Limpida appare coi suoi raggi
luminosa scende ad accalorare il cuore
tu, stella dai colori ammalianti
passeggi silenziosa nel condiviso amore.
Una finestra dal cielo compare
s’aprono le nuvole al suo sorgere
sfiorando con carezze quel lembo d’azzurro
nell’intaglio di mosaico a disegnare.
Sulla terra il messaggio
l’odore di muschio che s’inala
sulle vie destinate al perdono
sospinto dal vento rincorso in sogno.
Una luce rischiara il buio
si veste a schiarir pensiero
quella finestra dal cielo che induce
alla generosa grandezza dell’amore.
Con gli occhi blu, "ridenti e fuggitivi",
c'é Silvia tra la salvia e una silvana finestra, mette in mostra gli incisivi,
il male "dei parenti" è la sua frana.
Non frena, pare stia correndo troppo.
Un groppo in cielo strappa le parole
sul vento, poi sorpassa quel malloppo
di favole condite col suo sale.
Andrà, forse chissà, tremila all'ora
sgommando tra la luna e un aeroplano
cinese, arriva al sole del mattino
e "sente che non sente" sonno ancora.
Gli occhioni blu si sono finalmente
addormentati sotto il crocefisso.
Finito il turno ci ho lo sguardo lesso
e di riflesso bolle la mia mente.
Silvia silvana, selva di concetti
diretti nei pensieri dati al caso
che a volte sembra prenda per il naso
il mondo, più se meno te l'aspetti.
c'é Silvia tra la salvia e una silvana finestra, mette in mostra gli incisivi,
il male "dei parenti" è la sua frana.
Non frena, pare stia correndo troppo.
Un groppo in cielo strappa le parole
sul vento, poi sorpassa quel malloppo
di favole condite col suo sale.
Andrà, forse chissà, tremila all'ora
sgommando tra la luna e un aeroplano
cinese, arriva al sole del mattino
e "sente che non sente" sonno ancora.
Gli occhioni blu si sono finalmente
addormentati sotto il crocefisso.
Finito il turno ci ho lo sguardo lesso
e di riflesso bolle la mia mente.
Silvia silvana, selva di concetti
diretti nei pensieri dati al caso
che a volte sembra prenda per il naso
il mondo, più se meno te l'aspetti.
Il sogno di questa notte lo ricordo
perché era confuso e un po’ strano.
Mi trovavo in qualche punto
del Medioevo e davo della biada
a un ronzino affamato in una strada
trafficata. C’era tanto vento
e i guerrieri mordevano il freno
il re affogava nel cibo, quel bastardo.
Ginevra aveva l’elmo in testa
e la vagina tremante da quando
l’aveva data in pegno al suo amante
in cambio di un opzione sull’acquisto
di una foresta a prezzo di costo.
Sir Lancelot valutava un diamante
da comprare per conto di un fondo
azionario cinese su cui fare la cresta.
La tavola rotonda era apparecchiata
c’era chi pensava a un colpo di stato
e chi a come far salire le azioni
del comandante della falange nera.
Tutti si parlavano addosso, la nuora
del capo scriveva e suonava canzoni
d’amore col mandolino. Ponzio Pilato
taceva, la sua fazione era stata scoperta.
Merlino tentava di far quadrare i conti
mentre ascoltava Rihanna, aveva
baciato una rima che sapeva di zucchero
filato, fortunato che non gli fosse toccato
in sorte quella di un gatto avariato.
La ragazza vispa di un condottiero
ballava nuda e ogni tanto gli massaggiava
l’orecchio, per far dispetto ai santi.
Così il sogno era finito, poi mi sono
svegliato su una spiaggia deserta
ho giocato dei numeri al lotto
non si sa mai, potrebbero uscire tutti.
La giornata è stata uno strazio, i matti
non stavano al manicomio, ma al distretto
del mercato rionale. La sorte è incerta
e la penna è stanca, ma c’è il divano.
perché era confuso e un po’ strano.
Mi trovavo in qualche punto
del Medioevo e davo della biada
a un ronzino affamato in una strada
trafficata. C’era tanto vento
e i guerrieri mordevano il freno
il re affogava nel cibo, quel bastardo.
Ginevra aveva l’elmo in testa
e la vagina tremante da quando
l’aveva data in pegno al suo amante
in cambio di un opzione sull’acquisto
di una foresta a prezzo di costo.
Sir Lancelot valutava un diamante
da comprare per conto di un fondo
azionario cinese su cui fare la cresta.
La tavola rotonda era apparecchiata
c’era chi pensava a un colpo di stato
e chi a come far salire le azioni
del comandante della falange nera.
Tutti si parlavano addosso, la nuora
del capo scriveva e suonava canzoni
d’amore col mandolino. Ponzio Pilato
taceva, la sua fazione era stata scoperta.
Merlino tentava di far quadrare i conti
mentre ascoltava Rihanna, aveva
baciato una rima che sapeva di zucchero
filato, fortunato che non gli fosse toccato
in sorte quella di un gatto avariato.
La ragazza vispa di un condottiero
ballava nuda e ogni tanto gli massaggiava
l’orecchio, per far dispetto ai santi.
Così il sogno era finito, poi mi sono
svegliato su una spiaggia deserta
ho giocato dei numeri al lotto
non si sa mai, potrebbero uscire tutti.
La giornata è stata uno strazio, i matti
non stavano al manicomio, ma al distretto
del mercato rionale. La sorte è incerta
e la penna è stanca, ma c’è il divano.
Attendono gli occhi…
…ma di lucente e duro metallo,
son le stelle.
Non cedono, non cadono
a proporre desideri, e scongiurare
la polvere e la fine.
Tarda la scia a mostrarsi ,
e tarda l’opera nuova.
I ricordi sono aromi trafitti, lancinanti!
I ricordi sono aromi trafitti, lancinanti!
Troppo solo è l'amante della vita:
come fanciullo abbandonato
và, ritracciando segni d’amore
con dichiarazioni appassionate e tormentose.
Và rivendicando la certezza
del grande sentimento…
…l’incanto sottile, l’inedita bellezza.
Vuol ricavare ancora nuovi palpiti,
e quantiche distanze di stelle vicine
che precipitino il cielo.
Che fermino il tempo,
e illuminino il sole, a maturar di dolce l’uva...
…vino ebbro, dei teneri amanti!

Non verrà, non verrà, o è così che sempre viene,
ritagliando il grigio del manto di Maria dal cielo
in quella manciata di secondi in cui le sere
attaccano a piangere per davvero
Frattaglie d’aquiloni
son quei tetti di case lontane,
ginnasti quei coriandoli di farfalle.
Scalpelli di cuore zestano il ricordo,
sorseggio un bicchier assolato di nebbia,
ritaglio immagini d’un dolce tramonto.
Le foglie zuccherano caffeina di prati,
canovacci di sguardi affollano la sera,
spighe di cielo s’ammantano d’immenso.
son quei tetti di case lontane,
ginnasti quei coriandoli di farfalle.
Scalpelli di cuore zestano il ricordo,
sorseggio un bicchier assolato di nebbia,
ritaglio immagini d’un dolce tramonto.
Le foglie zuccherano caffeina di prati,
canovacci di sguardi affollano la sera,
spighe di cielo s’ammantano d’immenso.
L'amore l'avrebbe travolto
in musica e vertigini
Ian da secoli inseguiva
la ragazza di Orleans
tra visioni cattedrali e simboli
sentiva tremare
il sole nell'acqua
in quegli histerici tramonti
il viso di lei
luce nel bianco delle rose
Viaggiava impenitente
nei nuovi mondi
voleva vivere un solo giorno
dentro lei
nei cento anni
Venerava il giovane poeta
tra liturgie e riflessi
ricordava il suo nome
In meraviglie d'arancio
contemplava estati senza ombre
Le streghe lo imploravano
tra le stelle di giurare fedeltà
Ian era così perso
nell'incanto delle mille stagioni
Il monaco lo prese a se
lo confino' tra le dediche del cielo
in giochi di specchi ed eresia
cedeva alle emozioni
abbandonava se stesso
lei era da sempre
fuori controllo
lievemente si inginocchiava
Ian al nuovo ordine !
in musica e vertigini
Ian da secoli inseguiva
la ragazza di Orleans
tra visioni cattedrali e simboli
sentiva tremare
il sole nell'acqua
in quegli histerici tramonti
il viso di lei
luce nel bianco delle rose
Viaggiava impenitente
nei nuovi mondi
voleva vivere un solo giorno
dentro lei
nei cento anni
Venerava il giovane poeta
tra liturgie e riflessi
ricordava il suo nome
In meraviglie d'arancio
contemplava estati senza ombre
Le streghe lo imploravano
tra le stelle di giurare fedeltà
Ian era così perso
nell'incanto delle mille stagioni
Il monaco lo prese a se
lo confino' tra le dediche del cielo
in giochi di specchi ed eresia
cedeva alle emozioni
abbandonava se stesso
lei era da sempre
fuori controllo
lievemente si inginocchiava
Ian al nuovo ordine !
Seducimi con i petali dei tuoi occhi neri
sbocciami il sorriso come il fiore più bello
cullami tra le tue braccia incandescenti
che trasmettono il sentimento d'amore.
Sfama l'anelito del mio cuore con dolce canto
inebriami il respiro col tuo afflato suadente.
Nelle tue braccia protettrici mi rifugio
sentendomi toccate le corde dell'anima.
Sono brumosa terra che anela l'acqua
per essere da te irrigata e rifiorire a nuova vita.
Nei meandri della vita tu sei il mio filo magico
che si srotola dolcemente a fiorire il mio cammino
in viali alberati profusi di fiori profumati.
Mi doni l'ebbrezza del domani suadente,
in sogni onirici ti vedo la notte
rinfrancandomi il cuore
e all'alba appena sveglia,
ti ritrovo al mio fianco amore.
Mi sposto solo un po’
-Ecco vedi
la nube è rimasta di lato-
il sole pulsa tra le foglie in alto
e in basso
la pozzanghera è d’oro.
Trovare quel centimetro
quel tempo improvviso
e verticale
istante immobile per godere la vita
senza sporcarsi
a volte è questione
di uno scarto improvviso...Guardo il vuoto
dentro questa prigione.
Una piccola goccia
riga il viso.
Impedendomi
di vederere oltre.
Vorrei
l'impossibile.
Ma forse mi basterebbe
vedere il tuo viso.
Che mi guarda e mi dice
" quindi ? "
Invece non vedo oltre...
e annego.
In queste gocce
che rigano il viso.
In questa prigione
con i lucchetti senza chiavi.
dentro questa prigione.
Una piccola goccia
riga il viso.
Impedendomi
di vederere oltre.
Vorrei
l'impossibile.
Ma forse mi basterebbe
vedere il tuo viso.
Che mi guarda e mi dice
" quindi ? "
Invece non vedo oltre...
e annego.
In queste gocce
che rigano il viso.
In questa prigione
con i lucchetti senza chiavi.
Suona sempre due volte, si dice
ma lo sai che è una fola soltanto,
paravento del vero che tace:
vola via piú veloce del vento.
E ti lascia in cassetta l'avviso
di una lettera raccomandata
quasi quasi è deluso ed ha inteso
"Ti ho chiamato ma non t'ho trovata".
"Ti ho suonato due volte...non basta?"
Sai che mente e nient'altro puoi fare
devi andare di corsa alla Posta
ma il postino lo mandi a... cantare!
ma lo sai che è una fola soltanto,
paravento del vero che tace:
vola via piú veloce del vento.
E ti lascia in cassetta l'avviso
di una lettera raccomandata
quasi quasi è deluso ed ha inteso
"Ti ho chiamato ma non t'ho trovata".
"Ti ho suonato due volte...non basta?"
Sai che mente e nient'altro puoi fare
devi andare di corsa alla Posta
ma il postino lo mandi a... cantare!
Trascini la mi vita all’oltretomba,
me par de stà seduto su ‘nautobomba,
ce giochi come er gatto con er topo
finché nun hai raggiunto er tuo scopo.
Ma nun ce vole assai p’er tuo progetto
Perché lo sai che nun è solo grande affetto
quello che ho serrato dentro ar petto.
Nun so ‘n gran poeta né ‘nartista
che sa parlà d’amore a prima vista
Una parola solo stancamente
rimugino pe tutta la mia mente.
Te amo.
Te pare poco ? Ma vojio assicuratte
che nun è poco, quanno er core batte.
Amore è ‘na sintesi de parole
colte in appropriate ed aulenti aiuole
incatenate a mò di ghirlanda
e profumate de ottima lavanda.
Nun devi facce gnente, solo ascortà.
‘Nattimo e te poi raccapezzà.
Te amo.
Ed avrai detto
mille parole che escono dar petto
che se ce metti ‘n po’ de disgressione,
te dicono che fai confusione.
Trovà ‘e parole nun è mica semplice,
come trovà l’Amore…nun è proprio facile !
me par de stà seduto su ‘nautobomba,
ce giochi come er gatto con er topo
finché nun hai raggiunto er tuo scopo.
Ma nun ce vole assai p’er tuo progetto
Perché lo sai che nun è solo grande affetto
quello che ho serrato dentro ar petto.
Nun so ‘n gran poeta né ‘nartista
che sa parlà d’amore a prima vista
Una parola solo stancamente
rimugino pe tutta la mia mente.
Te amo.
Te pare poco ? Ma vojio assicuratte
che nun è poco, quanno er core batte.
Amore è ‘na sintesi de parole
colte in appropriate ed aulenti aiuole
incatenate a mò di ghirlanda
e profumate de ottima lavanda.
Nun devi facce gnente, solo ascortà.
‘Nattimo e te poi raccapezzà.
Te amo.
Ed avrai detto
mille parole che escono dar petto
che se ce metti ‘n po’ de disgressione,
te dicono che fai confusione.
Trovà ‘e parole nun è mica semplice,
come trovà l’Amore…nun è proprio facile !
Tele di ragno a nascondere il sole
l’invasione biblica delle cavallette
e la dura, dura pioggia che cadrà.
C’è sempre un incubo nelle nostre menti
un futuro temuto di tragedie e tormenti.
Poi magari non succede niente, sarà
quel che sarà. I peccati, le malefatte
saranno puniti. Sì, nel mare c’è il sale.
Angela dipinge sorrisi e saluta tutti
Tristano cerca Isotta, dicono che è partita
è in giro per l’Afghanistan in cerca di pace
ma non è una monaca di clausura. Il gigante
ha i piedi di burro, dopo ogni caduta
si rialza più lentamente. La cicuta
nessuno più la usa da quando un amante
l’ha offerta alla sua sposa, ora lui tace
e da una lapide ne piange la dipartita
la pittrice sfuma i colori, i piatti sono rotti.
Francesco aveva appeso al chiodo la penna
e l’inchiostro, poi un rigurgito d’ispirazione
l’ha condotto alle corte degli smemorati.
C’è Emi che arranca in salita, il fiato
non le basta, l’ha sprecato con quello svitato
dai lineamenti mediorientali. I sogni colorati
sono sfiorati da ombre lievi e dalla finzione
d’amore. Il mattone che fu ora è una colonna.
l’invasione biblica delle cavallette
e la dura, dura pioggia che cadrà.
C’è sempre un incubo nelle nostre menti
un futuro temuto di tragedie e tormenti.
Poi magari non succede niente, sarà
quel che sarà. I peccati, le malefatte
saranno puniti. Sì, nel mare c’è il sale.
Angela dipinge sorrisi e saluta tutti
Tristano cerca Isotta, dicono che è partita
è in giro per l’Afghanistan in cerca di pace
ma non è una monaca di clausura. Il gigante
ha i piedi di burro, dopo ogni caduta
si rialza più lentamente. La cicuta
nessuno più la usa da quando un amante
l’ha offerta alla sua sposa, ora lui tace
e da una lapide ne piange la dipartita
la pittrice sfuma i colori, i piatti sono rotti.
Francesco aveva appeso al chiodo la penna
e l’inchiostro, poi un rigurgito d’ispirazione
l’ha condotto alle corte degli smemorati.
C’è Emi che arranca in salita, il fiato
non le basta, l’ha sprecato con quello svitato
dai lineamenti mediorientali. I sogni colorati
sono sfiorati da ombre lievi e dalla finzione
d’amore. Il mattone che fu ora è una colonna.











