Torni allo stesso modo ogni volta come
una pastorella che sverna a valle e ricorre
immutabile il gregge, un cammino assolato
per le strade di montagna.
A volte mi mimetizzo nell’oggi nelle
attività delle frasi e non rinnego questo
destino ribelle, ogni tanto mi incastri
in sortilegi.
Mi associano a uccelli migratori a sogni
inespressi, in lingue che non mi appartengono,
in stazioni che carpiscono suoni strani,
il paesaggio ha spesso colori tenui come
pulviscolo in attesa di penetrare nelle case.
Fa male l’attesa dell’arrivare, perdersi in
vertici di poco conto a volte parlare è come
rivivere un ricordo, come un tatuaggio inespresso
che non cancelli.
Dipinge il cielo questa vita a futura memoria,
storie pregresse, un giorno dirò addio al crepuscolo,
al volere di una notte, mentre entra la speranza.
Parole scritte tra le righe
parole che nascono dal profondo
e s'incidono sui fogli
tracce di te
che rimangono indelebili
nel tempo che scorre.
e quel voler lasciare una parte di cuore
in ogni parola in ogni frase
poter restare unica
e inalterata nel tempo.
lasciare la scia della tua anima
che brilla di luce
nella memoria del tempo.
anima bella
anima d'amore....
Nell’inganno subito
davanti ai bei seni
non posso toccarli
per non affondare
nelle tonde delizie
ai limoni di Amalfi
che mi assaporano
sempre per prime
sentendo la voglia
insegnata coi baci
dell’aspra dolcezza
uscirmi di lingua
o dal fondo del naso
fino a squagliarmi
di afrori ai profumi
per come impazzisci
agli assaggi selvaggi
e se cerco di perdermi
alla base del collo
che il sangue via via
saliscende alla testa
lentamente e di colpo
e per lungo tempo
pressappoco da terra
al Grandissimo Sasso
alla fine mi aspetto
d’afferrarmi in salita
volendo soltanto
sopravviverti in viso
anche solo un istante
e guardarti negli occhi
per vedere la gioia
di morire godendo
Verrà il giorno del sole nero e nera sarà la bandiera
dell’esercito del male. Il mago aveva parlato
secoli fa e tanti avevano indagato, la data
ancora non c’era, ma si stava avvicinando il tempo
della profezia, dicevano in molti. Il campo
delle ipotesi era ristretto, la legge era andata
in disuso e la ragione degli uomini era il quadrato
della distanza dalla verità dell’umanità intera.
Poi il giorno che il sole si levò in ritardo tutti
restarono a guardare, lo scempio scuro, il nero
cuore dell’uomo e la finta improvvisa sorpresa.
L’impresa era stata ingannare a lungo l’attesa
nella speranza di un nuovo profeta della chiesa
emergente. Ora che era iniziata la discesa
verso l’abisso, serviva uno scatto, un veliero
veloce, un drappo chiaro, un sogno frangiflutti.
I lutti non arrivano mai da soli, vanno in coppia
si triplicano lungo il cammino, l’oscurità
è negli occhi, negli specchi deformati della ragione
la natura stuprata avrà in fondo la sua vendetta
si chiamerà carestia, fame, guerra o disdetta
ma sarà l’ultima lotta a decretare l’abdicazione
dei re di latta e la fine di ogni stupida vanità
di razza. La rabbia, il rimorso saranno solo sabbia.
I poeti non sono uccelli implumi
hanno ali potenti
per voli ascensionali
e il disimpegno dai rumori
ma si fermano alla prima atmosfera
o su un filo di corrente
ad osservare le cadute del mondo.
I poeti se ne vanno imperterriti
tra folle di pensieri- in fila come soldati
che non sanno dire ‘signor sì’
non hanno generali – i poeti sono disubbidienti
nati con catene spezzate
liberi come rondini che migrano
quando il sole nasconde la luce-
I poeti a volte sono ingenui
e non lo sanno
accarezzano la gloria
come fosse belva mansueta.
accenti di cielo
fra zucchero di mare,
poesia al crepuscolo
è questo sorso di sole,
neve d’inchiostro
sugli emisferi del cuore.
Assaggio questo tempo,
è un volo di farfalla,
rima di sguardo offuscata,
passi di brina
tremano d’orizzonte:
son luce confusa
d’un soffio d’amore.
o un muto che scopre la parola
o il pittore che trova la sfumatura giusta
da spalmare piano sulla tela
Come il musicista che scova la nota mancante
o il viaggiatore che trova la sua meta
o forse il bimbo che ritrova il suo aquilone
Come il marinaio che torna al suo mare
o l'amante che riabbraccia il suo amore
o forse il vecchio che sa ancora sognare
Ecco, la gioia
Piccoli fuochi in cielo Intorno la natura grida Vita!
Fiori, verde, cinguetii.
Sette anni fa una nuova vita ha arricchito la nostra;
Una vita dolce al punto da rubare carezze;
Bella da attirare ogni sguardo;
Forte e gentile che ottiene redendoti felice.
Vita è ciò che grida la natura in questa primavera;
Grazie è quello che sussurro pensando al tuo compleanno
Auguri mia piccola Ari.
Ho visto un bimbo
sgobbare per cibare
il proprio vincolo…
Un gioco l’è negato.
Sorrisi, non conosce!
< = >
Ho visto un padre
stremare per portare
un pane a casa.
Sudore, solo raccoglie.
Giulivo, non cammina!
< = >
Ho visto una madre
che in quattro s’è spaccata,
per dar appoggio.
Soltanto stille vede.
Sereno, non ravvisa!
< = >
Dov’è che ride
il globo, un esser chiede?
Cucite labbra!
Ognuno saper suole.
Amando… lo diremmo!
La fata s’è rifatta, dio mio come invecchio!
La bocca, i seni, le natiche, il guardaroba
e il mago del Caucaso, lui s’è l’era già fatto
a dire il vero, ma il ritorno di fiamma è da osanna.
Ora è pronta per il concorso “ Nonna dell’anno”
è la prima favorita dei bookmakers, i nipotini
guardano la parrucca in rosa e non capiscono
sarà una fata stregata? Pensano all’unisono
è tutto strano, è come in un film. I bigodini
sono il passato remoto, quantifico il danno
la fata è stata beccata a farsi una canna.
Ora è tutto cambiato, ha fatto un baratto
un patto col diavolo, quello col forcone e la barba
poi è sparita, prima di diventare uno specchio.
Non cambia mai nulla, questo, l’altro o uno spillo
è uguale, basta che sia la stessa la finzione
nel grottesco della magia è tutto ordinario
anche l’amore segue il calendario, una fuga
che diventa dipendenza e il finale con la stoccata.
Se la fata è in guerra col dolore può bastare
per il resto è richiesto un miracolo vero
con l’amore sciolto nell’acido, il sentiero
semplicemente non esiste e di fronte al mare
le stelle che scorgi ad est non hanno una data
di scadenza ma se vedi una linea incurvata, una ruga
figa nel cielo, l’incanto svanisce nell’arbitrario.
Lo show, se è iniziato, deve continuare e la canzone
finale in stile demenziale, è suonata da un coccodrillo.










