Le cose si dicono e si disfano
si sfasciano e si rovinano
si abbelliscono per contrapposizione
e si rivoltano contro al proprio creatore.
Un miscelatore di parole preimpostate
si getta ai piedi di chi apre la bocca
per dissetare l’aridità di labbra
che circoncise in se stesse
lasciano una stele di saliva
figlia dell’aria e dell’ingurgitato.