Letto perfetto
di palquet rivestito,
conformazione del
non dritto apparire
conforme alla reale
pendenza dovuta,
canali per forza
due, ma scentrati
a rotante variato
pure in misure.
Spari non rari
di più gli strike
da campio-natura
Dodici i tornanti
con annesse frane
e arrivi all'estuario.
... game over.
di palquet rivestito,
conformazione del
non dritto apparire
conforme alla reale
pendenza dovuta,
canali per forza
due, ma scentrati
a rotante variato
pure in misure.
Spari non rari
di più gli strike
da campio-natura
Dodici i tornanti
con annesse frane
e arrivi all'estuario.
... game over.
1 commento
Guardo il foglio bianco la penna tra le dita
tremula la mia mano nell'intensità di pensiero
Ricordi, immagini ed emozioni
danzano in me bramando il mutarsi in parole,
imprigionate in un anomalo labirinto
Lo stomaco un pozzo profondo
tiro su il secchio vuoto, ho sete
sete di te sempre ed ancora di te
Il tuo volto mi appare dalle amate fattezze
con un colpo di spugna
vorrei cancellare la visione
Non per dimenticare ... no
ma l'agonia mi circonda
come l'edera attorno all'albero,
un pitone che stritola la preda
Vorrei scrivere verbo gioioso
cantare l'amore felice,
emozionare col profumo dei fiori,
la bellezza di un cielo stellato
che amoreggia con la luna
sotto un coro di stelle
Tu eri tutto questo per me
eri il mare avvolgente, il vento frizzante
eri la mia vita ... lo sei ancora ...
L'angoscia pian piano si attenua,
sì, perchè se pur non presente
vivi in me, intrisa la mia pelle del tuo profumo
il tuo amore è solo mio
Paziente aspetterò il treno che da te mi porterà
ti vedrò sulla banchina della stazione
tra le braccia un mazzo di rose
Quando un tocco
abbandona gli amici
fa piacere alle radici
saperlo felice
nel posto cercato
raggiunto
voluto
far da sollievo al fato
giovane scapestrato
portatore d'affetto
dopo aver svuotato il suo petto
in dono fuori ragione
in fondo
incompreso dal cuore solo
fuori da una stazione
Fa vibrare senza conto
la pelle dell'anima
alzar le spalle a qualsiasi raffronto
Porge la sua passione mirata
denso come colata
lungo al pendio scavato
nel vulcano addormentato
La sua misura
s'apre e sconvolge
non contando di peso
solo perchè
tanto atteso
Un bucaneve all’orizzonte
ad insegnarmi ad amare te.
Una lacrima di neve
nel cuor raccolgo
è un ricamo d’estate disadorno,
un vento scheggiato
di rosse bocche e pensieri
come fragili rondini in volo.
Miro il ciel ed il suo riflesso,
disegno un soffio di morbida luce
e quel bucaneve all’orizzonte
ad insegnarmi ad amare te.
ad insegnarmi ad amare te.
Una lacrima di neve
nel cuor raccolgo
è un ricamo d’estate disadorno,
un vento scheggiato
di rosse bocche e pensieri
come fragili rondini in volo.
Miro il ciel ed il suo riflesso,
disegno un soffio di morbida luce
e quel bucaneve all’orizzonte
ad insegnarmi ad amare te.
Un secolo questo ormai destinato
all’eccesivo, l’esagerato;
è tutto un impiego di aggettivi
lusinghe ed encomi superlativi;
chiunque è bellissimo, eccezionale,
diviene mirabile anche il banale.
Niente di niente è sempre eccellente
è tutto magnifico, eccelso, assoluto.
Il superlativo è d’uso sociale
fantastico è d’obbligo e quello che vale.
A pensar che Dante, nel suo Paradiso,
pur dicendo dei massimi sistemi,
del mirabile unico preciso,
stupito dai fascini supremi
ne ha usato di superlativi
dieci soltanto e non eccessivi.
all’eccesivo, l’esagerato;
è tutto un impiego di aggettivi
lusinghe ed encomi superlativi;
chiunque è bellissimo, eccezionale,
diviene mirabile anche il banale.
Niente di niente è sempre eccellente
è tutto magnifico, eccelso, assoluto.
Il superlativo è d’uso sociale
fantastico è d’obbligo e quello che vale.
A pensar che Dante, nel suo Paradiso,
pur dicendo dei massimi sistemi,
del mirabile unico preciso,
stupito dai fascini supremi
ne ha usato di superlativi
dieci soltanto e non eccessivi.
Ricordarti
è il solo modo che ho
per non farti morire
Il tempo ti portò via
senza nemmeno invecchiarti
ma una foglia
non è mai un numero
per il suo albero
nè una goccia
lo è per il suo mare
e una stella vista dal basso
è qualunque
ma non per il cielo
Ricordarti
è risorgerti ogni giorno
nell'abbraccio
che sconfigge l'assenza
nell'amore onnipervadente
che in fondo si disperde
ma mai si annulla
l'energia solo muta forma
Ho conservato comunque il tuo nome
Pur se il tuo profumo s'è dissolto
il cuore ne è sempre pregno
Alla fine non te ne sei mai andata
e mai giuro, te ne andrai
A mia madre
è il solo modo che ho
per non farti morire
Il tempo ti portò via
senza nemmeno invecchiarti
ma una foglia
non è mai un numero
per il suo albero
nè una goccia
lo è per il suo mare
e una stella vista dal basso
è qualunque
ma non per il cielo
Ricordarti
è risorgerti ogni giorno
nell'abbraccio
che sconfigge l'assenza
nell'amore onnipervadente
che in fondo si disperde
ma mai si annulla
l'energia solo muta forma
Ho conservato comunque il tuo nome
Pur se il tuo profumo s'è dissolto
il cuore ne è sempre pregno
Alla fine non te ne sei mai andata
e mai giuro, te ne andrai
A mia madre
Il freddo mattutino
accarezza il viso.
Uno stormo di gabbiani
si alza in volo
dal terreno appena arato,
volano felici...liberi.
Un treno corre
sui binari della felicità.
Ha un dolce sapore
questa giornata.
Vola la fantasia
insieme ai gabbiani.
Volo alto...
tanto da confondermi
con le nuvole.
Un sorriso
al pensiero
di suoni e parole.
Il vento
porta via il dolore del passato,
lasciando spazio
alla gioia
di questa giornata.
La pioggia
non bagnerà le ali
facendomi cadere
di nuovo a terra.
Riviera di mansuete rondini
che mietono doni di nascita
portando azzurro
in un mare che non c’è.
Ti piace accarezzare l’uncino
Accalappiato ai tuoi seni
e veder volteggiare occhi
che recitano abbastanza bene
ma traditi da dita al caffè.
Con una lenza sporgente
Verso fiumi che sgorgano ebbrezza
dimentico con il sonno
una fragranza che ha saputo di limone.
che mietono doni di nascita
portando azzurro
in un mare che non c’è.
Ti piace accarezzare l’uncino
Accalappiato ai tuoi seni
e veder volteggiare occhi
che recitano abbastanza bene
ma traditi da dita al caffè.
Con una lenza sporgente
Verso fiumi che sgorgano ebbrezza
dimentico con il sonno
una fragranza che ha saputo di limone.
Scarlatti colori nell’aria
s’accendono,
il giallo al verde s’abbina
distende soffici tappeti
al sognante innamorato.
Il rosso si lega al marron
passionali baci elargisce
colui che vive d’amore.
Sulla panchina teneramente
s’adagia una vecchia solitaria
l’amata dimora rifiuta
tanto nessuno più l’attende.
Mentre le foglie
invocano il vento d’ordire
per lei un concerto,
la palla del bimbo balza
per errore fra le mani si posa
e per un attimo
del cuore l'autunno sconfigge.
s’accendono,
il giallo al verde s’abbina
distende soffici tappeti
al sognante innamorato.
Il rosso si lega al marron
passionali baci elargisce
colui che vive d’amore.
Sulla panchina teneramente
s’adagia una vecchia solitaria
l’amata dimora rifiuta
tanto nessuno più l’attende.
Mentre le foglie
invocano il vento d’ordire
per lei un concerto,
la palla del bimbo balza
per errore fra le mani si posa
e per un attimo
del cuore l'autunno sconfigge.
Dai cieli agli abissi
oh il passo è così breve
una folata di vento
un attimo di tempo
un piede in fallo
sulle splendide alture
dell'anima
il volo di un angelo
in picchiata
Non diresti così poco
possa separare
picchi di gioia
da valli di lacrime
il caldo del sole
da quello dell'inferno
eppure così è
Tuttavia l'amore
abita perfino oscure regioni
nei precipizi del cuore
oh il viaggio di ritorno è possibile
il salto inverso
ed io lo so per certo
oggi che navigo nella pace
del paradiso
dei tuoi occhi
oh il passo è così breve
una folata di vento
un attimo di tempo
un piede in fallo
sulle splendide alture
dell'anima
il volo di un angelo
in picchiata
Non diresti così poco
possa separare
picchi di gioia
da valli di lacrime
il caldo del sole
da quello dell'inferno
eppure così è
Tuttavia l'amore
abita perfino oscure regioni
nei precipizi del cuore
oh il viaggio di ritorno è possibile
il salto inverso
ed io lo so per certo
oggi che navigo nella pace
del paradiso
dei tuoi occhi
Distratti dal niente
Venduti per troppo meno.
l’ uomo inciampa sull’ uomo,
la banalità dell’ essere
e l’ arroganza del vuoto che avanza.
Cosa vuoi che ti dica
se parlare d’ amore è fuori moda
ma farlo non lo è mai;
la spirale dell’ ipocrisia
ha risucchiato anche me,
che non ho mai dato buoni consigli
e ho preferito guardarti
tra il reggiseno e lo specchio
piuttosto che dirti
di volerti per tutta la vita
Siamo tutti bravi
a dipingere opinioni
e tatuarci medaglie ai valori,
quelli che abbiamo perso ormai;
la frenesia della presunzione
le buone intenzioni senza azioni.
Ma parlare d’amore è ancora fuori moda
e anche stanotte non dormiremo mai,
che ti sei fidata dei miei consigli
mentre restavo a fissarti
piuttosto che prenderti in braccio
e portarti a volare ...
E ti amo e non lo sai
perché parlar d’amore è fuori moda ormai.
Le margherite sfogliate, m’ama o non m’ama
si m’ama, ma non mi vuole, mi duole
forse non lo sa che m’ama, con gli occhi
sulfurei che si ritrova, forse mi crede
una biscia che striscia sul marciapiede
di fronte casa sua. E’ un fatto di fede
l’amore è un gioco mi ha detto, chi lo vede
è maledetto, ma se ha scarpe a punta e tacchi
può ballare il tango sino a quando il sole
non sorge. Non m’ama dunque, è la trama.
L’amore in quattro ragli e mille serpenti
a sonagli, un asino fatto e rifatto
e una serpe di scuola, non c’è storia,
non c’è gloria. Non m’ha mai amato
ho fatto un giro bendato sull’ottovolante
del luna park, sono una specie di mutante
in mutande, uno scemo patentato e conclamato
potete dirmi di tutto. Maria, chi è Maria?
Non si chiama Maria e non ha un gatto
l’ho detto e ridetto ai quattro venti.
Poi è arrivato lui, lui chi? C’è sempre
un terzo incomodo e pure un quarto
in cerca di guai e di nuove dame
da collezionare, visto quanto è bello il mare
da quassù? Migliore dei tuoi fianchi
di vetro e degli occhi neri stanchi
della frenesia degli orari sul finire
della sera. Le nuvole di liquame
si sono addensate, piove a dirotto
la luna non c’è, fanno la ola le ombre.
Io nun t’avevo mai cercata,
hai dato una spallata e sei entrata
a fare parte d’a vita mia
ner modo più irruento che ce sia.
Ma io che sono un vorpone vecchio
me so guardato dentro a ‘no specchio
me sono detto : “mò te sderumo”,
te faccio fa la fine d’un fil de fumo.
Che all’epoca quanno folleggiavo
e donne come te me le frullavo,
seguivo er canone eterno dell’amore
de cui fui sempre un gran sostenitore.
Parole dorci, canzoni inventate
de donne ne facevo marmellate.
E mica m’avevano avvertito
che a scherzà come ‘n pervertito
me sarei trovato a tera riverso
a sperimentà er canone…inverso !
Che è morto più pericoloso
e, umanamente tanto doloroso.
Perché ‘e donne sanno fare male
prima t’attireno e poi, tale e quale,
co na freddezza tutta naturale
te lasciano li ad ingrassà er maiale.
Quanno so “punte“ fanno venì i brividi.
a ben vedere sembran proprio afidi,
chi ‘e credeva a pace da famija.
nun conosceva bene ‘a guerija !
Mò vado a prenne a casa a nenna mia
speramo che nun abbia l‘artiglieria…
La porto a prenne un gelato bono
come da poco io diventato sono,
je canto puro ‘na canzone
sperando nun confonda canone e…cannone !
hai dato una spallata e sei entrata
a fare parte d’a vita mia
ner modo più irruento che ce sia.
Ma io che sono un vorpone vecchio
me so guardato dentro a ‘no specchio
me sono detto : “mò te sderumo”,
te faccio fa la fine d’un fil de fumo.
Che all’epoca quanno folleggiavo
e donne come te me le frullavo,
seguivo er canone eterno dell’amore
de cui fui sempre un gran sostenitore.
Parole dorci, canzoni inventate
de donne ne facevo marmellate.
E mica m’avevano avvertito
che a scherzà come ‘n pervertito
me sarei trovato a tera riverso
a sperimentà er canone…inverso !
Che è morto più pericoloso
e, umanamente tanto doloroso.
Perché ‘e donne sanno fare male
prima t’attireno e poi, tale e quale,
co na freddezza tutta naturale
te lasciano li ad ingrassà er maiale.
Quanno so “punte“ fanno venì i brividi.
a ben vedere sembran proprio afidi,
chi ‘e credeva a pace da famija.
nun conosceva bene ‘a guerija !
Mò vado a prenne a casa a nenna mia
speramo che nun abbia l‘artiglieria…
La porto a prenne un gelato bono
come da poco io diventato sono,
je canto puro ‘na canzone
sperando nun confonda canone e…cannone !
Gli anni, in fondo, sono
un susseguirsi di aurore, di albe
e tramonti, che abitano i giorni
e li arricchiscono con emozioni mai uguali,
senza che noi, spesso o sempre,
ne percepiamo la carezza.
Potessimo ascoltarne quel loro sfiorarci!
… Ogni sera attende la notte,
bella e sensuale signora
da nere paillettes agghindata,
che nasconde le sue fantasie
dietro i veli di una sottana...
E la notte veglia l’alba e….
… D’improvviso, ma lentamente,
rosei riflessi abbracciati al cielo,
scivolano e s’infilano
tra iridi ancora dormienti,
stordite dal sonno e dal silenzio,
dai sogni o dai giochi maliziosi del buio.
… I sorrisi spalancano le bocche
che lì sono attente, quasi
ad accogliere un parto, perchè
i palpiti dei cuori mordono già le ore.
… Potessimo abbandonare
quel vibrare continuo di corde
sempre tese!
… Perché è così che, leggeri, vanno gli anni…
un susseguirsi di aurore, di albe
e tramonti, che abitano i giorni
e li arricchiscono con emozioni mai uguali,
senza che noi, spesso o sempre,
ne percepiamo la carezza.
Potessimo ascoltarne quel loro sfiorarci!
… Ogni sera attende la notte,
bella e sensuale signora
da nere paillettes agghindata,
che nasconde le sue fantasie
dietro i veli di una sottana...
E la notte veglia l’alba e….
… D’improvviso, ma lentamente,
rosei riflessi abbracciati al cielo,
scivolano e s’infilano
tra iridi ancora dormienti,
stordite dal sonno e dal silenzio,
dai sogni o dai giochi maliziosi del buio.
… I sorrisi spalancano le bocche
che lì sono attente, quasi
ad accogliere un parto, perchè
i palpiti dei cuori mordono già le ore.
… Potessimo abbandonare
quel vibrare continuo di corde
sempre tese!
… Perché è così che, leggeri, vanno gli anni…
Quando l’aurora divampa
tra i flutti notturni
mossi alla luce,
cresce la cresta del sole
su l’anima e le membra
le pupille elevate.
Allora ritorna il ricordo fanciullo
di quando a bracciate
misuravo
forze oscure nella corrente
-roccia azzurra-
e la tristezza m’assale
pallido raggio di luce.
Sulla superficie
ora un orecchio malato
attende -assente
al tono delle acque.
Nel pensiero il fanciullo
s’acquieta
al ritorno nel grembo
d’una madre benevola
e silenziosa..
quando allora
il mio corpo provato
siederà sulla scogliera
affranto
a ricordare gli anni trascorsi
alla fine del ciclo,
con piena decisione
l’anima già dipartita raggiungerà
ricolmo di mare nel viso,
negli occhi e le orecchie
finalmente vive.
tra i flutti notturni
mossi alla luce,
cresce la cresta del sole
su l’anima e le membra
le pupille elevate.
Allora ritorna il ricordo fanciullo
di quando a bracciate
misuravo
forze oscure nella corrente
-roccia azzurra-
e la tristezza m’assale
pallido raggio di luce.
Sulla superficie
ora un orecchio malato
attende -assente
al tono delle acque.
Nel pensiero il fanciullo
s’acquieta
al ritorno nel grembo
d’una madre benevola
e silenziosa..
quando allora
il mio corpo provato
siederà sulla scogliera
affranto
a ricordare gli anni trascorsi
alla fine del ciclo,
con piena decisione
l’anima già dipartita raggiungerà
ricolmo di mare nel viso,
negli occhi e le orecchie
finalmente vive.











