La risacca di maggio
allatta nuvole di cristallo,
polpastrelli di luce
intrecciano ancore di sale.
Sabbia di vespro e cotone
è pianoforte di tramontana,
batuffoli di cielo s’argentano,
son fumo di stella fra i miei capelli.
Scucito è il polline dei passi,
raggiera d’onda è minestra di sassi,
uno scoglio è lama di tagliente respiro,
squarcia l’anima come il vento del destino.
allatta nuvole di cristallo,
polpastrelli di luce
intrecciano ancore di sale.
Sabbia di vespro e cotone
è pianoforte di tramontana,
batuffoli di cielo s’argentano,
son fumo di stella fra i miei capelli.
Scucito è il polline dei passi,
raggiera d’onda è minestra di sassi,
uno scoglio è lama di tagliente respiro,
squarcia l’anima come il vento del destino.
Una perversione cercata,assaporata,
come una gustosa pietanza,
trangugiata
nel pieno di un baccanale festoso.
Una portata, dopo portata abbondantemente;
una pancia gonfia,
mai sazia,desiderosa di nuovi piatti;
ingorda di sofisticati dolciumi,
accecato da cospicue libagioni,
quasi smarrito ilsenso di discernimento.
Afferro una preghiera
per placar il tormento.
Ma invanho iniettato
l'antidoto
al veleno della morte
come una gustosa pietanza,
trangugiata
nel pieno di un baccanale festoso.
Una portata, dopo portata abbondantemente;
una pancia gonfia,
mai sazia,desiderosa di nuovi piatti;
ingorda di sofisticati dolciumi,
accecato da cospicue libagioni,
quasi smarrito ilsenso di discernimento.
Afferro una preghiera
per placar il tormento.
Ma invanho iniettato
l'antidoto
al veleno della morte
E quando poi con l'estate
te ne vai
dove poso i pensieri miei
dove chiudo gli occhi per sognare
quando appena te ne vai
ecco settembre
E le stelle giu non cadono
e la pioggia li nella vigna
odore di mosto
odore d'amore
odeore di te...
E quando poi con l'estate tornerai
di me ti ricorderai?
avrai altre braccia tra cui dormire
altri occhi per sognare
altro fiato e altra voce
tra i giorni tuoi...
E le stelle giu cadranno
tra i falò e le braci
tra i sorrisi e i vuoi
qui su questa sabbia
Ma intanto è gia settembre...
te ne vai
dove poso i pensieri miei
dove chiudo gli occhi per sognare
quando appena te ne vai
ecco settembre
E le stelle giu non cadono
e la pioggia li nella vigna
odore di mosto
odore d'amore
odeore di te...
E quando poi con l'estate tornerai
di me ti ricorderai?
avrai altre braccia tra cui dormire
altri occhi per sognare
altro fiato e altra voce
tra i giorni tuoi...
E le stelle giu cadranno
tra i falò e le braci
tra i sorrisi e i vuoi
qui su questa sabbia
Ma intanto è gia settembre...
Pensieri pesanti
sotto le palpebre chiuse.
Prepotentemente scendono
pungono.
Vogliono
riemergere.
Vorrei capire
che vestito indossare oggi.
Forse quello
del coraggio.
E camminare ad un centimetro
dal suolo.
Sospesa...
Magari non avrò il
contatto con la realtà.
Non avrò paura
della mia ombra.
Magari quel vestito mi darà
la giusta misura per combattere ancora.
E’ stato solo il tempo
di mostrarsi e non vedersi,
eravamo cuori nudi e palpitanti
e le carezze …erano immortali.
Ero ebbra
del sole, dell’erba, del mare, del ciel divino.
Vedevo in te cose mia viste o possedute
eri prodigio, quasi miracolo!
eri prodigio, quasi miracolo!
Ah! Non avresti mai dovuto
portare i dadi, i giocattoli di legno,
la tua mente crudele;
non avresti mai dovuto nascondere
le visioni che spegnevano la febbre.
le visioni che spegnevano la febbre.
Ora, nel passeggiare rosso
di un estate poco calda,
incontro la tua sagoma indistinta:
il tuo vestito non ha pieghe,
ma i colori son sbiaditi.
ma i colori son sbiaditi.
Le tue labbra son di pietra,
e di marmo i passi.
Triste!…
Triste!…
Nessun bacio potrebbe mai arrivare qui.
Avrei voluto dirti:
di accendere il tuo fuoco,
indossare l’abito dei sogni…
….che non sai più sognare.
Rosso scaduto!

Rosso scaduto!

Svegliarsi chiedendosi come
sia stato ch'è tutto finito,
il cielo ha slacciato le trame
di un sogno legandolo al dito.
Nel buio assoluto il tuo nome
ritorna da un'eco distante,
circonda la notte, comprime
il fiato, ingannando la mente.
Svegliarsi chiedendomi cosa
sia stato, se un sogno o davvero
un pezzo di vita che posa
nel cuore il più grande mistero.
sia stato ch'è tutto finito,
il cielo ha slacciato le trame
di un sogno legandolo al dito.
Nel buio assoluto il tuo nome
ritorna da un'eco distante,
circonda la notte, comprime
il fiato, ingannando la mente.
Svegliarsi chiedendomi cosa
sia stato, se un sogno o davvero
un pezzo di vita che posa
nel cuore il più grande mistero.
E’ la terra del fuoco e dei Ciclopi
del ratto di Proserpina e delle ninfe
amate dai fiumi. Quel giorno
che il boss salì sulla montagna
“ Questo sarà tutto mio, è sicuro”
disse, il primo scagnozzo quello scuro
annotò tutto sulla lavagna
poi spedì un tweet da un forno
agli assassini. Preparò il caffè
per tutti, poi si dedicò alle api.
E’ noto che a Noto c’è il barocco
e che a Siracusa a maggio
si recitano Sofocle e Euripide
Aristofane incontra Lisistrata
per stendere un trattato di pace
hanno unito la loro voce
e qualcuno ha battuto in ritirata
i boss guardano le corride
e accompagnano le figlie a un saggio
di danza. Il cavallo da corsa è un brocco.
L’autostrada è saltata per aria
stavolta hanno usato il tritolo
e non la lupara, il telecomando
ha funzionato, il televisore si è spento.
I mandorli in fiore e la valle templi
di Agrigento, Pirandello dice
nulla è quello che sembra, invece tace
Montalbano, le Termopili
non sono qui, qui c’è il vento
di scirocco e un atroce canto
di morte. Hanno steso un lenzuolo
bianco, lì ora regna l’incuria.
del ratto di Proserpina e delle ninfe
amate dai fiumi. Quel giorno
che il boss salì sulla montagna
“ Questo sarà tutto mio, è sicuro”
disse, il primo scagnozzo quello scuro
annotò tutto sulla lavagna
poi spedì un tweet da un forno
agli assassini. Preparò il caffè
per tutti, poi si dedicò alle api.
E’ noto che a Noto c’è il barocco
e che a Siracusa a maggio
si recitano Sofocle e Euripide
Aristofane incontra Lisistrata
per stendere un trattato di pace
hanno unito la loro voce
e qualcuno ha battuto in ritirata
i boss guardano le corride
e accompagnano le figlie a un saggio
di danza. Il cavallo da corsa è un brocco.
L’autostrada è saltata per aria
stavolta hanno usato il tritolo
e non la lupara, il telecomando
ha funzionato, il televisore si è spento.
I mandorli in fiore e la valle templi
di Agrigento, Pirandello dice
nulla è quello che sembra, invece tace
Montalbano, le Termopili
non sono qui, qui c’è il vento
di scirocco e un atroce canto
di morte. Hanno steso un lenzuolo
bianco, lì ora regna l’incuria.
I sogni che te nascheno dar core
e crescheno colorati come ‘n fiore
nun sono fatui, ‘n immaginazione
ma della realtà, anticipazione.
Prenni na sera ar Pincio, a Roma mia
accenni a luna nella prateria
d’un cielo blu che ospita le stelle
sceji con cura quelle, le più belle.
Poi lassa score er ponentino
fra li capelli de chi te sta vicino,
una carezza dai a la città
che, ‘n curiosita, resta ad osservà.
E nun me di che sta situazione ambita
nun l’hai mai sfruttata ‘na vorta nella vita!
E’ er frutto d’un sogno e nun der caso
pe certe cose nun poi annà a naso !
E che all’omo pare tutto realtà
ciò che vorebbe da realizzà.
E, ‘nvece sono sogni assai sofferti
fatti cor core ma co li occhi aperti.
e crescheno colorati come ‘n fiore
nun sono fatui, ‘n immaginazione
ma della realtà, anticipazione.
Prenni na sera ar Pincio, a Roma mia
accenni a luna nella prateria
d’un cielo blu che ospita le stelle
sceji con cura quelle, le più belle.
Poi lassa score er ponentino
fra li capelli de chi te sta vicino,
una carezza dai a la città
che, ‘n curiosita, resta ad osservà.
E nun me di che sta situazione ambita
nun l’hai mai sfruttata ‘na vorta nella vita!
E’ er frutto d’un sogno e nun der caso
pe certe cose nun poi annà a naso !
E che all’omo pare tutto realtà
ciò che vorebbe da realizzà.
E, ‘nvece sono sogni assai sofferti
fatti cor core ma co li occhi aperti.
Raggrinzo le lacrime del tempo
per fiorir sulle tue labbra
come un merletto di stelle
trafitto d’origami d’autunno.
S’accendono apostrofi di cielo,
lentiggine di mimosa
allatta quei cocci d’oscura marea
ed io mi perdo fra compleanni d’aurora,
in quel tuo sguardo che è vendemmia d’agosto.
Raccolgo fiammiferi di luna spenta,
zucchero filato è l’orchestra del vento,
bramo l’orbita sensoriale del tuo cuore
per fiorir sulle tue labbra come un piccolo dolore.
per fiorir sulle tue labbra
come un merletto di stelle
trafitto d’origami d’autunno.
S’accendono apostrofi di cielo,
lentiggine di mimosa
allatta quei cocci d’oscura marea
ed io mi perdo fra compleanni d’aurora,
in quel tuo sguardo che è vendemmia d’agosto.
Raccolgo fiammiferi di luna spenta,
zucchero filato è l’orchestra del vento,
bramo l’orbita sensoriale del tuo cuore
per fiorir sulle tue labbra come un piccolo dolore.
Era solo ieri ch’ai passeri ridevi
e tremulo di brezza all’aure
andavi mormorando,
e alle ceruli soglie.
Fanciullo ancor, non pensavi a quel dì,
Eppur divelto d’avverso fato
Su di un verde prato
Oggi posano le tue spoglie.
Oh, mio giovane pioppo,
guardo le tue radici, le morte foglie
e mentre il cuor tuo tace
d’intorno frascosi sussurri e queruli accenti
rompono la pace.
Senti… s’avanza il giorno, e pure il sole,
e il tuo riposo, pur mesto,
forse così è men greve;
io non so se
e quanto sia più lieve,
ma così vorrei quando il cuor mio soccomba,
che non nella fredda terra
e nella solitudine della tomba.
e tremulo di brezza all’aure
andavi mormorando,
e alle ceruli soglie.
Fanciullo ancor, non pensavi a quel dì,
Eppur divelto d’avverso fato
Su di un verde prato
Oggi posano le tue spoglie.
Oh, mio giovane pioppo,
guardo le tue radici, le morte foglie
e mentre il cuor tuo tace
d’intorno frascosi sussurri e queruli accenti
rompono la pace.
Senti… s’avanza il giorno, e pure il sole,
e il tuo riposo, pur mesto,
forse così è men greve;
io non so se
e quanto sia più lieve,
ma così vorrei quando il cuor mio soccomba,
che non nella fredda terra
e nella solitudine della tomba.
In questa notte serena
rivolgo a te,Vergine madre
reconditi pensieri.
Una manina ti ha bussato
per nove mesi nel grembo;
un dolce sussulto;
la promessa di un nuovo Regno;
io ti prometto,dolce madre celeste:
tratterò i figli poveri
come membri di un reame;
manderò i ricchi a casa
senza un pezzo di pane.
Il dono della profezia
avrai,come estremo segno
di Grazia.
Straordinarie apparizioni
a popoli di ogni razza.
A Lourdes:circondata
da una corona di stelle;
a Fatima:da un regale manto bianco
vestita;
a Le Salette:una tenaglia e una croce
penderanno dal collo.
Fiero ammonimento e ricordo
del mio Calvario.
Sogno, o Madre,ciò che per l'ateo
è utopia.
Sogno un luminoso avvenire,
sorgente su ciascun uomo
che saprà restare piccolo.
rivolgo a te,Vergine madre
reconditi pensieri.
Una manina ti ha bussato
per nove mesi nel grembo;
un dolce sussulto;
la promessa di un nuovo Regno;
io ti prometto,dolce madre celeste:
tratterò i figli poveri
come membri di un reame;
manderò i ricchi a casa
senza un pezzo di pane.
Il dono della profezia
avrai,come estremo segno
di Grazia.
Straordinarie apparizioni
a popoli di ogni razza.
A Lourdes:circondata
da una corona di stelle;
a Fatima:da un regale manto bianco
vestita;
a Le Salette:una tenaglia e una croce
penderanno dal collo.
Fiero ammonimento e ricordo
del mio Calvario.
Sogno, o Madre,ciò che per l'ateo
è utopia.
Sogno un luminoso avvenire,
sorgente su ciascun uomo
che saprà restare piccolo.
Gira la ruota del destino
calpesta chianche di speranze avulse,
ornando vedute di specchiate realtà
mentre scivola lentamente sui sentieri della vita
tra i raggi a filmare segmenti di serenità.
Sbircia da lontano casupole silenziose
il cielo accarezza i tetti sussurrando,
un campanile lì all’ammiro, è posto omertoso
con campane pronte a risuonare al mondo.
Dita vezzeggiano l’aria
pennellano linee a marcare il fato
d’una infanzia imbastita da ricercati ricordi,
cigola ancora quel vecchio carro in solitaria
macina concerti rivestiti di memoria
al pensiero a venire di presto mattino.
Miraggi di tempo tra le montagne riflessi,
vogliosi occhi a spiare l’abbagliante sole,
l’anima filtra nei vuoti d’una sottile voce,
la voce d’un cuore che parla
alla ruota del destino
nel cantico infinito d’un amor trovato.
Mentre l'alba nasce,
vorrei spegnermi.
Immagini fra passato
e presente.
La domanda arriva
come un fulmine.
Che senso ha ?
Mi divide in due
quel fulmine.
Vorrei
tornare indietro.
Vorrei averti
vorrei non pensare.
Ma la luce arriva forte
e prepotente.
Ad illuminare la realtà
che vorrei bruciare...
vorrei spegnermi.
Immagini fra passato
e presente.
La domanda arriva
come un fulmine.
Che senso ha ?
Mi divide in due
quel fulmine.
Vorrei
tornare indietro.
Vorrei averti
vorrei non pensare.
Ma la luce arriva forte
e prepotente.
Ad illuminare la realtà
che vorrei bruciare...









