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Infermità
mentale, l'impùtano…
Spine al cor bòcciano!



Manìe, false visioni…
Sedanti gocce, uccìsero!







*****
Poesia in stileTanka (2/4/6) sviluppato dal pensiero del celebre Hermann Hesse scrittore, poeta, aforista, filosofo e pittore tedesco naturalizzato svizzero del 1900. Lo stesso, è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1946 “per la sua forte ispirazione letteraria coraggiosa e penetrante esempio classico di ideali filantropici ed alta qualità di stile”:

“Con la psicologia si possono scrivere libri, ma non penetrare  nel cuore di un uomo”.
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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A parlar con te
avverto un senso di inferiorità
che tu forse mi vuoi imporre
come se il tuo posto fosse
già deciso da tempo,
come se ti fosse già stato assegnato .

Parli con toni supremi
di chi ha la verità
o siedi accanto a DIO
o la tua è solo fragilità.

Nel confrontarmi con te
ti elevi a consapevolezze superiori
ma non ti abbassi alla sfida di dimostrarmele
come se tu fossi mistica,
come se tu non volessi avere corpo.

Parli da farmi sentire piccolo
chi sei chi lo sa ?
o siedi accanto a DIO
o la tua è solo fragilità .


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Profilo Autore: simone corrieri  

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Il cielo è disperso
con il vento al crepuscolo
nei campi di frumento
svuotati
di papaveri e fiordalisi.

Poche voci, poche luci.

Plumbeo
s'intinge nel mare
farfugliando l'alba che arpeggia
un piccolo raggio di sole

mentre l'aria si scioglie
un fiato tiepido risale
e ridisegna
un giorno uguale.


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Una capriola di sole gioioso,

cadde incendiando di luce il tuo soffice manto,

faro vellutato d’una prateria d’ambra e di crini,

goccia d’un grano corallo di dolce stagione.


Son arpe imperlate i tuoi baffetti pastello,

scarabocchi di gusto e vivace ritornello,

impronte di luna quei passi dipinti d’universo,

cicatrici addormentate fra i selciati dell’immenso.


Son fagotto d’arena i tuoi occhi smeraldo

amarene cristalline d’arazzi alluvionati,

pagine seducenti di nuvole e pensieri delicati.


Le tue orecchie son geometriche piramidi erette

templi screziati fra le dune del vispo sentir,

dirupi adagiati sul tuo corpo come albe di cielo.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1060 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Nelle strade silenziose
dove il vuoto
diventa penetrante
ed il profumo
sembra inesistente
tra correnti fredde
che ricalcano
spalle e parole
ed il suono scivola
lontano
ti muovi
avvolto nel tuo gelido cappotto
inciampa ma non tacere

nelle luci spente
dove
anche l'ombra della luna
tarda a disegnarsi
e il mondo
sembra sonnecchiare
tra facce rugose
che riflettono
stanchezza
e la notte
si perde ancora
ti muovi
avvolto nel tuo gelido cappotto
inciampa ma non tacere

cammina
inciampa ma non tacere

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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

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T'avvicini e mi guardi.
Mi guardi, come mai.
Quello che provo somiglia a un fiore già morto
bagnato così all'improvviso
da una pioggia densa arrivata troppo tardi.
Una lingua di velluto che lecca membra bambine.
Da vicino quasi mi pugnali.
A breve distanza m'accorgo del tuo viso, quello di sempre.
Quel che vedo mi trapassa il sentire.
Mi incide i polsi.
Mi fai sentire una lastra sottile di ferro
piegata dal vento
così all'improvviso.
Colpo fugace e affilato
preciso e stronzo
tiepido e gelido insieme.
Vedere per la prima volta la mia faccia di fronte.
Non uno specchio.
Come se nell'aria s'aprisse un ovale sospeso
così all'improvviso
coi tuoi tratti.
Come guardarti negli occhi da solo
come incontrarti di scatto
trovarti davanti,
così per caso. Per sbaglio.
Non un passante.
Ti volti e succede, quegl'occhi di fronte
che ti guardano.
Questo è successo.
Mi giro e ti vedo col mio viso,
quello che nascondo nei capelli.
Per la prima volta ti sento mia madre
quasi posso immaginarmi nel ventre
quasi ti vedo cullarmi
tu a contenermi
quasi vorrei tornare lì dentro.
Posso immaginarti con le mani sul grembo
quasi sento quel tatto dolcissimo.
Ti avrei ancora così.
La mamma gravida del figlio.
Siamo due tombe.
Sembriamo due estranei.
Due passanti che si somigliano in viso.
Vorrei m'inghiottissi adesso.
Madre, perchè non vuoi amarmi?
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Profilo Autore: Syrio  

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Rimangono le amare storie tra le pareti della vita

dissapori e scrupoli di venie ,

rimane il proibito sentimento

confuso nei flutti ,tra gli scogli .

Rimani tu ,venere feconda

ché m’hai confuso l’eterno pianto ,

sul tuo volto le mie lacrime si posano

le tue le sciolgo con la neve  .

Le spalmo sulle tue labbra

ove mieto covoni d’appetiti ,

ove assaporo , il gusto dei frutti esotici

tra le carni e le smanie arrossate .

Si, sono confusi i tuoi sentimenti !

A priori , li diffondi , li annulli ,

con lo scudo del cuore ti ripari , ti aggiri

tra i deserti corridoi te ne vai .

Sono fragili i tuoi sentimenti :

non hanno sponde di sostegno ,

hanno ripieghi malinconici

hanno attese inconsuete .

È difficile amare

cogliere, la furiosa vena ,

nell’estremo limite vorrei fondermi, 

nel grembo dei tuoi sensi vorrei amare .



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Profilo Autore: poetanarratore  

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Basta una canzone

per tirare fuori dal mio cuore

ricordi;

dolci,

piacevoli,

ma anche brutti.



Basta un urlo che mi faccia

sussultare,

e rievoca alla mia mente

i loro litigi.



Basta una foto,

uno scatto

per desiderare

di cambiare qualcosa nella sua vita.



Basta vedere una persona

che dondola

perché ebbra di vino

per sentirmi spaurita

perché ricordo lui

come si ubriacava

per colmare il suo mal di vivere.



Basta un niente

che i ricordi

viaggino dal cuore

alla mente

e ti feriscano

mortalmente!



Basta un niente

per scrollarsi di dosso

il bagaglio che ognuno

sulle spalle porta.



Basta un niente

per inabissare

ciò che fa male e

annaspa dentro di noi

sotto forma di….

ricordi.


N.B.: In questa poesia parlo di ricordi brutti che a volte riaffiorano nella mia mente:
ricordi di mio padre che era un alcolizzato e le frequenti liti tra lui e mia madre.
Tutto questo mi ha reso la vita difficile. Non ho avuto una bella infanzia e neanche una bella e spensierata adolescenza.
Ho conosciuto cosa sia la povertà.
Ciò che mi ha aiutata ad affrontare ogni cosa è stato il mio ottimismo, il sapermi accontentare delle piccole cose,
l'amore per la vita e la mia fede.
Ora non mi sembra vero che tutto vada bene e che  sto rivivendo per così dire una "seconda adolescenza"!!! 

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Profilo Autore: Maddalena Clori  

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ogni momento, è il nostro momento
per scorger la meraviglia
di un giallo… SOLE  d’ESTATE!

Passi…
…siam destini!
Andiam… come le onde,
sospinti da incalzante vento.
  E’ lungo questo tempo. Si!...
…ma durerà poco.
Questa trama che or
 si tesse e or si disfa;
questo stare a metà
tra esistere e cedere,
tra cedere ed esistere,
 per cedere ancora …
…al Nulla!
Il tormento
di un eterna oscillazione!
Giostre, destini,
    nell’incessante, vertiginoso vuoto,
senza speranza.
Ma è bello essere vivi!
Che si sommino pure i giorni,
in  un calcolo imprendibile!
Come vento
 dobbiam essere
per  portar vento!
Ogni istante è un grande istante.
Ogni momento è il nostro momento…
…Siam nudi viaggiatori,
con armatura grave
e nastri
 che legano al viso,
la maschera vana.
Ma ogni istante è un grande istante,

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Profilo Autore: Hera  

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Ce la fai così dicesti
ma era tardi e mi lasciavi.
Io non so se ci credevi
o eri lì
per salutarmi e darmi forza.
Poi con lei
sempre al mio fianco
ho vissuto e vivo ancora
il suo destino e la fortuna,
quella stessa che mi ha fatto
arrivare fino a qui
alla sua età di allora.
Scrivo frasi
che non leggerà nessuno
che non cambieranno niente,
non so nulla nè un mestiere
ho messo anima e l'impegno
in ogni cosa che dovevo
e non sono giunto mai.
E per ultimo,
come padre
lo vorrei vedere sempre
più felice più sereno.
Almeno questo,
ma chissà se ci riesco.
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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Vi dirò la verità,
ve lo giuro son sincero:
io di nome fo Ruggero
di cognome Camposanto,
residenza Cimitero
sede via del Trapianto.
Il locale è un poco corto,
piuttosto decentrato,
ci dormo mezzo storto
e alquanto castigato.
Voi dite ch’è vietato,
un furto una violenza.
Ma lo lascio spalancato,
pensando all’occorrenza:
lo reclamasse il morto!
Che c’è di tanto strano,
non credo d’aver torto,
l’ho costudito, è sano.
Son magro, non consumo
io mangio raramente
per giunta poi non fumo
e non altero l’ambiente.
Sentenza non si stese.
Del giudice e giurati
l'emozione fu palese
tutti uscirono turbati.
Da quel giorno quella via
fu chiamata Di Ruggero
vi regnò tal simpatia
da scordare il cimitero.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Al cielo
osservante
meravigliata anima
si strappa dal corpo
alla ricerza dello Zenith

irrompe nel petto
come falla
esplode come supernova

danzando fra le stelle sorelle
nei sussurri d'armosfera

svolta come ombra al girar di luce

verso l'isola abbandonata
scuotendosi al vento

fiamma quasi spenta
selvatica come cinghiale

sfinita e logora
caduca come foglia

seguendo il tempo
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Auto coperte di brina,
genitori che accompagnano
i bambini a scuola,
prima di chiudersi
dietro delle scrivanie,
fra tecnologie e social.

Tutto va avanti...
Fra monotonia e ansie,
trascorrono i giorni
apparentemente.

Ma qualcosa...
Spinge per venire fuori,
per esplodere,
nella speranza
di rimanere a galla.

Ma non riesce...
Resta ferma...Soffocata...
Trattenendo due lacrime
da un tappo di solitudine,
in un deserto di sabbia,
una bufera interiore
che soffre di solitudine.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Appare il celato, la parola allo scollo
l’ombra pendula del fragile al mondo
Arroventata dal vuoto d’ultimo moto
ne impollina l’estroso verso di cielo.
Recide il fuoco alla terra complice
e allo schivo fiuto ingoia il suolo.
Intimidisce le barbarie al giungere arco
il racconto mite dal complice sorto.
S’incammina sul filo dell’ultimo molo
mano nella mano col silenzio scavato
la memoria affogata nel mare in ascolto.
Al rimorso di lui il suo solo perdono
serra i denti stringendo l’indugio al freno
mentre la sera restituisce il buio
all’Intuizione di malizia a intesa catena.
Legata alla sua stessa natura
la malìa ha preghiera sgretolata in vena
il cielo scioglie ciò che promette e il mare
ritorna a cavalcare l'azzurro predone
fin che il destino li riconosca insieme
fin che la risacca sia voce nel male.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Questa mia poesia la dedico a Vera.....grazie Vera!


Potessi chiudere gli occhi
e sentirmi gabbiano
così bianco e puro,
così grande.

Sorvolerei il mare
quando il mare è calmo,
respirando salati profumi
e puntando l'orizzonte
per entrarci dentro,
a scoprire un altro mondo.

Su una roccia erosa dal tempo,
fermerei le ali
in attesa d'un cerchio rosso perfetto
uscir dall'acqua,
che spande braccia
come infinite rette in infinite carezze.

E nella libertà di quei voli,
planerei sugli infiniti verdi
di praterie irlandesi,
sfiorando la rugiada d' erba nuova,
rubando alla terra l'odore suo di vita.

Nell'emettere l'urlo , il richiamo,
l'eco sarebbe umano.
Che quel gabbiano altro non è
che il sogno mio
di toccare amore, respirare amore,
affogare nell'amore.

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Profilo Autore: elisa  

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