Aria
sognante e
solitaria,
cammina
nel vicoletto:
mi vede e sorride...
chi è ?!
L' Amour.
 
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Profilo Autore: rikyineffable  

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Se ascolti bene
nelle vie antiche
sentirai ancora
i nostri passi
sguardi e giochi
d'innamorati.
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Profilo Autore: rikyineffable  

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una mattina

le strade

dicevano la fine dei giochi

qualcuno affannato spiegava

altri in disparte guardavano punti distanti

rimasugli

forse di male

forse di bene 

abbandonati in fretta

non piu sfondo

non più rima

non più fumo negli occhi

rumori di movimenti scombinati

nell'aria stantia

 

andare via…

 

andare via…

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Profilo Autore: Simona Nardi  

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Bello,
guardare il tempo
modellarsi al
nostro amore;
sì,
sarebbe stato
bello.
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Profilo Autore: rikyineffable  

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Sento quell'odore
che mi reclamava ricordi
e tutto ritornava a ieri,
dove piccola credevo
al domani e ovattate
le parole mi accarezzavano
la fronte, raccogliendo i pensieri.
La pioggia mi lavava,
e sotto gocce fredde che 
erano come lame, io,
correvo e mi lasciavo indietro,
le nuvole.
Ora so cosa vuol dire un 
cielo di ombre e sete.
Ora non conto le parole,
riesco solo a calpestarle.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Dal Paradiso dantesco rivivo, in vicende mie terrene, due espressioni celebri ma da subito obsolete. Sonetto caudato ABAB ABAB CDC DCD C.

“Essere te vorrei per un istante
per immergermi nella tua malia,
nell’infinito tuo inebriante,
poi provare a tradurlo in poësia.” (1)

Così scrissi da arcano commediante
affetto ancor da un’avida empatia
sin da che ti conobbi, trepidante
pur tu di posseder l’anima mia.

“…s’io m’intuassi come tu t’inmii.”, (2)
del Ghibellin fuggiasco neologismi (3)
celestiali, che dir più non sentii,

or rammento in reciproci esorcismi,
narrati antichi incontri e tristi addii
dissacrando di noi pagani crismi,

così che anch’io m’intùo e tu t’inmìi.


(1) Dal mio “Immergermi in questa tua malia” (Club Poetico, 30.01.25)
(2) Paradiso, Canto IX, verso 81, che renderei con ”Se io m’immedesimassi in te come tu t’immedesimi in me”.
(3) “Ghibellin fuggiasco” è l’appellativo che a Dante diede Ugo Foscolo nel carme “Dei Sepolcri” (1807).
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Grumi di vita,

funamboli

Sull’orlo di un respiro infinito

Perplessi,

 con scadenza inserita

 Giochiamo barando

 in un irrisolto assoluto

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Profilo Autore: Simona Nardi  

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Fumogeni e sorrisi

arrancano legnosi 

nei giorni che precisi

carezzano pomposi.

Unguenti convenienti, 

lumini difettosi, 

orpelli per le menti. 

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Profilo Autore: MArTe  

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Scrivi d'amore

mano che scorri

sotto le ore. 

Vai e percorri, 

tutto il sentiero, 

pieno di torri. 

Ricerca il vero, 

non ti fidare

mai per davvero. 

Non dubitare

di ciò che senti

dal cuor osare.

Sono perdenti

quelli che fanno

sempre i vincenti. 

Scopri l'inganno, 

scrivi l'amore

che in pochi sanno.

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Profilo Autore: MArTe  

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Ora che ha spento il dì l’ultima luce
e il cielo assume i toni più profondi,
ad inseguir pensieri vagabondi
la terra misteriosa ci conduce,

ché frenetico brulica là fuori
un mondo di fermenti e di piaceri
di clandestini amor, di puttanieri,
di nottambuli insonni sognatori,

di vicende ch’attizzan quei poeti
che vorrebber buttarsi nell’agone
a carezzar ogn’intima passione
quali d’anime interpreti segreti.

E c’è pur chi s’illumina d’immenso
e sotto un ciel di stelle si trastulla
e poi vi si smarrisce e poi s’annulla
della vita a pensar l’arcano senso

cui meta ineluttabil è la morte
dopo cumuli d’attimi sfuggiti,
di fior non colti o subito sfioriti
in quel vento casuale ch’è la sorte.

Ma dove un tempo denso scorre lento
senza l’oggetto più d’un desiderio
c’è chi sente, struggente e deleterio
di vacua solitudine un tormento,

e qual fosse un’antica rapsodia
ricorda quell’intenso suo passato,
laddove l’orologio s’è fermato
e resta a ticchettar sol poësia.

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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Garzone di bottega che non sei altro,

che vai fischiettando con le mani in tasca,

quel berretto in testa, forse ti dona,

ma l’aria da spavaldo non ti abbandona!

 

Si, di gioventù ancora ne hai tanta,

ma stai facendo i conti senza l’oste,

la vita costa molto e lo sai bene,

domani farai famiglia, notabene!

 

Il tempo passa in fretta e sarai grande,

la vita è dura e non la puoi ignorare,

devi pensare oggi, al tuo domani,

se non vuoi che tutto, cada dalle mani.

 

Se pensi a questo, forse ti salverai,

toglierai le mani dalla tasca e le userai,

ti passerà la voglia di fischiettare,

toglierai il berretto e ti darai da fare.

 

Il mondo è già pieno di pelandroni,

ci sono anche ladri ed imbroglioni,

serve solo gente onesta e laboriosa,

gente buona ed umile, non boriosa!

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Profilo Autore: Giò For  

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Come tazzine dopo il caffè

sole, macchiate, piene di "se..." 

Amaro è il sapore pungente

del liquido nero elegante

che riempie la bocca saccente

di un vuoto rumore pedante.

Sole, macchiate, piene di "se... "

come tazzine dopo il caffè.

Restan solo sguardi silenti

forse dubbiosi ed impazienti

con occhi di stelle cadenti

che sperano ancora sognanti.

Siamo tazzine dopo il caffè:

sole, macchiate, piene di "se..." 

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Profilo Autore: MArTe  

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Quel me delle foto

se la cava con poco:

un sorriso d’occasione

come se fosse felice.

la speranza di fermare un’epoca

mettendosi al centro.
.

E lascia me contorto

per i pesi delle tempeste,

Incerto sul necessario

per rinnovarti la convinzione

che salendo le scale di casa

io sia ancora quello di ieri

e non quel pessimo attore

fallito da tanto tempo

e che tu, buona all’infinito,

fingi d’apprezzare

mentre vai.

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Profilo Autore: Andrea Borselli  

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I ricordi
si alimentano di ricordi
poco ti importa se ti assale la malinconia
tristezza infinita
dura un attimo...
Sopravvissuta ad una tragedia
la mia stanza si sveglia
nell'oro chiaro
di un mattino senza voce
di una tempesta di sabbia
polverosa
immanente tragedia
versi il capo
a destra, poi dall'altra parte
per non vedere
le garrule rondini che vanno
anch'esse, meste
al funerale.
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Profilo Autore: Laura Bocci  

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Arterie invase dal sangue
bruno della notte
Giro per strada
con la fame dei randagi
Ma è appetito di vita
Per una volta essere io il vampiro
che si nutre d'esistenza
al calice denso d'amore
Una corsa selvaggia
cavalcando il dorso del tempo
Ma nel mattino
non farsi cenere
Urlare un ritornello al cielo
sorseggiando il vino migliore
e avere te accanto al mio corpo
fumandoci il giorno
fino all' ultimo mozzicone
E stanchi, sudati addormentarci
ventre su ventre, addosso

Come non ci fosse domani.












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Profilo Autore: Sabyr  

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