stimola emozioni profonde
nel silenzio misterioso
d’un rosso tramonto,
fa percepire la magia
della natura, mentre,
vibrazioni sviluppano note
a colmare lo spazio infinito
dove l’intento d’un pensiero
muove in un soffio,
per poi scomparire nel nulla.
Io conoscevo il buio e le rose,
e quando le mani cercavano mani
istanti in cui il tempo si dondolava ed istanti in cui fuggiva a precipizio,
e sapevo dirti lo stupore degli angeli
…
ma tornando a casa
una sera
la verità mi ha abbracciato
senza via di fuga
e adesso conosco il senso dei bucanevecosmiche immagini
ombre del mattino
donate dall’universo.
Riflessi accecanti
tra furtivi bagliori
della vita il mistero
risuona eclatante.
Son luci divine
ed i bagliori, i riflessi,
che furtivi della vita
riportano doni.
Doni e misteri,
d’ogni giorno vissuto,
che omaggia alla vita
l’intero universo.
si rinnova ogni anno
a dicembre dal primo
al ventiquattro.
Il viaggio della speranza
ritorna rinnovato
nel cammino paziente
verso la nascita di Gesù.
Il viaggio della speranza
cresce e trasforma
dentro i cuori d’ognuno
l’amore più puro.
Il viaggio della speranza
si manifesta alla Nascita
in una fredda capanna
e l’arrivo di tre Re Magi.
Oggi, come pioggia,
spolvero il tuo vestito
bianco e freddo
che sa d'un insopportabile
nero eterno.
Ti guardo tacendo.
Non piango e non rido
inutilmente
per il tuo volto,
ormai da lungo assente.
So solo che
non voglio nessun ricordo
che non sia lo sguardo
di un sorriso vissuto.
Ho scritto una preghiera
perché tu non possa mai morire,
dimenticato nella notte
al buio, senza tempo.
Ho scritto una preghiera
per la vita del mondo
che si spegne nei tuoi occhi
spenti dal mondo.
Ho scritto una preghiera
nella tempesta,
in mezzo al mare
e nella quiete, ai lati del cielo.
L'ho scritta per le ceneri
che volano via col tempo,
per tenerti ancora qui accanto.
Ho sentito la vita,
ha parlato,
l'ho ascoltata in silenzio:
era tra le foglie di un albero
e i suoi rami,
dispersa nella notte
e sopra le mie mani
o le tue con un caffè.
Parlava
come se non l'avessi mai vista
eppure l'ho incontrata
in riva al mare
che si sposa col ruscello,
era nei silenzi
in mezzo alle ali di un uccello.
L'ho vista,
mi guardava
ed io sorridevo ancora e ancora.
Splendeva una luce
tra le rocce di un vulcano
come un grido vorace
di un amore lontano.
Un grido, un rumore
la sua mano ti porgeva,
con gli occhi di un fiore
il suo odore giungeva.
Splendeva una luce,
forse il sole o una stella
che il mio cuore traduce
come l’anima più bella.
Risveglia il poeta
con la sua aura divina,
che segna la meta
di una salvezza vicina.
quella sera si frange nella pena,
e l'aurora di quel che era suo lamento
si veste d’abissi e chimere,
trascende la carne la mistica resa.
Sui crinali del Golgota sibila il vento,
aruspice cieco del verbo che geme.
L' aceto nel rituale che fende
compie quel ché era già scritto.
Anamnesi antica nell’eco di lògos,
resurrezione in filigrana di piaghe.
La verità, come arca risplende,
annoda i cieli tra cenere e speme.
Un agnello d’ebano ha bevuto martiri,
crocefisso per amore e pace
nel dissolvere le notti in graffi di luce.
La pietra si schiuse, era giunta l'ora,
i segni si spezzarono, irrompeva gioia
l’eterno si plasma in forma e carne.
Nel ventre del mito germoglia
l'essenza, la vita perfetta e soave,
tra mitrei e cori d’apostasia blanda
avvolte da tenebre per sinistrare.
Ma la misericordia senza fine
si fa crisalide perfetta in ogni cuore,
rinnegando la morte in litania franca.
Il tempo si arrende come stanca arpa
tra palme appassite al consumato
e presagi di grano d'oro di gaudio.
Il sepolcro è un ventre ormai vuoto,
la croce una banca eterea
di debiti eterni e perdono sovrano!
Redento è il Santo Verbo,
suonando le ore in cadenze astrali.
Pasqua, vertigine, nodo dei drammi,
miracolo scritto tra oscurità e salmi.
Vorrei che la pace
ferisse il cuore dell’uomo
come apostrofi di stelle
l’infinito leggio della notte.
Vorrei che la pace
fiorisse come un bucaneve
nei prati gelidi d’aprile
fra i dolci battiti del creato.
Vorrei che la pace
colorasse i confini del mondo
come una poesia senza casa
nascosta negli sguardi del perdono.
Vorrei che la pace
si impigliasse per sempre
nei fragili giorni dell’uomo
come inestimabile dono d’amore
perduto fra le braccia di Dio.
Per la giornata internazionale della pace
Sguardi impossibili rigano
Il cielo terso dell'universo
L’azzurro invade il mio cuore
Pompando agitazione
Parole tumefatte scorrono
Dentro le ossa facendo male
Barbagli lontani
Sussurrano una piccola fede
L’incertezza bussa
Freneticamente alla mia porta
Confuso e innamorato
Nel giaciglio di un corpo in fiamme
Voglio trattenere la luce del sole
Per eiaculare sulla mia carne.
quanto è grande l'amore di Dio,
ti riconcilieresti con il fratello,
prima di lasciare il dono all'altare.
Usciresti
dal putrido stagno del peccato;
e assaporare l'immenso oceano
della Sua Grazia.
Se conoscessi
quanto è grande l'amore di Dio,
Doneresti il denaro superfluo,
rifocillando il povero che geme.
E l'anima tesa,
vagante in pena,
attraccherebbe in sicuro porto.
Abbracciando in eterno
l'Agnello risorto
Non ho bussato e mi è stato aperto,
non ho chiesto e mi è stato dato,
avevo sete e sono stato dissetato,
avevo paura e sono stato incoraggiato.
Non ho amato e sono stato amato,
non ho creduto e sono stato creduto,
avevo freddo e sono stato scaldato,
avevo dubbi ed ora ho certezza.
Dove non è arrivata la mano mia,
ha bussato la mano di Dio,
quella della verità, dell’amore,
del perdono, della Vita Eterna.
È la parte di vita in ombra che non conoscevo,
quella che toglie i dubbi della vita Eterna!
Quella che non cederebbe il posto all’avidità,
all’esatto contrario della vita sana, Cristiana!
Bellissime parole ma, sono solo parole,
mi è stato detto! Sei un Prete?
Sei un poeta? Un attore? Un musicista?
Sei sposato? Quanti anni hai?
La mia risposta però, è stata sempre la stessa:
non sono Prete, attore o musicista ma, sono sposato!
L’età fa parte del corpo, non dell’anima e dello Spirito,
io invece, amo Dio e credo alla vita Eterna!





