I ricordi
si alimentano di ricordi
poco ti importa se ti assale la malinconia
tristezza infinita
dura un attimo...
Sopravvissuta ad una tragedia
la mia stanza si sveglia
nell'oro chiaro
di un mattino senza voce
di una tempesta di sabbia
polverosa
immanente tragedia
versi il capo
a destra, poi dall'altra parte
per non vedere
le garrule rondini che vanno
anch'esse, meste
al funerale.
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Profilo Autore: Laura Bocci  

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Arterie invase dal sangue
bruno della notte
Giro per strada
con la fame dei randagi
Ma è appetito di vita
Per una volta essere io il vampiro
che si nutre d'esistenza
al calice denso d'amore
Una corsa selvaggia
cavalcando il dorso del tempo
Ma nel mattino
non farsi cenere
Urlare un ritornello al cielo
sorseggiando il vino migliore
e avere te accanto al mio corpo
fumandoci il giorno
fino all' ultimo mozzicone
E stanchi, sudati addormentarci
ventre su ventre, addosso

Come non ci fosse domani.












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Profilo Autore: Sabyr  

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Nel silenzio della notte
bubola la civetta posata su un tetto
con i suoi occhi gialli fissi nella tenebra.


Giace nel letto ogni pensiero,
e il rumore della calma é sempre più assordante.
L' aere si fa sempre più cupa,
solo silenzio e un bubolare soave,
che tiene compagnia alle mie notti insonni.


Posa la mia testa sul cuscino senza trovar riposo
allora mi alzo e mi affaccio dalla finestra
per respirare a pieni polmoni
il buio della notte.


Brilla nel cielo lontano
uno spicchio di luna
dai riflessi argentei
rosicchiato dal passare dei giorni,
e la civetta mi vede, mi guarda e mi fissa,
spicca il volo verso lo spicchio di luna.


Odo la quiete delle stanze segrete di una casa vuota,
il frusciare delle fronde al vento
e i rumori della notte risaltano nella sua placidità.


Tenebre e buio avvolgono il mondo,
fitte trame di uno scuro profondo,
rapaci posati cantano alla notte,
il canto della morte.
Riposano gli uomini stanchi,
sui loro cuscini di cotone bianchi,
girovago io, pieno di pensieri,
non riesco a prender sonno,
e più non sogno.


Ma presto la stanchezza mi vince e mi rapisce,
di soprassalto.
Ad un tratto non odo più nulla,
chiudo gli occhi pesanti,
adagio il capo sul cuscino,
ma continua il vecchio rapace
ad intonare il suo canto di terrore,
fino allo spuntar del mattino,
quando lascia il posto al passero e al rondinino.
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Profilo Autore: Antonio  

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Piene le bocche di baci
mai dati,
sono rivalsa sul profumo
che irrora sangue e aroma.
Non di morsi si colmano,
per rabbia o fame,
e quel tenue esangue colore
fa si che tutto taccia in noi.
Quale delicata carezza
e' lo sfiorare di labbra che
risveglia brividi ancestrali,
passioni sopite e profonde.
Assaggiarne il sapore,
di chi ti ama o solo per ardore.
Risveglio dei sensi
tra le braccia stupite,
domina una luce
che insieme si fonde.
Rosso e' il richiamo sul
viso  che sa far ardere.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Cos'è il desiderio? Cosa significa desiderare qualcosa o qualcuno?
Domandarselo è normale, rispondere è difficile, perché il desiderio è la molla del nostro agire e che scandisce attimi importanti della vita di ognuno. 
Non possiamo muoverci o vivere senza l'essenza del desiderio.
Chiediamoci prima cosa vogliamo e poi formuliamo il nostro desiderio.
Se sentiamo la sua presenza avremo garantito la realizzazione di ogni nostro desiderio. 
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Profilo Autore: Erika Mellone  

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Tocchi, tocchi sulla mia fronte, tocchi, ancora tocchi, incessanti, implacabili, tocchi, lacrime che scendono sul mio volto, tocchi, picchiettii, frammenti sulla mia pelle, lacerante, freddi, senza nome, senza volto, tocchi, nell'oscurità di questa notte, ancora.
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Profilo Autore: M.s  

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Il nunzio - è sera
continuamente prece
le salmodie di Davide

C'è qualcosa
 di profondamente mistico
nella poesia: come divino
e mirto e l'irto colle della conoscenza
un ispessirsi d'istanti attesi

qualcosa di profondamente attento:
una precisione nelle parole e nel suono
un preciso rifugio dei suoi studi
un'attenta indagine di ciò che è Verità.

C'è qualcosa nel nunzio
- è sera - che mentre prega la poesia
rende partecipi tutti gli uomini
di un tesoro preziosissimo
e attenti uomini: il tempo è breve
e veloce passa il letto del dolore
più a lungo perdura l'eternità.
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Profilo Autore: Fone  

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Una mossa giocata
Sul quadrato -

Non c'è tempo da perdere
ogni posizione si basa su questo:
tattica e combinazione, esattezza del momento.

Lascia spazio ai pezzi leggeri
in avamposto alle truppe pesanti:
metti al sicuro il Re e considera
i campi di guerra: uno sull'ala di donna
l'altro sull'ala di Re.

Come la vita che non aspetta
e non lascia tempo
che non si raccolga.
Ciò che si semina è il pane dell'eternità:
1. e4 partita aperta gioco rapido,
1. d4 partita chiusa vale di più la strategia.

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Profilo Autore: Fone  

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Chiudi gli occhi. Guarda davvero.
Sentendo puoi vedere
tutti i colori che hai dimenticato.
Nel buio una sete assurda di luce
ti illumina. Piove.
Spruzzi ti tingono le palpebre.
Orge di rosso. Cascate di porpora.
Oceani grigi.macchie viola
lampi azzurri , veli d'oro fine
Chiudi gli occhi, rilassati nella nerezza
preludio di nevicate candide
sulle tue pupille
di mari di lapislazzuli
a bagnarti la pelle
di iridi zaffiro a fissarti dolcemente
Respira, bevi incorpora
tutti i colori che hai dimenticato

Assorbi gli arcobaleni caduti nei tuoi abissi.
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Profilo Autore: Sabyr  

Questo autore ha pubblicato 287 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Hai mai fatto caso a
quella luce di certe sere invernali?
Quella
che ti abbraccia in una
lieve sfera di sole.
Una luce un po' calda
che ti accarezza il volto,
lieve come fosse la mano di una madre,
che ti rassicura
L'hai mai sentita?
In quel momento che
non è più giorno
ma neanche sera,
e una serena calma
ti stringe la mano
e rende il tuo sguardo
pronto ad accogliere il mondo.
L'anima connessa all'infinito che nell'ultimo raggio di sole ti fa suo per sempre.
È in quel momento che muori cellula dopo cellula e in quel calore rinasci in una nuova vita.
Limpida e comprensibile come non mai.
 
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Ascolta il silenzio
ora che tutto tace
spegni la mente
e fingi che sia pace!
Tacciono bocche
dalle labbra serrate
tacciono i versi
di bestie ammaestrate
nel circo del tempo
che muto trascina
l'umana specie
con la testa ormai china
Dal cielo non giungono
voci tonanti
nessuno accudisce
noi anime tremanti
A lenti passi
si va in processione
e muti intoniamo
la nostra canzone
Un cieco ci guida
un sordo ci ascolta
noi inermi attendiamo
la prossima svolta
Nel vuoto cadremo
c'è un precipizio
sarà la nostra fine
o sarà il nuovo inizio?
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Profilo Autore: poetessalibera  

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Nel domani
alternativi tramonti dell’anima
saranno proiezioni di diapositive
finalizzate a ipnotizzare l’uomo-robot
mentre il crepuscolo
sarà una reminiscenza
tragico nostalgica
del destino dell’istinto di sopravvivenza.


Poesia ispirata dal fumetto:
* Titolo e contributi: Memorie dell'oltrespazio / Bilal
* Pubblicazione: [Italia]: Bonelli Dargaud, copyright 1985
* Descrizione fisica: 52 pagine illustrate a colori; 31 cm
* Data:1985
* Titolo originale francese “Memoires d'outre-espace”
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Profilo Autore: Ivano Bersini*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 04-10-2020

Questo autore ha pubblicato 10 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
«Si aprono le porte,
forse un vecchio parco,
Alberi alti,
pini mediterranei»

Camminiamo.
Oltrepassiamo due enormi cancelli di ferro,
arrugginiti.
Proseguiamo in un circolo strano
e strano il tempo appare.
Quiete e silenzio
e continuiamo…

Ecco la fatica,
quasi impossibile continuare.
Sospinti,
spinti,
resisto e sento.
Potente è il Male,
tutto intorno è male
Il giardino di colui che non si chiama
mi sfida,
ride.
Resisto e sento,
sento tutta la forza del male,
ci attanaglia
no! Non aprire quella porta.

Io apro.
Sono quasi prigioniero
ma io sono già oltre dell'oltre,
figlio delle tenebre.
Posso sentirlo
disumano nella violenza.
Usciamo fuori
Ma…

Siamo ancora dentro.
Ora ho compreso,
mi trattieni.
Io quasi lo sfido
e ogni cosa pare quieta
nel giardino del Male.

Esso è e non è
Io solo posso assorbire il suo furore.
Tre sono i percorsi nel cerchio.
Siamo fuori.
Dentro seppur fuori
ma come s'esce da questo posto?
Un libro bianco nelle mie mani.
Egli che è il male ci spinge.
Quasi voliamo,
io canto ripetendo alcune parole.
S'aprono le porte
e siamo fuori!

Un uomo in tunica nera chiede qualcosa.
Gli dico di non entrare.
La mia mente apre i cancelli di ferro,
il vento del male alita tempesta.

Io so.
Conosco.
Provo su di me
ma io sono figlio delle tenebre.
Non umano tra umani.

Tu non farlo ti prego,
non irridere il Male,
egli ghermisce gli stolti
e si ciba di loro.
Ah se potessero provare
Ciò che io provo.
Non lo chiamare mai,
ti prego ne resteresti sconvolto.

«È sera inoltrata,
sono distrutto.
Il buio mi avvolge,
percepisco l'alito del male
ancora un po'.
S'affievolisce sempre più.
Il silenzio è intorno.
le auto passano fuori sulla statale.
L'aria è quieta,
il semaforo lampeggia sul giallo.
Rientro in me.
Sono vecchio per queste battaglie.
Cerco un altro sonno,
una notte mi abbraccia.
Un'altra lo farà,
questo il mio destino»
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

Questo autore ha pubblicato 202 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Attraverserò  il  tempo e lo spazio
fuori da un corpo ormai perduto.
Viaggerò  alla velocità della luce
Fluendo, cellula tra le cellule
il mio spirito si espanderà.
Come in un improvviso BigBang
e in quel preciso istante saprò
che sarò con te,
per sempre.

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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Vi ho visti sognare

dallo schermo fatale,

con gli occhi arrossati

e un contrasto banale…

Tra queste luci,

è una veglia anormale,

mentre voi vi cullate

in un mondo di fate…

È giusto un capitale

che muove la notte,

al che vi svegliate,

si inverton le rotte…

Vi ho visti sognare,

l’ho fatto anch’io.

La lancetta si è mossa,

un sol ticchettio…

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Profilo Autore: Diego Crozzolin  

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