ECCO…
…COSI IO TI INCONTRATO:
VESTITO DI BLU,
CON ONDE, VENTO E CIELO.
TU,
;DIONISIACA CREATURA
CHE DISCIOGLI
LA POTENZA DEL TUO LIEVE DIRE,
IN PAGINE CHE PROFUMANO
DI QUELL’AUREA GRECITÀ.
TU,
ISOLA,
D’IMMENSA - MENTE
D’IMMENSA - MENTE
CON IMMENSO RICERCAR
QUELLA PROMESSA MUTA.
TU,
MUSICA,
CHE ABBATTE
CHE ABBATTE
IL VUOTO SILENZIO…
… DIMMI,
DOVE TI NASCONDI?
DIMMILA;TUA IMMENSITÀ!
PER NOI …
… CHE SEMPRE
ANDIAMO IN FONDO,
NUDI ORMAI,
NELLA NOSTRA ETÀ...
...DIMMI,
DOVE TI CONFONDI?
ASSORTO,
NEL TUO
NEL TUO
SOGNO INFINITO,
ANELANTE ,
DI NUOVE MISTERIOSE MELODIE,
DI UN PIÙ SOAVE AMORE!
TIENILO NELLA TUA MENTE,
INCIDILO NEL TUO PENSARE,
DISSETA L’ ESSENZA
DEL TUO BIANCO E ANTICO FIUME,
E DIMMI…
CONTRO QUALI ASPRI OSTACOLI
DOVEVA INFRANGERSI
QUEL TUO TERRIBILE
DESIDERIO DI VIVERE;
QUELLA VIOLENTA VOLONTÀ
DI FOGGIARE LE
;LE ALI DELLA TUA VITTORIA?
DIMMI,
RACCONTA,
RACCONTA,
DELLA TUA INSONNE GLORIA,
DEL TUO APPASSIONATO
VISO DI LUCI E OMBRE.
OR CHE MI CONOSCI……DIMMI!
SON VORTICE D’AMORE SAI!
SO COMBATTERE COL FIATO NEL
FIATO;
CONSORRISO INFINITO,
COL CUOR MIO ACCANTO AL TUO.
DIMMI,
CHEMI TERRAI NELLA TUA MENTE,
CHEMI TERRAI NELLA TUA MENTE,
INCISA , NEL TUO PENSARE.
MA SOPRATTUTTO:
DIMMI
CHE MI DIRAI, SEMPRE …. DI TE !
DIMMI
CHE MI DIRAI, SEMPRE …. DI TE !
22 commenti
Le parole son granelli d’estate,
fiocchi di luce d’un canto di mare
sulle colline dal ricordo annuvolate.
Le conchiglie son sepolcro di lune,
giardini alluvionati d’un bacio di sale,
fra le spiagge dal temporale avvicendate.
Le parole son granelli d’estate,
virgole di cuore d’orizzonte apostrofato
sulle ali d’un pensiero di vetro affusolato.
fiocchi di luce d’un canto di mare
sulle colline dal ricordo annuvolate.
Le conchiglie son sepolcro di lune,
giardini alluvionati d’un bacio di sale,
fra le spiagge dal temporale avvicendate.
Le parole son granelli d’estate,
virgole di cuore d’orizzonte apostrofato
sulle ali d’un pensiero di vetro affusolato.
Fammi sognare ancora
mia bellissima signora,
lasciami tenere ancora un po' le tue mani
prima che arrivi l'alba,
voglio coccolarti ancora
prima che te ne vada.
Prima che tu ritorni
alla vita normale.
E' una grande emozione
osservarti,
fammi sognare ancora
dolce passione...
Vorrei essere tuo per sempre
e non dividerti con un'altro.
Lasciami accarezzare ancora un po' il tuo corpo
prima che faccia giorno
fammi sognare ancora...
mia bellissima signora,
lasciami tenere ancora un po' le tue mani
prima che arrivi l'alba,
voglio coccolarti ancora
prima che te ne vada.
Prima che tu ritorni
alla vita normale.
E' una grande emozione
osservarti,
fammi sognare ancora
dolce passione...
Vorrei essere tuo per sempre
e non dividerti con un'altro.
Lasciami accarezzare ancora un po' il tuo corpo
prima che faccia giorno
fammi sognare ancora...
Senso fuori di me
graffia e penetra
sbalordimento
in estasi energica
si apre e vola
infinito
minuti di perfetto
elegante erotismo
velati da giochi maliziosi
alla luce della fiamma danzante
ancora velluto
e poi raso
in cui avvolgere
amore e sensualità
ancora luna
e stelle
per disegnare
figure
ed incastri
è tempo per una nuova stagione
graffia e penetra
sbalordimento
in estasi energica
si apre e vola
infinito
minuti di perfetto
elegante erotismo
velati da giochi maliziosi
alla luce della fiamma danzante
ancora velluto
e poi raso
in cui avvolgere
amore e sensualità
ancora luna
e stelle
per disegnare
figure
ed incastri
è tempo per una nuova stagione
D’ogni uomo il guardo difforme al mondo volge,
dell’anima ha il colore,
all’età e al pensiero è conforme;
e così al guardo mio, tale sei tu
o suol natio.
Dei miei giochi fosti dimora,
così ti vedevo allora,
quando fanciullo l’apriche tue distese,
al limitar della paterna casa sorgenti,
sereno andavo solcando.
Sui campestri passi
era l’odore dei ligustri,
de l’uccellino, tra le fronde ascoso, il canto,
tra il frusciar del grano
e il mormorar dei pioppi al vento,
tra gli steli d’oro de le messi il ciano,
del gelso le more,
ed il canale dall’acque chiare,
fresco riparo nelle calde e afose ore.
E gioivano tutti i sensi,
e gioiva il cuor,
il sole vedendo nascere
e morire agli orizzonti.
Poi che ciò che sortisce gioia,
spesso, nel tempo, cagiona noia,
al volgere de la giovane età,
dal desiderio e da l’ardir sospinto,
del fanciullo mondo varcai la soglia.
Lo sfarzo, ch’al seguir la via
all’occhio m’appariva,
e l’imponenza de le vesti,
mi dissero così del tuo splendor,
de gli antichi tuoi fasti.
In abito di Candoglia,
e le guglie al cielo protese,
d’arte gotica illustre esempio,
solenne s’ergeva ne la piazza il tempio;
emblema d’una remota possanza,
ancor viva ne la sua fattezza,
poco in là si stagliava turrita
la viscontea fortezza;
e lungo le vie, talora lastricate,
erano edifici pittoreschi,
di bassorilievi adorni,
di floreali affreschi.
E tra le vie vagando,
ai tuoi antichi giorni
spesso volava la mente,
ma più sovente allor che,
tra l’urbane mura leggero spirando,
l’olezzo di quel tempo
pareva portasse il vento.
La mano de l’uomo, nel frattempo,
agendo incauta e cieca,
l’opera sua sortiva
e de la Natura faceva scempio.
Quanto cambiasti suol natio,
e quanto, da allora, son cambiato io,
eppur al guardarti sento,
tali qual’eran remoti,
dell’anima i sussulti, del cuor i moti.
Così, quando terge il cielo tuo la brezza,
e si scopre l’Alpe e l’aria s’olezza,
o quando la bruma si versa,
l’ignoto recando ne la città dispersa,
o del sole il primo raggio
ch’il fosco cielo d’inverno squarcia,
od ancor il violento scroscio
che l’afa estiva spazza,
e benché fuggì il sereno tempo,
e benché fuggisti tu, di campo in campo,
e i tanti pensieri,
e il dover cui attendo
spesso mi portano ne l’oblio,
come t’ho amato, io t’amo ancora
o suol natio.
dell’anima ha il colore,
all’età e al pensiero è conforme;
e così al guardo mio, tale sei tu
o suol natio.
Dei miei giochi fosti dimora,
così ti vedevo allora,
quando fanciullo l’apriche tue distese,
al limitar della paterna casa sorgenti,
sereno andavo solcando.
Sui campestri passi
era l’odore dei ligustri,
de l’uccellino, tra le fronde ascoso, il canto,
tra il frusciar del grano
e il mormorar dei pioppi al vento,
tra gli steli d’oro de le messi il ciano,
del gelso le more,
ed il canale dall’acque chiare,
fresco riparo nelle calde e afose ore.
E gioivano tutti i sensi,
e gioiva il cuor,
il sole vedendo nascere
e morire agli orizzonti.
Poi che ciò che sortisce gioia,
spesso, nel tempo, cagiona noia,
al volgere de la giovane età,
dal desiderio e da l’ardir sospinto,
del fanciullo mondo varcai la soglia.
Lo sfarzo, ch’al seguir la via
all’occhio m’appariva,
e l’imponenza de le vesti,
mi dissero così del tuo splendor,
de gli antichi tuoi fasti.
In abito di Candoglia,
e le guglie al cielo protese,
d’arte gotica illustre esempio,
solenne s’ergeva ne la piazza il tempio;
emblema d’una remota possanza,
ancor viva ne la sua fattezza,
poco in là si stagliava turrita
la viscontea fortezza;
e lungo le vie, talora lastricate,
erano edifici pittoreschi,
di bassorilievi adorni,
di floreali affreschi.
E tra le vie vagando,
ai tuoi antichi giorni
spesso volava la mente,
ma più sovente allor che,
tra l’urbane mura leggero spirando,
l’olezzo di quel tempo
pareva portasse il vento.
La mano de l’uomo, nel frattempo,
agendo incauta e cieca,
l’opera sua sortiva
e de la Natura faceva scempio.
Quanto cambiasti suol natio,
e quanto, da allora, son cambiato io,
eppur al guardarti sento,
tali qual’eran remoti,
dell’anima i sussulti, del cuor i moti.
Così, quando terge il cielo tuo la brezza,
e si scopre l’Alpe e l’aria s’olezza,
o quando la bruma si versa,
l’ignoto recando ne la città dispersa,
o del sole il primo raggio
ch’il fosco cielo d’inverno squarcia,
od ancor il violento scroscio
che l’afa estiva spazza,
e benché fuggì il sereno tempo,
e benché fuggisti tu, di campo in campo,
e i tanti pensieri,
e il dover cui attendo
spesso mi portano ne l’oblio,
come t’ho amato, io t’amo ancora
o suol natio.
L’amore spesso è solo
Un a parola,
si fa presto a dire,
l’amore vero,
che và oltre
i sensi,
il divertimento
e la ricerca del benessere e dello spasso,
è tanto difficile da trovare;
trovi gente,
pronta sfruttare i soldi altrui,a spendere e spandere se si può,
finchè la pacchia dura,
ma trovare un apersona che ti voglia bene,
che ti consideri,
e ti rispetti,
non solo esteriormente,
ma anche dal punto di vista
interiore,
non è uno scherzo,
non basta girare l’angolo,
o fare un annuncio su face book;
amare ed essere amati è raro in questo mondo.
Un a parola,
si fa presto a dire,
l’amore vero,
che và oltre
i sensi,
il divertimento
e la ricerca del benessere e dello spasso,
è tanto difficile da trovare;
trovi gente,
pronta sfruttare i soldi altrui,a spendere e spandere se si può,
finchè la pacchia dura,
ma trovare un apersona che ti voglia bene,
che ti consideri,
e ti rispetti,
non solo esteriormente,
ma anche dal punto di vista
interiore,
non è uno scherzo,
non basta girare l’angolo,
o fare un annuncio su face book;
amare ed essere amati è raro in questo mondo.
Ho perso le mani nell'aiuola
le ha inghiottite il cespuglio.
Persi le dita tra i fiori
i bulbi le avevano rubate
e i petali si spartirono le unghie.
Anche le braccia smarrii in mezzo agli arbusti
le presero i rami
per cullare i propri frutti.
Per primi i piedi e poi le gambe persi fra i sassi
e senza più passi, la terra
la terra inglobò il mio sesso.
Non trovai più il mio cuore
e poichè anche lo sguardo persi
vederlo mai potei
esattamente li dove l'avevo lasciato
lapide nel tuo giardino.
le ha inghiottite il cespuglio.
Persi le dita tra i fiori
i bulbi le avevano rubate
e i petali si spartirono le unghie.
Anche le braccia smarrii in mezzo agli arbusti
le presero i rami
per cullare i propri frutti.
Per primi i piedi e poi le gambe persi fra i sassi
e senza più passi, la terra
la terra inglobò il mio sesso.
Non trovai più il mio cuore
e poichè anche lo sguardo persi
vederlo mai potei
esattamente li dove l'avevo lasciato
lapide nel tuo giardino.
I colli
esausti dal vento
esausti dal vento
svelano ora i profumi
delle gemme appese ai rami
delle gemme appese ai rami
filtrano i tronchi odorosi
di muschio
di muschio
dagli arbusti
spunta un turbinio d'ali.
spunta un turbinio d'ali.
I sentieri stropicciano
nugoli di margherite
dolcissima stagione di fragranza
avanza
in note curiose
di gigli viola bulbosi.
avanza
in note curiose
di gigli viola bulbosi.
Esplose terrazze e balconi
di sole e gerani assortiti.
All'improvviso...
Un lembo di cielo mi desta
è un finto preludio primaverile
si mischia
si mischia
alla brusca pioggia che cade!


La semplicità mi si offre, che prima mi viene a noia
e poi mi incanta senza speranza.
Come ora, che è davvero inverno
e un vigile porta via un mezzo ramo caduto
dalla palma imbiancata dal grande peso.
Porta via su, anche questa mia poesia.
La punta dei suoi cuscini ha già lanciato
tutti i razzi di un metallo sconosciuto,
i miei zampilli congelano
in vecchi giardini di rosette.


Scrivo di passione ardenti
su questi fogli bianchi
mai visti
con il rosso del cuore
senza avere mai fine
e si innalza lo sguardo al cielo
sognando un sentiero luminoso
afferrandoti la mano
senza mai più lasciarla
e indifferente agli occhi della gente
cammino nelle vie della nostra città
mano nella mano
l'amore che ho per te
Mondi…
…di alta sartoria,
il nostro rassicurante sottostare
a felici imposizioni di sfilate,
con giri d’affari luccicanti!
Futile gioco d’artificio ,
specchio mitico, impalpabile,
a rifletter nuove
iconografie d’anima.
E, gli occhi…
…che scelgono soluzioni,
in cui doversi riconoscere.
Persuasione,
pervasione ,
l’effimero, il transitorio,
il fascino del dissolvimento.
Un lampo !
Che lascia intravedere
solo l’istante,
di un mutamento rapido di forme
a dileguar significati.
Inevitabile caducità!
E noi…
…che gioiamo, del diritto
di essergli infedeli;
che gioiamo
di un moderno divenire,
con l’imponente
falsità del Nuovo… a tutti i costi!
Gentile promessa,
di un futuro senza eternità;
Solo, un giro… luccicante!
… Amo,
questo fragile
ramoscello d’arte,
quando decido, di non
vestirmi di facile moda,
ma vestire, invece,
la moda…
…di me stessa!


Voglio che tu sappia una cosa:
amarti mi ha dato alla vita,giovane Eco fremente
e lievito vivo del tuo sangue son stata,
quando con labbra dolenti sussurravo versi
al tuo curioso udito,e mi guardavi stranito
da lontane radure di silenzio.
Non erano odi quelle che sentivi
ma gesti di profondo amore che rischiavano
di tacere insoluti per sempre.
Ma ora tu sai questa cosa,e capirai
dal profondo tenero risveglio ch'è in Te
come tanto -e a lungo-
ti ho amato.
E per questo i miei versi ancora s'innalzano
per tornare al tuo inizio,
alla somma punta del tuo Io
che ho conosciuto,
al perimetro sottile del Tutto che mi rendi,
lieto vento delle mie più audaci primavere!
amarti mi ha dato alla vita,giovane Eco fremente
e lievito vivo del tuo sangue son stata,
quando con labbra dolenti sussurravo versi
al tuo curioso udito,e mi guardavi stranito
da lontane radure di silenzio.
Non erano odi quelle che sentivi
ma gesti di profondo amore che rischiavano
di tacere insoluti per sempre.
Ma ora tu sai questa cosa,e capirai
dal profondo tenero risveglio ch'è in Te
come tanto -e a lungo-
ti ho amato.
E per questo i miei versi ancora s'innalzano
per tornare al tuo inizio,
alla somma punta del tuo Io
che ho conosciuto,
al perimetro sottile del Tutto che mi rendi,
lieto vento delle mie più audaci primavere!
Margherita di sogni imperlata,
intarsio d’effluvio di cielo corallo,
il silenzio sulla tua pelle danza
ed è mosaico di sguardi sfuggenti,
cardiologia vulcanica d’alveari frementi.
Fra le tramontane del tuo dolore,
canovacci labiali d’un sole di more,
ghiacciano un vento d’estate e calore
ed il silenzio sulla tua pelle danza
come coagulo planetario di stelle in lontananza.
Tempio d’ una scheggia di cuore,
scrigno d’ un pensiero intricato d’amore,
il silenzio sulla tua pelle danza
ed è sevizia d’un bozzolo di gioia e passione,
furto di una sconfinata cicatrice dimenticata.
intarsio d’effluvio di cielo corallo,
il silenzio sulla tua pelle danza
ed è mosaico di sguardi sfuggenti,
cardiologia vulcanica d’alveari frementi.
Fra le tramontane del tuo dolore,
canovacci labiali d’un sole di more,
ghiacciano un vento d’estate e calore
ed il silenzio sulla tua pelle danza
come coagulo planetario di stelle in lontananza.
Tempio d’ una scheggia di cuore,
scrigno d’ un pensiero intricato d’amore,
il silenzio sulla tua pelle danza
ed è sevizia d’un bozzolo di gioia e passione,
furto di una sconfinata cicatrice dimenticata.










