Torni allo stesso modo ogni volta come
una pastorella che sverna a valle e ricorre
immutabile il gregge, un cammino assolato
per le strade di montagna.
A volte mi mimetizzo nell’oggi nelle
attività delle frasi e non rinnego questo
destino ribelle, ogni tanto mi incastri
in sortilegi.
Mi associano a uccelli migratori a sogni
inespressi, in lingue che non mi appartengono,
in stazioni che carpiscono suoni strani,
il paesaggio ha spesso colori tenui come
pulviscolo in attesa di penetrare nelle case.
Fa male l’attesa dell’arrivare, perdersi in
vertici di poco conto a volte parlare è come
rivivere un ricordo, come un tatuaggio inespresso
che non cancelli.
Dipinge il cielo questa vita a futura memoria,
storie pregresse, un giorno dirò addio al crepuscolo,
al volere di una notte, mentre entra la speranza.

Commenti
nonostante l'anelito poetico a esprimerli...
CIAO!
ad esprimere appieno quello che si vuole, sembra quasi che
le parole si fermino prime di parlare e un suono afono esce
senza far capire il senso delle cose....