Illusioni
che come un' eco lontano
vagano nell'aria satura di dolore.
imbrogli e grovigli di pensieri
che si spaccano contro rocce di sale
e l'inganno della mente si para
come verità.
e tu credi
come bere acqua
ad una fonte pura.
illusioni da non dare importanza
ma solo una timida speranza
che chiude gli occhi e immagina.
immagina ancora baci da donare
e un cuore che come sole e vento
riempie il vuoto.
mani che tremano d'istinto
per costruire quell'equilibrio fragile
che taglia il viso e annienta il cuore.

Ripongo, in ginocchio,
un fiore di gocce:
figlio d'occhi pietosi,
che colano ciechi
all'ombra di piedi
bucati,
mani rigate...
colpe senza peccati.
Chiedo respiro:
un piccolo spazio
di sole tra me
e l'io...
un cielo a cuscino,
dove riporre il capo
prima del sonno
con Dio.
alla guida di una panda.
Mi manca, Papà, la tua costante presenza.
che son' taciturni e gritan',
che danno la coscienza,
il caldo della vita,
le paure e i dolori,
provocati dalle gite,
che ti fanno amare
con le lacrime sincere,
che ti fanno soffrire
dalle bugie,
parole dal cuore,
le erbe alle vie,
parole, le tue,
le sue, le mie,
parole, le mollecule del cervello,
le note delle musiche sapute,
parole, che colorano il bello,
parole, i fiori muti,
parole studiate o insegnate,
credute o scordate,
parole, le forze dalle quali il cor batte,
parole, le gocce del sangue innato.
parole, che io da te ho sentito,
parole, che tu da me hai nascosto,
parole, secondi della vita,
parole, delle sorti nostre,
parole, preghiere della speranza,
parole, i gradi ricamati dal tempo,
parole, fiduce degli increduli,
parole, vittorie del Rembo,
parole, sconfitte dei gentili,
dei buoni , dei docili e dei romantici,
parole, le pitture e i cantici.
Capirò di non morire mai
Se la vita è un filo astratto
Non ho visto kaki quest'anno, da giorni,
la prima volta
quando nel cielo c'era l'arcobaleno.
Da poco la pioggia aveva cessato
e un ultimo tuono apriva il cielo
lasciando uno spazio d'azzurro velo.
Dettò parole che filtrarono subito
al cuore.
Parole d'amore
era tutto vero,
la pioggia, il sole e l'arco nel cielo.
Lei disse ti prego non farmi male
la prima volta che sogno l'amore,
il primo bacio a te l'ho donato
nessun altro ho mai incontrato.
Parole d'amore
quel mattino che all'inizio sembrava foschia,
due cuori battevano sempre più forte
dentro un paesaggio
che pareva un miraggio.
Un soffio di vento
dentro un cielo d'amore
non era un miraggio
era tutto reale,
un incontro di sguardi
di baci e carezze,
il sole svegliò di nuova vita,
ora si che la donna
era donna infinita...
nel buio della notte giocano;
un intermittente mosaico a dipinger l'oscurità.
Luce artificiale,
di uno spettrale microcosmo,
illumini corridoi vuoti e sterili di vita disadorni.
Svelar tu suoli
gli animi colmi d'amore
che mal sostengono lo sguardo del dolore e la sofferenza del cuore.
Sacro oblio giunga,
la penombra avvolga i vostri tristi giorni,
mesto preludio e sogno di nuove albe o inesorabili tramonti.

Siamo tutti assediati
in un mondo che si combatte
e come prede e pedine ci mordiamo,
serpenti aventi bisogno d'espellere
il veleno in un circolo vizioso
che chiude un crudele cerchio.
Figli e figliastri
[di cui non poter mischiare il seme]
che si combattono
in questo tempo di migrazioni,
di lampi viola, di canti funebri
di mistificazioni e d'ipocrisie
vissute in tempeste d'astrazioni
e di massacri attuati sotto un cielo impassibile
e all'orrore incomprensibile
perpetrandosi da una parte all'altra del pianeta.
Un incubo devastante
coinvolgente tutti in questa crudele ordalia
velata di nebbia nel sentore del clangore.
E' tempo di risvegli da ponderare
nella ricerca di un rimedio
a queste stragi ad intermittenza
per non essere dal demone risucchiati
nel gorgo della barbarie
e dell'annientamento.
nel mentre una tempesta di pensieri
è un vortice che affolla la mia mente
fermando al cuore i battiti, i respiri.
Ti cerco dentro il buio strapiombato
all'improvviso... il peso dell'ignoto
assorda rimbombando ogni minuto
il male che ha causato l'attentato.
Poi sento la tua voce e la tensione
si scioglie ma rimane nel profondo
uno sconforto, il senso dell'immane
sciagura che ogni volta smura il mondo.
Vite spezzate da semi di terrore
Erano fiori, li avete recisi brutalmente
Sento le lacrime ed un urlo prorompe :perché ?
Il cuore è agitato ed il sangue con impeto disegna una parola : vendetta
Poi guardo Te, il Tuo dolore di Padre di tutto e tutti
Mi zittisco continuo a non avere i miei perché ma dall'anima sgorga una preghiera
Tutto nelle Tue mani, tutto nelle Tue mani
Vibrazioni di anime senza volto
che passano lente su asfalti e cemento
socchiudono partenze e lasciti
di nuove rivolte.
lentamente si ode un colpo che riempie
scoppi e lacerazioni di corpi in frantumi
senza piu storia e sorrisi
solo odore acre di fuoco chiude la gola
e toglie spazi a chi rimane.
senza piu' nulla nelle mani
sporche di cenere e sangue.
"Cambia tutto se è il silenzio a vibrare"
e se il vibrato dell'anima è un suono impercettibiledi fronte al tuono che si espande oltre l'indicibile.
Sembrano fronde che cadono dai salici tutti quelle luci..
oltre il confine dei muri non posso udire il sarcasmo
e l'invalidità delle poche cose lasciate al tempo
è nelle carte spogliate sul tavolo
e nello schiocco di occhi disarmati.
Piangono raggi laser in direzione uguale e contraria
ai tronchi piantati nel terreno umido. Se hai riso
è perché te ne ho dato il tempo, tra un verso di gemme
fiorito e un altro inciso nel sangue del cuore ferito.
Una lira suona un triangolo disadorno
e negli ulivi e negli oleandri si specchiano mani
ricche d'antico le vedo ancora impastare farina,
specchiare nelle libbre l'olio da aggiungere
al taglio del sapone, graniti i pomeriggi d'orzo e grano
sulla collina il mandorlo fiorisce ancora
e ne sento i frutti nella bocca
i muri sono bianchi di calce
il pulito ha l'odore puro della collina.
Non sei la più bella del reame, lo specchio si è arrabbiato,
solo quella che ha più corteggiatori, per le lire che risuonano
nei corridoi del palazzo dei Coleotteri rossi.
L'incantesimo è rotto, per ricostruirlo ci vorrà un nuovo mago,
in arrivo dal borgo degli Amanti distratti.
Lo specchio non risponde più alle domande
e il vento ha cambiato direzione
è il sottobosco di Van Gogh che cambia la luce
e il verde ha rami cerulei, se guardi sotto ogni foglia
la sua follia è intrecciata alla mia
le favole hanno distratto gli amanti e si sono persi
tra briciole e finte coreografie
hai mai visto Giulietta sporgersi dalla casa sull'albero?
Niente mattoni né trecce
nell'amore distratto tutto viene dimenticato
al primo sbadiglio
nella poltrona rossa del teatro
nessuno si specchia più
sono finte le parole vestite di pelle
l'ecologico è diventato il trend da seguire
e nelle favole nessuno più mangia
green peace ha portato i gommoni
a salvaguardia degli animali
e sulle coste rimangono uomini soli
le braccia chiedono aria
in una preghiera che nessuno sente
io annego ogni volta con loro
e quando m'immergo
ne sento ogni pianto
a riva battono ancora reami sperduti
e le finte promesse che annaspano
tra onde gigantesche. La commedia
è ancora in corso, se la chiami tragedia,
è come se rubassi l'osso al cane.
Il pane che sa di sale l'ho mangiato in passato,
ora ti chiedo quel pezzo di torta
che è rimasto dalla festa di compleanno,
l'ultima che c'è stata. Così per colmare l'ansia
che m'assale ogni santo giorno quando
guardando fuori dalla finestra vedo alberi spogli
e figli che non ci sono, impegnati dall'altra parte
del mondo a fare il loro percorso,
ora che il tempo mi è sfuggito dalle mani. Da qualche parte,
però, ci sarà un sentiero amico, un posto di ristoro,
forse nel regno dei Balocchi e dei Sognatori
o nel borgo dei Giganti con la coda di zucchero filato.
Il fiato che m'è rimasto ti farà compagnia, e non solo oggi.
Non puoi dirmi di tutto
con la faccia e le mani
senza farmi impazzire
per poi rimaciullarmi
come si fa a dei rifiuti
con le tue meschinerie
per pretendere sempre
sia compagna perfetta
a tutti i costi e disastri
e io poi non ne muoia.
Mai capendomi in fondo
e nonostante io volessi
solo sentirmi nel petto
tu hai pensato dovessi
convenirti a una recita
e rappresentare la parte
di figurante a te stesso
che siccome mi offende
ammalandomi l’anima
io non vorro' essere mai.
Posso far finta di niente
ad estraniarmi dai sensi
fino assorbirmi nel nulla
e addirittura di esistermi
quando mi sputi il veleno
in un sommerso vociare
perche' resisto da ferma
e assentandomi assisto
ignorando i tuoi oltraggi
per sopravvivere a cuore.
Mi sto gia' allontanando
nel mio corpo assaltato
di tue violente esplosioni
sono riuscita a sparirmi
alle parole e non capirle
e a non provare il dolore
per non voler far morire
il mio piu' bello di dentro
e per restare alla persona
che io lo so devo amare.
Vorrei












