Dolcemente
mi hai preso
per mano
e mi hai condotto
in punta di piedi
tra viali poetici,
delicatamente
tra vie di note
armoniose.

Magicamente
hai ascoltato
i miei silenzi
hai letto
i miei pensieri
con sguardi
intensi e
penetranti.

Mi manchi nonno.

Mi manchi ancora
come nel tempo che fu,
un tempo che
non tornerà più.

Miro il cielo
e sento
che tuttora
tra poesia e musica
la mia più
tenera lirica
sei tu.

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Profilo Autore: Veronica Bruno*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 13-04-2021

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Queste son due persone,
che fan cazzotti in continuazione,
li vedi spesso in televisione,
son famosi in ogni Nazione.

Uno grande grosso e barbuto,
ti solleverebbe con uno starnuto,
l'altro dagli occhi chiari che splende di beltà,
in molti lo chiamavano Trinità.

Con loro se ne vedono delle belle,
di risate a crepapelle,
e sa han fame e son da soli,
te li ritrovi a mangiar fagioli.

A volte sembrano due matti,
interpretando due super piedi quasi piatti,
alcune altre fan finta di litigare,
mentre con gli ippopotami gli piace stare.

Le loro leggendarie battute,
son da tutti risapute,
mentre le loro colonne sonore,
le conoscono persino le suore.

Hanno accompagnato intere generazioni,
per i più piccoli anche meglio dei cartoni,
film visti a ripetizione,
sempre come se fossero in prima visione.

Ancora oggi vengono riproposti dal palinsesto,
li rivedo volentieri anche se con occhio più mesto,
in ricordo di anni che non torneranno più,
quando loro erano l'appuntamento fisso alla TV.

Non volevo però lasciar alla nostalgia nessun richiamo,
Bud e Terence mi direbbero: ' Altrimenti ci arrabbiamo',
allora con un barattolo di marmellata mi siedo sul sofà,
e congedandomi scrivo: ' Solo Puffin ti darà forza e grinta a volontà'.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Nel silenzio una preghiera 
e lacrime, 
verso Colui 
che morendo 
ci ha salvati. 
Nell'evento 
della Pasqua,
gli auguri più 
sentiti sono 
quelli della 
solidarietà e
della pace, 
beni ormai 
troppo fragili
fra noi.
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Profilo Autore: Morgana*   Sostenitrice del Club Poetico dal 08-02-2021

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PAESE DI SQUILLACE | I Luoghi del Cuore - FAI

Paese dalle quattro affacciate
dove un bimbo
ci ha lasciato anche il cuore
com'era bello respirare
quell'aria nitida che sapeva di mare
Quella collina dipinta e adornata
da un vecchio castello 
più antico del tempo
e le vaste radure di araci e uliveti
fanno un contorno al vecchio paese.
Squillace antico ti porto nel cuore
e a volte rimango senza parole
come quel giorno che ti ho lasciato
e il mare su un treno sembrava lontano
mi manca tanto quella terra
fatta solo di creta
ma che inventa magiche costruzioni
e le stradine ripide e strette
dove un bambino oramai fatto uomo
ci gioca sempre spensierato e felice. 

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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA*   Sostenitore del Club Poetico dal 30-04-2019

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Lungo vie di città 
sfavillavano vetrine, 
addobbate a tema
primavera, 
una gara a quale 
fosse la più bella. 

Dopo visite di chiese, 
si andava per negozi, 
quasi tutti a braccetto, 
felici. 

Ora saracinesche chiuse, 
forse per sempre
per tanti, 
strade deserte, 
solo chi crede 
fermamente 
in qualcosa, 
sorride ancora...
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Profilo Autore: Morgana*   Sostenitrice del Club Poetico dal 08-02-2021

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Tra nuvole sparse, 
voli colomba,
porti con te
un bocciolo 
di rosa, 
per la mia 
Caterina. 
Figlia adorata, 
perduta in
un incendio. 

Anche se 
sono passati anni, 
il dolore 
è sempre forte 
e solo sulle
ali della colomba, 
trovo pace, 
tracce di te 
nell'infinito.
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Profilo Autore: Morgana*   Sostenitrice del Club Poetico dal 08-02-2021

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Viso contro viso a sfiorare il tuo,

liscio, rasato, sempre.

E il tuo profumo di buono,

di cose lontane come cassetti

odorosi di linde lenzuola.

Il guerriero caparbio,

 l’indomito orgoglioso...  

Ma io l’ho toccata, l’ho stretta

cullata ed amata, la tua fragilità.

Somigliava alla mia che

si prende a schiaffi e si veste

di sicurezza apparente.

Sensibile guerriero, docile felino

Ed ora, che il ricordo ogni volta

si fa odoroso di te, manchi da morire.

Sapevi di buono, si, e di buono

vivo quando penso di te…

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Profilo Autore: Giò*   Sostenitrice del Club Poetico dal 22-08-2015

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Tu sei in una risata

in quelle sazie, fragorose.

Negli echi di parole

interminabili,

nelle attese di primavere

che mangiavano il tempo.

Sei tra le righe di una favola

nella rima di una poesia,

ironica, come il nostro cuore,

come noi, anime burlone.

Tu sei la malinconia degli anni

corsi troppo in fretta.

Sei una pila di sogni

strappati alla vita per sempre

e che hai portato via,

in volo con te

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Profilo Autore: Giò*   Sostenitrice del Club Poetico dal 22-08-2015

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Se per i buoni uffici del signor spedizioniere
La mia città, la mia Napoli mandasse
Un cassone di caffè, un cassone di gigli
Se io l'aprissi facendo risuonare
La ceralacca

Due confezioni di macinato
Due paia di bulbi
Dei fazzoletti bianchi ricamati d'argento 
Dei fiori di giglio nei sacchetti di seta
E tu
E se tu uscissi da lì

Ti farei sedere sull'orlo del letto
Ti metterei sotto i piedi la mia pelle di cavallo
Con la testa chinata e le mani giunte starei davanti a te
Ti guarderei, gioia, ti guarderei stupito
Come sei bella, dio mio, come sei bella
L'aria e l'acqua di Napoli nel tuo sorriso
La voluttà della mia città nel tuo sguardo
O mia sultana, mia regina, se tu lo permettessi
E se il tuo schiavo Labbra Tristi l'osasse
Sarebbe come se Respirasse e baciasse
Napoli sulla tua guancia

Ma sta attenta
Sta attenta a non dirmi "avvicinati"
Mi sembra che se la tua mano toccasse la mia
Cadrei morto sul pavimento.
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Profilo Autore: Labbra Tristi  

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Amarti ancora, 
tra corsie anonime, 
cercare fiori
tra medicine e 
flebo,
stare vicino
a questo amore 
spaventato, 
che vede rifugio 
solo nei tuoi 
occhi. 
Amare ancora, 
senza spensieratezza, 
col dolore chiuso 
dentro il cuore, 
sperando di 
tornare a casa.
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Profilo Autore: Morgana*   Sostenitrice del Club Poetico dal 08-02-2021

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Un vecchio mulino, 
la ruota che gira, 
l'acqua lenta
disegna fossati, 
poi canali:
sfocia lontano, 
nel fiume che va.
Attraversa vallate, 
tra monti e dirupi, 
ricorda storie 
di popoli antichi, 
rumori di vita 
persi nel vento...
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Profilo Autore: Morgana*   Sostenitrice del Club Poetico dal 08-02-2021

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Vita radiosa e geniale,
sei vertigine al pensiero,
la spirale di un frattale
che divide e si moltiplica,
scambi, respiri te stessa
e d'amore cresci e nutri,
fierezza che invade
l'asfalto screpolato,
pigoli nascosta
sui nidi di grondaia,
rivesti di muschio
i tronchi caduti
sui toni di rosso

Sei immensa diversità,
l'orchestra perfetta
all'ordinato caos
di scommessa speranza
su ogni nuovo ritmo
che batte sul petto
e nei fiori danzanti

Tu che sai anche del male,
di ogni fatica e disperazione,
di ogni sfortuna e stupidità
comunque sussurri
ai tuoi giovani rami:
aspetta, ogni vita vale,
non lasciarmi, ma rimani,
ho scritto una storia
che devi ascoltare,
il passo che precede
si fa carico del nuovo
e so che senza il tuo
non sarebbe lo stesso,
non sarebbe proprio
la stessa incredibile
storia che ho scritto,
e voglio continuare
a inventare, con te.


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Profilo Autore: Manuele*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 31-12-2020

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Sa di terra e di mare,  
rende sorridente 
ogni donna, 
dalle brughiere 
ventose ai 
deserti infuocati. 

Il suo colore 
giallo vivo rallegra
occhi e cuori, 
allontana per 
un po' amarezza
e tristezza. 
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Profilo Autore: Morgana*   Sostenitrice del Club Poetico dal 08-02-2021

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     In quell’età che ti vide acerbo
l’abbraccio di tuo padre t’era feudo,
                 nel frattempo
che s’apprestava a menare il legno.
                    Sognante
miravi la prua orientata al pelago
            e ai tempi vigenti
           le cime lasci andar
da in seno alla sirena fanciulla,
         che dal poggio pare
          donarsi al Tirreno.
Come impavido gladiatore
        le reti armi pescatore,
ove non v’è riparato ormeggio,
                e le porgi
        all’indomito canto:
       il richiamo del mare!             

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Profilo Autore: Vincenzo Patierno  

Questo autore ha pubblicato 21 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Secerne giovinezza il paesaggio
e inebriati si vien da effluvi
di policromi boccioli
che s’aggrappano alla vita
come i bambini s’ancorano
al seno della puerpera.
Il flautato seme s’evolve
ed è a partorire vita in fiore;
l’arbusto e la madre
snaturano il cerchio delle stagioni,
prolificando quel circuito
ove la vita è l’aurora di sé…
Al vicinar del maggengo avvento
il sole dell’amore si foggia:
la rosa, incarnazione
della prode vestale
di noi, suoi germogli
fin al compiersi
il di lei cammino
alla spianata del silenzio…

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Profilo Autore: Vincenzo Patierno  

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