Assorta guardo
il movimento del mare
nell'infinito infrangersi
delle onde
che accarezzano la riva.
I pensieri corrono sbrigliati
slegati e senza meta,
sento perle iridiscenti sul viso,
scendono lentamente
come pioggia che purifica
o forse è il rifrangersi salato
dell'acqua del mare
che inonda il mio viso?
Guardo scivolare sull'acqua
le vele bianche come farfalle
che filano via leggere
nella carezza del vento dell'estate
in un'infinita libertà d'azzurro.
Io resto lì ferma ad aspettare
finché non muore il sole
lasciandomi nella consapevolezza
dei miei tramontati sogni
che mi trafiggono l'anima di stiletto.
So che il mio tempo ameno
non ritornerà indietro
avanza invece
il feretro del passato.
Mi trovo sospesa tra nuvole
che oscurano mare e cielo
come ogni mio giorno incenerito.
E, scrutando
nelle stanze aperte dei pensieri,
mi chiedo perché?
Cerco spazi folli
dove volino farfalle di luce
e la morte sia morta da un pezzo
e dove i cieli per una volta capovolti
siano soffici tappeti azzurri
sotto i piedi scalzi...
immaginando mondi (im)possibili
giocando con le piume
della mia fenice d'oro
dalla coda di fuoco
danzando con gioia quasi ubriaca
fra le illusioni innocue
di un bambino innamorato
semplicemente dell'esistere
dove volino farfalle di luce
e la morte sia morta da un pezzo
e dove i cieli per una volta capovolti
siano soffici tappeti azzurri
sotto i piedi scalzi...
immaginando mondi (im)possibili
giocando con le piume
della mia fenice d'oro
dalla coda di fuoco
danzando con gioia quasi ubriaca
fra le illusioni innocue
di un bambino innamorato
semplicemente dell'esistere
Reverie: vola
dove un tempo volavi;
tu sei ancora lì,
tra cielo e terra appesa,
favola dei miei anni,
ed io ancora, lasciati i miei affanni,
da quando imbruna fino al primo albore,
ti vengo a trovare:
oh Luna, mia Luna,
oh Amore, mio Amore.
dove un tempo volavi;
tu sei ancora lì,
tra cielo e terra appesa,
favola dei miei anni,
ed io ancora, lasciati i miei affanni,
da quando imbruna fino al primo albore,
ti vengo a trovare:
oh Luna, mia Luna,
oh Amore, mio Amore.

Il cuore
ha urlato
a perdifiato.
Ha espanso
ne l’aria
pesante,
glaciale
un’angoscia,
un patema.
Il cuore
ha sgolato
disprezzo.
Nessuno…
pur vede,
il soffrire,
il patire,
un fratello
ferito.
Il cuore
ha rotto
il silenzio.
Orecchie
assorde,
han sprancato
le porte
de l’incoscienza,
del disonore.
Il cuore
ha pianto
per vergogna.
Le stille
han battuto
‘na pietra,
scorrendo
in un fondo…
incolto.
Altro tempo
un fiore
ha sbocciato.
Un profumo
ha diffuso.
Chissà…
Forse l’olfatto
del globo
or, sempre annusa?
Altro tempo
il cuore
ha pensato.
Altro tempo
‘no sfiatarsi
ha convinto?
Altro tempo
l’umano
ha trovato…
Il felice?
Non ascoltavi
eri sconfitta in partenza
Non amavi
per prima te stessa
Da amico dinsinteressato
ti allungai la mano
Ora molto desolato
sei un tronco spezzato
Ti ho rivisto
albero sfiorito
Ti ho rivisto
sguardo avvilito
Ti ho rivisto
dismessa bellezza
Ti ho rivisto
tristemente diversa.
eri sconfitta in partenza
Non amavi
per prima te stessa
Da amico dinsinteressato
ti allungai la mano
Ora molto desolato
sei un tronco spezzato
Ti ho rivisto
albero sfiorito
Ti ho rivisto
sguardo avvilito
Ti ho rivisto
dismessa bellezza
Ti ho rivisto
tristemente diversa.
Non sempre servono le parole,
spesso sono gli occhi a parlare,
le labbra.
Il calore di un abbraccio.
Sogno di sentire i tuoi pensieri
il tuo profumo
si intreccia con il mio.
Un piccolo spazio.
L'immenso trapela
nel silenzio
uno sguardo illumina il sogno.
spesso sono gli occhi a parlare,
le labbra.
Il calore di un abbraccio.
Sogno di sentire i tuoi pensieri
il tuo profumo
si intreccia con il mio.
Un piccolo spazio.
L'immenso trapela
nel silenzio
uno sguardo illumina il sogno.
Graffia i miei pensieri d’amore
ed imbiancherò sinapsi stellari
fra vernice di respiri e panchine,
parole di zucchero e girasoli lunari.
Graffia la mia pelle d’amore
ed il mio cuore sarà volo d’aquilone,
tavolozza di brina affrescata dal sole,
cicatrice di nuvola grandinata fra le gole.
ed imbiancherò sinapsi stellari
fra vernice di respiri e panchine,
parole di zucchero e girasoli lunari.
Graffia la mia pelle d’amore
ed il mio cuore sarà volo d’aquilone,
tavolozza di brina affrescata dal sole,
cicatrice di nuvola grandinata fra le gole.
Lenta, l’inquietudine abbandona la mente
nel cuore riversa gocce d’amore
qualche arteria, colma
reclama una tregua
rinnega il dolore.
Tulipani di seta
un tempo carta bruciata
maturano nei campi
fertili da ceneri
di pagine strappate.
Nel suo tragitto
il cuore sereno, adesso
prosegue silenzioso
nell’oggettiva pace illusoria.
Ti lascerò bruciare
nella fiamma scarlatta
di un ricordo ardente
la combustione del cuore
sulle braci di un amore
e ti soffierò via
in un lampo di sole
in un'alba al sapore d'addio
nell'ultimo abbraccio cocente
di un'anima in fuoco nel vento
poi di me non resterà nulla di più
di ciò che mi è rimasto di te
cenere
nella fiamma scarlatta
di un ricordo ardente
la combustione del cuore
sulle braci di un amore
e ti soffierò via
in un lampo di sole
in un'alba al sapore d'addio
nell'ultimo abbraccio cocente
di un'anima in fuoco nel vento
poi di me non resterà nulla di più
di ciò che mi è rimasto di te
cenere
Ho visto la mia ombra a chilometri di distanza
e la luna dal più profondo cratere della terra
ho preso appunti con una matita d’oro
e scritto versi con il sangue di mille soldati morti
ho gelato il fuoco e riscaldato i ghiacciai eterni
dopo avere guardato nella mia palla di vetro
sono stato idiota a volte e altre scaltro
ho trascorso estati al freddo e inverni
a suonare l’armonica, ho cercato dotti
perché mi spiegassero dov’è il ristoro
e la gloria, ma ciò che vedo è solo guerra
lotte intestine, scelte senza speranza.
Sono stato lontano quando c’era luce nei vicoli
della felicità e vicino quando il buio si nutriva
di schegge di paura, ho cercato il diverso e l’uguale
prima di capire che non c’è segnale che possa
indicarne la differenza, ho fatto bene e male
tanto è lo stesso, l’unica differenza è in come
lo vedono gli altri, ho visto un barlume
di speranza nell’amore e poi un tale
impiccato perché aveva amato una rossa
scolpita nel ghiaccio del cuore, il sole
è scomparso da questi orizzonti, chi apriva
le porte del paradiso ora gioca negli scapoli.
Sono stato un uomo di pezza con i forti
e un duro con i deboli e pure il contrario
ho recitato il rosario quando mi ci hanno
costretto da bambino, ho fatto e ne ho pagato le spese
e poi disfatto, amato e odiato, le leggi le ho lette
rispettarle non è nel mio stile, se sono scorrette
o ingiuste non gli dò retta. Le vie sono strette
i sentieri raramente portano su vette
incantate, quasi sempre sono discese
a velocità folle verso il dolore e il sonno
ho studiato molto e sbarcato il lunario
ovunque, gli spettri li ho visti e sono storti.












