Alto su la volta, il sole
i suoi raggi spargeva,
d’albo chiaror tingendo il cielo,
e la rena infuocando. Lo sguardo,
disteso nell’aria aperta,
si perdeva dove par finisca il mare,
e quella vastità
credevo io poter abbracciare,
con gli occhi, scorrendo l’orizzonte.
E pensavo dell’umana sorte
la caduca vita,
e della natura l’eternità,
ed ella mi sovveniva,
ove io quell’eterno andavo cercando:
le rosee labbra,
ch’il dito lieve sfiorava,
il biondo crine, ch’il vento seguendo
l’aria andava olezzando,
i verdi occhi, ove io solevo indugiar.
E mentre al nuovo giorno
s’adagiava il sole,
spandendo in cielo un color vermiglio,
da quei ricordi rapito
pur io m’adagiavo,
in un freddo e buio giaciglio.
i suoi raggi spargeva,
d’albo chiaror tingendo il cielo,
e la rena infuocando. Lo sguardo,
disteso nell’aria aperta,
si perdeva dove par finisca il mare,
e quella vastità
credevo io poter abbracciare,
con gli occhi, scorrendo l’orizzonte.
E pensavo dell’umana sorte
la caduca vita,
e della natura l’eternità,
ed ella mi sovveniva,
ove io quell’eterno andavo cercando:
le rosee labbra,
ch’il dito lieve sfiorava,
il biondo crine, ch’il vento seguendo
l’aria andava olezzando,
i verdi occhi, ove io solevo indugiar.
E mentre al nuovo giorno
s’adagiava il sole,
spandendo in cielo un color vermiglio,
da quei ricordi rapito
pur io m’adagiavo,
in un freddo e buio giaciglio.
Arde la Luna
nella notte silente
aspettando nenie
di anime estinte.
Tempi impassibili
prosperano dentro
la infinita tristezza,
come ladri di menzogne
a riesumar dalla fosca polvere
vetusti dolori.
Adagio il tempo indugia,
nel colmare l’esilio ricordo,
stretto tra sogni bramati
nell’ego sepolto.
E’ giunto il momento
di destare le certezze
per raggiungere
con avida pace
la Luce dell’oblio.
nella notte silente
aspettando nenie
di anime estinte.
Tempi impassibili
prosperano dentro
la infinita tristezza,
come ladri di menzogne
a riesumar dalla fosca polvere
vetusti dolori.
Adagio il tempo indugia,
nel colmare l’esilio ricordo,
stretto tra sogni bramati
nell’ego sepolto.
E’ giunto il momento
di destare le certezze
per raggiungere
con avida pace
la Luce dell’oblio.

L’etate avanza…
Il core primavera
diversa, guarda.
*****
Osservazione poetica in stile haiku (2-4-6) creata da un pensiero di Abraham Lincoln, politico e avvocato statunitense del 1800 :
“E alla fine, non sono gli anni della tua vita che contano. E’ la vita che c’è stata nei tuoi anni.”
“E alla fine, non sono gli anni della tua vita che contano. E’ la vita che c’è stata nei tuoi anni.”
Una lacrima sul viso
s’addormenta
dimentica la gente
nell’incedere
dal passo nascosto
all’incontro.
Chiede alla memoria
dove il dolore
si colora
a bocciolo
di primavera
Tu lo sai?
Accanto
ad un piccolo singhiozzo
trattenuto
cupo
soffio di pianto.
Un vibrato di violino
ad occhi chiusi.
Tu lo senti?
Fermo
in un nido caldo
d'anima quieta.
Un sogno vivo
s'adagia
sul fondo
senza pretesa
che l’intima resa.
Il cuore non sa
ma il dolore va
mentre si culla
e il tempo
smette
di far male.
Piange.
E piove forte,
anche il gatto
sotto la pioggia
si lecca le ferite,
ha combattuto tutta la notte
sopra i tetti,
avesse vinto la partita.
Ora è stordito
e miagolando un lungo pianto
se né va.
Piove proprio forte,
voleva solamente dar la buonanotte
alla gattina preferita
che oggi avrebbe fatto quattro anni.
Povero gatto!
ora è tutto infreddolito,
ferito...
Almeno l'avesse ringraziato
lei s'è né andata col più forte.
A pensare che aveva programmato la serata,
di primo uno scoglio
e poi una grigliata,
per poi finire la serata sopra i tetti
a contar le stelle
e dire con amore alla gattina
buon compleanno.
Povero gatto!
Ora leccati le ferite
e non cader di nuovo
nell'inganno...
Come un dipinto appeso sulle pareti dell'anima
Come una dolce malattia che mi contamina
Donna Io... mi faccio trascinare
Donna Io... ti voglio solo amare
che sciocco sarei a pedinarti
che inulile sarei ad insultarti ,
maledetto, illuso, romanitico, sognatore
forse uomo d'altri tempi, ti credo amore.
Come un profumo nell'aria da inseguire
come un fiore da cogliere e non farlo morire
Donna Io... ti vedo così
Donna Io... ti corteggio per un si
Come un sogno ambizioso da realizzare
come un 'isola di pace da conquistare
Donna Io... ti rincorro per una speranza
Donna Io... ti amo nella passione di una stanza
Dando me stesso e fin quando sarà amore
ogni minuto come fosse eternità
ogni istante come fosse felicità .
Come una dolce malattia che mi contamina
Donna Io... mi faccio trascinare
Donna Io... ti voglio solo amare
che sciocco sarei a pedinarti
che inulile sarei ad insultarti ,
maledetto, illuso, romanitico, sognatore
forse uomo d'altri tempi, ti credo amore.
Come un profumo nell'aria da inseguire
come un fiore da cogliere e non farlo morire
Donna Io... ti vedo così
Donna Io... ti corteggio per un si
Come un sogno ambizioso da realizzare
come un 'isola di pace da conquistare
Donna Io... ti rincorro per una speranza
Donna Io... ti amo nella passione di una stanza
Dando me stesso e fin quando sarà amore
ogni minuto come fosse eternità
ogni istante come fosse felicità .
sei nata tra la brina e l'alba
su fili d'erba danzanti
a due metri dal mare
la notte prima
eri sparita impaurita
rattristata felice
per il nuovo giorno
e ti ho vista nell'armonia della vita
venire incontro al mio cuore
come l'alba verso la città
e l'estate qui su di noi
su fili d'erba danzanti
a due metri dal mare
la notte prima
eri sparita impaurita
rattristata felice
per il nuovo giorno
e ti ho vista nell'armonia della vita
venire incontro al mio cuore
come l'alba verso la città
e l'estate qui su di noi
*Alla rossa dal cuore grigio*
Adoperi parole,
che non hanno vita.
Adoperi parole,
vuote come le mie dita.
Un susseguirsi,
per incaponirsi,
le umetti sulle labbra,
le lasci scivolare,
via.
Sono solo parole,
queste,
come se non dischiudessero
il significato intrinseco
del nosto animo
fecondo.
Ma fecondo è solo
il tuo ventre,
sporco,
in cui rifugiarsi,
in cui cercare
un senso,
una pienezza,
alle parole
che adoperi,
generosa,
senza vita.
Parole per chiamare,
parole per stringere,
parole per amare,
parole per cingere.
Parole per allontanare,
parole per fingere,
parole per ingannare,
parole per respingere.
Sei chiaro di luna
sei rosso di sole
sei nero di morte
sei bianco sporco.
Sei il chiaro,
in cui non v'è purezza
il bianco dello squalo
quello che si disprezza.
Se sei di tutti
non sei davvero di nessuno
se sei di tutti
non sei più nemmeno uno.
Adoperi parole,
che non hanno vita.
Adoperi parole,
vuote come le mie dita.
Un susseguirsi,
per incaponirsi,
le umetti sulle labbra,
le lasci scivolare,
via.
Sono solo parole,
queste,
come se non dischiudessero
il significato intrinseco
del nosto animo
fecondo.
Ma fecondo è solo
il tuo ventre,
sporco,
in cui rifugiarsi,
in cui cercare
un senso,
una pienezza,
alle parole
che adoperi,
generosa,
senza vita.
Parole per chiamare,
parole per stringere,
parole per amare,
parole per cingere.
Parole per allontanare,
parole per fingere,
parole per ingannare,
parole per respingere.
Sei chiaro di luna
sei rosso di sole
sei nero di morte
sei bianco sporco.
Sei il chiaro,
in cui non v'è purezza
il bianco dello squalo
quello che si disprezza.
Se sei di tutti
non sei davvero di nessuno
se sei di tutti
non sei più nemmeno uno.
Presi al volo, coriandoli a carnevale
si piegano spezzandosi
confusi dal vento, visti da poco tempo
vispi
imperanti
da questo atlante
vite onorate
svuotate di senso
davanti al repentino fuggire
Ribollono in questo ignorante, domande
del perchè adagiare tanto amore
rivestire di gioia il cuore
accettare il vento inchinandosi
e disperdersi nell'universo senza rumore
Restiamo a leggere salmi, guardando mosaici colorati
già ricordando
quanto siamo stati fortunati
borbottando di quanti, dai piedi di piombo
in fondo, rimarranno per fare danno
Presi al volo, bambole di pezza
la testa a penzoloni
noi vogatori come Caronte
fra fiamme e lacrime, in mezzo alle onde
sprecate in ogni tempo
chi resta è perduto
offeso
in tutto questo
la sua anima straripante, non ha peso.
si piegano spezzandosi
confusi dal vento, visti da poco tempo
vispi
imperanti
da questo atlante
vite onorate
svuotate di senso
davanti al repentino fuggire
Ribollono in questo ignorante, domande
del perchè adagiare tanto amore
rivestire di gioia il cuore
accettare il vento inchinandosi
e disperdersi nell'universo senza rumore
Restiamo a leggere salmi, guardando mosaici colorati
già ricordando
quanto siamo stati fortunati
borbottando di quanti, dai piedi di piombo
in fondo, rimarranno per fare danno
Presi al volo, bambole di pezza
la testa a penzoloni
noi vogatori come Caronte
fra fiamme e lacrime, in mezzo alle onde
sprecate in ogni tempo
chi resta è perduto
offeso
in tutto questo
la sua anima straripante, non ha peso.
ERAVAMO ORMAI GIUNTI ALLA FINE DI OGNI EPISODIO
NAVIGANDO NEL QUOTIDIANO
ALLA DERIVA DEL DISINTERESSAMENTO,
QUANDO UNA ZATTERA CI ASPETTAVA
NEI PORTI DELLA COMPATIBILITA’ INESISTENTE.
ERA L’INVEROSIMILE DELLO SPIRITO
AD ESSERCI COMPAGNO,
LA CINEPRESA DELLA NOSTRA VITA
LEGATA INSIEME DA UN NODO
CHE
DA EQUILIBRISTI
LASCIAVAMO INDIETRO A NOI STESSI,
TROPPO MANCHEVOLI
D’AFFETTO O STIMA
ERAVAM L’UN L’ALTRO,
STAVAMO AL GIOCO LURIDO
DEL DEMONE
CHE IN NOI COMANDAVA LE AZIONI.
SENTIVAMO PIETRA E TERRA
IN CORPO,
E LE ANIME SI RINCORREVANO
DANZANDO SUL FALO’ DEL NOSTRO AMORE.
AH SE LE LACRIME VERSATE
COME RUGIADA
D’UN FRESCO MATTINO
NON FOSSERO COSI’ PORTATRICI DI REDENZIONE
DALLA NOTTE OSCURA!
CI IMPADRONIVAMO
L’UNO DELL’ALTRO
E SOLEVA IL TEMPO ESSERE D’AIUTO
PER CALMAR LE TEMPESTOSE PIOGGE
DI PENSIERI,
CHE MAI RIUSCIVAMO A CARPIRE
PER COMPRENDERCI;
COME UN OSTACOLO NELLA BATTIGIA
CI SPINGEVAMO OLTRE LE BOE DELLA SOPPORTAZIONE,
ADULANDO IL PERICOLO DEL CROLLO MENTALE
E LA FECONDAZIONE D’UN’AMICIZIA
CHE Già SFIORIVA,
RAREFANDOSI D’AMORE.
CON UN AROMA DI PERCHè
A INUMIDIRE LE VIE DI QUELl DESERTO CARDIACO,
TROPPO ARDUO ERA IL CAMMINO NEL LABIRINTO,
PER NOI
TESEO E ARIANNA GLORIOSI!
SARà SEMPRE ADDIO
QUANDO CI INCONTREREMO
SENZA Più CONVENEVOLI DI SALUTO
TRA L’IRIDE DELLA FLORA
CHE CI GUARDA,
ESTRANEI COMBATTENTI.
NAVIGANDO NEL QUOTIDIANO
ALLA DERIVA DEL DISINTERESSAMENTO,
QUANDO UNA ZATTERA CI ASPETTAVA
NEI PORTI DELLA COMPATIBILITA’ INESISTENTE.
ERA L’INVEROSIMILE DELLO SPIRITO
AD ESSERCI COMPAGNO,
LA CINEPRESA DELLA NOSTRA VITA
LEGATA INSIEME DA UN NODO
CHE
DA EQUILIBRISTI
LASCIAVAMO INDIETRO A NOI STESSI,
TROPPO MANCHEVOLI
D’AFFETTO O STIMA
ERAVAM L’UN L’ALTRO,
STAVAMO AL GIOCO LURIDO
DEL DEMONE
CHE IN NOI COMANDAVA LE AZIONI.
SENTIVAMO PIETRA E TERRA
IN CORPO,
E LE ANIME SI RINCORREVANO
DANZANDO SUL FALO’ DEL NOSTRO AMORE.
AH SE LE LACRIME VERSATE
COME RUGIADA
D’UN FRESCO MATTINO
NON FOSSERO COSI’ PORTATRICI DI REDENZIONE
DALLA NOTTE OSCURA!
CI IMPADRONIVAMO
L’UNO DELL’ALTRO
E SOLEVA IL TEMPO ESSERE D’AIUTO
PER CALMAR LE TEMPESTOSE PIOGGE
DI PENSIERI,
CHE MAI RIUSCIVAMO A CARPIRE
PER COMPRENDERCI;
COME UN OSTACOLO NELLA BATTIGIA
CI SPINGEVAMO OLTRE LE BOE DELLA SOPPORTAZIONE,
ADULANDO IL PERICOLO DEL CROLLO MENTALE
E LA FECONDAZIONE D’UN’AMICIZIA
CHE Già SFIORIVA,
RAREFANDOSI D’AMORE.
CON UN AROMA DI PERCHè
A INUMIDIRE LE VIE DI QUELl DESERTO CARDIACO,
TROPPO ARDUO ERA IL CAMMINO NEL LABIRINTO,
PER NOI
TESEO E ARIANNA GLORIOSI!
SARà SEMPRE ADDIO
QUANDO CI INCONTREREMO
SENZA Più CONVENEVOLI DI SALUTO
TRA L’IRIDE DELLA FLORA
CHE CI GUARDA,
ESTRANEI COMBATTENTI.
D’un giorno di vita scucito,
porticciolo di cuore annichilito
sul pavimento d’un sole petrolio,
amo e rinnego uno stralcio di cielo,
selciato ammutolito d’arcobaleno sfinito.
D’un giorno di vita scucito,
alveare d’un respiro appassito
fra i silenzi d’un bacio fiorito,
amo e rinnego uno stralcio di cielo,
bruma stellata d’un calice di miele.
porticciolo di cuore annichilito
sul pavimento d’un sole petrolio,
amo e rinnego uno stralcio di cielo,
selciato ammutolito d’arcobaleno sfinito.
D’un giorno di vita scucito,
alveare d’un respiro appassito
fra i silenzi d’un bacio fiorito,
amo e rinnego uno stralcio di cielo,
bruma stellata d’un calice di miele.
I movimenti dei piedi
sembravano non toccare terra.
Il pubblico in delirio,
per quella musica
che faceva venire i brividi,
resuscitare anche i morti.
Il movimento magico
del guanto bianco
già bianco...
Come avevi sempre desiderato tu.
Sei stato e sarai sempre un mito.
Adesso vivrà con noi
la tua musica, i tuoi riccioli neri,
la magia delle scarpe da tip tap,
il tuo inseparabile cappello.
Un mito...
Le tue giravolte sul palco,
i tuoi balletti indimenticabili,
le luci magiche che ti seguivano sempre.
Adesso ti illumineranno nell’aldilà.
TRIBUTO IN MEMORIA DI MICHAEL JACKSON.
sembravano non toccare terra.
Il pubblico in delirio,
per quella musica
che faceva venire i brividi,
resuscitare anche i morti.
Il movimento magico
del guanto bianco
già bianco...
Come avevi sempre desiderato tu.
Sei stato e sarai sempre un mito.
Adesso vivrà con noi
la tua musica, i tuoi riccioli neri,
la magia delle scarpe da tip tap,
il tuo inseparabile cappello.
Un mito...
Le tue giravolte sul palco,
i tuoi balletti indimenticabili,
le luci magiche che ti seguivano sempre.
Adesso ti illumineranno nell’aldilà.
TRIBUTO IN MEMORIA DI MICHAEL JACKSON.
Vorrei essere vento
per carezzare
il tuo viso,
foglia svolazzante
per potermi adagiare
su di te.
pioggerella di primavera
per lavare
il tuo dolore,
riverbero di sole
per asciugare
le tue lacrime segrete,
fior di loto
per profumare
la tua vita.
Vorrei essere...
...per donarti serenità.
per carezzare
il tuo viso,
foglia svolazzante
per potermi adagiare
su di te.
pioggerella di primavera
per lavare
il tuo dolore,
riverbero di sole
per asciugare
le tue lacrime segrete,
fior di loto
per profumare
la tua vita.
Vorrei essere...
...per donarti serenità.













