che sorge e la chitarra liquida
di David, è bella questa mattina
anche se già un po’ mi manchi. Magari
se squillasse proprio ora il telefono
sarebbe tutto perfetto, ma c’è il sonno
nelle tue palpebre e il buio nei fari
dei tuoi occhi. Quella poesia è carina,
l’altra invece è uno strazio, sono in coda
ma c’è tempo per recuperare con una fiaba.
E’ strano questo accordo di piano, complesso
quanto basta per invocare la risposta
del sassofono, la musica scava emozioni
e cancella il passato. Ciò che sono stato
in un altro tempo più non importa, ho creato
qualcosa di nuovo su questo ponte di mattoni
non è ancora arrivata la tua foto per posta
ma è solo questione di tempo, fa lo stesso.
La storia non si ripete, può sembrare che sia così
ma c’è un altro cielo stellato in questa città
straniera. Ci sono analogie e differenze, la vita
è già oltre, però, non è scandita solo dal fato.
C’è chimica ed empatia, poi nulla è dimostrato
una volta per tutte, c’è sempre una sfida, una meta
da raggiungere. La corsa non è finita, c’è l’altra metà
da ritrovare, forse l’ho già incontrata qui.
nell'attimo perso
bambole di pezza
per la ragazzina
dagli occhi sgranati
rifugio nel cielo che urla
Deserti di grigio assolato
lustrini e miseria
tutto al di sopra di tutto
distanze ...
preghiere dimenticate
Si ferma il tempo
nei sogni
assenza di suoni
notti distanti
silenzio
croci di sirene lontane
Crolla la vita
neanche un pensiero a dar voce
Le Anime rapite
un abbraccio nel vento !
GENTILMENTE SENZA STELLINE
abbracciati su un letto
di petali di rosa
ci amiamo.
Tu riscaldi il mio cuore
tempestoso;
tu sei il mio faro
nel vasto mare
che è la vita.
Se tu ci sei
-c'è tutto-
che mi hai dato
come le stagioni mi hai curata
vestita
spogliata di tutte le timidezze.
Mi hai donata il mondo
con le tue carezze.
Ora è la pioggia che fruga il mio silenzio .
Ma tu mi dai le stelle
che ritaglio di nostalgia
incenerite ombre passano
assenze e solitudini dividono
rughe segnano.
Ma mai dimentico!
Oh se potessi vorrei rubarti e portarti via.
Raccolgo ogni notte
le tue lacrime
in ogni scia che silliba
spezza e mi attraversa la vita
e tu non vai più via...
come fragile sagoma di cartone,
svenne fra le stelle, graffiando le strade d’orrore.
Orchestra muta è l’antico orologio ferito,
spina di rosa le sue straziate lancette appassite.
La polvere fu pane raccapricciante di mille respiri,
la notte fu amaro stridio d’assordanti violini,
le case, patiboli indifesi di sangue e calcinacci.
Le torri, i campanili, le chiese,
inciamparono fra crepe di vicoli e macerie,
la terra tremò come cuore di bimbo impaurito,
screpolò d’immenso dolore anime, vite, stagioni.
Cupa amarezza di vento
perpetua sul mondo morale,
dura è la notte e spoglio è il giorno
triste è il vagheggiare delle
colombe sul cielo nel lago
Laddove solo non si sentiva chiusura
adesso è occlusione per la cosa perduta
Dove il mio viso rinfrescato
adesso sente la mancanza
e scende la goccia che non trova conforto.
Io mi pulivo e tu morivi
Dea della guerra, Dea Alata,
immune alle frecce di Eros
vola per i tuoi guerrieri
attraversa il cielo che soffre
per te
Dovresti illuminare
Ho freddo
Vai da loro
Fa che

stanotte e fumando un cubano profumato
le nuvole sospinte dal vento sono
già oltre Scilla, colei che dilania.
Venere e Giove sono allineati
da qualche parte dell’orizzonte, stellati
sono i fuochi sopra le case di Catania.
C’è lo scirocco che spira, il tempo andato
è lontano, ma l’amante è vicina al collasso.
C’è il letto che trema, sarà la ginnastica
dell’amore o il respiro affannoso della montagna
magari anche lei sta facendo sesso col cielo.
C’è da svuotare i calici di vino rosso e speziato
e dormire il sonno dei giusti, se c’è il fato
oggi ci è stato amico. Le luci soffuse sono un velo
il tempo è in penombra, la musica sembra una lagna
ma è ciò che ci vuole per dormire sull’amaca.
E’ un’altra la visione di mattina, c’è cenere
dappertutto, è polvere anche questo amore
passeggero. Scilla è oltre ogni sguardo, solo
un pensiero beffardo, un gioco delle tre carte.
Le porte del paradiso sono sbarrate, tutte le volte
che qualcuno prova a bussare c’è un tipo pignolo
che lo rimanda alla casella di partenza. Le giare
ora sono vuote, l’inverno arriverà sino al mare.
Assurdi criteri di ragionamento,
forte smania di adottar certo portamento;
frenesie che durano il lasso di un momento.
La tua sapienza soprannaturale
è ciò che chiedo di ricevere.
Mistero glorioso:
si manifesta gratuitamente
a chi lo invoca in totale raccoglimento,
lontano dal frastuono delle sirene,
distante da lclamore della gente.
Nei segni che effondi,
la verità mi sforzo di intravedere.
Amore disinteressato
palpita sempre per me,
quasi mai corrisposto.
Il sussurro di un fedele alleato
bisbiglia alle mie orecchie;
non posso far finta di non sentire.
Il pianto di un amico
straziante e prolungato,
disintegra un cuore duro ,in sè
raggomitolato.
Uno sguardo al passato:amore sognato
in cornice di irrangiungibili concretezze.
Irrequietezza:marchio indelebile
di chi non conosce comprensione
e chiarezza.
L'illusione motiva un'inutile esistenza,
ma non serve a temperar l'impazienza.
Mistero gaudioso:entità di vita arcana,
densa di incognite e speranze,
ricca di superbe gioie,
di vane lagnanze.
Mistero divino:sacro spirito
che aleggia su di me,
con battito soave e leggero.
Sconfitto sembra,
per la sordità degli empi,
inviso sempre
per l'egoisno degli stolti:
ma attende il momento propizio
per sfilar con passo trionfante.
son calcinacci d’arena,
resina d’autunno sfibrata,
fredda lanterna innevata.
Grammatica d’orizzonte
squarcia pronomi lunari,
scorze di mare e profumi
vestono vestaglie di cielo,
l’aria è vendemmia di nuvole,
le stelle piccole lacrime d’immenso.
altrimenti come spiegheresti
quel sorriso tra i capelli
e la vertigine dei tacchi
quei jeans non son poi così stretti
se si aprono a nuovi orizzonti
L'amore non sa stare in una sedia
E non puoi nemmeno chiedermi
di rifare il letto
Che senso ha?
Per poi disfarlo questa sera
domani
e altre mille volte ancora ...
Si, mandami pure a quel paese
mentre ti rimetti l'orologio
e mi dici che ora è
Tanto lo sai sai che per me
il tempo non è che un' occasione
per prenderti in giro
e poi ricominciare a far l'amore .
altrimenti non indosseresti
quella borsa di un "falso d'autore"
o quella "vera" di carta stagnola
e la luna lasciala promettere ai bugiardi
chiedimi solo di portarti più lontano
L'amore ci riconosce a malapena
abituato ormai a troppi musi lunghi
e non chiedermi cosa è la verità
che senso ha?
se tanto poi non credi a tutto quel che dico
di giorno
di notte
o dopo aver bevuto un po' di vino
Si, mandami pure a quel paese
mentre mi fissi negli occhi
e mi dici "cos'hai da guardare"
Tanto lo sai che per me
lo sguardo non è che un punto di vista
e visti da qua
il mondo senza noi
non sarà mai un luna park
L'amore non è una cosa seria
altrimenti non saresti ancora insieme a me ...
Sì sì, è colpito dal sole l'albero
“La vita è come un’eco: se non ti piace quello che ti rimanda, devi cambiare il messaggio che invii.”
(James Joyce)
Qualcosa per cui vivere,
sempre in equilibrio
sul filo del nostro
difetto di massa,
distratti dal forte
rumore di fondo
e da ciò che
ha già
raggiunto
il suo scopo-
non con il corpo
ma con lo spirito.
“Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.”
(George Bernard Shaw)
Trema la terra
in breve lasso di tempo
inermi genti sorprende
e nell'imminente attimo
tra sussulti e grida al cuore colpisce
respiri recide come lama fendente.
Vite rapite, esistenze ribaltate
in momenti di panico
tutto l'immane succede...
sangue scorre
su innocenti destini!
Agnelli feriti, fiori all'albore
subitaneamenti recisi.
Carni squartate
sogni azzerati
nell'immediato divenire,
vite distrutte
nell'anelito di futuro.
Immane apocalisse ha divelto la terra,
muri squarciati,
crepacci e voragini ingoiano vite
cancellando paesi.
Nidi abbattuti,
terra straziata da spine pungenti
innestate tra i rami che fustigano carni
senza pietà.
Dolore, pianti
e grandi tormenti...










