Che resterà di noi
che ne sarà delle nostre stelle lucenti
dei tuoi "ti amo"
scagliati come frecce sul mio cuore?

Per quale sentiero occulto
dentro quale anfratto dell'universo
si perderà questo fragore di sensi?

Portami via, ti prego
da questo incerto sentire
Raccontami di te
la piega dei tuoi sorrisi
raccontami l'incanto
l'incredibile incontro di due io.

Dimmi che ci sarò
nel vento che spettinerà i tuoi capelli
sulla tua pelle, sulle labbra
sulle vie del mondo
oltre l'invisibile.
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Profilo Autore: alec18marzo  

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Una gialla foglia addormentata

è pallido respiro d’una ninfea di stagno,

ciondolo di vento straziato dal sole,

giara abbandonata di linfa dismessa.


Impettita dal gelo cristallino di marzo,

scarabocchi d’un cocktail d’asfalto sorseggi

tra polvere specchiata di luna sconfortata

e minuta ghiaia crepuscolare infangata.


Ombrello d’una stanca lumachina,

lettera d’un grido di stagione accartocciata,

una gialla foglia addormentata

d’una pozzanghera è cometa intarsiata.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Due raggi di sole
illuminano il viso
due lacrime scendono
lucidi come brillanti.

Un piccolo spazio
per piangere
sulle pagine
di un libro.

Per amare
un tramonto
che muore
o un'alba che nasce.

Un piccolo spazio
dove riecheggiano
le parole.

Per nascondersi
ripararsi dal temporale
dal vento.

Prima che
il silenzio
ci avvolga.

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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Ancora al materno seno si frangerà
l'onda, onde nebule si poseranno
salse d'intorno, e su le sparse lacrime,
e su ogni sembiante, ancora lieve
una carezza recherà il sole,
e la leggera brezza le antiche fole,
ancora al cielo il vento
si volgerà, e d'ogni umana sorte
pure un frammento.
Se presto non sarò più,
se forse non sarai tu:
almeno questo.
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Profilo Autore: Pietro Luciano  

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Seduto, sulla sponda del fiume
lascerò avanzare i ricordi
e quando, nei tuoi occhi leggerò il silenzio
senza lacrime inseguirò il vento
fino a far morire, il cuore.
Poi, di fragilità vestirò i pensieri
tra le dimenticate carezze della sera
posando la testa scevra di sensi
sulle tue mani stanche.
E farò si, che il tuo volto non svanisca
creando con le parole
ogni attimo perduto, vissuto, amato
conservando il tempo dell'amore
fino a far cessare la pioggia
che batte ora, forte sul mio viso
fino a ritrovarmi
nei solchi di un sorriso
all'improvviso
in Te.
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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Risultati immagini per meridionali


Frischiava u trenu
pariva ca cantava,
e jieu figgjuolu
guardavu du finestrinu
curiusu...
Dassavu u mari cu nostalgia
fissavu chidi muntagni grandi
chi sulu a televisioni vitti,
quandu facivanu i documentari.
Dui occhi grandi
chi guardavanu si posti novi,
eru sperdutu, chi lacrimi ta l'occhi
guardavu a me mamma...
Posti novi...
Cusapi se mi trovu novi amici
dicivu u primu jornu
chi jia a scola.
Guarda che chi le arrivà
un olter terrun
ce sa se le bun de scrif
o de legg.
Figures! El sarà nia bun
de tegnè la pena.
Dicivanu così chidi storti
chi ancora jieu non capisciva
mi sembrava ca parlavanu ostrogotu.
Mamma mia avundi jia a finiri
ammenzu a si stranieri!
Chi mi sapi a mia ca non sannu mancu u lejiunu.
Ancora mò chi passaru quarant'anni
e diventai omu mi ricordu chjdu jiornu
chi pe nu fogjiu i carta chi mi mancava
girai tutta a scola
nudu mu dezzi pecchì jiera... Meridionali.

Fischiava il treno
sembrava cantasse
e io bambino guardavo
dal finestrino curioso...
Lasciavo il mare con nostalgia
osservavo le montagne enormi
che solo in televisione avevo visto
quando facevano i documentari.
Due occhi grandi
che guardavano posti nuovi
ero sperduto, con le lacrime agli occhi
osservavo la mamma...
Posti nuovi
chissà se mi trovo nuovi amici
dicevo il primo giorno di scuola.
Guarda è arrivato un altro terrone,
chissà se è capace di scrivere o leggere.
figurati! non sarà nemmeno capace
di tenere la penna.
Dicevano quegli stolti
che ancora non riuscivo a capire,
sembrava parlassero ostrogoto.
Mamma mia dove sono andato a finire
in mezzo agli stranieri!
Che mi sa non sanno nemmeno leggere.
Ancora adesso che son passati quarant'anni
e son diventato uomo
ricordo quel giorno
che per un foglio di carta che mi mancava
ho girato tutta la scuola,
non me l'ha dato nessuno
perché ero... Meridionale.



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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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L'incanto d’un bacio in silenzio
a una rosa che trasuda pianto
nuda nell'anima si risveglia
a fine pennellata d'un sol dipinto
in un caldo e timido accordo.
Riempie di gioia l'eremo
a difesa d’un mondo che uccide
che codardo, dubbioso si vende
e nella storia inutilmente coincide
con l'imbarazzo di chi vìola il tempo.
Si libra ad ali spiegate l'eterno
immenso spirito incredulo
lo stupore di fiori sbocciati in inverno
e le stelle innamorate d’un folle tripudio
frammenti fragili di miracolo al vento
piccoli istanti trattenuti in sogno.
Accanto al cuore dove muore la poesia
un urlo scomposto e primordiale
dalle lancette recise al pianto s’intona
su garbi d’angelici canti nell’ultima eresia.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Nulla  dura niente!
 E niente è  nulla.
   Ma niente dura niente…
…proprio niente!
 Questo ormai
 io lo so…
…ma non lo imparo mai!
Chissà?
Forse, s
on testarda
     e indisciplinata allieva della vita.
    E’una pagina di verità,
la sola,
 che io non abbia
 mai inteso studiare.
  Chissà poi... perché?
Così,
quando
l’idea del vacuo tutto
 mi  assale
     soffocandomi la gola,
    velocemente, io
     impugno,
     come se fosse forte spada,
         la mia fedele penna
           costringendola a riformular
        i segni di quel tutto...
    ...   sinuoso,
       sfuggente,
        doloroso niente!
      Un'unica idea
        ancor mi consola:
     che un giorno,
       il tutto,
        il nulla e il niente,
          di cui ora sto scrivendo
          dureranno…
          ci sarànno.
           rimmarranno..
       …anche senza me!




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Profilo Autore: Hera  

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Oggi, quella parte di me
che hai preservato sui balconi
nei vasi al sole
nei tuoi gerani che enfatizzano assoluti
è tornata, ha l’odore dei viali
Le mie mani: sono guarite
spogliate dalla calce dell’attrito
 
i tendini nuovi fremono
fermi a fatica
afferrano quest’aria dolce di nessuno
nel giorno disteso delle amache

                              il ciclo delle fragranze sta nei palmi
presagio di rotonde lento
e prolungato
nell’unica vita che mi cinge
come va una musica
calzata a velo





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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Lanterne di sale

son fieno d’orizzonte d’arena,

schegge labiali d’alghe coralline

fra albumi di lune argentate.


Rivoli cristallini d’estate

son ghirlande d’un diamante di vento

e collane d’amache dipinte

fra piccoli condomini di conchiglie.


Lanterne di sale

son squarci d’ombrelloni gemmati

fra panchine di mare imbarazzate

da un candido merletto di nuvole assolate.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1060 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Taras Shevcenco

Nella casematta

Dedicazione ai miei compagni

Reivocate , fratres meos…

Che non ritornino i guai,

Quando miravamo in fiducia

Dalla gallera che finiva mai.

Possibilmente, pensavamo:“quando
Ancora ci vedermo nella vita

Per un dibattito tranquillo
Su quella terra impoverita?”

Pero’, non mai, fratres, non mai,

Noi non beviamo dal Dnipro unitamente!

Avendo difuso la nostra sventura

Nelle steppe e nelle praterie,

Separeremo poi le nostre vie,

E , nella liberta’, un po’ piu’ crederemo,

Prima che vivere cominceremo.

Tra altre persone, come una nazione,

Ma, prima, che lo sara’ successo,

Amatevi, miei fratelli,

Volete bene l’Ucraina,

E, per essa, sfortunata,

Il Signore, pregate,

E, Lo dimenticate, amici,

E non Lo bestemmiate,

E ,nella schiavitù, a volte,

Anche di me, vi ricordate.

Traduzione dall’ucraino all’italiano
.




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Profilo Autore: Ivan Petryshyn  

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La strada
che attraversa i campi
ha diverse sfumature
dal verde ocre e luminoso
al giallo acceso.

Appena lungo i sentieri
spuntano viole mammole
margherite pratoline
ranuncoli e ginestrine
infiorescenze riunite
con nervature violacee e fusti bordati 
 di profumi e colori inconfondibili .

Che meraviglia!

Nella pienezza della luce
petali lucenti di rugiada.

Si respira aria di pace
ritorna la brezza del mare
aleggia incipiente con il vento
la Primavera.


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

Questo autore ha pubblicato 966 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
poesiare è una foglia
che ascolta li appesa

quando un sogno da vivere
è di lacrima morta

o l'amore nell'ombra
solstizio d'attesa

e danza, cadendo
verso il suolo a vestirlo
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Profilo Autore: garofano a.  

Questo autore ha pubblicato 63 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Da tempo orami aspetto
camminando nella pioggia
ascolto il silenzio
che si interrompe
salgo sopra luci
che si spengono
dopo la notte
scivolo lentamente
tra il verde ed il grigio
e poi ancora giù

regalami un sogno
come aliante
attraverso il blu
regalami un sogno
che cammina leggero
dentro l’arcobaleno

sono ormai tanti gli anni
su cui sono scivolato
accompagno il sole
che scende verso sera
tento ancora di respirare
il profumo lasciato
da chissà chi
chiudo gli occhi
e mi addormento
giù nel profondo

regalami un sogno
come aliante
attraverso il blu
regalami un sogno
che cammina leggero
dentro l’arcobaleno

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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

Questo autore ha pubblicato 425 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Sospesa ad incastro vaneggia l’idea
brina in compagnia d’emozioni spiumate
prima di morire in commossa risalita.
Volteggia afasie e addolcisce il piumaggio
al volo stordito su filigrane di silenzi
e calla amata cede agitando profumi al cielo
fino a farsi del male per divenire pieno
gemito a tesoro di desiderio etereo.
Ancora e ancora senza deserto il rantolo
piove sbalzando l’intenzione a bozza d’aria
e ferito rintocca una flebile nenia
una parolina gocciolante latte di rugiada
dalla testolina reclinata all’indietro di felicità
fiumana calda d’un frammento gioioso
rosaio diletto nella grazia del tempo.
E nell’impeto la pretesa si osa al silenzio
ardita contempla l’estensione riflessa
specchio di solitudini alate d’un cuore sbiancato
com’aria d’arpa espansa alla calura.

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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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