Io t'invoco, oh Fortuna
vieni a me,
avvolgendomi con il tuo soffice mantello

Ti aspetto in ogni momento,
come la pioggia in un solitario deserto

Fammi alloggiare dentro di te
e non lasciarmi mai andare
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Profilo Autore: LyricAle  

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La risacca di maggio

allatta nuvole di cristallo,

polpastrelli di luce

intrecciano ancore di sale.


Sabbia di vespro e cotone

è pianoforte di tramontana,

batuffoli di cielo s’argentano,

son fumo di stella fra i miei capelli.


Scucito è il polline dei passi,

raggiera d’onda è minestra di sassi,

uno scoglio è lama di tagliente respiro,

squarcia l’anima come il vento del destino.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Una perversione cercata,assaporata,
come una gustosa pietanza,
trangugiata
nel pieno di un baccanale festoso.
Una portata, dopo portata abbondantemente;
una pancia gonfia,
mai sazia,desiderosa di nuovi piatti;
ingorda di sofisticati dolciumi,
accecato da cospicue libagioni,
quasi smarrito ilsenso di discernimento.
Afferro una preghiera
per placar il tormento.
Ma invanho iniettato
l'antidoto
al veleno della morte
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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E quando poi con l'estate
te ne vai
dove poso i pensieri miei
dove chiudo gli occhi per sognare
quando appena te ne vai
ecco settembre
E le stelle giu non cadono
e la pioggia li nella vigna
odore di mosto 
odore d'amore
odeore di te...

E quando poi con l'estate tornerai
di me ti ricorderai?
avrai altre braccia tra cui dormire
altri occhi per sognare
altro fiato e altra voce 
tra i giorni tuoi...
E le stelle giu cadranno
tra i falò e le braci
tra i sorrisi e i vuoi
qui su questa sabbia
Ma intanto è gia settembre...
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Profilo Autore: fgl  

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Ricordi d'intonati arpeggi
sulle corde del cuore
divenute poi effigi
di lugubri cimiteri.

Ma il mio pensiero
è sempre lì...


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Profilo Autore: Grace D  

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Pensieri pesanti
sotto le palpebre chiuse.

                    Prepotentemente scendono
                    pungono.

          Vogliono
          riemergere.

                    Vorrei capire
                    che vestito indossare oggi.

          Forse quello
          del coraggio.

                    E camminare ad un centimetro 
                    dal suolo.

          Sospesa...

                    Magari non avrò il
                    contatto con la realtà.

          Non avrò paura
          della mia ombra.

Magari quel vestito mi darà
la giusta misura per combattere ancora.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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E’ stato solo  il tempo
di mostrarsi e non vedersi,
eravamo cuori nudi e palpitanti
  e le carezze …erano immortali.


Ero ebbra
del sole, dell’erba, del mare, del ciel divino.
Vedevo in te cose mia viste o possedute
eri prodigio, quasi miracolo!



 Ah!  Non avresti mai  dovuto
portare i dadi, i giocattoli di legno,
 la tua mente crudele;
non avresti mai dovuto nascondere
le visioni che spegnevano la febbre.



Ora, nel passeggiare rosso
 di un estate poco calda,
incontro la tua sagoma indistinta:
il tuo vestito non ha pieghe,
ma i colori son sbiaditi.



Le tue labbra son di  pietra,
 e di marmo i passi.
Triste!…
     Nessun bacio potrebbe  mai arrivare qui.



Avrei voluto dirti:
di accendere il tuo fuoco,
indossare l’abito dei sogni…
….che non sai più sognare.
Rosso scaduto!



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Profilo Autore: Hera  

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Svegliarsi chiedendosi come

sia stato ch'è tutto finito,

il cielo ha slacciato le trame

di un sogno legandolo al dito.




Nel buio assoluto il tuo nome

ritorna da un'eco distante,

circonda la notte, comprime

il fiato, ingannando la mente.




Svegliarsi chiedendomi cosa

sia stato, se un sogno o davvero

un pezzo di vita che posa

nel cuore il più grande mistero.
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Profilo Autore: perlanera  

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E’ la terra del fuoco e dei Ciclopi

del ratto di Proserpina e delle ninfe

amate dai fiumi. Quel giorno

che il boss salì sulla montagna

“ Questo sarà tutto mio, è sicuro”

disse, il primo scagnozzo quello scuro

annotò tutto sulla lavagna

poi spedì un tweet da un forno

agli assassini. Preparò il caffè

per tutti, poi si dedicò alle api.



E’ noto che a Noto c’è il barocco

e che a Siracusa a maggio

si recitano Sofocle e Euripide

Aristofane incontra Lisistrata

per stendere un trattato di pace

hanno unito la loro voce

e qualcuno ha battuto in ritirata

i boss guardano le corride

e accompagnano le figlie a un saggio

di danza. Il cavallo da corsa è un brocco.



L’autostrada è saltata per aria

stavolta hanno usato il tritolo

e non la lupara, il telecomando

ha funzionato, il televisore si è spento.

I mandorli in fiore e la valle templi

di Agrigento, Pirandello dice

nulla è quello che sembra, invece tace

Montalbano, le Termopili

non sono qui, qui c’è il vento

di scirocco e un atroce canto

di morte. Hanno steso un lenzuolo

bianco, lì ora regna l’incuria.
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Profilo Autore: mybackpages  

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I sogni che te nascheno dar core

e crescheno colorati come ‘n fiore

nun sono fatui, ‘n immaginazione

ma della realtà, anticipazione.

Prenni na sera ar Pincio, a Roma mia

accenni a luna nella prateria

d’un cielo blu che ospita le stelle

sceji con cura quelle, le più belle.

Poi lassa score er ponentino

fra li capelli de chi te sta vicino,

una carezza dai a la città

che, ‘n curiosita, resta ad osservà.

E nun me di che sta situazione ambita

nun l’hai mai sfruttata ‘na vorta nella vita!

E’ er frutto d’un sogno e nun der caso

pe certe cose nun poi annà a naso !

E che all’omo pare tutto realtà

ciò che vorebbe da realizzà.

E, ‘nvece sono sogni assai sofferti

fatti cor core ma co li occhi aperti.
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Profilo Autore: Bronson  

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Raggrinzo le lacrime del tempo

per fiorir sulle tue labbra

come un merletto di stelle

trafitto d’origami d’autunno.


S’accendono apostrofi di cielo,

lentiggine di mimosa

allatta quei cocci d’oscura marea

ed io mi perdo fra compleanni d’aurora,

in quel tuo sguardo che è vendemmia d’agosto.


Raccolgo fiammiferi di luna spenta,

zucchero filato è l’orchestra del vento,

bramo l’orbita sensoriale del tuo cuore

per fiorir sulle tue labbra come un piccolo dolore.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Era solo ieri ch’ai passeri ridevi

e tremulo di brezza all’aure

andavi mormorando,

e alle ceruli soglie.

Fanciullo ancor, non pensavi a quel dì,

Eppur divelto d’avverso fato

Su di un verde prato

Oggi posano le tue spoglie.

Oh, mio giovane pioppo,

guardo le tue radici, le morte foglie

e mentre il cuor tuo tace

d’intorno frascosi sussurri e queruli accenti

rompono la pace.

Senti… s’avanza il giorno, e pure il sole,

e il tuo riposo, pur mesto,

forse così è men greve;

io non so se

e quanto sia più lieve,

ma così vorrei quando il cuor mio soccomba,

che non nella fredda terra

e nella solitudine della tomba.
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Profilo Autore: Pietro Luciano  

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In questa notte serena
rivolgo a te,Vergine madre
reconditi pensieri.
Una manina ti ha bussato
per nove mesi nel grembo;
un dolce sussulto;
la promessa di un nuovo Regno;
io ti prometto,dolce madre celeste:
tratterò i figli poveri
come membri di un reame;
manderò i ricchi a casa
senza un pezzo di pane.
Il dono della profezia
avrai,come estremo segno
di Grazia.
Straordinarie apparizioni
a popoli di ogni razza.
A Lourdes:circondata
da una corona di stelle;
a Fatima:da un regale manto bianco
vestita;
a Le Salette:una tenaglia e una croce
penderanno dal collo.
Fiero ammonimento e ricordo
del mio Calvario.
Sogno, o Madre,ciò che per l'ateo
è utopia.
Sogno un luminoso avvenire,
sorgente su ciascun uomo
che saprà restare piccolo.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Gira la ruota del destino
calpesta chianche di speranze avulse,
ornando vedute di specchiate realtà
mentre scivola lentamente sui sentieri della vita
tra i raggi a filmare segmenti di serenità.

Sbircia da lontano casupole silenziose
il cielo accarezza i tetti sussurrando, 
un campanile lì all’ammiro, è posto omertoso
con campane pronte a risuonare al mondo.

Dita vezzeggiano l’aria
pennellano linee a marcare il fato
d’una infanzia imbastita da ricercati ricordi,
cigola ancora quel vecchio carro in solitaria
macina concerti rivestiti di memoria
al pensiero a venire di presto mattino.

Miraggi di tempo tra le montagne riflessi,
vogliosi occhi a spiare l’abbagliante sole,
l’anima filtra nei vuoti d’una sottile voce,
la voce d’un cuore che parla
alla ruota del destino
nel cantico infinito d’un amor trovato.
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Profilo Autore: Giovanni Monopoli  

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Mentre l'alba nasce,
vorrei spegnermi.

Immagini fra passato
e presente.

La domanda arriva
come un fulmine.

Che senso ha ?

Mi divide in due
quel fulmine.

Vorrei
tornare indietro.

Vorrei averti
vorrei non pensare.

Ma la luce arriva forte
e prepotente.

Ad illuminare la realtà
che vorrei bruciare...
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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