che non sanno di noi.
La gente non sa niente,
non ci conosce,
ogni persona ,
e un caso a parte,
un mistero,
un segreto.
Solo noi sappiamo di noi stessi
Solo noi sappiamo le nostre cose,
la nostra anima,
la vera storia della nostra vita,
cosa siamo,
dove andiamo,
ch e pensiamo,
cosa proviamo,
se amiamo,
i nostri sì,
i nostri no,
gli errori o i successi;
la gente,
la massa,
e certi bastardi,
non sanno un cacchio di noi,
tirano solo ad indovinare,
sparano a casaccio a zero,
si aggrappano agli specchi,
dicono balle,
e inventano cazzate su quello
che non sanno di noi.
La gente non sa niente,
non ci conosce,
ogni persona ,
e un caso a parte,
un mistero,
un segreto.
Cielo a perdita d'occhio
il campo dove fioriscono stelle
luci del mio sogno
Dipingo costellazioni nell'etere
draghi prendono forma
sul filo immaginifico
che conquista l'immenso
la mente unisce i punti brillanti
e il vuoto blu si anima
del pulsare di nuove galassie
nate al centro esatto del mio cuore
concepisco universi
il campo dove fioriscono stelle
luci del mio sogno
Dipingo costellazioni nell'etere
draghi prendono forma
sul filo immaginifico
che conquista l'immenso
la mente unisce i punti brillanti
e il vuoto blu si anima
del pulsare di nuove galassie
nate al centro esatto del mio cuore
concepisco universi
Vesto la sera
di gigli e parole,
svuoto valigie di sole.
Srotolo la mia ombra
sul viale arruffato del cielo,
vernicio nuvole corrugate dal gelo.
Il giorno si scolora silenzioso
è uno scialle di sale e velluto,
matassa stellare e cristallo spaziale,
luce d’ambra rosseggia la notte,
cuce passeggiate d’angelico amore.
di gigli e parole,
svuoto valigie di sole.
Srotolo la mia ombra
sul viale arruffato del cielo,
vernicio nuvole corrugate dal gelo.
Il giorno si scolora silenzioso
è uno scialle di sale e velluto,
matassa stellare e cristallo spaziale,
luce d’ambra rosseggia la notte,
cuce passeggiate d’angelico amore.







