Sistri e vibrazioni,

sul dorso dell'acqua

vanno cavalli azzurri

come pugni di semi

gettati dalle stelle.

Sulla mia terra è passato

un respiro di argento

ha inciso

la mappa del mutevole.

L'uomo è specchio di un volto

un guscio dischiuso, un sogno

un viaggio.

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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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L’esordio del mondo…
…pensiero  dolente!
Nessuno osa dirlo, nessuno risponde
del peso delle pietre, del fluido dell’acqua,
del calore della fiamma.

 Il Nulla e dal nulla?
Immensa paura nel pensiero dei mortali,
  tesoro che non si fà  scoprire,
oscuro vuoto, e seme perenne.

Nessuno sguardo riesce mai a tovarlo
eppure esso è, insieme alle cose 
che riempiono i suoi spazi sacri,
e in cui tutto può passare
respirare vivere… cambiare.


  Dove potrebbero mai ritirasi le onde e i pesci,
dove potremmo mai spostarci
se non nel vuoto, che l’aria riempie,
che è nei corpi e insieme a noi?


…Benché ancora si voglia spender tempo,
bisogna ammetter solo,
 del suo spazio indicibile ,nascosto fra le fronde,
 negli oscuri nascondigli
    dove ogni cosa agisce sopra l’altra  
     creando l’esile causa del vitale esordio.  


  Luce dona luce, acqua dona acqua,
 frutto dona frutto.
Il lancio stesso scorre, nell'incessante divenire
dei lucidi astri…e la musica è soave:
...il vuoto è come l’amore quando nasce!



opera di: Lucio Fontana     titolo: il vuoto attraversa la tela.


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Profilo Autore: Hera  

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Era un’altra stagione…

che consumavo,

in altro tempo,

del viver terreno.

 

Cielo… sereno!

 

Era un’altra stagione

che scorreva,

in altra ora,

della leggiadra età.

 

Rondine… in volo!

 

Era un’altra stagione…

che vedevo,

in altro istante,

nell’esser fanciullo.

 

Sorriso… per tutto!

 

Era un’altra stagione

che sentivo,

in altra primavera,

nel correre tra i prati.

 

Profumo… soave!

 

Era un’altra stagione…

che toccavo,

in altro passare,

del tranquillo andazzo.

 

Cammino… luminoso!

 

Era un’altra stagione…

quando ricorrevo,

alla mamma,

per alleviare tristezza.

 

Coccola… beata!

 

Era un’altra stagione…

che non trovo,

nel ricercare,

tra perdute speranze.

 

Chimera… assente!

 

Era un’altra stagione…

che rimpiango,

nell’essere solo,

tra tormenti continui.

 

Allegro… fuggito!

 

Era un’altra stagione…

Eran altri amici,

Avevan altro cuore,

tra cotanto calore.

 

Cenere… in mano!
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Per amarti per come ti ho amato
occorre più  fiato di ciò che mi resta.
Tra coni di luce e angoli d'ombra
nel gioco di specchi dell'amore
nella terra di mezzo in cui mi trovo
sfrondo e sfilo dal cuore i silenzi.

Per riempirti della mia assenza
ho solo i versi che non leggerai
le rose che non potrò donarti
i sorrisi  che non ti raggiungeranno
quando la notte ti negherà un'altra vita
e la vita ti raggiungerà solo di notte.

Per unirti di nuovo al mio respiro
non basterà il tempo che mi rimane
dovrò chiederlo in prestito all'eco
che dalle profondità della terra
restituirà al mio fiato la forza
di amarti per come ti ho amato.


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Profilo Autore: mybackpages  

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Tu sei come la primavera,
tutti ti accolgono con impazienza
dopo una lunga attesa provocata dal gelido inverno

Tu sei come il Sole che appare dopo un temporale,
splendente e luccicante all'orizzonte,
che si fa largo tra le cupe nuvole

Tu sei come la pioggia
che allontana la siccità e ristabilisce la vita

Tu sei come un fedele cagnolino
che scodinzola contento all'arrivo del padrone,
stanco da una lunga e impegnativa giornata

Tu sei come luce nelle tenebre,
restituisci la felicità nei momenti più bui

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Profilo Autore: LyricAle  

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Fiocchi di carbone,

ghiacciai d’aurora

e comignoli di grano,

vespro d’alfabeti

e coriandoli di sale,

metafore d’universo

nell’autunno dei pensieri.


Comete d’arena,

farina di cielo

e finestre d’avena,

sonagli d’orizzonte

e corallo di temporali,

metafore d’universo

nell’autunno dei pensieri.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1061 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Uno scorcio d’autunno
e pioggia  torrenziale
dovè finita la spensieratezza
di quando oziavo
guardando il  mare?

I tuoni scandiscono il ticchettio
dell’orologio
si annuvola il tempo 
muta lo scenario
non più un trionfante azzurro
il ricamo del vento
la risacca dell’onda
memore di tante risate.
 
Guardo i tetti 
scalfiti dall’acqua
e dal grigio del cielo
tormento di questa  poesia
 una manciata di dolcezza: l’orizzonte.

Lasciami sognare
guardando ancora il mare
sentire  la sabbia tiepida
abbagliata dal  sole.


Ascoltare il  silenzio  romantico
vegliato dalla luna
la mia Estate
ineguagliabile cantata dalle cicale.

Una fontana antica spezza
il mormorio del cielo
 e non dimentica
i miei colli secolari e senza fine.

Rossi i papaveri nei  sentieri profumati
dove ora campeggiano le spine
 frutti e sapori antichi  deliziati
di assenza e nostalgia
solo le dorate ginestre e agreste dolci
cullano la  via.
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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La strega canta, svirgola, racconta,

contando la platea dei suoi soldati,

con quattro gatti inventa la tormenta

di lampi e tuoni per gli sciagurati.




Fomenta, canta, conta e si rinventa

di sana pianta il Piano dei suoi piani,

aggiunge serpi a un pizzico di menta

cantando "El Pueblo" degli Intillimani.




Prega e ti frega, perfida stratega,

non fa una piega e pure se ci fosse

ritratta se è costretta ma per sfiga

cade nel fuoco assieme alle sue mosse.




La favola è finita, andate in pace

con una prece al gusto di limone,

dormite bene se anche non vi piace

o finirete nel mio calderone!

























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Profilo Autore: perlanera  

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La città ritrovata sul fondo dell’oceano

non è Atlandide, né il cimitero dei pirati

è un luogo dello spirito, il rifugio per artisti

in cerca d’ispirazione, attori dilettanti

cantanti liriche col corpo da sirena

poeti romantici con la tuba e per la balena

di Moby Dick. La folla degli aspiranti

è in una lista scarna, chi concede i visti

è uno squalo con i vestiti firmati e stirati

di fresco e due cambi due nello zaino.



I pesci colorati sono rimasti di sasso

dinanzi ai quadri di Kandinsky, la bellezza

è aperta al sorriso nel mondo sotterraneo.

I delfini hanno vinto la medaglia d’oro

alle olimpiadi nel salto in alto, quello

che ha scelto il passo del gambero è bello

ma è stato squalificato, niente alloro

invece per le meduse trasparenti, il neo

è che nessuno le ha viste in sella

alle loro biciclette, il vincitore è un asso.



Ulisse è stato qui, a incontrare Nausica

Omero si è sbagliato, vi ha scritto la Norma

Bellini, è stata scambiata per una ricetta

siciliana alla moda nelle terre di sopra.

Gli ossi di seppia di Montale sono un ricordo

del suo fugace passaggio in questo fondo

sconosciuto. C’è il bacio etereo e la capra

che bruca la libertà, la luna in offerta

e i fantasmi nel sottomarino giallo, il karma

senza condanna e le sirene che inventano musica.
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Profilo Autore: mybackpages  

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Si putesseme scegliere addò murì e quanno, 

si 'a vita nosta se putesse studà' a ccumanno, 

ognuno 'e nuje s'appriparasse 'na valigia 

e se vasasse cu 'e pariente e cu ll'amice. 

'Nun ce ne ghiesseme sule e 'mpreparate, 




senza saluta' e facenne 'e scustummate. 

Putesseme lassa' 'ncopp'ô cummò 'na nota, 

ca conta 'nu fatto bello, d''e tiempe 'e 'na vota. 

Ce putesseme leva' 'nu poco tutt'ê sfizie, 

facenne tanta scemenze ca pe ll'ate sò capricce.

 

Facesseme 'e spese ca nunn'avimme fatto maje, 

senza abbada' 'o prezzo, nè pensa' ca costa assaje. 

Si se putesse scegliere 'a matina chiù d'a sera, 

ce sursiggiasseme 'nu bellu cafè senza penziere. 

C'assapurasseme 'npace ll'urdema sigaretta, 




senza correre: chiano, tranquille e senza fretta. 

Cuntrullasseme si avimme studato sott'ô ffuoco 

e ce 'ncammenasseme for'â porta, poco a ppoco. 

C'â mana aperta facesseme 'na carezza 

a chi ce vò bbene, a chi pare ca c'apprezza. 




Pò tutte pronte, chi c'a giacca, chi c'o scialletiello 

e pe 'nun piglia' friddo 'a sciarpa o 'nu cappiello,

c'avviasseme pe 'na via, ca 'nun se sape si sponta,

addò forse 'nun ce stanne nè albe e nè tramonte.

Pusasseme 'nterra tutt'e cariche pesante,




c'alleggeresseme d'e pise, d'e cose chiù 'ngumbrante

Ce ne ghiesseme tranquille, accussì senza rancore, 

senza chiagnere, nè rirere, nè sentere dulore. 

Si j' putesse scegliere, v''o giuro mme piacesse. 

Però nunn''o pozzo fà, ma fosse bello si putesse.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Ecco puntuale il mese di gennaio,
accompagnato da un freddo duro come l'acciaio,
seguito da abbondanti nevicate,
con tanti fiocchi che cadono a palate,
imbiancano il paesaggio circostante
e il cielo si colora di un grigio luccicante,
i lampioni si illuminano presto
come le luci delle case,
scende subito la sera
e le famiglie si scaldano con le stufe accese
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Profilo Autore: LyricAle  

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Troppi pensieri scoppiano la testa

e a un certo punto, appunto, dico basta,

la spina al fianco resta ma non costa

un attimo di più della mia posta.




E fuggo tra le nuvole intrecciando

un suppergiú di giochi di parole

arrampicati al niente fino a quando

non vedo a terra un battito di sole.




Mi faccio compagnia mentre accompagno

madame Tristesse con il suo malumore

verso la soglia, spoglia del guadagno

d'impossessarsi ancora del mio cuore.
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Profilo Autore: perlanera  

Questo autore ha pubblicato 21 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Di palpiti amorosi ora t'adorna
l'ardenza essenza di guizzanti labbra
le nostre
L'astro della notte ancora torna
fra lievi trasparenze e pozzanghere
ove ti specchi sorridendo
E canti nella calda innocenza
la tua intimità
nella casa la stanza
dolce poesia i corpi
il profumo ardente che sempre sa
riaccendere antiche brame di passione
e le tue bionde trecce 
Nel tuo cerchio mi chiudo
nell'aspro fragore della notte
conforti nell'abbraccio che mi conforta
e m'adombra
e schiudi una promessa declinante di tepore
al mio cammino trabballante in ombra
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Profilo Autore: fgl  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Sembrava nero,
ma era bianco,
il mite passerotto svelava
la tempra di cacciatore rapace.
Il sole splendeva
coperto da nuvole macchiate
di crepuscolo.
Il sorriso candido
di quellacreatura
era ghigno di vecchia meretrice.
Ti giurava amore eterno.
Perversione di un animo
che finge di non capire;
si pone delle domande;
sa già lerisposte.
Predica l'amore per il bene
e,stupendamente affascinato,
la notte divide il letto con il male.
Animo codardo abbaia alla luna;
per eluder duello con l'avversario.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Un silenzio attornia, alcun mormorio s’ode,
il pensiero corre lontano, lontano nel tempo
tutto è uno sbocciare di luminosità,
con occhi al loro brillare,
mentre lacrime di gioia appaiono,
nella varcata soglia della felicità.
 
Mani si stringono con passione
il cuore palpita, cancella le ore,
gli sguardi si incrociano… è tenerezza
coi sorrisi a mostrarsi nell’azzurro mare
e nella luce del sole che accarezza.
 
Le note sono a liberarsi leggere
tra le braccia protese in circondo,
ricolme d’amore sono a lambire emozioni
mentre nei passaggi di anime cercate
regnante è oggi… il sogno.
 
Dal cielo la benedizione discende
su rivoli di felice pianto,
tutto è un fiorire nel romanzo della vita
tra i silenzi del cuore che congiunge
nel giardino della esistenza desiderata.
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Profilo Autore: Giovanni Monopoli  

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