Accadrà che mentre giocate a fare le grandi,
capirete che la porta di casa era solo socchiusa.
Sarà come vedervi in un film,
come scattare 1000 foto al secondo,
vi vedrò di spalle sull’uscio e poi uscire.
Quel giorno pioverà, ne sono certo,
sarà una pioggia leggera come quelle in autunno,
malinconica come quando cade sui tetti in inverno.
Quel giorno raccoglierò i vostri giochi sparsi per casa
e li conserverò nel cassetto che ogni uomo nasconde…
lì, nel cuore di un padre.
Il sole non ha più cielo e piove da nuvole dense,
ciechi sono gli occhi e sorde le orecchie,
a lacrime e pianti.
Bambini corrono verso un immediato NIENTE,
svaniti, stracciati, finiti in questo fumo denso,
acre di morte e sangue ormai rappreso.
Volo privo di vita verso una fine senza senso.
La terra non ha riposo
contorce il ventre e grida
inutili parole che affogano
in questo mare di sangue e fango.
della nascente primavera,
nella promessa dello sbocciare
di una nuova fresca poesia
tu, fragile fiore di Marzo
dentro il seme del dolore
ma nella fertile terra dell'estro
tu, fragile fiore di Marzo
a caccia del sole fulgente
un lampo d'oro tra le ombre
della tua mente...
Liriche come petali di carta
o, talvolta, steli spinati di rosa
perchè l'arte è splendore immenso
ma anche totale buio, grido...
Fragile fiore di Marzo
in balìa del vento ancora pungente
eppure non appassirai
le parole dei poeti non invecchiano
e mai possono morire
possono solo addormentarsi
nello scuro sottosuolo
per resistere all'inverno
e poi rinascere sempre
teneri, fragili fiori di Marzo
“Piovve tutta la notte sulle memorie dell'estate. Così voglio credere che stamattina sia settembre — le memorie di questa estate già sepolte, come le foglie fradicie. Bisogna vivere tutto fino in fondo. Ogni volta che si torna indietro è per tracciare di nuovo il cerchio, ancora e ancora finché non sia perfetto.
(Cristina Campo)
Sarebbe bello
essere alticci,
ricurvi
sulle
proprie
costanti
atemporali,
come se niente
potesse realmente
mai cambiare.
Ma sarebbe
perfetto
se la vita
non
fosse
pensiero
in sospeso,
e se ogni strada
portasse soltanto
ad una piccola
bottega
d’arte:
laddove
il tempo,
poveretto,
si ferma a riposare.
"Perché sei scappato di casa, tesoro?" "Dovevo farlo."
"Non credi che sarebbe stato più semplice restare com'eri?"
Alzai la testa e la guardai negli occhi: "Io sono sempre stato così".
(Jeffrey Eugenides)
si avvicina
piano piano.
Danzando
una parola,
una risata,
un progetto in Comune.
Ti osservo
in un caffè
fatto di versi.
Accade
che gli affetti si somigliano,
si avvicinano,
radici
che si intrecciano.
L'arte,
i versi,
la simpatia
che ti fa sentire viva,
ti fa sentire vera,
a te cara amica
dedico queste righe...
con affetto profondo.
Teneri germogli che spuntano sotto la neve
come speranze che invocano
solo di poter volare
così veglia il sonno lieve
sul tuo dormire tranquillo
su il viso un leggero tremore
accompagna il respiro sospeso.
mani fragili riposano dopo il lavoro
che più frenetico di api in volo
porta ansia e abbandono.
cala la luna sotto nuvole grigie
s'addormenta pure lei
con la testa reclina e si distende
sopra un letto di stelle
dai brillii opachi e velati.
corrono i sogni nella mente
come rondini in volo
ti prendono per mano
e ti tengono stretto,
senza mai lasciarti invano...
Per essere chiamato poeta mi disse una volta un tizio
uno che ne sapeva molto, con qualche vizio
nascosto come tutti, quattro mogli e un’amante
è un’originale, di solito succede all’inverso, tante
amanti e una sola moglie ufficiale. Per essere poeta
tornando all’argomento principale, ci vuole seta
ago e filo, quanto basta per dodici poesie
all’anno, almeno dodici, è sicuro. La mamma e le zie
le quattro stagioni, Natale e Pasqua, la festa delle donne
poi le nonne, a quanto siamo arrivati? E dodici canne
almeno, da fumare prima, perché dopo non serve
oggi è l’ora della primavera, una canna di verve
in autunno sarà più stanca e d’estate brucerà prima
in inverno si spegnerà prima del tempo, senza rima
le poesie, mi raccomando, per evitare la crisi di stanchezza
del neurone del poeta, che sta come la freschezza
al gomito del tennista. E la tredicesima? A dicembre
come da tradizione, può essere un regalo per l’hombre
del terzo piano per le signore e la figlia del postino
per i maschi dalla penna felice. Se c’è un destino
nella vita può succedervi di tutto quando scrivete
d’innamorarvi di una poetessa o di un prete
che dice messa nella chiesa che non avete mai
frequentato. E’ un peccato veniale, ora lo sai
che è la sindrome della vecchiaia, meglio se scrivi
degli aquiloni nel cielo e se con l’amore convivi
come il cane col gatto, in un rapporto di conflitto
ed espiazione. Ora scrivo solo cartoline e le affitto.
Quel bel pomeriggio
di un mese di aprile
a cui piacquero tanto
le tue dita da piano
che così riservate
e assai più plateali
da poter essere nate
per diritto assonante
col dovere da sempre
riaccordarsi alle mie
intrecciandosi al sole
nelle mie mani e le tue
dando gesti alla musica
per tenerci in concerto
a ogni tocco e carezza
le fece sue e proprie
alla fine e del tempo
quando il dolce dormire
va svegliandosi ebbro
alle illusioni di maggio
per tenerle nel grembo
dentro ai nostri ricordi
come il momento felice
dell’abbraccio promesso
tra un uomo e una donna
che si dovevano assieme
Cielo non ho più parole
delle mie malinconie.
Dei miei silenzi taciuti
ne era ricolma la vita
Mi riconosco nelle lettere che vanno
Cielo
hai tutte le parole
chiuderei tutte le porte aprirei solo
uno spazio ristretto e nel mio cuore
farei entrare parole nuove.
Mi farei sfiorare dai tuoi pensieri
rinascerei baco da seta, farei filamenti
di sogni in questo nuovo mondo, in
questa oscura valle.
Dove tutti hanno qualcosa da dire ma
nessuno osa dire, poesie e frasari lasciano
fluire le onde e nessuno le ferma, nessuno
riesce a carpire l’essenza.
Tu hai il potere dai far sognare l’amore
di far abbracciare i sogni, di calpestare
le onde e lasciare che il tempo si fermi.
tremule lanterne
d’alba e di pianto,
calende di cuore,
nastro d’azzurro marzo.
Mordo il tuo profumo
in questo soffio
di tempo di luce stanco
ed il mondo si sbriciola
in petali d’incanto,
storna piuma di ritorni
annodati di primavera
al respiro dei miei giorni.
Fitta la nebbia accoglie
gocce di cuore gelide
mai sciolte al sole.
Brivida notte, stringi al

insonne il mio cammino.
Viaggio senza un arrivo
negli occhi il buio in un sentiero impervio.
Lume senza calore a rischiarare il vuoto,
aspetto e ascolto
Il gocciolare lento di questa notte tenebra.
Madida di sogni muti
cola su questa vita
ai primi raggi tiepidi del sole.
E’ uno scroscio ricco di emozioni
Come acquazzone inonda il cuore,
una tachicardia benefica ,
il petto fa scoppiare
sul viso sorrisi, lo sguardo si illumina
Il passo si fa leggero, par un pattinare sul ghiaccio,
scivolare tra le onde del mare
lasciarsi andare all’abbraccio
di chi l’anima ti ha rapito
E’ l’amore, profumo di ciliegio selvatico
dai fiori rosa e teneri,
il gusto aspro e dolce delle fragole di bosco,
i colori delle ali di farfalle dal leggiadro volo
E’ l’amore azzurro come il cielo terso
di una calda estate, quando la notte scende
cala un manto di stelle lucenti più che mai
E’ l’amore amplifica i sensi, tutto è più intenso,
vorresti urlarlo al mondo, vibrarti in volo
rondine a primavera ….
Non vi è gioia senza amore
Anche il dolore fa meno rumore
è un dono meraviglioso da custodire prezioso
coltivare far crescere e crescere all’infinito
perché l’amore non è mai abbastanza …..











