Come vorrei
impazzire con te, amico mio,
impazzire con te, amico mio,
accarezzarti il cuore per una sera,
anche solo questa sera,
che mentre soffri, soffro anch'io.
che mentre soffri, soffro anch'io.
Come vorrei......e se tu vuoi,
darti l'acqua, che spegne il fuoco,
per vederti e rivederti.
E se poi vuoi,
possiamo per un po’ anche giocare,
possiamo per un po’ anche giocare,
poiché le nostre anime, tanto sono uguali,
e sono rarità,
amore,che non può essere detto:
amore,che non può essere detto:
ma si… solo vissuto!
E noi, stiamo vivendo senza
inutili discorsi o soste,
senza neanche ora saperlo,
inutili discorsi o soste,
senza neanche ora saperlo,
l’incredibile momento.
Vorrei …e se tu vuoi,
che fiorisse l’amore a noi di fronte,
che fiorisse l’amore a noi di fronte,
che il nostro cuore, unico, e anche solo,
fosse imbevuto d’acqua- vite…
….per deciderne l’incontro!
incontro!
incontro!Se l'arbusto del tuo cuore
s'intrecciasse al mio
in un serto di rami fioriti e profumati
sarebbe dolce il sentimento d'amore.
Sublime
essere nel cerchio tuo fatato
che m'avvolgesse al tuo desiderio.
Sentire la magia
dei tuoi occhi neri di velluto
che m'accarezzassero l'anima
in una pioggia di sguardi
che annaffiassero i miei.
Se la clessidra del tempo
si fermasse al momento
in cui annodassimo i nostri lacci
e la dolcezza dell'istante
ci facesse volare per altri mondi
accompagnati da una musica
immortale,
la felicità esploderebbe
fino a toccare il cielo blu
in una serenità di gioia ed amore
nel profumo del grano maturo
scaturito
da ogni nostra parola
Ho amato i tuoi sorrisi
e i tuoi silenzi
calpestando granelli di sabbia e nuvole.
Nello sciabordio del mare
abbiamo parlato parole
annodando ritagli di vita.
Ci siamo raccontati il tempo
che conservo
e si muove dentro
al mio cuore.
Qui tu sei ....
(A Maria per il suo 50° Compleanno )
e i tuoi silenzi
calpestando granelli di sabbia e nuvole.
Nello sciabordio del mare
abbiamo parlato parole
annodando ritagli di vita.
Ci siamo raccontati il tempo
che conservo
e si muove dentro
al mio cuore.
Qui tu sei ....
(A Maria per il suo 50° Compleanno )
Busserò alle porte dei tuoi occhi
come carezza di neve fra le rose
ed una scogliera d’apostrofo di cuore
sfibrerà come piuma un orizzonte d’amore.
I miei passi s’accenteranno nel silenzio
come zucchero di nuvola riflesso nel vento
ed il tuo corpo sarà scrivania d’oceano,
tempesta sensoriale d’un candido raggio solare.
come carezza di neve fra le rose
ed una scogliera d’apostrofo di cuore
sfibrerà come piuma un orizzonte d’amore.
I miei passi s’accenteranno nel silenzio
come zucchero di nuvola riflesso nel vento
ed il tuo corpo sarà scrivania d’oceano,
tempesta sensoriale d’un candido raggio solare.
Sotto il ponte della ferrovia
ero io la sua lezione,
senza eccezione faceva teoria.
Venti alle sette e lei già per via:
<Io scappo Papà all’università
alle sette c’è letteratura.
alle otto ho architettura.>
Spesso pioveva,
per lo più si ghicciava
ma non importava.
A quel posto isolato nessuno pensava
che una coppia tubava.
Vento o tempesta o fondo ghiacciato
era sempre una festa.
Ma un giorno, peccato, non arrivò.
La cercai, nuovamente aspettai,
ma quei troppi “non so”
risuonarono ancora per anni.
poi un dì la incontrai
raffinata, come sempre delicata:
“Che sorpresa, come stai?”
E di scatto mi abbracciò.
Mai l’avrei immaginato.
Non mi diede spiegazioni
ma soltanto due spintoni!
ero io la sua lezione,
senza eccezione faceva teoria.
Venti alle sette e lei già per via:
<Io scappo Papà all’università
alle sette c’è letteratura.
alle otto ho architettura.>
Spesso pioveva,
per lo più si ghicciava
ma non importava.
A quel posto isolato nessuno pensava
che una coppia tubava.
Vento o tempesta o fondo ghiacciato
era sempre una festa.
Ma un giorno, peccato, non arrivò.
La cercai, nuovamente aspettai,
ma quei troppi “non so”
risuonarono ancora per anni.
poi un dì la incontrai
raffinata, come sempre delicata:
“Che sorpresa, come stai?”
E di scatto mi abbracciò.
Mai l’avrei immaginato.
Non mi diede spiegazioni
ma soltanto due spintoni!
Svanita nel pensiero,
quel che la vita indica
cerco di capire.
Pare tutto abbia preso il volo,
nubi pallide a tratti minacciose
tenere reminiscenze avvolgono.
L'idea è quella che mai
all'esistenza siano appartenute.
Travolge l'uragano,
debole è il terreno
tanto manca ma si potrà avanzare.
E l'oscurità il passo vieta.
Amare ogni fratello
dal profondo è ciò che vorrei.
quel che la vita indica
cerco di capire.
Pare tutto abbia preso il volo,
nubi pallide a tratti minacciose
tenere reminiscenze avvolgono.
L'idea è quella che mai
all'esistenza siano appartenute.
Travolge l'uragano,
debole è il terreno
tanto manca ma si potrà avanzare.
E l'oscurità il passo vieta.
Amare ogni fratello
dal profondo è ciò che vorrei.
Attraversano
le intercapedini disposte
coni striati
raccolgono polveri
illuminate d'argento
rimescolano nimbi
le forme del vento
posseggono
duttilità burrosa
sfoggiano potenza sciantosa
dei loro manti
stole soffici
su dipinti di santi
Forme invisibili
cercano passaggi
l'avvolgere come regalo
a ricordo, invogliano al riparo
Le forme del vento
scrivono giorni di voli
nei colori a manciate lanciati
rendendo la loro vista
a questi occhi incantati
cronache spicciole
dentro tempi precoci
nulla è per caso
nemmeno sentir il loro profumo
inspirato
con semplice naso
Le cose si dicono e si disfano
si sfasciano e si rovinano
si abbelliscono per contrapposizione
e si rivoltano contro al proprio creatore.
Un miscelatore di parole preimpostate
si getta ai piedi di chi apre la bocca
per dissetare l’aridità di labbra
che circoncise in se stesse
lasciano una stele di saliva
figlia dell’aria e dell’ingurgitato.
Sei assenza fra i miei orizzonti,
petrolio solare scottato d’eclissi,
fiore ghiacciato in un deserto infuocato.
Scorrono veloci le nuvole sul mio cuore.
Inghingherate d’azzurre comete
son le ambrate radici del respiro
ed il tuo nome è ora
quello scorcio d’eco perduto
su un precipizio lunare sgrammaticato
ingarbugliato alle calende del crepuscolo.
petrolio solare scottato d’eclissi,
fiore ghiacciato in un deserto infuocato.
Scorrono veloci le nuvole sul mio cuore.
Inghingherate d’azzurre comete
son le ambrate radici del respiro
ed il tuo nome è ora
quello scorcio d’eco perduto
su un precipizio lunare sgrammaticato
ingarbugliato alle calende del crepuscolo.
Stanca di subire,
di sopportare,
di non poter parlare,
di non poter dire
quello che mi passa in testa.
Sono stanca di non
essere considerata,
di non aver la libertà,
di esser costretta,
a fare sempre ciò che non mi piace.
Stanca di non esser capita,
stanca degli incubi notturni,
degli occhi che bruciano,
stanca di un
passato pesante.
passato pesante.
Voglio ritrovare me stessa,
voglio ritrovare
il mio dolce respiro,
nel blu del cielo
coperto di nuvole nere.


Seduto e affranto guardo questo cielo
tinto d’azzurro, muto e profondo.
Al giorno vedo il sole che splende,
la notte mille e mille lucciole lontane.
La luna miro, ed il passar dei giorni
e le stagioni scomparir d’un lampo.
Languido il cuore nel vedere l’incanto,
l’infinito sento dentro e mi spavento.
Miro quei raggi che giungono da lontano,
muti ed eterni, limpidi e veloci,
e la vita che sfuma nello spazio d’un momento.
Emergono le età passate e la mia presente,
un turbinìo d’eventi che mi sfiorano,
lontani ricordi, che lentamente muoiono
e passo dalle dolci illusioni all’arido vero.
Ogni segreto dell’anima si svela,
arriva la sera e con essa il rimpianto,
di una vita che fu e che non si rinnovella.
Svanisce nella memoria il fulgido incanto
di una primavera lontana,
la favola effimera di una vita ormai tramontata.
Resta solo il pensiero, una speranza,
di una seconda vita incantata.

All’angolo, dietro le pecore.
La metto sempre lì
la donna con la brocca d’acqua
vuota statua gigante
la sua ombra sovrasta ancora S .Giuseppe.
Al centro del mio presepe
protagonisti statici osservano misteri
sorride il bambino nudo
che da sempre apre le braccia invano.
Da più di mille anni
genitori in adorazione
guardano abbagli, luci riflesse.
Il destino mai si ferma
storie si ripetono all’infinito
felici emotive utopie risuonano
in una unica lunga notte.
L’attesa di pace è reliquia ingrigita
scandita ancora dal mistero di antichi canti
regali riciclati, e solo echi di rintocchi felici...
Un'auto polverosa
ad attenderci apriva
le sue porte al nostro corpo
annoiato mentre gli occhi
brillavano alla vista
del sole e della terra sollevata
che si depositava su ciò che è
passato
valli e deserti si succedavano
in un lungo divenire
di giorni di anni
il mare seguiva le montagne
le stagioni compivano
il loro ciclo segnandoci di rughe
sparse lungo la certezza di un incerto
tornare
la strada scorreva sotto le ruote
niente poteva fermare
il futuro che ci correva incontro
solo il tuo cuore avrebbe trovato
l'eden dove dare pace per sempre
al nostro sguardo.
ad attenderci apriva
le sue porte al nostro corpo
annoiato mentre gli occhi
brillavano alla vista
del sole e della terra sollevata
che si depositava su ciò che è
passato
valli e deserti si succedavano
in un lungo divenire
di giorni di anni
il mare seguiva le montagne
le stagioni compivano
il loro ciclo segnandoci di rughe
sparse lungo la certezza di un incerto
tornare
la strada scorreva sotto le ruote
niente poteva fermare
il futuro che ci correva incontro
solo il tuo cuore avrebbe trovato
l'eden dove dare pace per sempre
al nostro sguardo.











