Mi hai lasciato otto mesi or sono
otto mesi, otto giorni, otto anni,
non ha importanza il tempo
nel dolore di un cuore
salice piangente all'infnito
Vivi nel colore dell'arcobaleno
dopo la pioggia quando torna il sereno,
esisti nel profumo dei fiori,
nella nebbia che ascende dalla terra
Ti sento guardando il cielo la sera
amavi osservare le stelle
e nel cielo azzurro del giorno
giocavamo a dar forma alle nuvole
Ora sei sorridente cirro,
danzi per me, perchè si accenda nel cuore il sorriso,
tu eri il mio sorriso, eri il meglio di me,
gettavi al vento la mia tristezza
Ti vedo nello sguardo dei nostri figli
scuri, intensi e bellissimi
mi ha fatto innamorare quello sguardo
la prima volta e mille volte ancora
Sono albero senza linfa lontana da te,
ma vivo, ho promesso ...
vivo per me e per quei giorni
non concessi a te ....
aspettando di rivederti amore
otto mesi, otto giorni, otto anni,
non ha importanza il tempo
nel dolore di un cuore
salice piangente all'infnito
Vivi nel colore dell'arcobaleno
dopo la pioggia quando torna il sereno,
esisti nel profumo dei fiori,
nella nebbia che ascende dalla terra
Ti sento guardando il cielo la sera
amavi osservare le stelle
e nel cielo azzurro del giorno
giocavamo a dar forma alle nuvole
Ora sei sorridente cirro,
danzi per me, perchè si accenda nel cuore il sorriso,
tu eri il mio sorriso, eri il meglio di me,
gettavi al vento la mia tristezza
Ti vedo nello sguardo dei nostri figli
scuri, intensi e bellissimi
mi ha fatto innamorare quello sguardo
la prima volta e mille volte ancora
Sono albero senza linfa lontana da te,
ma vivo, ho promesso ...
vivo per me e per quei giorni
non concessi a te ....
aspettando di rivederti amore
3 commenti
La donna con capelli di luce e occhi chiari
indicava la strada ai passanti infreddoliti
il sorriso era dolce e aveva parole di conforto
per gli ultimi e gli oppressi. Sull’altro lato
della strada sostava dall’alba un uomo nudo
gli ultimi vestiti li aveva persi giocando
a poker con il boss più chiacchierato
della città della prostituzione. Al porto
c’erano navi in sosta vietata ed ettolitri
di vino avvelenato lontano dai riflettori.
Fu la donna con capelli di luce e occhi chiari
ad avvicinarsi all’uomo nudo, si tolse
il cardigan di lana e glielo porse
“ Con questo avrai meno freddo in questa
triste e gelida mattina” gli disse con un soffio
di voce, poi gli porse il caffè che un passante
le aveva donato. L’uomo sembrava assente
lei pensò che fosse sordo, invece era dio
che pregava nella sua mente. La testa
gli doleva e gli occhi erano chiusi, non si accorse
che qualcuno gli rivolgeva la parola. Forse
un giorno i venti non sarebbero stati contrari.
Poi la guardò dritta negli occhi e tutto si confuse
afferrò il cardigan con una mano e le disse grazie
con le lacrime agli occhi. Bevve il caffè, forse
bastò per far tornare una scintilla di vita
nei suoi occhi delusi. Lei lo prese per mano
e gli chiese di seguirla sino all’altopiano
delle gazzelle. Lui non capì la ragione, ma questa
volta si lasciò convincere, aveva un po’ di tosse
e la fronte gli scottava. Poi sentì un odore di spezie
vide una luce abbagliante e per sempre le palpebre chiuse.
Ognuno
esterna i propri mostri
in maniera diversa.
Ogni singolare episodio
è dettato dall’incoerenza
la razionalità che invade il nostro spirito
è totalmente imposta ed eccessiva.
Miracolo è quando tutto ciò
si rifà ad un assemblaggio del tutto
e si giunge finalmente alla tanto sospirata soluzione.
Che sarà, sempre e comunque
un utopia.
esterna i propri mostri
in maniera diversa.
Ogni singolare episodio
è dettato dall’incoerenza
la razionalità che invade il nostro spirito
è totalmente imposta ed eccessiva.
Miracolo è quando tutto ciò
si rifà ad un assemblaggio del tutto
e si giunge finalmente alla tanto sospirata soluzione.
Che sarà, sempre e comunque
un utopia.
Così tanta era stata l'attesa
che lo stupore
illuminò la cucina.
In ginocchio sopra la sedia,
alla finestra
che guardava il giardino.
Stavi lì senza fiatare.
Bella la neve ricopre ogni cosa.
Non ti dissi che come la vita
alla fine si arrende
alla pioggia leggera
o ad un timido raggio di sole.
Sulle scale al cessare dicesti
babbo non sciupare quello che è sceso.
E restammo lì nel silenzio,
in un tempo che sembrava infinito.
Ma con i tuoi passi
dentro il bianco incantato
vidi un ombra sul viso.
A me ti voltasti.
Fui sicuro che avevi capito.
che lo stupore
illuminò la cucina.
In ginocchio sopra la sedia,
alla finestra
che guardava il giardino.
Stavi lì senza fiatare.
Bella la neve ricopre ogni cosa.
Non ti dissi che come la vita
alla fine si arrende
alla pioggia leggera
o ad un timido raggio di sole.
Sulle scale al cessare dicesti
babbo non sciupare quello che è sceso.
E restammo lì nel silenzio,
in un tempo che sembrava infinito.
Ma con i tuoi passi
dentro il bianco incantato
vidi un ombra sul viso.
A me ti voltasti.
Fui sicuro che avevi capito.
Vento d’oceano son io,
arazzo d’un papavero fra la sabbia,
cielo d’alba riflesso sulle labbra.
Polline di nuvola i miei pensieri,
schizzo di carbone stellato
il grano infuriato degli occhi miei.
La luna infiamma i miei capelli
d’un chiaror d’ebano gemmato,
scarabocchia le mie spalle ambrate
le ombre del mandorlo ricamate
ed io, nel silenzio della notte,
son ora scissione gravitazionale
d’un plenilunio d’amore,
fragile stagione del respiro del cuore.
arazzo d’un papavero fra la sabbia,
cielo d’alba riflesso sulle labbra.
Polline di nuvola i miei pensieri,
schizzo di carbone stellato
il grano infuriato degli occhi miei.
La luna infiamma i miei capelli
d’un chiaror d’ebano gemmato,
scarabocchia le mie spalle ambrate
le ombre del mandorlo ricamate
ed io, nel silenzio della notte,
son ora scissione gravitazionale
d’un plenilunio d’amore,
fragile stagione del respiro del cuore.
Bilancio
non condiviso,
sembra lontano
il tuo operato,
ben vissuto
e altrettanto compensato.
All'apparir del vero
tutto pare e scompare,
solo alcun pensier
di visibile saggezza
è seminato.
Altra è la strada,
tortuosa e vaga
portatrice di giusta entità.
non condiviso,
sembra lontano
il tuo operato,
ben vissuto
e altrettanto compensato.
All'apparir del vero
tutto pare e scompare,
solo alcun pensier
di visibile saggezza
è seminato.
Altra è la strada,
tortuosa e vaga
portatrice di giusta entità.
Nonna
Ho ancora le tue parole
Che mi echeggiano in testa,
sento ancora la tua voce,
nonna;
e in tutti questi anni,
nessuno è stato
solo come me,
senza di voi,
nonna,
se potessi rivederti,
e non ci lasciassimo più,
quanti rimpianti
e rimorsi,
quante cose vorrei dirti,
e chiederti scusa,
nonna,
pensa a me ,
dove sei.
Ho ancora le tue parole
Che mi echeggiano in testa,
sento ancora la tua voce,
nonna;
e in tutti questi anni,
nessuno è stato
solo come me,
senza di voi,
nonna,
se potessi rivederti,
e non ci lasciassimo più,
quanti rimpianti
e rimorsi,
quante cose vorrei dirti,
e chiederti scusa,
nonna,
pensa a me ,
dove sei.
Custodisco ogni fiore
di ogni posto dati con amore
in un libro di poesie eterne
Ogni colore
accendi
una luce immensa nel cuore
emozioni e profumi
scateni una gioia infinità
mentre ti stringo le mani
ti guardo negli occhi
per tutta la vita
Le finestre nella via
hanno la luce della sera
il sorriso attorno al tavolo
sa di pane e vino sulla labbra.
Il rumore si è perso .
Fuori c'è un vento
che solletica la notte.
Fruscii spengono la luce
il pensiero
il pensiero
rincorre il pensiero .
Mi giunge l'eco !
Era scritto nei nostri occhi
il tempo che passava.
Per ogni giorno
una ruga in più.
Per ogni mese
un dolore in più.
Per ogni anno
un capello bianco.
Ma era scritto
che per ogni bacio in più
ci sarebbe stato
un anno in più di vita.
Era scritto
che per una notte
d'amore
la vita sarebbe stata eterna.
il tempo che passava.
Per ogni giorno
una ruga in più.
Per ogni mese
un dolore in più.
Per ogni anno
un capello bianco.
Ma era scritto
che per ogni bacio in più
ci sarebbe stato
un anno in più di vita.
Era scritto
che per una notte
d'amore
la vita sarebbe stata eterna.
Ricordo, lieto, quel giorno
che t’incontrai;
scalza camminavi,
nudi i piedi sulla battigia.
Due occhi grigi di perla,
appena tolti da una conchiglia;
t’accarezzava, a tratti,
i piedi il respiro del mare.
Capelli di vento
tinti di salsedine,
che ondeggiavano
al variare dell’onda,
e l’amore sbocciò
senza chiedere, senza dire.
Nell’ebbrezza d’un bagno d’azzurro,
e dell’aria, tenue sussurro,
nel mare ti amai,
là dove il tutto si confonde;
sale erano le tue labbra
e sole la tua pelle.
Si udiva solo la musica del mare,
ritmica, battente, misteriosa,
e quella splendida del cuore.
Ora sei mia sposa
e non bastano le parole
per dire quanto t’amo,
e se non avessi te,
meglio sarebbe il morire.
L‘incontro fu abbagliante,
il più radioso dei peccati
e trascinò in un vivo amore
i due duellanti.
Cercarono parole,un verbo
che diventasse carne,
per educare i sogni,
sfidare ogni fugace apparizione o corsa.
Fu un bene,
senza cielo,senza terra,
di una immensità come la musica;
di versi liberi come orizzonti giovani
di bianca pace,di un sole senza velo.
Ma, dell’opera distrutta
Ma, dell’opera distrutta
è irripetibile l’abbaglio...
.. e ascolto un canto blues!


E c'eri tu
rugiada sulla mia finestra
ferma nelle mie mani
in un fresco di carezza.
Pensiero di una stagione
che ritorna foglia tra le foglie
filtra la pelle e diventa
raggio d'ambra.
Orizzonte che quieta il mare!
Il tempo ha rubato il tempo
passa e scioglie
quest'aria greve.

Il chiaror della sera
sfrangia orologi di neve,
riflessi di foglie e lanterne,
nastri di nuvole e violette.
Acquerello di novembre,
sete di terre sfiorite,
adamitiche radici ferite,
brezza di muschio e corteccia,
vento agrumato di quieta tempesta.
sfrangia orologi di neve,
riflessi di foglie e lanterne,
nastri di nuvole e violette.
Acquerello di novembre,
sete di terre sfiorite,
adamitiche radici ferite,
brezza di muschio e corteccia,
vento agrumato di quieta tempesta.











