Sotto il ponte della ferrovia
ero io la sua lezione,
senza eccezione faceva teoria.
Venti alle sette e lei già per via:
<Io scappo Papà all’università
alle sette c’è letteratura.
alle otto ho architettura.>
Spesso pioveva,
per lo più si ghicciava
ma non importava.
A quel posto isolato nessuno pensava
che una coppia tubava.
Vento o tempesta o fondo ghiacciato
era sempre una festa.
Ma un giorno, peccato, non arrivò.
La cercai, nuovamente aspettai,
ma quei troppi “non so”
risuonarono ancora per anni.
poi un dì la incontrai
raffinata, come sempre delicata:
“Che sorpresa, come stai?”
E di scatto mi abbracciò.
Mai l’avrei immaginato.
Non mi diede spiegazioni
ma soltanto due spintoni!
ero io la sua lezione,
senza eccezione faceva teoria.
Venti alle sette e lei già per via:
<Io scappo Papà all’università
alle sette c’è letteratura.
alle otto ho architettura.>
Spesso pioveva,
per lo più si ghicciava
ma non importava.
A quel posto isolato nessuno pensava
che una coppia tubava.
Vento o tempesta o fondo ghiacciato
era sempre una festa.
Ma un giorno, peccato, non arrivò.
La cercai, nuovamente aspettai,
ma quei troppi “non so”
risuonarono ancora per anni.
poi un dì la incontrai
raffinata, come sempre delicata:
“Che sorpresa, come stai?”
E di scatto mi abbracciò.
Mai l’avrei immaginato.
Non mi diede spiegazioni
ma soltanto due spintoni!

Commenti
MERAVIGLIOSO VERSEGGIARE, UGO.
*****
per contro due spintoni. Piaciuta. Un saluto!
Si cercavano mille scuse per scappar via ad un appuntamento. Il freddo? E chi sentiva niente.
... Sssss, non lo dire a nessuno: io scappavo sulla spiaggia!!...ssssss!!...ahahaha
Ciao Ugo, un abbraccio... ^.^
Ma Tu, Ugo, sei un saggio...e perciò hai preferito sottolineare soprattutto il bello...Di giovinezza, del resto, si trattava soprattutto!...
Un dipinto poetico così efficace, che ce lo hai fatto vedere più che leggere!
BUONA VITA! Vera