Diverso,

sono fiero della mia diversità,

delle mie eccentricità,

sono peculiare,

e differente e lo so bene;

sono un ribelle,

come tutti gli artisti,

testardo come i letterati,

e uno spirito libero,

come gli scrittori;

la gente ,

chi dice bene,

chi malamente

e mi sbraita addosso,

parlandomi dietro;

ma io m ne frego,

e non mollo,

e vivo

la mia vita da creativo,

da pensatore,

e continuo acercare la mia libertà,

e una vita che sia mia.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Ed i garofani son nevischio,

lentiggine di tenue colore

fra manciate d’acquitrini

ricamati dal riflesso del cielo.


Un battito di primavera raggela

come il respiro d’aurore di maggio,

il sole è baricentro di giorni scaduti,

nei miei occhi scrivo carezze d’infinito

ed il vento m’alluviona d’eterno sospiro.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Erano tornati tutti laceri ed eguali

l’operaio, l’industriale e lo strozzino

la terra aveva tremato, i sopravvissuti

avevano fame e non c’erano coperte

per il freddo, l’Italia era un paese rurale

e la grande guerra era appena iniziata. Il male

aveva varcato il confine, ma c’erano vette

ancora da superare, non c’erano aiuti

per tutti, la morte era l’aguzzino

che t’aspetti bussi alla porta dei cieli.



Mangia le tue cambiali, ingozzati con esse

la pietà era morta e la nebbia di polvere

era una cappa opprimente. I cavalli sfiniti

gli uomini con la divisa avevano le mani

piagate dallo scavare, le pietre erano cumuli

dirette verso il cielo intristito. I cavoli

per cena, non solo a merenda, c’erano umani

che inseguivano sussurri di vita tra i relitti.

Ignazio cercava la madre e pensava di avere

il destino segnato. Già si scavavano fosse.



Altri ridevano pensando agli affari di domani

è la vita degli sciacalli, non c’è niente

da fare, Fontamara era di là da venire, teneva

tutto a mente per denunciare ogni abuso.

Trovò la madre che non respirava, il fuso

orario della vita si era appena chiuso

in quella terra dolente. Sembrò tutto confuso

poi, però, fu chiaro come il sole. Splendeva

l’alba e le acque erano chiare, la lente

era puntata sull’infinito, erano nude le mani.



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Profilo Autore: mybackpages  

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Dove tu m’aspettavi
il ruscello ancor disseta l’orto
e il fringuello disegna le sue zolle.
Lesto, raspando in fra i solchi irrigui,
fiducioso aspetta, come tu facevi,
e non sospende la sua lunga attesa.
E tu m’aspettavi,
ma io, a torto, ero altrove.
È sempre lì la cinta di colline
di quando mi baciavi all’alba,
e, sia pur difesa dalla messe,
temevi che qualcuno ti vedesse
e col far del giorno dileguavi;
ma nessuno passava,
né ti guardava
quel solivago schivo col bastone bianco
che fischiava ai merli.
Tuttor rivivo il peso dell’addio
di quando, allor che l’elce liberava l’ombra,
solo mi lasciavi,
segno che il sole risaliva a Dio.
È rimasto com’era il paesaggio,
ma nessuno di te ricorda nulla,
sol io e la mia mente scialba
che non volle comprendere il messaggio
di quella tenera e magica fanciulla
che germogliava e appassiva all’alba. 
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Ci sono crepe nel mondo
crepe nel mio animo,
vuoti, giorni
senza sentieri,
strade senza margini.
Nella pace della notte,
un boato ha tuonato
nella terra,
terra antica,terra madre,
terra mia,terra amara.
Sotto il cielo buio
mi hai spazzato nudo
e a mani vuote,
hai macerato la mia vita,
cumuli di dolore ora
sotto il sole.
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Profilo Autore: RosaTutino  

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Tu non saprai mai il mio buio oscuro,
dove allevo il mio attimo sospeso
dove arde fiamma il rantolo del cosmo
costeggia lo scenario che riluce e tace
e nel taciuto prende corpo il colto
dove il cuore coltiva geloso il suo sole.
Ma ciò ch’affiora non ha alcun porto
il verso vago annaspa senza rimedio
alla deriva del tremito che svela l’io
vasto muto sogno al pianto
come mare e cielo a voce di contralto
culla d’oblio essente a chiave di dio.
Tu non saprai mai mio caro
che nel mio assolo io scelgo il dono
l’essenza più dolce calma al guado
al delirio vasto d’infinito scorcio.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Le nuvole son taccuini,

frumento di magazzino d’estati,

strofe di vento e margherite,

architettura di foglie e matite.


Rugiada argentata d’aprile

caramella lo scodinzolo dei rami,

trapunte d’ossigeno cobalto

profumano l’orizzonte fra i prati.


Come piuma scucita di cuore,

briciole di ghiaccio solare

s’imperlano d’ambra di mare,

rugiada argentata d’aprile

è bozzolo d’un coagulo d’arenile.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Per discordia di moti, e forze tumultuose,
nel rombo, e nel sibilo,
la terra ebbe rovina.

Rumori mai uditi esplosero,
i ponti e le torri s’immersero
nel trasfondersi impetuoso
di un tremito improvviso.

Nel roteare e nel tumulto,
ogni suolo fu sottratto ai piedi
ed ogni volontà si spense.

Eppur …la sera,
le città avevano affidato
le preghiere al Tempio!


Nel brivido più freddo furon colte,
e in severa stanchezza stese al  suolo
dissolte, in rovina e confusione.


Allora si comprese il coro tragico
di voci crollate nel baratro, 
scomparse, inghiottite, senza lasciar traccia.

Ora, la Grande Madre, guarda
la sventura dei suoi tremanti  figli.
Cerca di intuire  e trovar per la tragedia 
nuove travi e nuovi scudi.

Affannata è la ricerca per le vie ricurve
di nervi esasperati dall’indomabile agonia;
 Dal  calare lento, della luce
che colora il sangue, che non smette.


Scosse sono ancora le radici, resistenti e robustissime;
gli attimi son diventati ore
per ritrovare  forme vive e nuova volontà...
..il  desiderio di un avvenire più gagliardo!
 
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Profilo Autore: Hera  

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Eri un petalo che si credeva il fiore
ma ero io quello che giocava d'azzardo:
il tuo viso marino orfano del sole
quando sbocciò lo scambiai per il dardo.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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NON VOGLIO DIMENDICARTI
TI ASPETTO NEI GIORNI GRIGI VUOTI
SEDUTO SU UNA PANCHINA
INGIALLITA DAL TEMPO
VOGLIO AVERTI SEMPRE NEI MIEI PENSIERI
NEI MIEI RICORDI
VOGLIO COGLIERE L’ESSENZA
DELLA TUA INFINITA DOLCEZZA
NON ANDARE VIA

RESTA ANCORA UN ATTIMO
QUI NEL SILENZIO DELLA NOTTE


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Profilo Autore: sossio  

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“Si può considerare l'uomo come un animale di specie superiore che produce filosofie e poemi pressappoco come i bachi da seta fanno i loro bozzoli e le api i loro alveari.”
(Hippolyte Taine)

Non c’è paradiso,
e neppure l’inferno
tenderà la sua mano
verso le mie fronde
e il tuo vestito
bianco.
Precari,
come chi
aspetta una
intuizione che
non arriverà mai,
noi siamo un sogno
ed un lungo sospiro.
Viviamo ora, amore,
che quando finirà
l’assolata estate
i nostri istanti
a ciel sereno
muteranno
in pensieri
ombrosi,
ma solo
alcuni
poi,
in
quel
pochino
di soave poesia
che potrà illuminare
il lungo e freddo inverno.

“Chi desidera vedere l'arcobaleno, deve imparare ad amare la pioggia.”
(Paulo Coelho)


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Profilo Autore: Charlie  

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                     Lascia che il carro corra
                     Nelle galassie piu' lontane 
                     Dammi la mano
                     Stringi con amore
                     Tra le dita

                     Fuoco

                     Guarda al domani
                     Scivola verso il sole
                     Con me
                     Baciami
                     Illuminato dalle stelle
                     Vivi dentro i miei occhi
                     Per sempre

                     Eterno

                     Come l'amore
                     Come l'universo
   
 
      
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Profilo Autore: Eleonora  

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Ondula il silenzio, le stelle lo accarezzano
svolazzando nell’universo per posare la luce
nelle ombre che sfiorano la sera
mentre gli occhi  fissano il buio che riluce
per tenerle strette prendendole per mano.
 
Il viale della passione rivive nell’abbraccio
sulle ali del pensiero poggiato su di un sogno,
gli allineati alberi muti sono ad osservare
il riflettente specchio di un amor che sboccia.
 
Fluttua la carezza, il sorriso inneggia
nell’aria a rinfrescar sui visi gioioso sguardo,
la dolcezza d’una fiaba è lì in traguardo
mentre mano nella mano, l’amor passeggia.
 
Le stelle accompagnano briosi attimi,
si avvicendano all’infinito volteggiando
donando lo scorrere felice sulle ali del pensiero
mentre al chiarore del giorno nascono le poesie
e le pagine sospirose della vita.
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Profilo Autore: Giovanni Monopoli  

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Cicala finchè non muore il giorno

Sei una cicala,

non ti fermi mai,

non rifletti,

non ti curi troppo di nessuno,

e uno vale l’altro,

e lasci tutto com’è,

come un a cicala,

vai,

incurante di tutto,

pensando solo a te,

alla libertà,

ai tuoi bisogni,

i tuoi guai,

e sei sempre in

in qualche casino,

a volte sparisci,

e non so nulla,

cicala vai.

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Profilo Autore: stefano medel  

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E' nel crepuscolo della vita
in momenti di nemesi del pensiero
quando tutto diviene orizzonte d'ombra
nella stasi del tempo che confonde stagioni
e non annuncia ritorni di primavere
né di domani forieri d'alternanza
nel donare e nel ricevere sementi
in rigoglio di fioriture e fruttificazioni
che regalino profumi e sapori
a mitigare matasse di dolore.

E' in questo tuo tempo dell'io smarrito
che ti prendo amorevolmente per mano
mio simulacro di dolorosa assenza
che ai ricordi toglie spazio ed orientamento.

La tua mano nella mia
[anche se sono io a sostenerti adesso]
è musica appesa al cielo
che m'avvolge nella sua melodia
e sempre mi contiene
nel nido del tuo cuore.
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Profilo Autore: Grace D  

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