Lungo la via che a Bevagna conduce
sostò Francesco nel povero saio,
lì vide sui rami vibranti di luce
mille ali sui tralci frondosi in un canto gaio.
Con animo puro e con passo leggero
s'avviò conquistato in quell’avventura;
non sibilo né strido turbò quel sentiero,
ché l'attendeva l’amorevol natura.
A loro lieto parlò: «Miei piumati fratelli,
lodate sempre il vostro Gran Fattore:
vi diede il cielo, le fonti, i ruscelli,
e piume e canto per donarGli Amore.
Voi non seminate né mietete grano,
eppur vi nutre la Sua man paterna;
vi diede i monti, le valli e il piano,
e l'aria pura che il volo governa.»
Tesero il collo, apriron le ali,
chinaron il capo con dolce fervore,
poi s'alzò un canto di trilli corali
che a Gloria ascese fino al Signore.
Francesco allor li segnò della Croce
e formando la Croce, lo stormo partì:
a oriente, a occidente portò la sua voce,
a tramontana e verso il mezzodì.
Così il Vangelo di frate Francesco
viaggiò nel mondo su ali sincere,
e ancor lo canta, sul ramo più fresco,
la voce lieve di umili schiere.

ci impedisce di vedere
quella realtà subliminale
prerogativa, generalmente,
più chiara agli illuminati.
Siamo tutte anime
giunte da spazi infiniti
alla ricerca di sé stesse
dentro la materia
che mai lascia trasparire
i suoi trascorsi spirituali.
Anime imprigionate
in questi luoghi terreni,
scelti in precedenza
affinché possano comprendere
l’impronta del creatore
tra spirito e materia
e raggiungere alti spazi.
Hanno le cose un suono scabro
e le immagini ruvide
si proiettano sullo schermo
del mondo.
A volte la tua presenza
è così distante
che mi chiedo
come io abbia potuto credere in te.
Non ho la fede degli atei,
ma neppure mi arrendo
a una vita scarnificata.
Non capisco la tua domanda,
anche se siamo un unico cuore,
un’unica lingua,
divisa ormai
dallo iato di millenni.
Lente vanno le nuvole sul mare,
sogni che evaporano nell’alba.
Fra ombre d’ali in iridi chiare,
palpitano onde di luce falba.
Si librano su ariose lontananze,
vele miniate dall’arcobaleno;
come canti nutriti di speranze
si spandono col zefiro sereno.
Vanno in silenzio nubi leggere,
effimere immagini dell’altrove,
riflessi di arcane, perdute ere…
Oltre l’infinito forse ora piove.
0-30
Ad estasiar anima è sospir lieve,
piuma ad accarezzar viso, alito di fiato,
ed arcobaleno di colori.
Ad elevar emozioni, lacrima a scivolar silente
e sorrider tacitamente, cuor a veleggiar sovente.
Pensier ad inseguir nuvole, rondine a virar serena
parole ad elevar spiritualmente,
ove spirito, anima e cuore ad unisono vibrano nell’aria.
Attimi in dolce divenir ed elevar minuti ad enfasi d'amore,
anima ad estasiar nel cielo, cuor ad inseguirla,
purezza ed enfasi celestiale,
a nascer è, amor vitale.
Soffi di vento, spiritual carezze
bontà ad ammantar cielo,
imponente ed eloquente, pianeta d’amore.
Divina estasi d’un Dio primordiale.
3 Maggio 2026
Ispiratami da attimi emotivi
ove spirito conduce ad elevar sentimenti
Spiritual percezioni e meditazione personale!
e più non è materia,
s’apre nuova via
tra i cantici
d’un celestiale coro.
Esile il corpo par che muoia,
rimane immoto ma è solo sopito
or che l’anima s’invola lontano
tra gli spazi del cielo infinito.
E torna ai margini del mondo,
ai margini del tempo
in cerca di risposte vere
ricerca di sé la sua essenza
poi placida posa là, dolcemente,
dove nasce il sole..
stimola emozioni profonde
nel silenzio misterioso
d’un rosso tramonto,
fa percepire la magia
della natura, mentre,
vibrazioni sviluppano note
a colmare lo spazio infinito
dove l’intento d’un pensiero
muove in un soffio,
per poi scomparire nel nulla.
Io conoscevo il buio e le rose,
e quando le mani cercavano mani
istanti in cui il tempo si dondolava ed istanti in cui fuggiva a precipizio,
e sapevo dirti lo stupore degli angeli
…
ma tornando a casa
una sera
la verità mi ha abbracciato
senza via di fuga
e adesso conosco il senso dei bucanevecosmiche immagini
ombre del mattino
donate dall’universo.
Riflessi accecanti
tra furtivi bagliori
della vita il mistero
risuona eclatante.
Son luci divine
ed i bagliori, i riflessi,
che furtivi della vita
riportano doni.
Doni e misteri,
d’ogni giorno vissuto,
che omaggia alla vita
l’intero universo.
si rinnova ogni anno
a dicembre dal primo
al ventiquattro.
Il viaggio della speranza
ritorna rinnovato
nel cammino paziente
verso la nascita di Gesù.
Il viaggio della speranza
cresce e trasforma
dentro i cuori d’ognuno
l’amore più puro.
Il viaggio della speranza
si manifesta alla Nascita
in una fredda capanna
e l’arrivo di tre Re Magi.
Oggi, come pioggia,
spolvero il tuo vestito
bianco e freddo
che sa d'un insopportabile
nero eterno.
Ti guardo tacendo.
Non piango e non rido
inutilmente
per il tuo volto,
ormai da lungo assente.
So solo che
non voglio nessun ricordo
che non sia lo sguardo
di un sorriso vissuto.
Ho scritto una preghiera
perché tu non possa mai morire,
dimenticato nella notte
al buio, senza tempo.
Ho scritto una preghiera
per la vita del mondo
che si spegne nei tuoi occhi
spenti dal mondo.
Ho scritto una preghiera
nella tempesta,
in mezzo al mare
e nella quiete, ai lati del cielo.
L'ho scritta per le ceneri
che volano via col tempo,
per tenerti ancora qui accanto.
Ho sentito la vita,
ha parlato,
l'ho ascoltata in silenzio:
era tra le foglie di un albero
e i suoi rami,
dispersa nella notte
e sopra le mie mani
o le tue con un caffè.
Parlava
come se non l'avessi mai vista
eppure l'ho incontrata
in riva al mare
che si sposa col ruscello,
era nei silenzi
in mezzo alle ali di un uccello.
L'ho vista,
mi guardava
ed io sorridevo ancora e ancora.
Splendeva una luce
tra le rocce di un vulcano
come un grido vorace
di un amore lontano.
Un grido, un rumore
la sua mano ti porgeva,
con gli occhi di un fiore
il suo odore giungeva.
Splendeva una luce,
forse il sole o una stella
che il mio cuore traduce
come l’anima più bella.
Risveglia il poeta
con la sua aura divina,
che segna la meta
di una salvezza vicina.


