Vivo nel desiderio di te
vorrei perdermi nell'estasi
delle tue braccia, nella tua luce
come se tu fossi azzurro cielo
che si dispiega pacato senza nubi
in un mattino sereno.
Non so se tu il mio cuore ascolti,
il suono, la sua dolcezza, la forza
chissà se di quest'audacia ne hai paura?
Quando il sorriso sulle tue labbra
accarezza l'anima mia
si aprono le quinte del mio sentimento
che in trasparenza
alberga nel mio cuore per te.
Come volo di farfalla
aleggi nel mio respiro,
i nostri fiati e i movimenti s'incrociano
nascono musiche melodiose
ad allietare il soffio dell'esistenza,
il fiore sboccia con la soavità intensa
d'un profumo che si fa roccia
a suggellare i colori chiari
dei nostri solchi di vita.
10 commenti
Fuochi e libertà,
innovazioni inconsistenti e instabili.
Piste di aggiornamento,
belle storie,
partecipazione, coesione,
e fuorionda a più non posso.
Ordina il potere:
il perseguire, il trasformare,
il creare dolci transiti,
e ritmate prospettive.
La sua, è promessa fedele
a un benessere insincero...
... e l'infelicità dell'Eros!
La sua, è promessa fedele
a un benessere insincero...
... e l'infelicità dell'Eros!
E’ sempre in onda
la sua più smisurata presunzione…
la sua più smisurata presunzione…
…miscela perfetta, per ricavarne vantaggi , e libero gioco!


Chiacchiero col tramonto,
raccolgo una stella a piedi nudi.
Le conchiglie son arpe di cielo,
la sera m’incipria le vesti d’estate,
un fiore lacrima rugiada lunare.
Il vento è piuma di un cristallo di mare
ed io chiacchiero col tramonto
annodando l’anima ai vizi del cuore.
raccolgo una stella a piedi nudi.
Le conchiglie son arpe di cielo,
la sera m’incipria le vesti d’estate,
un fiore lacrima rugiada lunare.
Il vento è piuma di un cristallo di mare
ed io chiacchiero col tramonto
annodando l’anima ai vizi del cuore.
Sono apparentemente viva
in sospensione su un atomo di te
che mutando senza avviso
decide la mia sorte
e mi avvelena...
Fessure scure
abissi di me
in una mappa fragile nel petto.
Qualcuno abita a casa mia col mio volto
giovane e capelli grigi
un’ombra di antico sospetto
che gira la chiave al mondo.
Invano cammino tra blog e siti
lasciando esigue tracce
l’immortalità è paradosso
un gatto vivo o morto
percorrendo un punto di vista...
Strano questo nostro amore,
un po’ accidentato,
un po’ inc asinato,
a volte sei strana,
o ti chiudi in te stessa,
questo amore per te,
un po’ strano,
un po’ incredibile,
un po’ incasinato,
quanto tempo è passato,
ma ancora ti amo come la prima volta,
ancora per me ,se i un ascoperta,
e non mi stanchi mai;
ancora mi dura,
questo amore strano per te.
L’amore ha gli occhi sbarrati
e muscoli scolpiti su pietre oscure
questo bacio è torrente di saliva
e l’amplesso una furia opprimente
le cicatrici del corpo e della mente
turbinano nel vento, è viva
la sensualità, ma morte e paure
sono lo sfondo dei nostri fiati.
C’è il profumo dell’acqua stagnante
e delle foglie morte, lo sguardo
delle donne è lascivo ma la fonte
del piacere è prosciugata e lo slancio
vitale è in una fogna. Siamo al gancio
i fantasmi dell’infanzia sono un ponte
verso la morte, chi è stato bastardo
è andato, ma ora il tempo è assente.
Tutto decade nell’universo, la vita stessa
è un passaggio dall’eternità allo strazio
un codice immobile e assurdo. Non ci sono
finestre nella casa di dio, solo mura
maestose e petali di rose senza cura.
E’ del grottesco e dello scarnito il trono
tutti sbandiamo, i sogni sono sul trapezio
e gli incubi nel letto di una principessa.
Ti lascerò senza preavviso estremo.
Esaurita la processione dei rimpianti;
non nutro profonde nostalgie;
si è appassito il giardino delle speranze.
La fiducia è come goccia d'acqua
scesa dal cielo;
lambisce il terreno
per poi spegnersi in pochi attimi,
come non fosse mai caduta.
Se esistesse l'amicizia,
la terra,ogni giorno,
si librerebbe al cielo,
intonando un canto gioioso
di lode a Dio.
Me ne andrò senza far rumore.
La bimba che è in te
potrebbe sorgere dal lungo sonno;
e mentirmi ancora una volta
col sorriso sulle labbra.
Esaurita la processione dei rimpianti;
non nutro profonde nostalgie;
si è appassito il giardino delle speranze.
La fiducia è come goccia d'acqua
scesa dal cielo;
lambisce il terreno
per poi spegnersi in pochi attimi,
come non fosse mai caduta.
Se esistesse l'amicizia,
la terra,ogni giorno,
si librerebbe al cielo,
intonando un canto gioioso
di lode a Dio.
Me ne andrò senza far rumore.
La bimba che è in te
potrebbe sorgere dal lungo sonno;
e mentirmi ancora una volta
col sorriso sulle labbra.
L'amor nato dal mare
vive di effimere onde,
di sole e venti forti.
Occhi color del cielo,
riflettono tramonti
di sfumature argento,
gelando quel momento
in un caldo infinito.
L'amor nato dal mare
muore nel vento freddo,
nel grigio dell'inverno
tra il fumo dei camini.
Occhi color del cielo
vivono di ricordi
scoloriti dal sale.
Volevan che restassi coi piedi per terra,
ma ora che trema non c'è più una certezza.
Sembra davvero che sia passata una guerra,
ti rubo una mano per farmi una carezza.
Tossisce quel campanile rimasto in alto,
se fai silenzio sospirano le rovine;
un mattone impolverato fa un altro salto,
e ritagliano il sole queste ombre assassine.
Sotto al bar c'è un bambino che piange sperduto,
in un angolo un vecchio con un sacco in testa.
Un cane agitato sembra chiedere aiuto,
qualcuno sorride per il poco che resta.
Guardo i tuoi occhi, su una porta aperta nel vuoto:
ce l'hai con la farfalla che ha sbattuto le ali.
Ce l'hai con quel niente che il tutto ha messo in moto,
e l'avido tempo che vende giorni crudeli.
E il nulla si fa come la siepe per Leopardi.
Il nulla rimbomba come un tuono fra i monti.
Ma amore mio, il nulla non c'è se non lo guardi,
il nulla non c'è nemmeno se non lo ascolti.
Tu guarda quest'oggi come un cielo sporcato,
guardalo come se fosse un cuore sgualcito.
Pensa al domani come un gioco rispuntato
dalle tasche scaldate di un nuovo vestito.
ma ora che trema non c'è più una certezza.
Sembra davvero che sia passata una guerra,
ti rubo una mano per farmi una carezza.
Tossisce quel campanile rimasto in alto,
se fai silenzio sospirano le rovine;
un mattone impolverato fa un altro salto,
e ritagliano il sole queste ombre assassine.
Sotto al bar c'è un bambino che piange sperduto,
in un angolo un vecchio con un sacco in testa.
Un cane agitato sembra chiedere aiuto,
qualcuno sorride per il poco che resta.
Guardo i tuoi occhi, su una porta aperta nel vuoto:
ce l'hai con la farfalla che ha sbattuto le ali.
Ce l'hai con quel niente che il tutto ha messo in moto,
e l'avido tempo che vende giorni crudeli.
E il nulla si fa come la siepe per Leopardi.
Il nulla rimbomba come un tuono fra i monti.
Ma amore mio, il nulla non c'è se non lo guardi,
il nulla non c'è nemmeno se non lo ascolti.
Tu guarda quest'oggi come un cielo sporcato,
guardalo come se fosse un cuore sgualcito.
Pensa al domani come un gioco rispuntato
dalle tasche scaldate di un nuovo vestito.
La pioggia imbianca i rododendri,
la luce si consuma sulle scale
come lacrima di candela smorzata.
Zucchero di nuvola tinge il paesaggio
l’orizzonte confonde specchi di cuore,
le foglie son piccoli ombrelli di fata.
Carezzo il ritratto del cielo di marzo
è polvere di perla sulla mia pelle,
sfrangio la nebbia trafitta dal faro,
tu, anima mia, sei farfalla nascosta nel grano.
la luce si consuma sulle scale
come lacrima di candela smorzata.
Zucchero di nuvola tinge il paesaggio
l’orizzonte confonde specchi di cuore,
le foglie son piccoli ombrelli di fata.
Carezzo il ritratto del cielo di marzo
è polvere di perla sulla mia pelle,
sfrangio la nebbia trafitta dal faro,
tu, anima mia, sei farfalla nascosta nel grano.
La società
In cui viviamo è un sistema putrefatto,
che vuole solo sfruttare la gente,
tenerci in riga,
condizionarci con conformismi,
condizionamenti sociali,
mode,
luoghi comuni,
appiattirci e renderci tutti uguali,
meglio se stupidi e idioti,
e s enza cultura e con poca scuola,
come certa gente,
e il livello
standard è basso,
viviamo in mezzo a beceri,
cretini,
e i peggiori stanno a galla,
la feccia galleggia,
mentre per i buoni è dura,
più siamo ignoranti è meglio è,
così la gente,
non pensa alla libertà,
e si accontenta
di vivere da bestie e male,e
Senza lamentarsi.
Ah, se io potessi!
Essere poesia e a te arrivare,
darti l’ode dolce, e lo splendore del delirio;
vedere le tue iridi amorose ,
la luce intensa del grande mutamento.
Potessi, io immergerti
nella musica più alta e rara
dell’ ardimento voluttuoso,
fino a sentirti tremante e dissoluto
con forti battiti dei polsi.
Il profumo del tuo ardore
mi arriva da lontano
nell’ avventura subitanea che ci trova,
che ora chiede solo piacere e nudità.
Amo la tua voce ,che non si fa dimenticare,
e docile e invitante è la tua sete...
...di forza imperiosa e dominante!
L’ebbrezza è grande,
e ci fà pronti per tutte le profondità,
fino trovare il fiore voluttuoso
e la bevanda più inebriante.
La promessa è terribile:
dimmi, che nonostante l’ombra forte,
nei numerosi istanti …mi amerai!

Le orme che hai lasciato
nel tempo sono sempre più chiare,
anche se ancora
il tuo ricordo fa molto male.
Nella tua breve vita
ti sei fatta amare e ricordare
più di quello che credevi.
Le orme che hai lasciato
sono essenza vitale per me.
Hai toccato i cuori
di tutti quelli
che sulla tua strada sono capitati.
Lasciando un segno
profondo,
indelebile.
La tua anima
è qui con me,
vive con me,
gioisce con me,
soffre con me.
Hai dato anima e cuore
per la felicità di tutti noi.
Era tutto diverso
quando eri con noi,
tutto era più bello,
tutto aveva senso.
Ti sei spenta...
E' con te
anche la luce che inondavi.
Sono rimasta al buio,
senza una guida,
hai lasciato una ferita
che mai si cicatrizzerà.
Scrivo per te...
Mentre un oceano
sgorga dai miei occhi.
Il tempo passa
ma le orme di te
restano incancellabili.
CIAO MAMMA.
Gli angeli non hanno sesso dicono
ma se l’avessero, un angelo donna
come si chiamerebbe? Angelessa
Angelina, oppure Angela e basta?
Misteri delle fede, intanto è questa
minestra che dobbiamo ingoiare, lessa
e senza spezie. Poi una minigonna
non ci starebbe male su questo treno.
Il mio specchio non è ammaestrato
non vuole dirmi che sono il più bello
del reame e neanche il più bravo
dei poeti di questo universo, il maledetto!
Devo imparare a tirare di fioretto
non capisco che vuol dirmi, forse
che devo essere come Cyrano. Levo
le tende, il mio naso non è quello
dico, poi vado a farmi un gelato.
Penso a Rossana, la mia ha un altro nome
quale l’ho già detto in un inciso
deve essere stato bello essere amata
così, peccato non se ne sia mai accorta.
Succede che a volte la giostra è storta
e cieca in questa Babele di strada.
C’è quando mi sento intero e quando diviso
ma Cyrano, per te lo sarò. Je t’aime.
Stasera in un cielo
splendente di stelle,
seta trapunta di blu ed argento
nel suo bavero anteriore
spicca un pò appartata
e silente la luna.
Astro lucente d'immaginifici pensieri
che riempiono la mente
di storie fantastiche ed evanescenti.
Nel dormiveglia incantato
l'ombra d'un sogno m'accarezza:
sento un leggero fruscio,
un volto sbiadito m'appare
che io faccio fatica a recepire.
Sfoglio le pagine del tempo
nella speranza che quel volto mi appaia,
ma le risposte danzano su bianchi fogli ingialliti
privi di giorni vissuti
descritti in albe sparite e mai decollate.
Riesco a percepire solo echi lontani
che non percorrono più le valli del cuore.
Il mio cammino ora è tra sterpaglie d'ombre
che rattristano il mio più intimo sentire
dove colano stille di luna piangente
scevri di sogni e privi di orme
cancellate dalla furia
del vento di maestrale.








