È il tuo profumo

che per un attimo mi spinge

verso ciò che non posso avere

verso l’incubo di poter finire

verso il mondo dove le parole fluiscono

senza bisogno di spinta emotiva

verso il tempestoso archivio del sonno

verso la sconfinata biblioteca del magico

fino a radunare i miei pensieri

in un unico obiettivo:

Poter toccare con mano il sogno.
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Profilo Autore: Fabio Piana  

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Saremo altrove d’ora in poi, lontani

già lo eravamo, ma le voci, le dita

si accarezzavano in un posto sconosciuto

in un tempo di assenze e trasparenze

avvolgenti. Poi magari sputavamo sentenze

o dicevamo scemenze per puro diletto.

Il sonno era leggero e l’acqua muta

la riva toccherà il mare anche domani.



Altrove è fuggire quando l’altro s’avvicina

e battere le mani ai pescecani in frac

solo per dispetto, oppure scrivere sul muro

il bar è chiuso quando ogni porta è aperta.

E’ tenersi una foto sbiadita sotto la coperta

e pensare in bianco, grigio e nero

quando anche l’arcobaleno è fatto di crac

e il tossico sparge al vento cocaina.



Avremo un altrove a testa e tanti come

e perché quanti sono gli attori in giro

al tramonto nella città di organza e seta

un pesce rosso da pilotare verso il sole

e uno spicchio di coscienza rivolto al male

dentro un cuore di bronzo. Anche la cometa

tornerà indietro e finirà sotto il tiro

incrociato di stelle nane al liquame.



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Profilo Autore: mybackpages  

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Sei la pioggia prima che cada
la luna prima che cala
Sei l’ inverno in piena estate
la neve calda
in una notte sei stata
 
Poesia senza radici
quando dici che mi ami
Catturi immagini
di tutto quello che sei,
Illusione ottica al tatto
-La mano in un’ ortica-
 
Una valigia in vacanza tu sei
disordinata e puntuale
diversa e uguale
al senso del moto
 
Sei lacrima prima che cada
e pazienza prima che vada
l’ inverosimile della bellezza
l’ occhio che cede il passo al peccato tu sei
 
Sei segni
che lasciano il segno
e sogni che lasciano il sonno
L’ onda sulla cresta dell’ onda
L’ inverno in piena estate
musica nuova
questa notte sei stata
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Profilo Autore: emanuele  

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Jim

Jim

Il re del sound

Del rock anni 60,

anni di fermento,

di lotte,

di movimenti culturali

di beat generation;

Morrison un po’

Un dio dionisio,

sfrenato,

baccante,

senza inibizioni,

eccessi e libertà,

un nuovo Dionisio,

tra genio e autolesionismo,

talento e maledizione.



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Profilo Autore: stefano medel  

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Spoglia la luna
Un velo di tristezza
spegne l'abat jour



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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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POLVERE DI SOLE
CADE DAL CIELO DEI TUOI OCCHI

IO NEI MIEI HO IRIDI DI LUNA

DALLA MIA NOTTE 
SPIO LA TUA ALBA SPLENDIDA

POTREMO MAI  INCONTRARCI?


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Profilo Autore: Sabyr  

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    Sono di pietra l’orto e la terra
     che scorrevano di latte e di vino,
       di nettare d’api e aromi d’altri tempi.
     E’ giallo il cuore,
    stanco,del rumore delle foglie.
    Serve ora, il coraggio degli esuli,
     che aspettano l’ombra dei gabbiani
        con animo teso, come pazienti marinai…
    che muti, davanti all’onda forte
      congiungono le mani…che si plachi la marea!
 
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Profilo Autore: Hera  

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Sono stanco

stanco di correre nel nulla

in mezzo alla polvere

di palazzi in costruzione

e maciullare la ragione

tra le pozzanghere e la pioggia

nell'istinto della mia intenzione.

Ho un'anima scartavetrata

e un cuore raggomitolato

tra le foglie e il prato

di un magico infinito.

Voglio andarmene

da questa città e da questo marciume

non voglio più correre

e costruire palafitte nella palude

contare le sconfitte

e bere il mio stesso orgasmo

tra le nicchie di alberi e fiori

in oasi di plastica.

Voglio camminare e respirare

tra le carezze e i baci

disegnando la luna sulla mia ferita

e libero di false proprietà e promesse

spianarmi la strada verso la radura.

E lì mi adagerò con lei

e se mai vorrà

raccoglieremo fragole negli alberi dei sogni

tra le nuvole

di questo mistico aspettare.
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Sono seduto alla mia scrivania.

Sul mio lato destro ho una grande finestra.

Sono le 11,44 e il cielo è coperto


 Nuvole dense più chiare e più scure,  

compatte

che emanano una luce strana.

Sembra di essere in una sacca con un dolce alla panna capovolto sulla testa.

Panna bianca e un po’ più grigia,

come se una parte fosse mischiata a qualcosa di scuro,

come la neve, 

bianca dove è ancora intatta

e grigia dove passano le macchine.


E’ il 29 aprile 2016 un Venerdì.

Mi sono sempre chiesto se davvero ad un lettore interessa sapere com’è il cielo in questo momento.

Voglio dire in un racconto in un romanzo il descrivere il cielo che senso ha?

Se avessi scritto che era una bella giornata di sole e il cielo azzurro avrebbe fatto differenza?


Pensandoci forse sì, forse lo stato d’animo sarebbe stato diverso, sia mio sia del lettore.

Sto rivalutando l’utilizzo del mio tempo.

In un romanzo di Michael Ende si parla di “signori Grigi” che rubano il tempo agli uomini per esistere.

Quel tempo è trasformato in sigari che loro fumano e senza quelli spariscono, muoiono, evaporano.


Tempo che se ne va in fumo.

In giorni come questi sento tutta la mia energia,

la mia potenzialità che vorrebbe espandersi ma è frenata.

Come se si andasse in salita con una macchina ma con il freno a mano tirato,

ma non è l’esempio corretto.


E’ come una falsa partenza ai 100 mt di atletica,

scatti al via ma vieni fermato e torni sui tuoi passi,

è come un contenitore che ha una certa elasticità ma chiuso con un tappo.

Dentro una forza si espande spinge su tutte le pareti

il contenitore si dilata ma poi non esplode e torna nel suo formato iniziale.


Nel mio caso è più come se lasciassi libera questa energia,
questo amore,

ma non trovassi nessuno ad accoglierla a capirla.

Un po’ come lasciare la pompa di benzina aperta con il carburante che esce,

cerca una macchina per poterle essere utile ma non ce ne sono.


Il carburante è inesauribile, ma la mia testa mi convince a chiudere il rubinetto

Come per il carburante,

che se non trova un serbatoio inquina ed è pericoloso, 

la mia energia diventa fuori luogo, mal interpretata e si blocca.


Il fatto è che  lei –l’energia- non sa  perchè,  è  la ragione che le parla.

Ma si sa non vanno troppo d’accordo.

Come si dice:
"il cuore ha delle ragioni che la ragione non può capire"


Che spreco.

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Profilo Autore: Elvezio  

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Lacrime di cotone,

canzone d’autunno

e luce tra le onde.


Raggomitolo il ricordo

d’un giorno senza te

ed un costato di nuvole

s’infuria sulla mia schiena

come l’abbraccio di una foglia

inciampata nel miele della sera.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Vestito di magia

Bene o male

Sono poeta e artista,

e mi vesto di sogni

e fantasie

e di pensieri,

perché tu che leggi,abbi

un po’ di magia,

sorridendo un poco,

o riflettendo;

e mi vesto di sogni,

come un cantastorie,

che è tutti e nessuno,

per te,

anche per te.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Vorrei che ci fosse ancora il silenzio della notte

Che mi accompagna per strada

Vorrei che ci fosse ancora l’uscita da scuola

Con mio padre che mi aspetta

Vorrei che ci fosse ancora la carezza di mia madre

Nei giorni di febbre.

Ogni giorno ha un gusto diverso

Ma il sapore lo senti solo molti anni più tardi

Quando ti manca quello che avevi.

Ogni giorno lo dipingi diverso

Ma i suoi colori li apprezzi molti anni più tardi

Quando i tuoi occhi vedono e non guardano solamente.



Vorrei indietro le lacrime che piansi e

Il coraggio che ho svenduto

Vorrei indietro un tiro da tre punti sbagliato

Un applauso meritato e mai avuto

Vorrei indietro l’eroe che non sono stato

Le poesie che ho perso.

Vorrei indietro la pistola che non impugnai

E il sangue che ho versato.

Vorrei indietro i giorni diversi

Ora tutti uguali

Quando le cose erano semplici

E mi bastava correre e giocare.

Le vorrei indietro

Guardando sempre al futuro.

Vorrei indietro due occhi che mi desiderano

E non mi possono avere

Vorrei indietro il bisogno di me

Dei miei fratelli

E la follia di mia nonna

Vorrei indietro queste cose e altre

Ma in realtà non le ho mai lasciate

E loro non mi hanno mai abbandonato

Si sono solo chiuse in un armadio

Aspettando la stagione giusta per uscire

E accompagnarmi

Portati dal vento della vita



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Profilo Autore: Elvezio  

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Perché, mi chiedo spesso,

il perché di un perché.

Peraltro è un avverbio,

un lemma senza sesso;

parte fissa del discorso

invariabile il suo corso.

Perché, per quale scopo

o per qual sarà ragione

se il verbo viene dopo.

È di chiara spiegazione.

Sarà un logico rapporto

fra dei segni e dei concetti

ed allora, cosa aspetti

non ti chiedere perché.


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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Sorgi alba di luce
benefico desiderio
della mia anima
ad irradiarmi di serenità e pace,
cancella questo silenzio
che mi corrode e mi consuma.

Scaccia la notte oscura
che m'ammanta di buio
e di solitudine...

risplendi mio giorno agognato
riempimi il cuore
di ciò che io desidero
come l'arca desiderò
d'arenarsi sull'Ararat
stanca di quel peregrinare
sulla terra in Diluvio Universale.

Guardo il cielo con tristezza,
un suono di campane si perde
nell'ovattato silenzio,
mi coglie dolore d'abbandono,
ma l'energia che ho della vita
è irresistibile richiamo
al suo ritorno...

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Profilo Autore: Grace D  

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Ferite aperte i suoi crateri
La veste candida di una dea
Il volto pallido
Dalla sua bocca di neve
in apparenza muta
mi giungono tristi sussurri
i sospiri della luna
tra i sogni morenti
di amanti traditi
Un pianto lontano
una lacrima soltanto
ma di puro argento


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Profilo Autore: Sabyr  

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