Me vonno fa passà pe l’omo nero.
Quello c’a notte spaventa i sonni altrui
sbucanno da li spazi bui.
E ‘nvece nun so io ad agità
a mente de chi vole riposà,
me fa paura puro l’ombra mia
e pe dormì ‘na camomilla e via !
Va bene che nun sono morto bello
somijo più che artro a ‘nravanello
ma nun te po’ terorizzà
er pinzimonio co l’ojo da gustà !
Se proprio ve dovete da curà
l’insonnia, l’ansia che ve fa agità
prima date ‘nocchiata co pazienza
a quello che l’arti chiameno : Coscienza.
Si ipocrita la vena deludente ,
L’acqua torba lacrime fasulle
Nel giglio puro , lo sbrigliato cuore si arroventa .
Voi ,si, voi , datemi la verità !
Datemi l’aria di Maggio ,le schegge d’un sole cocente ,
Le camminate sulla terra
I fiori di Marzo , che sbocciano dalla neve .
Datemi il sentiero della mia solitudine
Lì , non troverò radici , per te attraverserò i mari ,
Resterò cieco e sordo
Mentre i gabbiani danzano sul prato della vita .
Datemi i boschi e le foreste
Per cercare i vezzi vagabondi e le loro linfe ,
Le ninfe , che han lasciato i loro ormeggi
Son fuggite sui colli delle floride radure .
Ed io che non voglio nulla da nessuno
Ho deciso di offrire il mio tempo alla collera ,
Al mio romanticismo ,al pensiero cantato
Alla sinfonia ch’è s’agita nelle profondità dell’anima ,
Balza e si propone sul palco di una scena .
Ma voi intrusi , gente senza fede
Datemi la verità , l’io falso ,l’io ambiguo
L’io mio, ch’è s’apre rumoroso tra le figgenti frasi
Si delizia e sazia nella mia anima mostruosa .
Non datemi nulla ,voglio restare senza voce
Chiudermi nell’assorbita pace
Ove il mio verso tace la mia gloria ,
Esecra lacrime di giubilo
Scroscia muto , tra i languori insipidi .
A te che ascolti,
Per questa vita
Te li affido,
Nell'oceano più profondo,
Ed io sarò più leggera,
Vivrò
Senza pensieri
a squillare è la tua voce che voglio
sentire, non quella di Beatrice
Laura o Fiammetta, ti penso come la mia musa
di carne e sangue, il mio confetto rosa
su una spiaggia assolata e felice
se sei un vampiro, io non metto l’aglio
fuori dalla porta, è questa la libertà.
Aspetto un cenno dall’oscurità, dal velo
che ci scopre quando il treno è passato
ma non ha ancora finito la corsa. Il nido
è vuoto, non c’è un profumo di mimosa
a riempirlo, il tuo vestito da sposa
è in soffitta o in cucina, sorrido
del nulla che spesso ha attraversato
i miei giorni scanditi dal gelo.
Sarà un’alba allucinata e febbrile
ad accoglierci alle porte della galassia
in costruzione, ci porteremo dietro
l’anima in fibrillazione e corpi stanchi
per questa attesa sfinita. Mi manchi
da quando eri ancora ombra nello spettro
di questa luce ultra debole. Ora intarsia
le tue gemme, niente più ci è ostile.
Ombre vaganti ne ldeserto dei sentimenti.
Ombre brulicanti nella piazza e nella via;
obbligatoriamente festanti,
vietato il mugugno e la malinconia.
La consegna:una forsennata corsa
verso un unico destino
che echeggia di morte;
ombre:ebbre di insalubre gaudio;
sclerotizzate nelle insane follie;
si fanno beffe di te.
Sagome spettrali.
Non sanno distinguere
il fulgore dal buio.
eternamente rannicchiate in un angolo.
avvolte in colpevole torpore
sotto il sole tondo
oggi tutto splende
e il mio cuore attende.
Gira gira il mondo
pare il finimondo,
tutto sembra perso
nel mio universo.
Scuote forte il mondo
io sono qua in fondo,
ti aspetto vieni giù
non ce la faccio più.
Giro giro tondo
matto questo mondo,
non si sa cosa fa
lui salta qua e là.
Gira gira mondo
sotto il sole tondo
non ho più paura
di quest’avventura:
la luce si accende
ora tutto splende;
vi aspetto sono su
non piangerò mai più.
Dedicata ai bambini che hanno perso la vita nel terremoto di Amatrice, Agosto 2016.

terrore e tonfi al cuore.
Iroso vento, onde a squarciar terreno,
paura, devastazione, nei vicoli e, nelle case,
macerie ad irromper e anime sgretolate.
Furor d'ira e percuoter viscere della terra,
straziar cuori e seppellir vite,
fra cemento e polvere,
visioni a toccar corde di dolore.
Salvaci Signore!
Da catastrofi e orribilanti dolori.
Aiutaci Signore!
Placa anime addolorate e,
coraggio e conforto sia pane quotidiano.
Solidarietà e fratellanza,
ad amarsi l'uno, con l'altro..
In pagliuzze colorate d'intesa
incroci di sguardi, carezze di vento
nel caldo bacio del sole che scalda il cuore.
Una nenia che è un sussurro
in un azzurro pentagramma di note
che abbracciano e cullano
come le onde del mare
in cui si specchia in accordo
l'incanto del cielo
che avvolge e suona
per noi due
una melodia che mai si spegne.
vien da la campagna
che ancor non è mattino.
Vanga una zappa
e ne l’orto già s’adopra il contadino:
scassa l’acqua, abbevera la coltura
e prima ch’il sole sorga tutto
rincasa, col sudato e amato frutto.
Ahi, come dura è quella vita
eppur egli non si duole,
vanga, vanga ma il riso della prole
a sera gli ripaga la fatica,
né si duole di pensieri
perché l’oggi è tutto
e quel che ha tra le mani,
non dell’estrema sorte, amara sì,
ma solo postrema lungo la via
e d’uopo al dopo che verrà, onde ben sa
quanto ogni querula vana sia.
Potess’io esser tale
ma Natura mi fece agli affanni,
son vile invece e non son forte
e ogn’ora temo la morte,
guardo invece al domani e bramo,
onde mi prende, mi involve e mi assale
una noia mortale,
mentre la vita si consuma,
mentre volano gli anni.
che come irrequieta fiera,
gira intorno all’anelata preda.
e in esso poi sorge la vita
abbandonando la sua argilla.
Rende un sorriso al suo lettore,
che non cerca ali diverse,
se non quelle del gran prodigio antico,
nelle orme di ogni pathos.
dell'ornamento sferico del mondo...
...dei suoi astri verticali.
e sogno dell’ovunque,
Si riappropria, del troppo avuto mai… Mai!

Tramonti sfumati e albe trasparenti?
Meglio luci soffuse e corpi bollenti
prima del caffè del mattino. Ci sta tutto
e non vale niente, è l’amore una conchiglia
che una volta dischiusa è coma foglia
in balia del vento. Più ancora è frutto
di cui assaporare la polpa nei momenti
d’estasi e da coltivare a fari spenti.
Sulla spiaggia soffia un vento di maestrale
la luna puoi prenderla al laccio stasera
è qui per noi che la seguiamo con lo sguardo
da punti distanti del meridiano. E’ successo
seguendo le rotte del caso, l’amplesso
è nei sogni di stanotte, non ancora un ricordo
sarà buio anche domani, ma l’atmosfera
è astratta con qualche sfumatura demenziale.
L’abbaglio è una possibilità, ma ogni giorno
che passa è sottratto alla noia del rituale
quotidiano. Ci sono querce e sequoie in cielo
e acque tiepide nel prato sotto casa, agosto
sta per finire, sarà ricordato da un cesto
di rose e orchidee. Più che la nebbia è un velo
sottile che ci nasconde, ho sfogliato il manuale
della pazienza, sono via, ma presto torno.
Ho fatto la lista degli errori e mi sono perso
sono di più quelli da matita rossa, ma spero
di ripeterli, in amore nulla è davvero peccato
se è il cuore a suggerirlo. Ho invertito la rotta
sono partito al momento sbagliato, la vita
era altrove, questo almeno l’avevo capito.
Questo tunnel può sembrare infinito, il semaforo
è sul bianco, non esiste, lo so, ma fa lo stesso.
Un'immensità
Fra miriadi
Giorni, stagioni, anni...
Foglie
I fiori appassiti
In un giorno qualunque
Per distruggere una vita ,una città
Perdere tutto nel buio sgretolando
e finito in polvere è bastato poco
Con le mani scavavano uomini venuti da ogni paese
aiutando disperati e più senza forze
e con la speranza di trovarli ancora vivi
Dolore lacrime lamenti
nella notte di agosto
Stringono il cuore
È tremata la terra e trema ancora
Ma ancor di più tremano le anime
Paura, perdita, pianti e tanto dolore
(Dedico questo hai terremotati di Amatrice)











