Ho sempre avuto un rapporto tumultuoso con il mare, bello, bellissimo direi, pieno di pesci coloratissimi e terre sommerse ove regna vita; a volte ti sembra di nuotare nel cielo e se ci si ferma un attimo si ode il canto dei flutti che sornioni accarezzano i ciottoli.Purtroppo il mare non possiede anima, ma milioni sono le anime che vagano in esso.Adoro il mare, ma lo temo più di ogni altra cosa, la sua struggente bellezza m'abbraccia, ma le sue sfarzose acque insidiano gli animi di chi le attraversa;inimicatasi la paura che attanaglia il cuore impavido dei nostri. Forse l'unica speranza rimane a coloro la cui dolcezza di Atena non li ha ancora abbandonati.
5 commenti
E meno male che te ho ringraziato !
Passare n’artra notte aggrovijato
a sto pensiero proprio nun m’annava
che a la salute certo nun giovava.
Me viè da battermi la testa
perché nun l’ho fatto apposta,
d’oggi a domani sempre rimannavo
e er dovere mio nun facevo.
Ma proprio a te dovevo tralascià ?
Vojo morì, vojo dimenticà.
A te che sei in cima alla mi lista,
diciamola tutta, sei ‘na specialista !
Famo così, appena ce ‘ncontriamo
te porto a cena così la risolviamo
e se alla fine dimentico di pagare,
fai tutto tu e nun te ‘nca…volare !
Passare n’artra notte aggrovijato
a sto pensiero proprio nun m’annava
che a la salute certo nun giovava.
Me viè da battermi la testa
perché nun l’ho fatto apposta,
d’oggi a domani sempre rimannavo
e er dovere mio nun facevo.
Ma proprio a te dovevo tralascià ?
Vojo morì, vojo dimenticà.
A te che sei in cima alla mi lista,
diciamola tutta, sei ‘na specialista !
Famo così, appena ce ‘ncontriamo
te porto a cena così la risolviamo
e se alla fine dimentico di pagare,
fai tutto tu e nun te ‘nca…volare !
Da quann’è luglio
te stai su quello scojo,
a prenne er sole e nun te balena
d’essere donna più che ‘na sirena !
E se Ulisse passasse de qua,
i marinai farebbe accecà
piuttosto che tappà le orecchie
pe due o tre canzoni che so vecchie.
Se te distendi fai uno sbajo
se spiaggia puro ‘n grosso capodojo.
Se toji er reggiseno pe abbronzà
du spalle che dovremmo incornicià,
s’arza a marea e s’arza ogni cosa
natura mai non fu così maestosa.
Du gambe lunghe, più der normale
da fa dimenticà pinna caudale !
Te porti dietro pure a nipotina
così a te nessuno s’avvicina,
nemmeno io me posso fare sotto,
quanno che è luglio è proprio un gran casotto.
Ma so aspettà seduto in riva al mare
perché l’estate deve terminare
e ormai priva delle tue conchiglie,
c’a pelle liscia e senza quelle scaglie,
me dici, annusandomi, che m’ami
che sei sicura che…nun ce stanno ami !
te stai su quello scojo,
a prenne er sole e nun te balena
d’essere donna più che ‘na sirena !
E se Ulisse passasse de qua,
i marinai farebbe accecà
piuttosto che tappà le orecchie
pe due o tre canzoni che so vecchie.
Se te distendi fai uno sbajo
se spiaggia puro ‘n grosso capodojo.
Se toji er reggiseno pe abbronzà
du spalle che dovremmo incornicià,
s’arza a marea e s’arza ogni cosa
natura mai non fu così maestosa.
Du gambe lunghe, più der normale
da fa dimenticà pinna caudale !
Te porti dietro pure a nipotina
così a te nessuno s’avvicina,
nemmeno io me posso fare sotto,
quanno che è luglio è proprio un gran casotto.
Ma so aspettà seduto in riva al mare
perché l’estate deve terminare
e ormai priva delle tue conchiglie,
c’a pelle liscia e senza quelle scaglie,
me dici, annusandomi, che m’ami
che sei sicura che…nun ce stanno ami !
Blu effetto notte, il borgo
sulla collina è in ascolto
le rose rosse avvolgono
gli sposi commossi dal suono
di una chitarra. Il cono
di luce della luna è ruffiano
uno spicchio trasparente, un alito
di poesia, un valzer, non un tango.
C’è l’abbraccio nel cielo stellato
e la capra che suona il violino
il blu è lo stesso, è la purezza
del colore a stordire i sensi.
Puoi dirlo forse in versi
o provare con una carezza
se esiste un tocco divino
è in questo spazio incantato.
I giocolieri del circo in azione
e il volo degli amanti sulla città
lui la tiene sempre per mano
lei si libera dalla gravità
forse è questo l’amore, la rarità
di una fluttuazione, l’alieno
come stile diverso di libertà
e il tempo dispari di una canzone.
sulla collina è in ascolto
le rose rosse avvolgono
gli sposi commossi dal suono
di una chitarra. Il cono
di luce della luna è ruffiano
uno spicchio trasparente, un alito
di poesia, un valzer, non un tango.
C’è l’abbraccio nel cielo stellato
e la capra che suona il violino
il blu è lo stesso, è la purezza
del colore a stordire i sensi.
Puoi dirlo forse in versi
o provare con una carezza
se esiste un tocco divino
è in questo spazio incantato.
I giocolieri del circo in azione
e il volo degli amanti sulla città
lui la tiene sempre per mano
lei si libera dalla gravità
forse è questo l’amore, la rarità
di una fluttuazione, l’alieno
come stile diverso di libertà
e il tempo dispari di una canzone.
Un po' eta, un po' beta e più grata
alla sorte che strinse la mano
pargoletta nei campi di grano
saraceno di un oro zecchino.
Era ieri, era sera e la cera
liquefatta sul piatto smaltato
s'induriva per farsi più nera
della notte piombata sul prato.
Era l'alito di una fiammella
a far luce sui libri sfuggiti
al controllo, un barlume di stella
che sapeva i miei sogni carpiti.
E strappava l'ordito del cielo
mentre l'ombre tremavano i muri,
raccogliendo le briciole al volo
sorrideva ai miei passi insicuri.
Era sera, e non c'era il domani,
né la voglia di vivere il giorno...
D'ora in ora passavano i treni,
manessuno lasciava l'inferno.
Era un passo di storia ed un peso
troppo grande nel fondo degli occhi
che piegava i ginocchi, che poso
dentro i versi con limpidi trucchi.
alla sorte che strinse la mano
pargoletta nei campi di grano
saraceno di un oro zecchino.
Era ieri, era sera e la cera
liquefatta sul piatto smaltato
s'induriva per farsi più nera
della notte piombata sul prato.
Era l'alito di una fiammella
a far luce sui libri sfuggiti
al controllo, un barlume di stella
che sapeva i miei sogni carpiti.
E strappava l'ordito del cielo
mentre l'ombre tremavano i muri,
raccogliendo le briciole al volo
sorrideva ai miei passi insicuri.
Era sera, e non c'era il domani,
né la voglia di vivere il giorno...
D'ora in ora passavano i treni,
manessuno lasciava l'inferno.
Era un passo di storia ed un peso
troppo grande nel fondo degli occhi
che piegava i ginocchi, che poso
dentro i versi con limpidi trucchi.
Voglio essere ciò che sono. Vorrei
Permesso non chiedo. Permesso!
Vivo cammino tra la morta natura
vivo.
Torno all'estate. Essa rimembra
coriandoli pensieri
parole opere
spiaggia e tramontana
ed io per lei
respingo assalti di altre labbra
respingo altri baci
altri letti
eppure non l'avrei fatto
in tempi passati
ora si.
Voglio non essere ciò che non sono.
Permesso non chiedo. Permesso!
Vivo cammino tra la morta natura
vivo.
Torno all'estate. Essa rimembra
coriandoli pensieri
parole opere
spiaggia e tramontana
ed io per lei
respingo assalti di altre labbra
respingo altri baci
altri letti
eppure non l'avrei fatto
in tempi passati
ora si.
Voglio non essere ciò che non sono.
L'aver sentito chiedere stamattina una brioscina vuota,
una signora sconosciuta, quale delle due era vestita
di ovatta e di grembiule
Senza problemi potrei lagnarmi stanotte
di una margherita appassita,
che il tempo ne contiene a bizzeffe

che il tempo ne contiene a bizzeffe
Ruggine d’arancia
e farina di stelle,
tela di primavera
è il battito della sera.
Narcisi e costellazioni,
chiostri germinati d’aprile,
son cristalli di neve danzanti,
alabastro di luna nei campi.
Muschio di cielo amaranto
borotalco di luce arroventa,
grandina lo scialle del vento
è rossetto di seta e silenzio.
e farina di stelle,
tela di primavera
è il battito della sera.
Narcisi e costellazioni,
chiostri germinati d’aprile,
son cristalli di neve danzanti,
alabastro di luna nei campi.
Muschio di cielo amaranto
borotalco di luce arroventa,
grandina lo scialle del vento
è rossetto di seta e silenzio.
V’erano ancora azioni da compiere nel mondo:
conquiste da perseguire, sogni da svelare,
destini da salvare, enigmi da tentare.
Lui… dall’imprevedibile incontro,
figura di leggende, a interrogar misteri;
d’ispirazione fulminea, acuta,
aveva trovato la ragione eroica del vivere!
Così il suo naviglio d’oro
urtò nello scoglio a me vicino;
urtò nello scoglio a me vicino;
lo colsi nell’opera grande, e d’allegria forte……
Un sogno confuso,certo!
Ma, fù vero l’incontro.
Ma, fù vero l’incontro.
Il suono metallico del giorno,
attraversò la trasparenza del silenzio.
attraversò la trasparenza del silenzio.
Si spostarono le palpebre,
e fù di bontà dolce l'approdo,
nella più estrema comprensione.
Si smarrirono i luoghi,
la misura del tempo cambiò.
Fù, come l’ispirazione fulminea
che fa nascere poi, l’opera eterna.
La voce ferma e calda del suo lume interiore,
fù bisogno segreto di presentarsi
e confidare della sua fine giovinezza.
La sua entrata, bella e preziosa:
… si chinò ,a raccogliere le rose
che mie erano cadute!


L'inferno è un particolare stato dell'anima
costretta a girare su se stessa.
Alla disperata ricerca
di una pace inafferrabile.
Madida di sudore,
implora una stilla d'acqua
al suo persecutore.
Quel diavoletto urla e bestemmia,
tra le gole infuocate.
Fornisce all'anima acqua e sale,
per arrecarle sommo dispetto.
E la punzecchia agli arti
con un forcone ben affilato.
Escoriazioni e ferite
si aprono a perdifiato.
Il despota sanguinario
è incatenato come uno schiavo.
Costretto a servire
i capricci di Lucifero.
Mai perfetti e ben accetti
sono quei servigi;
bisogna ripeterli all'infinito.
Senza lode e premio di tesoro,
l'anima del potente
geme in sinistro coro.
perdutamente ossessionato
dal rifiuto dell'amore di Cristo.
costretta a girare su se stessa.
Alla disperata ricerca
di una pace inafferrabile.
Madida di sudore,
implora una stilla d'acqua
al suo persecutore.
Quel diavoletto urla e bestemmia,
tra le gole infuocate.
Fornisce all'anima acqua e sale,
per arrecarle sommo dispetto.
E la punzecchia agli arti
con un forcone ben affilato.
Escoriazioni e ferite
si aprono a perdifiato.
Il despota sanguinario
è incatenato come uno schiavo.
Costretto a servire
i capricci di Lucifero.
Mai perfetti e ben accetti
sono quei servigi;
bisogna ripeterli all'infinito.
Senza lode e premio di tesoro,
l'anima del potente
geme in sinistro coro.
perdutamente ossessionato
dal rifiuto dell'amore di Cristo.
E’ con il cielo chiaro
che i colli mutano i sentimenti
che i colli mutano i sentimenti
e il vento
ne ondula divertiti i rami.
ne ondula divertiti i rami.
Spalanco i miei occhi
come una finestra sulla strada vuota
dolce l’alba
colora le pareti
colora le pareti
e mi sommerge il mare.
La magia è a casa mia!
Sfioro il risveglio sulle mie guance ambrate
ne ascolto appena il cigolio
trattenendo l’aria ferma e calda.
Amo guardarti mare!
Amo far entrare il cielo nella vita mia.
Attorciglio quel tepore con un dito
Attorciglio quel tepore con un dito
e penso
quanta luce, ombra,
anima , affanni e amore infinito c'è....
Notti di scorribande per i gatti,
di pianti inconsolati per gli afflitti,
bottiglie vuote, canti o versi piatti,
sospetti cupi e ridondanti patti.
Notti per tutti i gusti, per gli artisti,
poveri cristi in piste di cristallo,
chissà se canterà tre volte il pollo
e a un giuda sarà mai tirato il collo.
Notti di luna piena sulla scena
a tutto tondo in fondo a una sirena
che t'incatena i sogni alla sua pena,
su un'altalena o un piano che ti spiana.
Notti per vili voli e valorosi
guerrieri imbottigliati nei raggiri
di un cerchio... Circolare! Sta al di fuori
del mondo il pozzo dei miei desideri.
di pianti inconsolati per gli afflitti,
bottiglie vuote, canti o versi piatti,
sospetti cupi e ridondanti patti.
Notti per tutti i gusti, per gli artisti,
poveri cristi in piste di cristallo,
chissà se canterà tre volte il pollo
e a un giuda sarà mai tirato il collo.
Notti di luna piena sulla scena
a tutto tondo in fondo a una sirena
che t'incatena i sogni alla sua pena,
su un'altalena o un piano che ti spiana.
Notti per vili voli e valorosi
guerrieri imbottigliati nei raggiri
di un cerchio... Circolare! Sta al di fuori
del mondo il pozzo dei miei desideri.
Chissà come sei davvero?
Le foto, la voce al telefono
non dicono poi tutto
sono un premio di consolazione
una medaglia di legno
per rane nello stagno
aragoste a colazione
per coppie di fatto
con criceto e megafono
e l’abbonamento al monastero.
È come essere in una sola
dimensione. O spazio o tempo
mai entrambi nella stessa goccia
di saliva, nella lacrima sfuggita
al controllo del cuore. Siamo
dei fermi immagine, amiamo
e odiamo e non è mai finita
sino al gong. L’ultima traccia
che ti ho lasciato era un lampo
con lo sconto del due sulla parola.
Nulla è iniziato e nulla è finito
ci sarà da scavare, da sondare astri
e annullare distanze, abbattere
muri portanti senza che la casa
crolli. Non riesco a immaginare
il tuo sorriso accanto al mare
forse un video o qualcosa
di simile alla realtà virtuale
potrebbe aiutare. Ci sono già nastri
colorati a legare l’infinito.
Le foto, la voce al telefono
non dicono poi tutto
sono un premio di consolazione
una medaglia di legno
per rane nello stagno
aragoste a colazione
per coppie di fatto
con criceto e megafono
e l’abbonamento al monastero.
È come essere in una sola
dimensione. O spazio o tempo
mai entrambi nella stessa goccia
di saliva, nella lacrima sfuggita
al controllo del cuore. Siamo
dei fermi immagine, amiamo
e odiamo e non è mai finita
sino al gong. L’ultima traccia
che ti ho lasciato era un lampo
con lo sconto del due sulla parola.
Nulla è iniziato e nulla è finito
ci sarà da scavare, da sondare astri
e annullare distanze, abbattere
muri portanti senza che la casa
crolli. Non riesco a immaginare
il tuo sorriso accanto al mare
forse un video o qualcosa
di simile alla realtà virtuale
potrebbe aiutare. Ci sono già nastri
colorati a legare l’infinito.
Non c’è comprensione se non
di queste cose addormentate
nel mezzo di una rappresentazione
E qui è la fissità dei porti
dove salparono le voci
“tienimi nel gorgo della tua esistenza
dov’è foce il sopravanzo di cielo e terra”
Con i lampi orlati degli occhi, ci giurerei
ancora assorte umane resistenze
animate da secoli d’eros del bianco e del nero
umanamente a morirsi tra cerchi di pietra
e gli sguardi profumati che a momenti
prenderanno il volo











